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Decenni di stupore

Sotto il metaforico nome di “Oltrecortina” erano designati gli Stati che, dalla Seconda guerra mondiale fino al 1989, facevano parte del blocco comunista ed erano così chiamati per il confine ideologico “di ferro” che divideva in due parti l’Europa e che concretamente era visibile nel muro di Berlino.

Quando, per motivi di studio, sono stato a Praga, nell’allora Cecoslovacchia, il ricordo di Jan Palach era vivissimo e tra gli studenti universitari si parlava di lui come di un eroe: il 16 gennaio 1969, come torcia umana, aveva voluto attirare l’attenzione del mondo sulla disperazione che viveva il suo popolo. La mia prima sensazione è stata che nella stessa capitale vivessero due mondi uno apparente e ufficiale, l’altro nascosto, ma vivissimo.

La stessa cosa ho sperimentato in Ungheria, dove sono arrivato nel 1980. Le notizie di questi Paesi arrivavano all’Occidente calibrate e controllate… non si era saputo molto del Paese dei magiari, se non per i fatti del 1956. Ero andato a Budapest con una borsa di studio per delle ricerche sulla letteratura infantile e sotto i miei occhi è cominciata a passare una catena di sorprese.

Ciò che è successo dopo ha il sapore di miracolo: possibilità di rimanere in Ungheria non più come studente. Per le traduzioni che avevo fatto mi è stato assegnato un Premio che mi ha permesso di essere conosciuto e di ricevere la proposta di insegnamento all’Università Janus Pannonius di Pécs. Sullo sfondo di una politica manovrata da interessi più che da ideologie, immettere elementi positivi richiedeva libertà e grande responsabilità.

Un giorno in treno, mentre al confine avvenivano gli interminabili controlli delle valigie, guardando fuori dal finestrino vedevo un uccellino che saltava di qua e di là sopra il filo spinato degli steccati di confine e fu naturale chiedermi quanto tempo sarebbero durate quelle barriere. Una frase del filosofo napoletano Giambattista Vico mi diede speranza “Le cose fuori del loro stato naturale né vi si adagiano né vi durano”.[1]

Subito dopo la caduta del muro di Berlino infatti, nel 1989, mi è capitato di tradurre uno studio sociologico sul fenomeno del cambiamento di nomi delle piazze e delle vie di Budapest e della sorte toccata alle statue del realismo comunista gonfie di muscoli e di vittoria, trasferite in un giardino fatto apposta, quasi uno zoo dove portare i bambini la domenica. Qualche stella rossa, per la sua grandezza e il suo peso ha atteso anni prima di scendere in basso.

Dopo 16 anni vissuti in Ungheria sono stato in altri Paesi che erano appartenuti al Patto di Varsavia, come la Slovacchia e la Polonia dove, girando un giorno per il campo di Auschwitz ho capito meglio il perché della mia esistenza ed ho ringraziato Dio di poter concorrere assieme ad altri a fare non solo dell’Europa ma del mondo intero una famiglia.

Mi è sembrata puntuale l’affermazione di Victor Hugo: «Niente al mondo è così potente quanto un’idea della quale sia giunto il tempo».[2]

di Tanino Minuta

[1 ] Giambattista Vico, Opere Vol. I, Tipografia della Sibilla, Napoli, 1834, pag. 12.

[2] //nuovoeutile.it/222-frammenti-sulla-creativita-a-cura-di-annamaria-testa/

Studiare, vivere, insegnare la storia

9 novembre 1989, data indimenticabile della storia recente: crolla il muro di Berlino. Quella sera anch’io mi trovo incollata davanti alla televisione per seguire un evento inaspettato e di cui forse tanti, soprattutto noi giovani, non coglievamo assolutamente la portata.

Sì, certo, avevo studiato a scuola e all’università, laureandomi proprio in storia moderna, gli anni della Guerra fredda e la costruzione di quella cortina di ferro che ora, in quei giorni di novembre, si stava sbriciolando inesorabilmente. Da lì a pochi mesi avremmo conosciuto dai giornali e dai dossier approfonditi la storia dei popoli della Cecoslovacchia, dell’Ungheria, della Polonia, della Romania, i quali, con rivoluzioni più o meno pacifiche, si liberavano dal giogo settantennale dell’Unione Sovietica.

Non avrei, però, mai immaginato, il 9 novembre, che i racconti e le immagini riportate dai media si sarebbero trasformati per me in vita, in persone in carne e ossa che stavo per incontrare sulla mia strada. Era passato, infatti, solo un mese e mezzo e scendevo, alla stazione Keleti di Budapest, da un treno che da Roma, attraversando Slovenia e Croazia, mi aveva portato in Ungheria. Mi avevano, infatti, offerto un posto di insegnante di italiano e storia in un liceo della capitale. Quella sera di dicembre, nell’atmosfera fumosa dello scalo ferroviario, un gruppetto sparuto di persone ad accogliermi, larghi sorrisi e un mazzetto di fiori. Quale contrasto con la scena che mi attendeva sul piazzale: alcuni grossi camion vomitavano sul selciato decine di soldati sovietici. Sì, questo fu il mio primo impatto con un Paese dell’Est: persone normali, che riconobbi subito come di famiglia, immerse in un’atmosfera grigia e sospettosa, con i chiari segni di un “controllo” ancora in atto, pur essendo stata proclamata nell’ottobre 1989 la nascita della Repubblica di Ungheria (dovevano passare, però, un paio d’anni perché l’ultimo militare con la stella rossa sul berretto lasciasse il Paese per sempre).

I primi mesi di “libertà” costituivano una fase di transizione, sia in ambito politico sia sociale: mentre il governo democratico compiva i primi passi e doveva persino fare i conti con gli scioperi (!), i negozi lentamente presentavano una varietà di prodotti, qualcuno proveniente dall’estero. La vita quotidiana era ancora complicata, almeno per me occidentale. A casa stilavo un certo menù, un altro paio di maniche era poi trovare gli ingredienti al mercato! Un giorno, nel 1990, i tassisti e gli autotrasportatori bloccarono tutti i ponti sul Danubio per protestare contro il rincaro della benzina. Subito si formarono file interminabili per comprare il pane e i piccoli empori furono svuotati di tutto. «È come nel ’56» – sentii dire da qualcuno al mercato, sottintendendo: quando mancava il pane. In fondo la gente non riusciva ancora a credere che il peggio fosse veramente passato.

Che qui si trattasse di tutta “un’altra storia” mi divenne ancora più chiaro quando cominciai a insegnare. Non solo non avevo i libri di testo, perché quelli esistenti riportavano una versione dei fatti vista dall’occhio… di Mosca e dell’ideologia della lotta di classe. Ma mi trovavo a spiegare ai miei innocenti studenti cose per me ovvie. L’episodio più lampante lo vissi alla vigilia di Natale del 1990. Per fare conversazione in italiano, si stava parlando delle varie tradizioni natalizie del Bel Paese. Naturalmente spesi parole entusiastiche sulle rappresentazioni della Natività e sul presepe, centro di ogni famiglia italiana in quei giorni. Parlavo da più di mezz’ora, quando una brunetta, dagli ultimi banchi, alzò la mano e mi chiese: «Professoressa, ma chi è Gesù?».

di Maria Bruna Romito

Il gruppo di coordinamento svizzero e “il fratello” Nicola da Flüe

500 anni Riforma e 600 anni Nicola da Flüe – cosa hanno da dirci oggi queste due commemorazioni? 260 aderenti alla rete svizzera di Insieme per l’Europa, provenienti da diverse Chiese, si sono incontrati per rispondere a questo interrogativo il 9 settembre scorso nella sala polivalente a Flüeli-Ranft, dove ha vissuto “fratello Nicola”.

“Quale significato hanno la vita e l’opera di Nicola da Flüe per noi personalmente, per le nostre Chiese, per le nostre Comunità e per la nostra rete di Insieme per l’Europa?” – questa la domanda al centro del convegno.

I partecipanti giunti da ogni parte della Svizzera rappresentavano circa 30 Movimenti e Comunità cristiane. Fin dall’inizio era chiaro che l’incontro e lo scambio era l’aspettativa di fondo. In brevissimo tempo si sono formati nella grande sala innumerevoli gruppetti di dialogo, entusiasti e vivaci. Era stato il gruppo di coordinamento svizzero, composto da rappresentanti di 10 Movimenti e Comunità diverse, a progettare e preparare insieme questo appuntamento.

La giornata ha visto contributi molto vari: quattro brevi interventi (diversi approcci alla vita ed all’opera di Nicola da Flüe), un coro formato per l’occasione, le interpretazioni della preghiera di “fratello” Nicola da parte di un gruppo teatrale ed una tavola rotonda molto partecipata e profonda.

