Il titolo – “Chiamati al futuro” – di questo appuntamento rispecchiava una chiamata di Dio nell’apertura alla voce dello Spirito dentro di noi, nell’ascolto delle sorelle e dei fratelli. Essa è risuonata forte per quanto sta avvenendo attorno a noi. In particolare, di fronte alla nostra Europa frammentata, confusa, divisa, di fronte alla sua crescente insignificanza nel quadro geopolitico mondiale, è emersa la chiamata urgente a mostrare un cammino di riconciliazione possibile per la forza della comunione.
È stato un incontro principalmente di lavoro, svolto sulla base di meditazioni-preghiere (scaricabili in fondo alla pagina), relazioni, scambi vivaci in piccoli gruppi – secondo lo stile dell’ascolto nello spirito – ed in plenari. Il tutto aveva lo scopo di rinsaldare la comunione fraterna e di comprendere la voce dello Spirito in vista di nuovi passi futuri. Non poteva mancare il Patto dell’amore scambievole (secondo Gv 13,34), rinnovato come ogni anno in modo solenne, e tanto più attuale in una fase di cambio generazionale in cui si trova la nostra rete ecumenica. In linea con questa svolta, P. Lothar Penners (Schönstatt) e Gerhard Pross (YMCA) hanno presentato un volume che raccoglie i testi fondamentali e varie testimonianze sulla storia di IpE: “Momenti salienti di unità – Esperienze di 25 anni di Insieme per l’Europa”, che uscirà a breve alla stampa.
Per dare visibilità a questo cammino ed evidenziare un segno di speranza ai cittadini d’Europa è stato preso in considerazione il progetto di un grande incontro europeo. In un ampio scambio sono emerse idee e proposte, che verranno ora vagliate e finalizzate nei prossimi mesi dal Comitato di Orientamento. Si ipotizza un evento centrale in collegamento con iniziative simili in varie città europee, indicativamente nella primavera del 2028. Ciò sarebbe significativo a 30 anni dal primo incontro di Giovanni Paolo II con i nuovi Movimenti e Comunità cattolici. Esso aveva segnato l’inizio di un cammino di comunione tra di essi, a cui poi hanno voluto aderire per primi anche Movimenti delle Chiese della Riforma seguiti poi da altre Chiese.
La presenza di autorevoli rappresentanti di alcuni Movimenti – Nuria Alonso (CHARIS), Fadi Krikor (Treffen von Verantwortlichen), Reinhardt Schink (Evangelische Allianz Deutschland), Valeria Martano (Comunità Sant’Egidio), Margaret Karram ed Jesus Moran (Movimento dei Focolari) ed altri – ha rinsaldato la comunione e confermato la convergenza di intenti.
Da più parti è emersa l’attesa per un maggiore protagonismo dei giovani adulti. Un piccolo gruppo di essi, rappresentativo di Romania, Slovacchia ed Italia, si è trovato subito di seguito a Castel Gandolfo, per elaborare le prime idee di un secondo incontro nel 2026 all’Europarlamento di Bruxelles.
Da tempo avvertiamo che la nostra rete ecumenica ha bisogno di un sostegno finanziario più continuativo. Ci rendiamo conto che dobbiamo trovare nuove forme per garantire un futuro al nostro progetto.
“Dov’è lo Spirito Santo, lì l’Eterno Padre apre le mani”, diceva Helmut Niklas, uno dei cofondatori di Insieme per l’Europa. Negli anni scorsi abbiamo avuto modo di sperimentarlo tantissime volte.
Siamo convinti che, per costruire qualcosa di grande, servano anche i mattoni più piccoli. O, per dirla con Madre Teresa di Calcutta: Un piccolo atto, fatto con grande amore, può cambiare il mondo.
Con questo spirito, abbiamo partecipato con alcuni amici a una festa di paese a Unterhaching (Monaco), con un mercatino delle pulci. Il risultato economico: 115 euro.
Ma c’è di più… l’effetto collaterale: abbiamo parlato della nostra rete, di come vivere per un’Europa unita in cui regnino fraternità e pace, un’esigenza e una necessità più che mai attuale.
Anche se l’iniziativa è stata di piccole dimensioni, per noi è stato importante impegnarci e dare un segno di un cammino condiviso, in cui anche i gesti semplici fanno la differenza.
