Basi della comunione

Basi della comunione tra Movimenti e Comunità cristiani

Alcuni responsabili di Movimenti e Comunità cristiani dal 1999 si sono sentiti spinti dallo Spirito Santo ad intraprendere un cammino di comunione uniti nel nome di Gesù. Le varie tappe del percorso finora compiuto ci fanno pensare che sia stato Lui la guida; e allo stesso tempo indicano le caratteristiche di tale comunione anche per il futuro.[1]

I. – Spirito

  1. Il Vangelo ci ha guidati ad un patto d’amore reciproco secondo il comandamento nuovo di Gesù[2], fondamento della nostra comunione.
  2. L’amore reciproco fa sperimentare la presenza di Cristo secondo la sua promessa: “Dove due o tre sono uniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.”[3] È questo il senso vero di ogni incontro o attività in comune: Gesù in mezzo a noi.
  3. Uno degli effetti di tale amore è mettere in evidenza il carisma dell’altro, il dono di Dio, di cui e per cui ogni Movimento o Comunità vive. E’ un amore pronto a “portare i pesi gli uni degli altri”[4] e a “considerare gli altri superiori a se stesso”[5], che fa vivere da riconciliati: perdonando e chiedendo perdono, sia nei rapporti personali che in quelli tra i Movimenti e Comunità.
  4. E’ un amore che aiuta a superare i pregiudizi, apre cuore ed anima ad accogliere l’esperienza nello Spirito degli altri, creando tra uomini e donne di vari Movimenti e Comunità rapporti disinteressati e fraterni [6].
  5. Ogni Movimento o Comunità ha un suo fine specifico. I carismi che Dio ha affidato loro rappresentano la Sua risposta ai bisogni dei nostri tempi[7]. Ciascuno proietta una luce nata dallo Spirito Santo come risposta ad una particolare “notte” della nostra epoca.[8]
  6. Nella prima Lettera ai Corinzi[9] Paolo descrive come deve essere il rapporto tra i carismi per rendere visibile Cristo. Non conta dunque la grandezza o l’estensione di un Movimento o di una Comunità, ma il fatto che esso porti un dono dello Spirito e che entri in comunione con gli altri.
  7. Movimenti e Comunità che fanno parte di tale comunione sono espressione carismatica prevalentemente laica del popolo di Dio.

II. – Esperienze e cultura della collaborazione

  1. Il nostro cammino comune è caratterizzato dall’ascolto della Parola di Dio. Insieme vogliamo vivere e testimoniare il Vangelo in questo nostro tempo.
  2. La comunione incrementa l’unità. Sperimentiamo che Dio raduna il suo popolo. Vogliamo servire l’unità del popolo di Dio, ciascuno in comunione con la propria Chiesa.
  3. Abbiamo ascoltato l’esortazione: “Europa, alzati!”[10] La nostra comunione ha uno scopo: è “per l’Europa” e per la sua unità, per rafforzare l’anima dell’Europa, anche partecipando ai processi culturali sociali e politici.
  4. Ogni Movimento o Comunità – fedele al proprio carisma e alla propria vocazione – collabora, dove e quando è possibile, per scopi comuni, come ci siamo impegnati con i Messaggi finali di “Insieme per l’Europa” 2004 e 2007.
  5. La nostra collaborazione riguarda anche eventuali progetti promossi da un singolo Movimento o da alcuni Movimenti, per un tempo determinato, liberamente e secondo le disponibilità proprie di ciascun Movimento.
  6. Non si tratta di un’unità organizzativa né di una nuova struttura, ma di una comunione di amici in Cristo.

III. – “Amici di Insieme per l’Europa”

  1. Degli “Amici di Insieme per l’Europa” possono far parte i responsabili di Movimenti e Comunità cristiani, che sono pronti a:

– vivere il patto dell’amore reciproco con gli altri Movimenti e Comunità;

– diffondere lo spirito della comunione nel proprio Movimento o Comunità;

– condividere i Messaggi di Stoccarda 2004 e 2007;

– servire concretamente la comunione tra Movimenti e Comunità investendovi anche tempo e risorse.