Il Pastore Geri Keller e Roland Gröbli come esperti di Nicola da Flüe, Padre Raffael Rieger di Schönstatt, come rappresentante del gruppo di coordinamento svizzero, ed Alisha Furer, storica ed in rappresentanza dei giovani, hanno animato la tavola rotonda, durata un’ora.  Selomie Zürcher della Comunità “Jahu” di Bienna, studentessa di storia, è stata la moderatrice di questo momento di dialogo. Attraverso citazioni di fratel  Nicola, i partecipanti sono stati invitati ad esprimere le proprie esperienze ed anche i propri limiti: “Cosa mi impedisce di andare incontro a persone di altre confessioni e religioni? Cosa mi può aiutare? Quali esperienza di un vissuto “insieme” posso testimoniare? Questi spunti hanno presentato la sfida di abbattere pregiudizi e tentare il prima passo, anche nella convivenza quotidiana come per esempio “durante un tragitto in un mezzo pubblico”.

Il fascino di fratel Nicola è dovuto anche alle sue innumerevoli sfaccettature: Nicola il mistico, il mediatore, il contadino, il politico, lo sposo, il padre e la guida. In parole semplici: l’uomo Nicola, il fratello Nicola è vicino agli uomini. Ed è molto vicino anche a Dio.

Diversi partecipanti, attratti in primo luogo dall’interesse per Nicola da Flüe, hanno espresso il loro entusiasmo per aver conosciuto la rete di Insieme per l’Europa. Qualcuno così si è espresso: “Grazie per il vostro impegno per un INSIEME in Europa! Da oggi ne faccio parte anch’io!”

di Elisabeth Reusser  (traduzione dal tedesco: Marco Würgler)

Ulteriori informazioni e documenti sull’incontro sono pubblicate sul sito svizzero di Insieme per l’Europawww.miteinander-wie-sonst.ch/aktuelles

I Balcani visti da un “napoletano”

Raccontare più di dieci anni tra Slovenia, Croazia e Romania non è facile.

Posso dire che mi sono trovato subito bene. L’impatto iniziale con la Slovenia è stato impegnativo, perché quel popolo era completamente diverso dal mio. Non conoscevo la lingua, il clima era molto freddo, era caratteristico l’odore del carbone che bruciava nelle stufe delle case. Mi hanno colpito subito un senso di ordine e disciplina. Ricordo che una sera con un amico della comunità c’eravamo fermati davanti ad un chiosco per comprare della frutta. Lui si era messo in fila, mentre io mi ero spostato di lato. Ad un certo punto mi accorgo che dietro di me si era formata una fila… Mi sono presto accorto che lo stesso avveniva anche quando si doveva salire sugli autobus. Questo mi ha impressionato molto favorevolmente.

Dopo 5 mesi mi sono spostato in Croazia. Un senso di libertà: ormai iscritto all’Università per imparare la lingua, potevo incontrare persone, girare per la città e tante altre cose, prima impossibili. Nei croati ho scoperto un popolo molto vicino al mio: solare, cordiale, accogliente e amante della buona tavola.

La caduta del Muro

Questa è stata un’esperienza indimenticabile, vissuta momento per momento con i miei amici e tanti altri, davanti alla televisione: stavamo assistendo al mondo che cambiava!

La guerra

La guerra nei Balcani è stata tra le esperienze più forti: una sensazione un po’ strana, perché a Zagabria, dove vivevo, non eravamo direttamente coinvolti nel conflitto. Solo nel corso dei primi giorni ho vissuto momenti di terrore per i colpi dei cecchini che sparavano da ogni lato, a caso, sulla popolazione. Nonostante ciò, quello che più mi rimane di quegli anni di guerra non sono state le città o i paesi distrutti, ma la solidarietà che si è creata tra le persone. Assistere all’arrivo di camion pieni di cibo, di capi di vestiario, etc. è stato commovente. Ed io stesso a Napoli, visto che erano morti i miei genitori, ho letteralmente svuotato con alcuni giovani l’appartamento di famiglia e trasportato l’intero carico in Croazia.

Ricordo ancora che nel 1993, nel bel mezzo della guerra, riuscimmo ad organizzare un festival di giovani, circa 3.000: cattolici, ortodossi, musulmani, provenienti da Jugoslavia, Romania, Bulgaria e Moldavia. Molto emozionante fu proprio un canto eseguito da un coro di giovani musulmani! L’evento venne ripreso da radio e televisioni: il giorno dopo la notizia campeggiava in prima pagina su tutti i giornali della capitale.

La Dacia (Romania)

In questo Paese ho sperimentato quello che vuol dire passare da una situazione di quasi benessere ad una di indigenza. Il comunismo – questa, la sensazione – era riuscito a distruggere tutta la storia culturale, civile e popolare di quella Nazione. Per me fu uno shock! Con un giovane che conoscevo di vista, e che mi aveva chiesto dei soldi: in quel momento non ho potuto aiutarlo, perché non avevo con me la cifra che mi chiedeva. Poi la domanda a me stesso: Perché ha chiesto proprio a me? E la risposta: Perché lui sa che sono italiano e immagina che in qualsiasi momento io posso tornare da dove sono venuto. La vera povertà è la sensazione di non avere proprio niente e di non avere dietro le spalle chi “ti può aiutare”.

Anche in Romania ho fatto l’esperienza della condivisione profonda, incontrando sorelle e fratelli che aspettavano qualche cosa che desse finalmente senso alla loro vita: l’Amore! E con tanti di essi, come prima in Slovenia e poi in Croazia, continuano ancora oggi rapporti di fraternità.

di Gennaro Lamagna

Sempre più verso l’Est

Rossiya mon Amour  

Mosca 1991. È inverno. Nel primo pomeriggio il mio aereo atterra all’ aeroporto di Sheremetevo.

La sala d’arrivo è scarsamente illuminata, la coda al controllo passaporto e visti sovrafollata. Ho trovato lavoro presso la nota Università Lomonossov e con tutte le mie cose mi sono trasferita in Russia. Fuori è già buio e in qualche modo ho l’impressione che qui il mondo sia definitivamente finito. Poi gli annunci: Voli di collegamento per Novosibirsk e Krasnoyarsk. Intuisco: Sembra che sia proprio da qui che tutto incomincia.

La magia dell’inizio

Vivo in una piccola comunità ecumenica. Il nostro appartamento si trova in strada Volocaevskaya, situato in un quartiere di lavoratori. Al primo sguardo mi sembra un ambiente poco affidabile. Ma alla mia domanda perché non ci trasferiamo – come tutti gli stranieri – sul terreno sicuro dell’ambasciata, mi spiegano: “Non preoccuparti! Qui ci protegge il proletariato.”

Infatti, il contatto con i nostri vicini è spontaneo: le donne anziane, sedute quasi giorno e notte nel cortile, sanno esattamente chi arriva, con chi e a che ora, chi va e dove va; con la loro spontaneità i bambini mi fanno dimenticare la puzza e lo sporco del giroscala. Alla Volocaevskaya i nostri nuovi amici vengono volentieri, colleghi e studenti, anziani e giovani. Non li disturba nel nostro appartamento ammobiliato il divano rosicchiato dai topi e che un tubo sul corridoio perde acqua. L’inizio della nostra profonda amicizia ci immerge in una luce abbagliante e intanto fa dimenticare tutto il resto.

I “figli spirituali” di Alexander Men

All’inizio degli Anni ’90 la produzione in Russia continua a diminuire rapidamente. I negozi sono vuoti, manca tutto. La vita religiosa sembra essere estinta. Dietro le mura delle chiese si trovano una fabbrica di vodka, un ufficio, un negozio …

Già da tempo conosciamo il sacerdote russo ortodosso Alexander Men. Dagli Anni ’60 lui battezza clandestinamente migliaia di persone e mostra un’apertura ecumenica che in quei tempi non è senza pericolo. Intorno a lui si forma una comunità viva di cristiani ortodossi. Quando P. Alexander viene ucciso crudelmente, lascia i suoi “figli spirituali” come orfani traumatizzati.

“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome” (Mt 18,20)

Presto molti di loro si uniscono a noi. Cominciamo a vivere insieme la parola della Scrittura, ad es., “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, ivi sono in mezzo a loro” (Mt 18, 20). Come loro dicono, trovano tra noi una nuova patria. “Voi non vi impegnate a fare proselitism, ma ci aiutate a diventare fermento per un auto-rinnovamento della Chiesa russo-ortodossa.” Dopo decenni di siccità spirituale stiamo vivendo con loro e molti altri una nuova primavera. Io sono felice come mai prima. La sete di una vita spirituale in comunione unisce noi, che siamo così diversi per cultura, educazione e mentalità.

La mia scoperta

Negli anni ’90 –  con perestroika e glasnost – nei Paesi dietro la “Cortina di Ferro” entrano sempre più organizzazioni, sette, ma anche aiuti delle varie Chiese (Renovabis, Kirche in Not, Bonifatiuswerk,…) e Movimenti religiosi (Comunione e Liberazione, Neocatecumenali, Focolari, Comunità di Sant’Egidio,…). Alcuni rimangono, tanti nel frattempo se ne sono andati.