La sera dell’8 maggio 2025, persone provenienti da diverse Comunità e Confessioni cristiane si sono riunite davanti ai loro schermi per partecipare a un evento su Zoom, promosso da Insieme per l’Europa e dal “Movimento delle Famiglie Schönstatt Austria”. Con il motto “Per il futuro dell’Europa”, l’evento online ha offerto un mix di riflessioni, testimonianze personali e contributi musicali.
Un programma variegato con interventi toccanti
L’incontro si è aperto con le profonde riflessioni di P. Heinrich Walter, Schönstatt, che ha condiviso la sua lunga esperienza con Insieme per l’Europa: uno sguardo sulla profondità spirituale e il potenziale di questa rete a livello europeo. Un altro momento saliente è stato il videomessaggio di Lukas Mandl, deputato austriaco al Parlamento Europeo. Lui ha descritto la sua visione di un’Europa unita, consapevole delle proprie radici cristiane e capace di usarle come fondamento per un futuro di pace. Imo Trojan, evangelico, ha sottolineato l’importanza del dialogo interconfessionale. Stimolante il suo impegno personale e il suo interesse per le ricchezze spirituali dei diversi Paesi europei. Sascha Becker, YMCA di Vienna, ha parlato della sua vocazione e della fedeltà al cammino con Insieme per l’Europa: quanto è importante trovare il proprio posto nella rete e contribuirvi con passione!
Le toccanti testimonianze personali hanno mostrato come talenti e carismi di singole persone e delle Comunità diventino visibili ed efficaci lungo il cammino insieme. Contributi musicali e preghiere per la pace e l’unità hanno completato il programma.
Preghiere per l’Europa a Innsbruck e Klagenfurt
In Austria si sono svolti anche altri segni di speranza. A Innsbruck (8 maggio) e Klagenfurt (9 maggio), cristiani di diverse Chiese si sono riuniti per momenti ecumenici di preghiera per l’Europa. A Innsbruck ha colpito la preghiera della europarlamentare, Mag. Sophia Kircher. A Klagenfurt l’esecuzione al pianoforte di una pianista ucraina ha rappresentato un momento musicale particolarmente intenso, rendendo tangibile il legame con i popoli di altri Paesi.
Nel ricordo della Dichiarazione Schuman, che 75 anni fa pose le basi per Unione europea, sono stati offerti spunti biografici sulla vita di un uomo, il cui credo cristiano influenzò profondamente la sua visione politica.
Testi biblici e riflessioni spirituali hanno invitato al raccoglimento e aperto uno spazio per la meditazione. Un’agape finale e uno scambio personale hanno concluso gli incontri, facendo emergere il desiderio di una convivenza riconciliata tra le Chiese e i popoli d’Europa.
Un Continente in trasformazione ha bisogno di persone con fede, speranza e riconciliazione.
Bruxelles, 15 maggio 2025 – L’Europa continua a far parlare di sé, al centro di tensioni internazionali e di accesi dibattiti il cui esito incide sulla vita dei suoi cittadini: quasi mezzo miliardo quelli dell’Unione Europea. Pace versus difesa, guerra o pace commerciale, le scelte sull’energia, le politiche di sviluppo e la giustizia sociale, identità e diversità, apertura e confini: i temi in agenda sono numerosi e, di fronte ai cambiamenti dello scenario interno ed esterno – prima di tutto la guerra in Ucraina -, la rilettura e l’attualizzazione della profezia di Robert Schuman e dei padri fondatori è non solo attuale, ma necessaria.
Sono passati 75 anni da quando l’allora ministro degli esteri francese, il 9 maggio 1950, pronunciò il suorivoluzionario discorso a Parigi, ponendo le basi per il processo di integrazioneeuropea. Oggi, nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, un panel di esperti, esponenti di vari Movimenti cristiani e giovani attivisti, hanno dato voce alla visione dell’unità europea come strumento di pace.
Chiese e Movimenti diversi da vari Paesi d’Europa
L’evento si è svolto per iniziativa di Insieme per l’Europa (IpE) insieme ad alcuni europarlamentari, su invito della parlamentare slovacca Miriam Lexmann – assente per motivi familiari – e ha riunito nella mattinata del 15 maggio, un centinaio di persone da Belgio, Italia, Germania, Olanda, Slovacchia, Austria, Francia, Grecia, Romania. Sono presenti cristiani cattolici, ortodossi e delle Chiese della Riforma; rappresentanti della Comunità Immanuel, YMCA, Focolari, Schoenstatt, Sant’Egidio, Quinta Dimensione, Comunità Papa Giovanni XXIII: la varietà tipica della rete di IpE. A darle voce è il moderatore di Insieme, Gerhard Pross, testimone degli inizi: “Per noi è importante esprimere la forza della fede nel plasmare la società. Tuttavia, non siamo interessati al potere o al dominio, ma a portare la speranza, l’amore e la forza della riconciliazione e dell’insieme insiti nel Vangelo”.
