«Prego affinché lo spirito di dialogo che abbiamo vissuto a Bruxelles possa diffondersi in tutto il mondo». Con queste parole Luca, rumeno, testimonia quel «qualcosa di speciale, qualcosa di grande» che ha toccato profondamente l’anima di chi ha partecipato agli eventi di Insieme per l’Europa dall’11 al 13 maggio 2026 a Bruxelles.
Stiamo raccogliendo e mettendo a disposizione i diversi materiali di quelle giornate intense, di cui la mattinata trascorsa al Parlamento Europeo ha rappresentato solo una parte.
Il ricco programma del pomeriggio del giorno precedente si è articolato in vari workshops, per poi concludersi con una celebrazione ecumenica presso la Chapelle de l’Europe (Cappella d’Europa), all’esterno della quale campeggia la scritta: “L’Europa ha un’anima”.
La celebrazione è stata curata dal gruppo locale di Insieme per l’Europa e si è aperta con il canto: “Scegliamo la Pace”. Sono stati giorni in cui la pace è stata davvero scelta e costruita attivamente.
Al momento dei saluti si sentiva ripetere: “L’Europa di domani ha già iniziato a camminare. Ed ha il volto di questi giovani.”
Materiali e Approfondimenti
Di seguito, ecco i link per rivedere ed approfondire alcuni momenti dell’evento:
Giovani di Insieme per l’Europa animano Bruxelles con entusiasmo
Il quartiere europeo di Bruxelles è un dedalo di uffici, sedi e agenzie che operano nell’Unione Europea, le cui sigle a volte sembrano degli scioglilingua. Lungo le sue strade s’aggirano funzionari e dirigenti dall’aria seria e professionale. Percorrendole si sentono parlare lingue differenti e s’incontrano abitudini singolari. Eppure, da tale varietà non si ricava un’impressione di confusione, perché il tutto è sostenuto da una grande compostezza. Tale sonnacchioso ordine è stato brevemente interrotto nei giorni dall’11 al 13 maggio, quando un gruppo di circa 100 entusiasti giovani si è mosso fra le istituzioni dell’Unione Europea mettendoci impegno e passione. Non erano una scolaresca in gita, tutt’altro! Erano i giovani di Insieme per l’Europa, preparati e ispirati, i quali vivono l’Europa non come un traguardo da raggiungere, ma come il loro sicuro punto di partenza per affacciarsi al mondo intero.
Dialogo in tempi di crisi
Con loro c’erano alcuni eurodeputati e altre personalità pubbliche: Andrea Wechsler, Antonella Sberna, Leoluca Orlando, Eduard Heger, Jeff Fountain, Giuseppe Lupo, Miriam Lexmann, Gerhard Pross, Nicole Grochowina…. Sono nomi altisonanti: vogliamo citare le loro nazioni di appartenenza? Forse non ce n’è bisogno: erano europei. Aggiungere che si trattava di italiani, di slovacchi, di tedeschi, di olandesi, di austriaci… non aiuta granché alla comprensione delle ragioni che hanno condotto tutti costoro a incontrarsi con i giovani. Tali ragioni partono dall’attuale situazione di crisi, nella quale sembra che non ci sia spazio per l’unità fra i popoli e le nazioni. Nessuno riesce più a garantire nemmeno la pace.
Unità invece di divisioni e conflitti
In un contesto siffatto, Insieme per l’Europa ha voluto mostrare che l’unità non un’opzione, ma segna la trama dell’evoluzione storica dei popoli europei. E se oggi tale trama pare seppellita sotto le macerie dei conflitti in atto, Insieme per l’Europa si prefigge il compito di riportarla alla luce, offrendo la propria esperienza di collaborazione fra i cristiani come una via per ricostruire l’architettura europea sulle fondamenta dell’unità. Tutti insieme: membri di Chiese diverse, cittadini di diversi Paesi e, soprattutto, persone di differenti generazioni. Giovani, adulti e anziani abitano questo lacerante presente e solo mettendosi insieme possono risolverne le contraddizioni.