La mia esperienza personale come tedesca della Germania Ovest dopo quasi due decenni in Russia? Da questo Paese ho ricevuto infinitamente più di quanto potrò mai dare: tra l’altro, il raccoglimento durante la ricca Liturgia ortodossa russa, dove il mio rapporto con Dio si è fatto più profondo; e le amicizie solide che continuano a distanza e mi mostrano quanto sono amata. Ho riscoperto la mia vocazione di cristiana e donna: sono chiamata per amare. In questi anni, credo, abbiamo riscritto a modo nostro gli Atti degli Apostoli. Il “vedete come si amano a vicenda e hanno tutto in comune” (cfr. Atti 4, 32) ci ha segnati, modellati. Visto così, lo capisco in modo tutto nuovo: il Vangelo va molto più lontano … ben oltre Novosibirsk e Krasnoyarsk!

di Beatriz Lauenroth

Benvenuti a Vienna!

WILLKOMMEN, BENVENUTI, WELCOME, VITAJTE, BIENVENUE…

Il gruppo degli „Amici di Insieme per l’Europa“ si incontra a Vienna nel novembre prossimo

Ci auguriamo che quest’incontro diventi  un grande “Insieme” – un Insieme profondo, un Insieme visibile, un Insieme invitante e un Insieme sereno ed europeo.

Su questo, noi del team di coordinamento a Vienna abbiamo pensato a lungo e dopo esserci consultati con il Comitato d’Orientamento, stiamo preparando ora l’inizio dell’incontro, il 9 novembre, con una preghiera ecumenica nel Duomo – Stephansdom – nel centro di Vienna, in un posto aperto al pubblico – con la partecipazioni di diverse personalità. L’arcivescovo di Vienna, Cardinal Schönborn ha assicurato la sua presenza alla preghiera e il sindaco di Vienna invita subito dopo ad una “Agape”.

“9 novembre Stephansdom – vero che vieni?” – ogni persona che incontriamo sente con gioiosa attesa  questa frase.

Si riempierà il Stephansdom? “Lo spartito è scritto in cielo”, diceva Chiara Lubich, e su questo noi ora confidiamo.

Il team di coordinamento IpE, Austria 

 

SCARICA L’INVITO (in tedesco): Treffen Trägerkreis Wien 2017 – Einladung zum Gebetsabend>>

Monaco 2016 finalmente online

Ci siamo! Con l’impegno di molte persone è uscita la completa documentazione dell’evento che si è svolto a Monaco dal 30 giungo al 2 luglio 2016: tutte le foto e i contributi del Congresso e della Manifestazione in piazza.

E’ disponibile in inglese e in tedesco.

Vai subito a sfogliarla IN INGLESE > 

Vai subito a sfogliarla IN TEDESCO >

Puoi anche scaricare la versione pdf IN INGLESE > e in IN TEDESCO >

a cura della Segreteria di Insieme per l’Europa

Proposte arrivate

Dopo la Newsletter del maggio scorso in cui avevamo chiesto suggerimenti, ecco le frasi brevi come sottotitolo a “Insieme per l’Europa” che ci sono pervenuti, in lingua originale.

Un “Grazie” a ciascuno/a che si è fatto presente, manifestando anche così una sentita appartenenza al nostro INSIEME!

  • ’Europa – la nostra casa comune
  • ’Europa – la Casa della famiglia dei popoli
  • In the Name of Jesus
  • Cristiani per l’Europa – popoli dal labbro puro, rivestiti delle armi della luce
  • Ein geschwisterliches Europa der Werte
  • Wir bauen auf ein Europa der Geschwisterlichkeit / auf ein Europa der Werte
  • Insieme per l’Europa – pista cristiana verso un mondo migliore di sussidiarietà e solidarietà
  • „Diese Christen bekommen wir nicht mehr auseinander. Sie gehören zusammen“  (Zitat von Reinhard Kardinal Marx)
  • Miteinander für Europa – Christen aus verschiedenen Konfessionen tun sich zusammen
  • Aus Unkenntnis wird ein Staunen über den Reichtum der anderen
  • Ein Synergie-Effekt entsteht. Kräfte werden frei.
  • Europa bekommt ein anderes Gesicht! Das Gesicht Jesu!
  • Innestati nelle radici comuni
  • L’Europa si desta!
  • Europa: casa delle nazioni – Famiglia di popoli
  • Europa delle nazioni – Famiglia di popoli

Tra “parenti” ad Assisi

Insieme per l’Europa è ospite dell’Associazione Città per la Fraternità

Si dice che l’Europa si unisce, unendo le città. Ma esiste un universale “collante” capace di suscitare e vivificare una tale rete?

Insieme per l’Europa è un  i n s i e m e  di cristiani per la fraternità verso tutti, con un impegno sociale e politico in senso vasto per il nostro Continente. L’Associazione Città per la Fraternità è un organismo che vuole contribuire, non solo in Italia, alla diffusione del principio di fraternità nella vita politica. Siamo “parenti”, allora!

Nella città di Francesco d’Assisi il 22 giugno 2017 si è riunito il Direttivo dell’Associazione Città per la Fraternità con la rappresentanza di varie città italiane. Per l’occasione è stata invitato Insieme per l’Europa, dopo un primo contatto a Roma il 17 febbraio scorso, in occasione dell’assegnazione al Comune di Assisi del “Premio Chiara Lubich per la Fraternità” (v. articolo in ‘notizie internazionali’ su questo sito). Il desiderio dell’Associazione è che possa svilupparsi una proficua sinergia per un bene comune da moltiplicare.

“Il nostro “modus vivendi” deve essere la fraternità” – sottolineava la vicepresidente, Donatella Tesei, portando esempi concreti di collaborazione tra città nel Centro Italia. I fatti e le testimonianze, con cui Insieme per l’Europa ha potuto illustrare il proprio operare nei vari Paesi d’Europa, sembravano fare eco a queste parole.

Ecco la fraternità, vero e possibile “collante”, che genera sinergia tra i vari amministratori delle Città per la fraternità e i gruppi di Movimenti e Comunità di Insieme per l’Europa; essi possono offrire il loro contributo spirituale e culturale di fronte alle sfide che emergono nelle città.

Ilona Tóth e Ada Maria Guazzo

60. Jahrestag Römische Verträge /Kroatien

Am 7. Juni haben wir endlich unser Miteinander – Gebet für Europa durchführen können, das von 5 Gemeinschaften vorbereitet wurde. Es waren etwa 150 Personen anwesend, die in einer tiefen Atmosphäre der Gemeinschaft für die Zukunft Europas gebetet haben.

Hanny Knüsel

9 Maggio – Giorno Europeo

La buona intenzione e il nuovo impegno non mancano

E’ il giorno che segna l’inizio del processo d’integrazione europea, perché il 9 maggio 1950 fu presentato da parte di Robert Schuman il piano di cooperazione economica, ricordato come ‘Dichiarazione Schuman’. E’ anche il giorno che segna, de facto, la fine della Seconda guerra mondiale, all’indomani della firma della capitolazione nazista. D’altra parte, sempre il 9 maggio, si commemora la Giornata della vittoria dell’Unione Sovietica nel 1945, con la conseguenza che tanti Paesi dell’Europa centrale e dell’Est diventarono Paesi satelliti di Mosca. E’ la storia di un pezzo di terra, è la storia di un pezzo d’umanità. E’ un giorno di festa? Per gli uni sì; per altri meno. Ma in ogni caso è un giorno storico, è un giorno europeo.

Nei Paesi membri dell’Unione Europea le sedi delle Istituzioni, in questo giorno, aprono le loro porte per dare occasione al pubblico di conoscere meglio questa grande e discussa “impresa”, che dal 2000 ha come motto: ‘Unità nella diversità’. “Il motto sta ad indicare – si legge sul sito dell’UE – come, attraverso l’UE, gli europei siano riusciti ad operare insieme a favore della pace e della prosperità, mantenendo al tempo stesso la ricchezza delle diverse culture, tradizioni e lingue del Continente.” Oggi questo motto sembra più una sfida che una convincente esperienza, anche se la dichiarazione congiunta dei Capi di stato e di governo, firmata in occasione del 60° dei Trattati di Roma, è incoraggiante: la buona intenzione e il nuovo impegno non mancano.

Noi, cristiani di varie Chiese, che attraverso i nostri carismi, nei nostri Movimenti e Comunità, lavoriamo per un’Europa più fraterna e più unita, ci sentiamo interpellati in questo giorno europeo. Prima di tutto perché, nel cammino di ’Insieme per l’Europa’, abbiamo sperimentato che l’unità nella diversità è possibile, ma ha un segreto: il fondamento comune che siamo tutti figli di Dio, fratelli tra noi. Ogni sforzo per costruire rapporti di amicizia e fraternità nelle nostre piccole e grandi comunità è prezioso. Le nostre diversità solo su questa base diventeranno vero dono e ricchezza reciproca. E quello che funziona nel piccolo, si può estendere con la prospettiva che sia per il bene di tanti.