15. In comunione con la propria Chiesa guardano alle altre Chiese e Comunità ecclesiali con rispetto e simpatia.

16. Ascoltando insieme lo Spirito Santo, colgono la sua luce per poter leggere i segni dei tempi, adempiendo con ciò un servizio profetico.

17. Con gli incontri annuali a livello europeo, su invito del Comitato d’orientamento, alimentano la comunione fra gli “Amici di Insieme per l’Europa”, si aggiornano reciprocamente sugli sviluppi della comunione e si prendono decisioni su eventuali iniziative comuni.

18. Alla luce del carisma ricevuto, gli “Amici” approfondiscono durante i loro incontri annuali di volta in volta una sfida importante del continente europeo, per discernere come far fruttare i loro carismi per il bene dell’umanità.

19. Gli “Amici di Insieme per l’Europa” promuovono la comunione e la collaborazione a livello nazionale e organizzano incontri nazionali.

IV. – Comitato d’orientamento

  1. I membri del Comitato d’orientamento sono normalmente i responsabili centrali di un Movimento o di una Comunità e vengono nominati dallo stesso Comitato d’orientamento. Chi è scaduto dall’incarico può restare nel Comitato d’orientamento come testimone della storia comune.
  2. I membri del Comitato d’orientamento vivono tra loro in profonda comunione perché sia modello per tutte le realtà di comunione tra i Movimenti e le Comunità. Hanno – per così dire – una “seconda vocazione”, sentendosi chiamati a vivere non solo per il proprio Movimento o la propria Comunità, ma a servire concretamente la comunione tra essi.
  3. Custodiscono e promuovono in questo modo “spirito” e “esperienze e cultura della collaborazione” come descritto nei capitoli I e II.
  4. Il Comitato d’orientamento prepara gli incontri degli “Amici di Insieme per l’Europa” e segue con simpatia ed incoraggia ogni iniziativa di comunione in Europa e nel mondo in questo spirito.
  5. Decide sull’ammissione di nuovi membri degli “Amici di Insieme per l’Europa” con il consenso di almeno due membri del Comitato d’orientamento e l’informazione di tutto il Comitato.

Noi, qui riuniti a Roma l’11 novembre 2009, presso la Comunità di Sant’Egidio, restando uniti nel patto d’amore reciproco, proponiamo di continuare questo cammino insieme nella piena fiducia nell’assistenza e guida dello Spirito Santo.

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[1] “Lo spartito è scritto in cielo. Quando c’incontriamo vogliamo ascoltare insieme lo Spirito Santo. Lui ci farà capire come andare avanti” (Chiara Lubich al primo incontro di Responsabili di Movimenti e Comunità di varie Chiese – Ottmaring, 31 ottobre 1999). “Abbiamo vissuto dei momenti grandi, storici. Sono come segnali stradali che ci indicheranno anche in futuro la strada. Dobbiamo essere fedeli a ciò che Dio ci ha fatto vivere e raccontare questa storia.” (Helmut Nicklas, uno dei pionieri di questa comunione, pochi giorni prima della sua morte).

[2] Gv 13,34

[3] Mt 18,20

[4] Gal 6,2

[5] Fil 2,3

[6] Andrea Riccardi, “Europa: storia e spirito” Stoccarda, 8 maggio 2004: “L’Europa dello Spirito comincia quando un uomo apre il suo cuore alla Parola di Dio, anzi quando ritrova il suo cuore e comincia a non vivere più per se stesso. I Movimenti, fatti di donne e di uomini che hanno ricevuto il dono del Vangelo, comunicano questa vita all’Europa. Tante sono le conseguenze sulla loro esistenza e su quella collettiva: sono i frutti dello Spirito”.

[7] Vedi “Messaggio di Giovanni Paolo II ai partecipanti al Congresso mondiale dei Movimenti ecclesiali” (Roma, 27-29 maggio 1998; copyright Libreria Editrice Vaticana) dove dice, tra l’altro, parlando della dimensione istituzionale e carismatica della Chiesa: “Ambedue sono co-essenziali alla costituzione divina della Chiesa fondata da Gesù.”

[8] Cfr. Chiara Lubich, “Per una cultura di comunione” Stoccarda, 12 maggio 2007.

[9] 1 Cor 12,4-27

[10] Cfr. Andrea Riccardi, ibidem