Studenti liceali e universitari vivono un’esperienza europea tra dialogo, istituzioni e spiritualità
Tra il pubblico – e tra i relatori – spicca la forte componente giovanile: in 20 dal liceo Spojená škola Svätá rodina di Bratislava. Studiano cittadinanza attiva e diritto europeo. Sono a Bruxelles con i loro professori, per un’esperienza che può segnare il loro percorso professionale e di vita. Tra loro, Maria Kovaleva: “Io vengo dalla Russia e per me l’Europa significa poter essere qui, indipendentemente dalla mia provenienza o dalla situazione politica nel mio Paese o in Slovacchia, e parlare liberamente – proprio qui, nel cuore dell’Europa. Per me l’Europa è sempre stata un luogo in cui non importa quale religione o nazionalità si abbia. Tutti hanno il diritto di parlare, e di parlare senza censure. Questo è il tipo di Europa che Robert Schuman sognava”.
Peter, 16 anni, si dice sinceramente stupito, trovandosi per la prima volta in un luogo istituzionale dove vengono prese decisioni importanti. È il rappresentante degli studenti e quanto vissuto a Bruxelles è per lui un’ispirazione per il futuro, in cui attraverso il management o l’impegno in politica possa svolgere un ruolo di leadership.
Samuel ha 17 anni. Definisce questi giorni “un’esperienza straordinaria per scoprire qualcosa in più sul resto dell’Europa, come funziona la politica, come lavora il Parlamento; penso di poter parlare a nome di tutta la classe: è stato straordinario!”.
Un’altra rappresentanza studentesca arriva dall’Italia. Sono 10 studenti di scienze politiche e relazioni internazionali della LUMSA, a Roma. Daniele, primo anno di scienze politiche, è colpito particolarmente dal momento del pomeriggio: la preghiera ecumenica nella “Chapel for Europe”. “Mi piace il lavoro di Chiara Lubich, creare ponti per riunire tutti, e si vedeva l’impegno in ciascuno dei presenti. Non è un incontro tra sognatori, ma una ricerca concreta che porta a qualcosa di solido”. Per Diego è un momento in cui la memoria viene rinnovata e porta alla continuità. È ispirato dalla mondialità che si respira a Bruxelles, “un punto di inizio per sviluppi futuri” e ha particolarmente apprezzato gli interventi degli europarlamentari.
L’appello degli europarlamentari ai giovani e ai Movimenti
Erano presenti infatti nella mattinata, Antonella Sberna (Conservatori e Riformisti europei), vice-presidente del Parlamento Europeo e responsabile per l’attuazione dell’articolo 17 TFUE, Leoluca Orlando e Cristina Guarda (Verdi). “Siete l’esempio di che cosa l’UE può fare per i nostri popoli e le nostre civiltà”, afferma la vicepresidente, rivolgendosi a Insieme per l’Europa. E invita i giovani presenti a “essere critici, ma appassionati”, a “studiare bene l’Europa”, per essere “insieme al servizio per correggere ciò che non ci piace e garantire pace nei nostri confini, come esempio di unione dei popoli nel rispetto delle sovranità”.
Leoluca Orlando invita a “cogliere il progetto di futuro che stava nell’azione di Schumann, coltivando una memoria inquieta” e ricorda il principio di fraternità, che fa superare le storiche polarizzazioni tra destra e sinistra su libertà ed uguaglianza. E come esempio di fraternità riporta “l’esperienza profetica di unità tra cattolici e luterani, grazie all’intuizione di Chiara Lubich, a Ottmaring, in Baviera, un luogo nel cuore della Guerra dei Trent’anni”.
Per Cristina Guarda, pace è la parola chiave: “Come Movimenti cristiani vi chiedo di essere parte di questa discussione, e di richiedere la nostra coerenza nella ricerca della pace. E quindi fare scelte giuste e votare correttamente, per rispettare la pace”.