Ilona Toth

60 ans du Traités de Rome /Castres (France)

Pour le présent et l’avenir de l’Europe, Castres le 24 mars 2017

Mgr Georges Pontier, le 28 mars 2017, dans son discours d’ouverture de l’Assemblée plénière des évêques de France à Lourdes, a encouragé à “regarder l’avenir de l’Europe avec confiance”: “Ce samedi 25 mars dernier, se fêtait à Rome le soixantième anniversaire de la signature des traités de Rome, acte fondateur de l’Union européenne. La veille, le Pape François en a reçu les 27 chefs d’État. Dans un discours apprécié, il les a encouragés dans leurs responsabilités en rappelant ce qui a guidé les pères fondateurs « les piliers sur lesquels ils ont voulu édifier la communauté économique européenne et que j’ai déjà rappelés : la centralité de l’homme, une solidarité effective, l’ouverture au monde, la poursuite de la paix et du développement, l’ouverture à l’avenir… L’Europe retrouve l’espérance dans la solidarité qui est aussi le plus efficace antidote contre les populismes modernes ». Beaucoup de voix s’expriment pour que l’Europe retrouve cet esprit solidaire qui a présidé à son histoire.

A l’heure où le Pape François s’adressait aux chefs d’Etat, les Tarnais étaient invités à prier pour l’Europe en l’église St-Jean/St-Louis de Castres ou à s’y unir par le cœur. Cette initiative était promue par le Service diocésain de la Mission universelle de l’Eglise, sous l’impulsion des Mouvements Focolari et Vivre et Aimer, membres du réseau Ensemble pour l’Europe (formé de quelque 300 communautés et mouvements chrétiens)“Ce soir, une Veillée de prière œcuménique et internationale aura lieu à Rome en la Basilique des Saints-Apôtres, à l’initiative du réseau Ensemble pour l’Europe. En écho à cette célébration, des soirées de prière auront lieu à Bruxelles, à Paris, et dans bien d’autres villes européennes… Au moment où l’Europe traverse une période difficile, entre peur de l’avenir et peur de l’étranger, nous vous invitons à prier, nous aussi à Castres, pour une Europe qui redécouvre sa véritable identité dans la rencontre avec l’autre. »

Des lectures bibliques ont conduit le recueillement, amenant chacun à un questionnement intérieur : « Écoutons la Parole de Dieu, puis laissons-La retentir en nous dans le silence de l’Adoration. D’abord dans le Livre d’Isaïe au chapitre 2 (v. 3-5). ‘Jean Monnet, Robert Schumann, Konrad Adenauer et Alcide de Gasperi, les pères fondateurs de l’Europe avaient tant souffert de la guerre… Méditons en silence. Je suis chrétien. Est-ce que je pose des actes de paix ?… dans ma famille ?… dans mes rapports de voisinage et de travail ?… Lors de rencontres (en paroisse, dans la vie sociale…)?

Ecoutons la Parole de Dieu dans l’Évangile selon Saint Matthieu au chapitre 5 (v. 12-16).‘ Je suis chrétien. Est-ce que j’essaie d’être sel dans le bout de terre européenne que j’habite ? Comment est-ce que je vis en témoin de lumière dans mon quartier, dans mes lieux d’engagement et de loisir ?’

Ecoutons la Parole de Dieu dans les Actes des Apôtres au chapitre 16 (9-10).‘ Je suis chrétien. Est-ce que j’accueille celui qui est différent ? Est-ce que je vois un frère à aider, en celui qui est étranger, qu’il soit d’un autre pays européen ou d’un autre continent ?’

Chacun a ensuite reçu le drapeau de l’un des pays européens et s’est engagé à prier avec persévérance pour cette nation.

R-L Coureau

60º Trattati di Roma /Flash da città italiane

Viterbo

A Viterbo, il 17 marzo 2017,  120 persone hanno realizzato la prima veglia internazionale ed ecumenica per l’Europa presso la chiesa di S. Murialdo, sostenuta dal  Consiglio Diocesano dei laici, con la partecipazione anche di una predicatrice valdese e del parroco romeno ortodosso, accompagnato da alcuni parrocchiani.

Un messaggio della Segreteria Internazionale di Insieme per l’Europa ha creato un legame con tutte le altre veglie.

Nel programma, di rilievo l’omelia del Vescovo, S.E. Mons. Lino Fumagalli sulle radici cristiane dell’Europa e l’esempio di un frutto attuale di quelle ‘radici’: la testimonianza presentata da un membro dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, di accoglienza e accompagnamento nei campi profughi ai confini tra Libano e Siria, per la collaborazione di più organizzazioni.

Parma

Parma: organizzatori della veglia per l’Europa nuovi e antichi carismi (es. Associazione Teilhard de Chardin, Mov. dei Focolari e missionarie Saveriane, che hanno ospitato l’incontro, in una sala riunioni gremita), con coinvolgimento della Comunità Baha’i, del gruppo yoga Svarupananda e di membri dei ”Musulmani per il dialogo”. Si è riflettuto sull’unità e la pace fra gli Stati e sul dialogo fra le religioni. Ha parlato della veglia un articolo di Laura Caffagnini nel settimanale di Parma, del 30 marzo: Vita-Nuova_Parma.pdf

Siena

A Siena  già il  23.3.2017, si è realizzata una veglia ecumenica di preghiera per il 60° anniversario dei Trattati di Roma, col contributo di vari Movimenti e Comunità cattoliche, attive a Siena, che hanno coinvolto anche rappresentanti della Chiesa Anglicana e della Chiesa Ortodossa. L’incontro, con una buona partecipazione di gente, si è  svolto nella chiesa di San Cristoforo ed è stato guidato dall’Arcivescovo, Mons. Antonio Buoncristiani, presente anche il Professor Paolo Nardi, Priore generale dell’Associazione Internazionale dei Caterinati.

Foggia

Alla veglia ecumenica di Foggia, organizzata da alcuni Movimenti cattolici (fra cui Rinnovamento nello Spirito, Neocatecumenali e Focolari) hanno partecipato i Valdesi, alcuni Pentecostali, un Ortodosso. Espressivo il commento da parte del Consiglio Ecumenico di Foggia: “INSIEME PER L’EUROPA”: bellissima serata di preghiera e di riflessione, nella quale i rappresentanti delle confessioni cristiane hanno testimoniato, attraverso la loro riflessione spirituale su passi della Bibbia, che comunione, riconciliazione e unità sono possibili ancora oggi in Europa. “Insieme per l’Europa” è una forza di coesione e traduce i valori base del cristianesimo in risposta concreta alle sfide di un continente in crisi.

Varazze

Anche a Varazze (Savona) ci si è voluti associare alle veglie organizzate da Insieme per l’Europa, organizzando il 25 marzo una preghiera, con la celebrazione dei Vespri, ad iniziativa della Presidente dell’Associazione Internazionale dei Caterinati, Marina  Delfino. Erano presenti, insieme ad un buon numero di laici, la priora del terz’Ordine Domenicano e il priore, padre Daniele Mazzoleni, con alcuni frati.

a cura di Ada Maria Guazzo

Slovenia: Veglie in 17 località e servizio TV nazionale

Ora è un tempo giusto perché l’Europa si rinnovi

In Slovenia si sono svolte veglie di preghiera per l’Europa in 17 città e paesi. Diversi luoghi hanno visto la partecipazioni di Vescovi, come a Ljubljana, l’arcivescovo Stanislav Zore, a Strunjan, Il vescovo Jurij Bizjak, nella diocesi di Celje, il vescovo. Stanislav Lipovšek, a Novo Mesto il vescovo, Andrej Glavan.

L’iniziativa è stata accolta e seguita dai media. Nel giornale cattolico nazionale “Družina” (La famiglia), con tiratura di oltre 30.000 copie, è uscito un articolo con il titolo: “Per l ‘Europa dello Spirito, vieni ed aiutaci”.

La settimana prima delle varie iniziative, alla radio cattolica nazionale “Radio Ognjišče”, molto ascoltata in Slovenia, varie volte al giorno è stata data la notizia di questo avvenimento. Diverse le interviste, tra cui quella con il comitato nazionale di Insieme per l’Europa.

Nella città di Strunjan, la chiesa era piena dalle ore 18 della sera del 24 marzo fino alle ore 9 del giorno successivo. Il coro era composto da giovani di diversi Movimenti. Tutto molto solenne e partecipato, tanto che la TV nazionale slovena, canale 1, ha scelto di mandare in onda un servizio “Orizzonti dello Spirito”.

Link della trasmissione: //4d.rtvslo.si/arhiv/obzorja-duha/174463819

Veglia per l’Europa in Slovenia – Testo in italiano della Trasmissione “Obzorja Duha” 2.4.2017>>

 

60º Trattati di Roma /Matera (Italia)

Una tappa importante a Matera

Un’altra tappa importante del cammino ecumenico a Matera è stato l’aver aderito alla iniziativa internazionale di Insieme per l’Europa che – in occasione dei 60 anni dalla firma dei trattati di Roma, che hanno istituito l’Unione Europea – ha proposto a Roma e in molte città europee momenti di preghiera e riflessione.