Patto intergenerazionale per un’Europa globale e solidale
La sfida, dunque, è anche intergenerazionale. Per questo i giovani di Insieme per l’Europa hanno voluto offrire agli europarlamentari e alle personalità presenti un Patto intergenerazionale>>, nel quale si fissa il reciproco impegno ad agire per un’Europa fucina di pace e solidarietà. Da dove venivano i 100 giovani partecipanti? Oltre agli europei (anche qui, poco importa che erano austriaci, belgi, finlandesi, italiani, olandesi, rumeni, scozzesi, slovacchi, svedesi, tedeschi, ungheresi…) c’erano brasiliani, canadesi, cinesi, colombiani, messicani, statunitensi, sudafricani… Perché l’Europa non vive per sé, giacché la sua vocazione è dispiegarsi sul piano globale, mettendo a disposizione il suo corredo di valori forgiati nel cristianesimo, vissuti nel dialogo ecumenico, amplificati dai lucidi progetti dei giovani di Insieme per l’Europa.
interrogandosi sull’identità dell’Unione europea e sul senso di sviluppare, concretamente, una cittadinanza europea. Questa la proposta della rete ecumenica Insieme per l’Europa, che sabato 9 maggio ha dato vita all’evento “Una luce per l’Europa nel crepuscolo globale”, negli spazi del Teatro Rossini, da dove don Luigi Sturzo nel 1919 lanciò l’Appello ai liberi e forti. Protagonisti: giovani e rappresentanti del mondo accademico e politico, chiamati a riflettere insieme sui valori fondanti dell’Ue nel contesto globale attuale. Un “crepuscolo” poiché caratterizzato da conflitti e crisi.
A guidare la riflessione…
tra intermezzi musicali dal vivo, sei giovani del gruppo Ut Omnes nato da alcuni universitari della Lumsa e ora esteso ad altri atenei, che nei prossimi giorni saranno al Parlamento europeo per un confronto con i parlamentari e la sottoscrizione di un “Patto intergenerazionale”. Al centro del dibattito, il tema della cittadinanza europea, non limitata alla sola dimensione istituzionale. Del resto, come ha sottolineato nel suo intervento il giovane Mattia Federici, in questi decenni l’Ue ha costruito «un patrimonio straordinario» sul piano economico, giuridico e istituzionale, senza però riuscire a radicare pienamente nei cittadini un autentico sentimento di appartenenza comune. La cittadinanza europea, ha osservato, «esiste solo nei trattati e nei diritti di voto».
Da qui la proposta di…
rilanciare il progetto europeo attraverso una nuova narrazione, investendo nell’educazione civica e in una maggiore partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. Ma questo, ha sottolineato Alessandra Arcidiacono, un’altra dei giovani presenti al dibattito, non basta: «La cittadinanza è fatta di leggi, culture, lingue e tradizioni, ma a tenere insieme tutto deve essere l’anima». Un’anima già presente nelle nuove generazioni: «I giovani vivono già l’Europa prima ancora di definirla – ha osservato -. Per loro l’Europa non è il punto d’arrivo ma di partenza».
A offrire una lettura geopolitica dell’attuale momento storico…
è stato Pasquale Ferrara, ambasciatore ed ex direttore politico del ministero degli Affari Esteri, che ha invitato i presenti a riscoprire la vocazione originaria dell’Europa come spazio di dialogo e convivenza. Partendo da una critica a ogni concezione “chiusa” dell’identità europea, sostenendo che la cittadinanza non può essere fondata esclusivamente sul sangue o sulla discendenza, e citando il giurista Luigi Ferrajoli e la sua idea di una Costituzione per la Terra, Ferrara ha sottolineato la necessità di una cittadinanza europea inserita in una più ampia prospettiva di cittadinanza universale. Un obiettivo raggiungibile se si supera l’immagine delle “radici” per adottare quella del “fiume”: un’identità che cambia, cresce e si trasforma senza perdere continuità. Una metafora che, per il diplomatico, descrive bene la natura dell’Europa, chiamata a tenere insieme le pluralità. In fondo, l’Europa «ha insegnato al mondo che i conflitti possono essere governati attraverso il diritto e il confronto politico». Ecco perché, in uno scenario segnato dal ritorno della forza delle armi, il Vecchio Continente dovrebbe distinguersi quale «forza gentile», capace di governare senza cedere alla logica della violenza.
Il lungo pomeriggio si èconcluso…
con una preghiera ecumenica nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, apertasi con i saluti di monsignor Marco Gnavi, incaricato dell’Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti della diocesi di Roma, e scandita dalle orazioni per la pace pregate da luterani, anglicani, presbiteriani, evangelicali, metodisti, ortodossi e cattolici.