Accompagnare l’Europa a realizzare la sua vocazione
Ed è proprio ad un progetto di pace che la Dichiarazione di Schuman aspira: Jeff Fountain, dello Schuman Centre, offre una lettura delle fondamenta spirituali della Dichiarazione, del suo “coraggioso discorso di tre minuti”: “il suo progetto non era solo politico o economico. Letta a un livello più profondo, la Dichiarazione Schuman rivela che il progetto è profondamente morale, spirituale, radicato nei valori del cuore”. “Le istituzioni che ha contribuito a ispirare – per quanto imperfette – sono una difesa contro il ritorno alla politica del dominio e dell’esclusione, della paura e dell’odio”.
Ma chi dovrebbe dare un’anima all’Europa? Invita a riflettere Alberto Lo Presti. “Non dovremmo aspettarci che tale anima sia prodotta dalle istituzioni politiche europee e trasmessa ai suoi cittadini. Non vorrei vivere in una società nella quale l’istituzione mi inculca, nel cervello, una visione del mondo. A fare così, di solito, sono le organizzazioni politiche totalitarie che anche qui in Europa abbiamo ben conosciuto: per esempio il nazi-fascismo e il comunismo. Si vedrà l’anima dell’Unione Europea quando tale anima sarà visibile nelle scelte quotidiane dei suoi cittadini. Come Insieme per l’Europa vogliamo accompagnare l’Europa alla realizzazione della sua vocazione”.
Nella Sala della Protomoteca: Memoria – Oggi – Profezia
Un’Europa che ricorda, che si interroga, che guarda al futuro e che prega: è questa la visione emersa nell’evento “Europa tra memoria e profezia – a 75 anni dalla Dichiarazione Schuman” promosso da Insieme per l’Europa che si è svolto nella solenne cornice della Sala della Protomoteca in Campidoglio. L’iniziativa, sostenuta dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e dal Comune di Roma, ha riunito studiosi, giovani, rappresentanti istituzionali, rappresentanti della Chiesa Ortodossa, Anglicana, Metodista, Valdese e Cattolica per un dialogo profondo sul presente e il futuro del continente.
Ad aprire il convegno è stato il ricercatore Federico Castiglioni, che ha moderato l’intenso programma. Dopo l’Inno d’Europa, la giornalista Carla Cotignoli ha introdotto il cammino di Insieme per l’Europa, nato dal desiderio di coniugare l’identità europea con valori spirituali condivisi.
Il programma si è poi articolato in tre momenti: Memoria, Oggi, Profezia. Durante la prima parte, dedicata alla Memoria, il giovane Carmine Maraio e la storica Maria Pia Di Nonno hanno offerto uno sguardo lucido sulla costruzione dell’identità europea. Particolarmente toccante il video-ricordo dedicato a David Maria Sassoli, figura emblematica di un’Europa aperta e solidale.
Nel segmento Oggi, il vaticanista Riccardo Cristiano e l’ambasciatrice della Fondazione Megalizzi, Giulia Covalea, hanno presentato nuove iniziative europee con uno sguardo orientato alla partecipazione giovanile e alla comunicazione intergenerazionale.
Un intermezzo musicale offerto dalla flautista Giulia Valenti ha regalato ai partecipanti un momento di raccoglimento artistico.
Il terzo e ultimo momento, Profezia, ha voluto proiettare lo sguardo sul futuro. Gli interventi di Angèle Mulibinge Kaj e del prof. Alberto Lo Presti hanno evocato la necessità di riscoprire l’Europa come spazio di spiritualità, accoglienza e responsabilità.
Momento di preghiera nella Basilica Santa Maria in Aracoeli
Il clima si è fatto raccolto e profondo con la preghiera ecumenica nella vicina Basilica Santa Maria in Aracoeli, guidata dai rappresentanti e ministri di diverse confessioni cristiane.
Dai testi biblici letti da voci ortodosse, protestanti e cattoliche, alle preghiere interconfessionali, dai canti del coro ecumenico composto per l’occasione fino al suggestivo “Segno della Luce” portato dai giovani, questo momento ha testimoniato un’unità spirituale possibile, che supera confini e differenze. In un’epoca segnata da fratture, guerre e incertezze, il messaggio lanciato dall’evento è chiaro: costruire un’Europa di pace, solidarietà e giustizia è non solo necessario, ma anche urgente.
L’evento si è concluso con la benedizione interconfessionale e un canto corale: un simbolo di comunione tra popoli, lingue e fedi, nella consapevolezza che l’Europa può ritrovare sé stessa solo “insieme”.