L’idea è stata proposta al gruppo ecumenico di Matera, che l’ha accolta con entusiasmo, ravvisandovi una ulteriore occasione per poter innanzitutto crescere nel dialogo fra noi e poi per offrire insieme un importante momento di riflessione e testimonianza di esperienze positive alla città e alle istituzioni nel nostro territorio. Si è voluto dare un taglio laico all’iniziativa, permettendo anche a non cristiani e non credenti di potersi ritrovare in ciò che abbiamo proposto.

L’incontro, realizzato il 25 marzo, nella parrocchia Maria Madre della Chiesa, è iniziato con il video del Gen Verde “Io credo nel noi”, evidenziando che l’unità nella diversità – che sperimentiamo profondamente nel gruppo ecumenico – è ciò che sta alla base del cammino ‘insieme’ intrapreso da anni.

Con il primo intervento, è stata presentata la storia dell’Unione europea nei suoi tratti più salienti, evidenziando quali sono stati gli ideali e l’anelito che ha guidato i padri fondatori, cosa è rimasto oggi di quegli ideali, quali sono le prospettive attuali e le sfide che ci interpellano. Questo momento è stato affidato a Camilla Spada, docente di Storia e Filosofia  e ad Achille Spada, consigliere Regionale, che ha saputo – da amministratore – ben evidenziare problematiche politiche e culturali che oggi ci investono, ma anche porre l’accento sulla necessaria riscoperta e valorizzazione di quegli ideali umani di cui l’esperienza cristiana è stata portatrice in Europa.

E’ stata poi presentata l’esperienza di Insieme per l’Europa, come rete internazionale di circa 300 movimenti e comunità cristiane in Europa che liberamente vogliono costruire una “cultura di reciprocità”, basata su rapporti di comunione nel rispetto della diversità, e che da oltre 15 anni sperimentano che l’unità è possibile. E’ seguito il video di presentazione di Insieme per l’Europa.

Sono seguite alcune testimonianze di accoglienza e di integrazione realizzate in loco, per dare un segno di come singolarmente ed insieme si può essere costruttori della ‘nostra’ Europa. Giuseppe e Paola Montemurro, della comunità Battista, hanno raccontato come da mesi accolgono alcuni ragazzi africani migranti – minorenni senza più genitori –  giunti in un paese in provincia di Matera, andandoli a prendere nel fine settimana e ospitandoli nella loro casa, nella stanza dei loro figli oramai fuori per l’università. Li hanno inseriti nella scuola calcio di cui è responsabile Giuseppe, e stanno anche cercando loro un lavoro. Catia Caponero ha presentato l’esperienza dei “Corridoi umanitari” a cui collabora, insieme con esponenti della Comunità di Sant’Egidio,  di Comunione e Liberazione ed anche non credenti. Recentemente hanno accolto e seguono a Matera una famiglia proveniente dalla Siria.

L’incontro – durato circa 2 ore – si è concluso con un impegno per l’Europa, in cui, facendo proprie le parole del Card. Martini, si è voluto evidenziare la necessità di “lavorare per una Europa dello spirito, fondata non soltanto sugli accordi economici, ma anche su valori umani ed eterni”.

All’incontro hanno preso parte più di 80 persone; in tanti hanno detto di essere stati contenti per il taglio “laico” e universale dell’incontro, per le forti testimonianze ascoltate, per aver potuto conoscere la realtà di Insieme per l’Europa.

Negli organizzatori rimane la gioia di aver costruito un altro momento importante di condivisione e di unità non soltanto col gruppo ecumenico, ma anche con persone che hanno a cuore il “Bene comune”, certi che il don Gino Galante – pioniere del dialogo ecumenico a Matera e partito per il cielo pochi giorni prima dell’incontro – abbia contribuito…

Vedi anche articolo LOGOS_Matera_31.03.2017.pdf

 

Foto in alto della città di Matera di Luca Aless, CC BY-SA 4.0, //commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45529817

60º Trattati di Roma /Trento (Italia)

Veglia ecumenica per l’Europa, 24 marzo 2017, Chiesetta di Santa Chiara a Trento.

Erano presenti circa 100 persone, fra cui la teologa Milena Mariani, preside dell’ Istituto superiore di scienze religiose e, a nome del sindaco Andreatta, l’assessore Chiara Maule.

Nel programma, si sono alternati interventi, riflessioni, preghiere, canti e letture della Scrittura.

Molto apprezzato il contributo sugli ideali dei fondatori dell’Europa del Prof. Beppe Zorzi, (incaricato dal Presidente della Provincia Autonoma di Trento e del Trentino-Alto Adige, Ugo Rossi). Vedi in fondo il suo testo scaricabile.

Hanno collaborato alla preparazione 7 Movimenti ecclesiali di varie Chiese.

Il vicario generale della diocesi di Trento,  Mons. Marco Saiani, il padre ortodosso rumeno Joan Catalin e la signora Cornelia Steubing, della Comunità luterana di Bolzano (vedi in fondo il suo testo scaricabile), sono intervenuti con delle riflessioni appropriate sul momento storico attuale che vede venir meno i valori fondativi dell’Unione Europea. Particolarmente bello il contributo della comunità ortodossa rumena con un loro tipico canto.

Le impressioni dei partecipanti: un momento intenso di comunione, di unità, di riflessione, che “ha rimesso in cuore il desiderio per un’Europa unita”.

Da scaricare:

Libretto Veglia di preghiera a Trento, 24.3.2017>>
Intervento Prof. G. Zorzi – Veglia per l’Europa a Trento, 24.3.2017>>
Intervento C. Steubing – Veglia per l’Europa a Trento, 24.3.2017>>

Di Mario e Luisa Franzoia

60º Trattati di Roma /Trieste (Italia)

Un modo gioioso di essere cittadini europei segnati per sempre dall’ideale della fraternità.

Ieri l’incontro sull’Unione Europea ha visto confluire nella sala dell’oratorio di S. Giacomo 150 persone. Il programma ha visto gli interventi di d. Vatta e di Giampiero Viezzoli pieni di contenuti valoriali e informativi, a cui sono seguiti gli interventi di un gruppo di ragazzi delle scuole medie, che ci hanno contagiato con la loro freschezza giovanile, e l’intervento testimoniale dell’Iman Nader Akkad sull’Islam in Europa.

Hanno allietato la serata i ragazzi dell’orchestra di flauti del Liceo Musicale locale. Nella prima parte dell’incontro vi è stata la presenza del Sindaco Di Piazza, che ha fatto eco all’esigenza di riprendere il cammino forse al momento interrotto dell’unità europea. Erano presenti anche il Senatore Francesco Russo e la Consigliera comunale Fabiana Martini. Sono seguite le testimonianze fornite dalla lettera inviataci dalla Comunità ebraica, un testo bellissimo e commovente, in cui si palesa la sensazione di possibili ritorni all’indietro verso forme di intolleranza che già tanto hanno fatto soffrire e subito dopo dall’affettuoso saluto del Pastore Avventista Michele Gaudio. Hanno concluso i giovani del Servizio del Volontariato europeo col racconto delle loro esperienze in altre nazioni e con la presenza di un professore giapponese in visita in Europa, dove ha potuto godere di questo clima civile e politico comunque diverso, aperto e conciliativo.

La nota forse più rilevante di questa serata, che si è poi conclusa con una simpatica danza collettiva sulle note di una canzone di supporto all’insieme che l’Europa può e deve essere, è stata la presenza attiva e partecipe dei giovani delle varie associazioni a cominciare dai due presentatori, Ilaria e Andrea, per poi passare a dei giovanissimi studenti dichiaratisi convinti europeisti, ai musicisti flautisti, ai giovani volontari europei, ai giovani presenti in sala. E naturalmente il respiro di una festa comunitaria sentita e fraterna, dove ci si vede volentieri, perchè volentieri si è lavorato ottenendo il risultato del formarsi di un’apertura del cuore e della mente che vada oltre le solite chiusure, ma anche oltre le visioni ristrette o indifferenti.

Un impegno comune per una causa di notevole spessore come quella di relazionarsi nel rispetto tra persone di varie appartenenze. Un modo gioioso di essere cittadini europei segnati per sempre dall’ideale della fraternità.

di Elena e Silvano Magnelli

60. Jahrestag Römische Verträge /Aus 11 Städten Deutschlands

Gebet um die Einheit Europas und um den Frieden

Am Vorabend des 60. Jahrestages der Unterzeichnung der Römischen Verträge hatte das ökumenische Netzwerk Miteinander für Europa zu einem Gebet für Europa eingeladen. In Rom und in mehr als 50 europäischen Städten, davon 15 in Deutschland, beteten Hunderte von Menschen für die Einheit Europas und für den Frieden.