Gruppo giovani Ut Omens_IpE Roma 9.5.2026_Foto D.GollerPasquale Ferrara e Alberto Lo Presti_IpE Roma 9.5.2026_Foto D.GollerGiornata dell’Europa_ IpE Roma 9.5.2026_Foto D.GollerEvento in sala_IpE Roma 9.5.2026_Foto G. GiottoliPreghiera ecumenica_IpE Roma 9.5.2026_Foto G. CiottoliPreghiera ecumenica_IpE Roma 9.5.2026_Foto G. CiottoliPreghiera ecumenica_IpE Roma 9.5.2026_Foto G. Ciottoli
L’obiettivo dei giovani è quello di ispirare i leader europei a elaborare leggi e politiche che diano priorità alle relazioni umane, alla coesione sociale e alla pace duratura. In sostanza, l’iniziativa mira a dare un’“anima” al discorso politico, assicurando che il futuro legislativo dell’Europa sia radicato in valori che uniscono anziché dividere.
I valori fondamentali – strumenti pratici
In un contesto globale sempre più caratterizzato da conflitti e instabilità, gli organizzatori ritengono che il momento sia cruciale. Essi sostengono che, per affrontare le crisi moderne, l’Europa debba ritrovare le proprie radici cristiane — in particolare i valori fondamentali del perdono e della cooperazione. Per le giovani generazioni, questi non sono solo concetti astratti, ma strumenti pratici essenziali per promuovere l’armonia tra gruppi diversi in un mondo incerto.
Il Programma e il Patto Intergenerazionale
Il programma includerà uno scambio di esperienze, un dialogo sul tema dell’ordine internazionale e contributi su alcune delle questioni cruciali di oggi. Verrà presentato un Patto Intergenerazionale(clicca qui >>),che richiederà un impegno alla collaborazione tra le diverse fasce d’età. Tra coloro che parteciperanno alle discussioni incentrate sulla visione dell’unità europea ci saranno rappresentanti di vari partiti politici.
Per chi desidera seguire l’evento online, i dettagli sono riportati di seguito (si prega di tenere presente il fuso orario. A Bruxelles, la diretta streaming sarà dalle 10.00 alle 13.00).
Sabato 9 maggio – ore 17 “Una luce per l’Europa nel crepuscolo globale“
Teatro Rossini, Piazza S. Chiara n. 14 – Roma
In occasione della Giornata dell’Europa, la rete Insieme per l’Europa, come da tradizione pluriennale condivisa in numerose città e Paesi del continente, promuove a Roma un evento pubblico per riaffermare e testimoniare i valori fondanti dell’Unione Europea: pace, integrazione e cooperazione democratica.
Nel contesto di un “crepuscolo globale” sempre più inquietante, segnato da conflitti, frammentazioni e spinte nazionalistiche, l’iniziativa assume – come già lo scorso anno – un marcato carattere intergenerazionale. Accanto al contributo di esperti di alto profilo, i giovani prenderanno la parola per esprimere attese, visioni e impegno nel rileggere e attualizzare le radici storiche e spirituali dell’Europa, superare le sue fragilità, far risplendere la bellezza e la ricchezza della cittadinanza europea, aperta a una prospettiva di cittadinanza universale.
Interventi
Pasquale Ferrara
Ambasciatore, già Direttore Politico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Alberto Lo Presti
Storia delle Dottrine Politiche – Università LUMSA di Roma
Giovani studiosi in Scienze politiche e Relazioni internazionali di Ut Omnes*
Un segno ecumenico di pace – Come ogni anno, l’evento sarà arricchito da una nota ecumenica: una preghiera per la pace e la fraternità, che vedrà la partecipazione di rappresentanti di diverse Chiese cristiane presenti a Roma. Un gesto concreto di testimonianza di comunione fraterna, intesa come antidoto alla conflittualità e alla frammentazione che oggi inquinano i cuori e le relazioni sociali.
La preghiera si svolgerà a partire dalle ore 19.00 presso la Basilica di Santa Maria sopra Minerva, che custodisce le spoglie di Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia e d’Europa, a pochi passi dal Teatro Rossini.
Al termine, seguirà un momento conviviale nel chiostro.
L’evento gode del Patrocinio della Commissione Europea, in collaborazione con il Parlamento Europeo.
*Ut Omnes – Spontanea aggregazione di giovani nata da alcuni universitari della Lumsa. Estesa ora ad altri atenei, sta assumendo anche un carattere intergenerazionale. L’obiettivo ricalca la pericope di Giovanni (17,21) “che tutti siano uno”: vivere la fraternità con apertura universale. Da qui l’impegno sui fronti della pace, dialogo e collaborazione con persone di culture diverse, sviluppo sostenibile, partecipazione alla vita pubblica. Insieme a giovani di tanti Paesi d’Europa, interverranno anche ad un evento a Bruxelles dall’11 al 14 maggio. Il 13 saranno al Parlamento Europeo in dialogo con i parlamentari. Il nome Ut Omnes esprime la convinzione che l’unità nella diversità è il destino dell’umanità e del cosmo.