Esslingen, Winnenden und Breitenbrunn

Im CVJM-Haus in Esslingen, so berichtet Valerian Grupp, habe es mit neun Teilnehmern einen zahlenmäßig kleinen, aber dichten Gebetsabend mit Mitgliedern aus der kath. Kirche, der Baptistengemeinde und dem CVJM gegeben. Diana Fischer berichtet aus Winnenden, dass ihre Gebetsgruppe aus 12 Personen aus dem Asarja e.V. und aus der evangelische Allianz Winnenden bestanden habe. Am Ende der zwei Stunden intensiven Gebetes und des gemeinsamen Lobpreises sei für einzelne Nationen konkret gebetet und der Segen Gottes über diese Länder ausgesprochen worden. In der Missions- u. Begegnungsstätte Maria Baumgärtle in Breitenbrunn traf sich eine Gruppe von 20 Personen: Missionare vom Kostbaren Blut, ein Teil des Chors “Klangzauber” aus Breitenbrunn und weitere Einzelpersonen. An die Lektüre eines Infotextes über die Römischen Verträge schloss sich die gemeinsame Gebetszeit an, die sich ganz an der vom Netzwerk “Miteinander für Europa” zur Verfügung gestellten Gottesdienstvorlage orientierte. Besonders war das Bewusstsein, zeitgleich mit anderen Europäerinnen und Europäern in anderen Städten des Kontinentes zu beten und mit ihnen verbunden zu sein.

Ellwangen

Bei einer Gebetsveranstaltung in Ellwangen in der Franziskuskapelle betonte der CDU-Landtagsabgeordnete Winfried Mack, dass die Unterzeichnung der Römischen Verträge vor 60 Jahren den Menschen in Europa Frieden und Freiheit gebracht hätten. „Nach Jahrhunderten blutigster Kriege, Knechtschaft, staatlicher oder durch Banden organisierter Gewalt, nach Verirrungen im Nationalismus und gerade noch der gänzlichen Selbstzerstörung entgangen (Stichwort: Wunderwaffe), ist es diesem Kontinent gelungen, umzukehren!“ Ein einiges Europa sei der richtige Weg, den es weiterzugehen gelte. Mack forderte: „Wir müssen die Kraft finden, die großen Aufgaben in Europa gemeinsam zu lösen, ohne dass die Menschen dafür in ihrer heimatlichen Identität bedrängt werden.“ Angesichts der Tatsache, dass Ellwangen 700 Jahre lang ein Benediktinerkloster hatte, in dem der später heilig gesprochene Methodius drei Jahre lang Gefangener der fränkischen Herrscher gewesen sei, regte der Abgeordnete an, „die Patrone Europas, den heiligen Benedikt und die heiligen Brüder Cyrill und Methodius um deren Fürsprache für uns und alle Menschen in Europa zu bitten.”

Weinheim

Auf dem zentralen Marktplatz der Stadt Weinheim/Bergstraße (bei Heidelberg) waren zum „Gebet für Europa“ etwa 100 Personen verschiedener Generationen aus der Stadt und aus den umliegenden Gemeinden zusammengekommen. Eingeladen waren Mitglieder aller Kirchen und kirchlichen Gemeinschaften, die der Arbeitsgemeinschaft Christlicher Kirchen (ACK) in Weinheim und Umgebung angehören. Gekommen war u.a. auch der Oberbürgermeister von Weinheim, Heiner Bernhard mit seiner Frau, der sich im Anschluss für die Initiative herzlich bedankt hat. Christian Pestel, Pastor der Baptistengemeinde, gestaltete den Gottesdienst aktiv mit. Bei der Kundgebung waren Teilnehmer von unterschiedlichen Konfessionen vertreten, etliche auch von der Baptistengemeinde.

Vallendar-Schönstatt

Mit einer international in fünf Sprachen gestalteten Gebetszeit, schaltete sich die Schönstatt-Bewegung in die Gebetsinitiative für Europa ein. Pater Ludwig Güthlein, Leiter der Schönstatt-Bewegung Deutschland, brachte zum Ausdruck, dass Europa gerade heute für seine Entwicklung „göttliche Kräfte“ brauche. „Deshalb beten wir heute Abend: Herr Jesus Christus, komm erneut mit deiner Gnade, um diesem Europa seine Seele zu erhalten.“ Eindrücklich für die knapp 50 Teilnehmer im und vor dem Urheiligtum und für die Mitbeter, die an ihren Monitoren die Feier im Live-Stream von www.schoenstatt-tv.de verfolgten, waren die „Traum“-Worte von Papst Franziskus über Europa, die er bei der Verleihung des Karlspreises am 6. Mai 2016 zum Ausdruck brachte und die in Deutsch, Französisch und Englisch vorgetragen wurden. (Siehe Bericht bei www.schoenstatt.de)

Landau/Pfalz

In der Kapelle des Katholischen Altenzentrums Landau/Pfalz kamen etwa 45 Personen aus verschiedenen christlichen Religionsgemeinschaften zusammen. Vertreten waren katholische, evangelische, baptistische und weitere freikirchliche Christen aus der Süd- und Südwestpfalz und aus dem Elsass, die Mitglieder in einer Vielzahl von Gemeinschaften und Bewegungen sind, so z.B. die Fokolarbewegung, Stadtmissionen Landau-Zeiskam und Annweiler, Hauskreisgemeinschaft Hassloch, Ökumenischer Hauskreis Annweiler, Ökumenischer Gebetskreis Südwestpfalz, Charismatische Erneuerung Landau, Evangelische Stiftskirchengemeinde, Katholiken aus verschiedenen Pfarreien. Neben dem Dank für 70 Jahre Frieden wurde vor allem darum gebetet, dass sich Blockierungen in Europa lösen. Dabei wurde nicht nur um den Erhalt der EU, sondern auch für notwendige Reformen und Umbauten gebetet.

Selbitz/Oberfranken

Die Communität der Christusbruderschaft Selbitz hat zum Gebet für Europa ihr Abendgebet für Gäste und Gemeinschaften geöffnet. Gut 35 Geschwistern wurde deutlich, „dass wir uns allesamt um ein friedliches und zugewandtes Miteinander in Europa bemühen, denn: Dieses ist keine Selbstverständlichkeit, sondern braucht unser Engagement, unsere Leidenschaft für Freundschaften über alle Grenzen hinweg und nicht zuletzt auch unser Gebet“, wie Sr. Nicole zum Ausdruck brachte. Zum Dank für alles, was in Europa in den letzten Jahren, Jahrzehnten und auch Jahrhunderten geworden ist kam auch die Bitte um Gottes Erbarmen für alles, woran Europa schuldig geworden ist – ob dies nun das massenhafte Morden in Kriegen oder die Rückbesinnung auf nationalistische Egoismen war, welche die Einheit Europas und seinen Traum von einem Miteinander über alle Grenzen hinweg zerstören können. Und das Gebet geht weiter: Alle beim Gebet anwesenden, haben ein europäisches Land gewählt, das sie bis Ende November im Gebet begleiten werden. Dann nämlich findet 2017 die letzte größere Wahl in Europa statt.

München

In der Münchner Heilig-Geist-Kirche war das Gebet für Europa Teil der regelmäßigen „Stay and Pray“ Initiative. Von den im Miteinander-Netzwerk vertretenen Gemeinschaften beteiligten sich der CVJM München, die Vineyard Gemeinde, die Agape Gemeinschaft, das Lobpreisteam, Jugend 2000 und die Fokolar Bewegung.  Ein besonders dichter Moment waren die frei gesprochenen Fürbitten: die Gegenwart des Heiligen Geistes war spürbar und offensichtlich anziehend, denn viele Fußgänger traten in die Kirche ein, um zusammen mit den Vertretern der Gemeinschaften in Gebet und Gesang zu verweilen. Ein schönes, lebendiges Bild von Jung und Alt vereint in gemeinsamer Fürbitte.

Borken

In Kloster Burlo bei Borken waren etwa 60 Mitglieder der Fokolar-Bewegung versammelt, zu denen überraschend 10 Marienschwestern der Schönstatt-Bewegung dazu kamen, obwohl deren Gemeinschaft ihre übliche Anbetungszeit hielt. So wurde nicht nur für das Miteinander in Europa gebetet, sondern auch das Miteinander der Gemeinschaften erlebt.

Rottenburg-Liebfrauenhöhe

Neben 50 Schönstätter Marienschwestern die auf der Liebfrauenhöhe wohnen, nahmen 150 weitere Teilnehmerinnen und Teilnehmer beim Gebet für Europa teil, das in der Kröniungskirche des Schönstatt-Zentrums in der Nähe von Rottenburg stattfand. Vor allem Mitglieder der Fokolar-Bewegung waren neben den Mitgliedern der Schönstattbewegung und vielen Mitchristen aus den umliegenden Ortschaften zum Abendgebet gekommen, das von Sr. M. Monika März und Pfr. Klaus Rennemann, Schönstatt-Bewegung, Claudia Hofrichter, Mitglied bei Kolping und Mitglied im Kultur- und Integrationsausschuss Ergenzingen, sowie von P. Dr. Lothar Penners, Mitglied im Trägerkreis von „Miteinander für Europa“ Deutschland, gestaltet wurde. Ortsvorsteher Horst Schuh, Baisingen, sprach von seinen Erfahrungen mit „Europa frei und offen: Leben, Reisen, Arbeiten auf unserem Kontinent“. Er zeigte aus seinen Kinder- und Jugenderfahrungen auf, wie sich Europa von einem Kontinent der vielen Grenzen in ein Europa der Freiheit und des Friedens gewandelt hat. Landrat Roland Bernhard, der vor 25 Jahren Vertreter der Landesregierung in Brüssel war, schilderte die Aufgaben Europas für heute und der Zukunft. Er zeigte die politischen Schwierigkeiten und Herausforderungen, v.a. in der Flüchtlingsfrage und den wirtschaftlichen Herausforderungen und rief uns dazu auf, über die Grenzen Europas zu schauen. P. Dr. Lothar Penners, Rottenburg-Liebfrauenhöhe, wies anhand des Wortes aus dem Kolosserbrief „Lasst nicht nach im Beten; seid dabei wachsam und dankbar…, seid weise im Umgang mit den Außenstehenden, nutzt die Zeit! Eure Worte seien immer freundlich, doch mit Salz gewürzt.“ (Kol. 4,2-6), hin auf die christliche Verantwortung und zeigte über die kultur- und religionsgeschichtliche Entwicklung Europas, wie sehr Christen aufgrund ihres Glaubens eine große Sendung für Frieden und Solidarität haben. Pfr. Klaus Rennemann beschrieb den Einsatz für Europa als Auftrag Gottes: Denn Europa müsse – trotz der vielen Herausforderungen – für die Welt zu einem sichtbaren Zeichen und Garant des Friedens und des gelingenden Miteinanders werden. Abgeschlossen wurde die Veranstaltung durch das Gebet für Europa, das Vater unser, einen tiefen Friedensgruß und die Möglichkeit zur Anbetung im Bitten um ein gelingendes Miteinander.

Quelle: www.miteinander-wie-sonst.org

Titelbild: “Dank-Sterne” für Europa (Foto: Valerian Grupp)

60th anniversary of the Rome Treaties /Hungary

SZEGED

Rövid hír: „Örömmel közöljük, hogy a márc. 24.-e imaestet megtartottuk a tervek szerint a baptista imaházban.

Szépen sikerült.  A lelkész kört egy baptista és egy evangélikus lelkész képviselte.

A testvéri beszélgetések valóban kinyitották a szívünket és úgy éreztük szerves része vagyunk ennek a nagy ’álomnak’, ami az egység! Egy konkrét szikra is megszületett a lelkészekben, hogy az idei Tágas Tér fesztiválra meghívják az Együtt Európáért képviselőit.”

Intervento di Mons. Nunzio Galantino

Mons. Galantino, Segretario Generale della CEI, durante la veglia ecumenica a Roma 2017

«Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo».

Una considerazione di carattere letterario può aiutarci a cogliere tutta la forza e la portata di questa espressione.

Nei versetti immediatamente precedenti (Mt 5,1-12), Gesù aveva proclamato le Beatitudini. Per cui quel «Voi siete sale… voi siete luce» non è una definizione che Gesù intende dare dei suoi discepoli! Piuttosto, dopo aver proclamato le Beatitudini, Gesù intende dire ai suoi discepoli: Vedete, che solo se la vostra vita è spesa nella logica delle Beatitudini … voi siete sale e luce della terra; solo se vivete nella logica delle Beatitudini la vostra presenza contribuisce a dare gusto alla vita vostra e degli altri, sapore e splendore all’ esistenza vostra e a quella degli altri.

Ho voluto fare questa premessa perché molti tra noi pensano ancora che basti presentarsi come “cristiani” perché ci venga subito dato credito, perché ci venga riconosciuta la funzione di “luce” (punti di riferimento) e di “sale” (portatori di senso). Un discorso – questo – che vale per tutti noi, probabilmente anche per tutte le tradizioni cristiane e per gli appartenenti ad ogni fede. Credo infatti si tratti di una tentazione che può toccare ogni uomo, di qualsiasi estrazione, anche al di là di una sua appartenenza religiosa. C’è addirittura chi pensa che basti presentarsi vestiti in un certo modo o usare un certo linguaggio per essere automaticamente accreditati come persone che danno gusto e senso nuovi alla vita!

Presentandoci le Beatitudini e facendo subito seguire quel «Voi siete sale … voi siete luce», Gesù ha indicato la strada che è chiamato a percorrere il credente. Il discepolo di Gesù è chiamato a seguire una segnaletica ben definita, quella delle Beatitudini, fatta di passione per le opere di pace, di attenzione misericordiosa verso gli altri, di vita vissuta nella povertà e segnata dalla sobrietà. É questo che dà senso e gusto alla vita del credente, facendone una vita che risplende.

Spesso piuttosto che diffondere gusto e dare splendore attraverso gesti e scelte concreti, come ci domanda Gesù, noi ci impegniamo (più spesso, ci “arrabattiamo”) a dimostrare, ad argomentare. Anziché accendere la luce, preferiamo organizzare qualcosa di mastodontico e di grandioso per …stupire!

Ma il Vangelo non è questo che ci domanda! Ci dà invece un’indicazione che rasenta la banalità quando afferma che l’amore non si dimostra, l’amore si vive; e proprio perché lo si vive, l’amore non si dimostra ma si mostra. Il gusto autentico delle cose, non si dimostra, lo si realizza. La luce non va dimostrata, la luce va accesa e perciò stesso resa visibile.

Quando Gesù dice «Voi siete sale … voi siete luce», è come se ci dicesse: Volete far conoscere Dio? Non argomentate su di Lui, non dimostrate niente; fate piuttosto qualcosa di concreto; ma talmente bello, talmente sensato e gustoso … che, a chi vi incontra, venga spontaneo dire: ma è davvero bello quello che tu fai e vivi! Chi te lo ispira? In nome di chi lo fai?

Così Dio vuole essere presentato e testimoniato! Con la stessa forza ed evidenza della luce; con lo stesso sapore forte del sale: attraverso scelte e gesti concreti, che danno gusto e contagiano senso di vivere.

Molte nostre scelte pastorali, e anche i molti modi che possiamo avere nel porci in confronto con la società in cui viviamo, soprattutto quelli che non vanno in questa direzione, rischiano di essere dei diversivi. Rischiano di essere un modo per occultare l’unico procedimento che il Vangelo ci propone: quello della evidenza/testimonianza; che vuol dire fare scelte e porre gesti che rendono evidentemente “gustosa” la vita vissuta con Cristo. Se la vita del credente si presenta così, come una vita che ha un senso, un sapore e un gusto tali da renderla una vita riuscita … allora, anche i contenuti che cercheremo di trasmettere avranno un senso diverso!

Allora, che significa essere luce, sale? Cosa può dare gusto e solarità alla nostra vita di credenti?

Può farlo l’impegnarsi ad aprire nuove strade e a ipotizzare nuove possibilità, osando di più e lottando contro il fatalismo e l’assuefazione: due malattie mortali, non solo per il credente!

Dobbiamo tornare a sorridere e far sì che a chi ci incontra torni il sorriso. Il sorriso, perché si sente compreso, perché incontra gente che non sopporta lo spirito guerrafondaio e discriminante delle “anime piccole”. Dobbiamo tornare a sorridere e a contagiare sorriso perché il nostro essere luce illumini senza pretendere di accecare; e il nostro essere sale dà un gusto delicato senza la pretesa di omologare tutto. Pensate quanto fastidio provoca una luce che acceca e quanto disgusto c’è in una pietanza con un eccesso di sale!

Essere luce e sale nel rispetto di quanti ci incontrano! Quanta delicatezza è richiesta, soprattutto oggi, al credente!

Non ricorderemo mai abbastanza quello che Pietro raccomanda ai destinatari della sua prima lettera: «Siate sempre pronti a render conto della speranza che è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni. Ma fatelo con mansuetudine e rispetto, e avendo la coscienza pulita…». (1 Pt 3, 15s.)

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Preghiamo con Matteo 5, 13-16
Signore,
Tu mi chiedi di essere “sale”.
Mi chiedi cioè di rimanere a contatto con la terra,
di essere presente nel mio tempo,
qui ed ora.
Attento ai bisogni miei e a quelli
di coloro che mi stanno intorno.
Mi chiedi di essere “luce”,
in un momento in cui
la tenebra sembra farsi più spessa.
La luce mi permette di vedere il contorno e i colori delle cose,
della realtà e del mondo,
nelle loro sfumature, nella loro bellezza.
Ma permette anche di conoscere i loro innumerevoli bisogni.
Dài sapore, Signore, alla mia vita;
dài consistenza alle mie speranze;
dài fiducia alle mie paure;
dài luce alle mie oscurità,
e pace al mio cuore, ai miei pensieri, alle mie emozioni.
Fammi capire, Signore,
che sarò “sale”, se saprò essere mite,
in questo tempo di arroganza;
uomo di pace,
in questo tempo di prevaricazione;
libero dalle “cose”,
in questo tempo in cui
la persona “vale” in ragione
del conto in banca che possiede.
Fammi capire che sarò davvero “sale” e “luce”
se sarò impegnato a denunciare ogni sfruttamento in un Occidente
che ha fondato il proprio benessere sull’ usurpazione.
Sarò “sale della terra” se, con e nel mio ambiente,
non mi tirerò indietro dinanzi ai bisogni degli altri.

Intervento di Andrea Riccardi

Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant’Egidio, durante la Veglia ecumenica a Roma 2017

Cari amici,

non nascondiamocelo: molti europei si sentono smarriti e spaesati. Dove va l’Europa? Resisterà alla tentazione di separarsi? L’Europa sembra non proteggere più i suoi cittadini. Anzi si prova a percorrere la strada inversa a quella dei Padri fondatori dell’Europa, che avevano memoria viva dell’orrore della guerra, dei muri di odio, dei lager e delle rovine. Oggi è scomparsa la generazione che ricorda quella storia. Si guarda poco alla storia, presi dal presente di una politica di emozioni e angosce. Lo stesso ricorso alla guerra torna a essere considerato troppo “normale”, mentre è folle per chi ha visto anche ieri –in Iraq o in Libia- come la guerra produca guerra.

L’Europa non vive, se non ha memoria. Saremo il continente del futuro, se saremo quello della memoria. Ebbene va ricordata la grande pace, settant’anni, costruita saldamente dopo secoli di guerre. E’ il frutto dell’Europa unita: la pace ha portato prosperità, sviluppo di una cultura dalle radici antiche. E’ una realtà che s’impone evidente, più delle emozioni e delle paure che dominano il presente. Questa Europa è la nostra pace e la nostra prosperità.

La sua crisi è venuta, quando l’hanno bloccata gli egoismi: nazionali, di gruppo, d’interessi, alla fine personali. L’hanno bloccata nello slancio, per cui l’Europa non ha compiuto il salto che l’avrebbe fatta protagonista della scena mondiale, con una politica estera e della difesa in comune. Non solo la pace per l’Europa, ma una politica comune di pace per il Mediterraneo, i Balcani, l’Africa, il mondo. “Europa, forza gentile” –diceva Tommaso Padoa Schioppa. Gli egoismi rischiano oggi di bloccarla e di divorarla dall’interno. Spingono a ritornare padroni dei destini nazionali e a vedere negli altri una minaccia. Così riacquistano valore le frontiere: verso gli immigrati, tra giovani e anziani, tra i ricchi e i fragili, tra Europa del Nord e del Sud.

Le frontiere possono diventare muri: si pensa che allontanino le tragedie del mondo. La crudele guerra in Siria, durata sei anni, più della prima guerra mondiale, coinvolge anche l’Europa. I muri illudono di proteggere: in realtà manifestano decadenza. Sono la linea Maginot della sconfitta morale e politica dell’Europa.

Nel mondo globale, la storia non ha argini, ma richiede attori forti e coesi. Richiede di avanzare uniti e non di indietreggiare alla ricerca di ripari per gruppi o nazioni, perché c’è un nuovo tempo globale. Non si torna indietro. Gli Stati nazionali autosufficienti sono una barca per navigazioni d’altri tempi. Dobbiamo fare i conti con le dimensioni della sfida e della vita di oggi: non serve mettere la testa nella sabbia. Un’Europa chiusa o divisa sarà sommersa dai mercati e dai giganti economico-politici in un mondo globale e interdipendente. Sugli scenari della globalizzazione, ci vuole più Europa, se vogliamo sia la terra dei giovani, se vogliamo sopravviva la nostra identità umanistica, religiosa e dei diritti: non basta sia solo la terra che protegge noi pensionati per qualche anno. E un mondo senza Europa, mancherà di una forza di pace e di sapienza storica.

Siamo raccolti tra cristiani. L’idea europea non fu confessionale, ma molto cristiana: crebbe con la passione delle Chiese di allora. Ma oggi, quando l’Est e l’Ovest vanno per strade diverse; quando vacilla il grande disegno europeo, che esprime un’estroversione cristiana del continente, dove sono le voci dei cristiani? e quelle delle Chiese? Quando le frontiere si fanno muri di fronte ai rifugiati, dove queste voci? Quando questo mondo è a rischio di guerra, c’è spesso silenzio.

La forte voce di papa Francesco –si pensi al discorso per il Premio Carlo Magno- resta solitaria in un cristianesimo, frammentato come l’Europa, poco capace di uscire dagli egocentrismi di gruppo o ecclesiastici, incapace di nutrire una visione. Possa questa preghiera comune, possa la Parola di Dio come ai tempi dei profeti, far crescere una grande visione per il nostro tempo nei cuori e nelle menti. Bisogna riprendere a pensare ed agire, alla grande, con una visione, perché troppo a lungo abbiamo vissuto tempi di strette misure e di parole senza luce. Scriveva Karol Wojtyla, in anni in cui l’Europa era divisa con un duro muro: “il mondo soffre soprattutto per mancanza di visione”.

Intervento di Gerhard Pross

Gerhard Pross, moderatore di Insieme per l’Europa, durante la Veglia ecumenica a Roma 2017

Insieme – per – l’Europa. Non si può rendere in modo più preciso di così quello che è importante per noi: Insieme per l’Europa”.

Siamo una rete ecumenica di 300 Comunità e Movimenti cristiani. Proveniamo da più di 30 Paesi europei, dagli Urali all’Atlantico, parliamo lingue diverse, viviamo in culture diverse e apparteniamo a Chiese diverse: siamo cattolici, evangelici, ortodossi, anglicani, di Chiese libere. Tra  noi si vivono  spiritualità molto diverse.

Eppure siamo convinti, avendolo sperimentato, che l’unità è possibile. Il nostro cammino comune è iniziato con una profonda esperienza di riconciliazione tra un gruppo di responsabili. L’unità è diventata possibile.

Viviamo un’unità nella diversità. Ognuno resta nella sua originalità. Ma dalla riconciliazione  per mezzo di Gesù Cristo, nasce la forza di sperimentare la diversità dell’altro come ricchezza.

In modo speciale ricordiamo qui tre figure di fondatori, che ora ci accompagnano dal Cielo: Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei focolari, che ha dato l’impulso iniziale; Helmut Nicklas, responsabile del CVJM (YMCA) di Monaco, che è diventato l’architetto di Insieme per l’Europa; il cardinale Miloslav Vlk, che è stato tra  noi in modo speciale il ponte vivo tra carisma e ministero.

Quando nel maggio del 2004 abbiamo invitato a Stoccarda ad un grande Evento con 10.000 partecipanti, l’Europa era sull’onda positiva dei nuovi Paesi che si erano aggiunti all’Unione Europea. Molto diversa era la situazione nell’estate del 2016 in occasione di un grande Congresso e di una Manifestazione pubblica che abbiamo realizzato a Monaco di Baviera solo 3 giorni dopo la Brexit. Noi abbiamo avvertito e avvertiamo tutt’ora: L’Europa vive un tempo di sconvolgimenti. L’Unione Europea va di crisi in crisi.

In questo  tempo costellato da atti di terrorismo, con migliaia di persone, lì a Monaco abbiamo affermato pubblicamente, con chiarezza e ad alta voce  il nostro SÌ all’Europa. “All’insieme in Europa non ci sono alternative”. Con queste parole della Costituzione dell’Unione Europea abbiamo iniziato il nostro Messaggio di Monaco.

Posso dirlo in modo personale come portavoce di Insieme per l’Europa? L’evento di Monaco mi ha profondamente toccato ed ha posto l’Europa al primo posto sulla mia agenda. Da 17 anni siamo insieme sulla stessa strada, ma mai come oggi è stato così importante  esprimere il nostro SÌ all’Europa.

  • In un’epoca in cui prendono quota il populismo, gli egoismi ed i nazionalismi, diciamo il nostro SÌ ad una cultura del rapporto e dell’alleanza.
  • In un’epoca in cui i cattivi fantasmi che ci hanno portato più volte alla catastrofe, ritornano a farsi vivi, diciamo il nostro SÌ al Vangelo, alla riconciliazione e all’amore.

All’interno dei nostri Movimenti dobbiamo risvegliare la coscienza dell’urgenza del nostro SÌ all’Europa.

Noi come Comunità e Movimenti non dobbiamo tralasciare di esprimere pubblicamente il nostro SÌ all’Europa.

Noi ci impegniamo per un’Europa dell’insieme. Per un’Europa che riconosce la diversità come ricchezza e vive insieme in pace ed in unità. E, non da ultimo, per un’Europa alla quale Dio, nel corso della storia, ha affidato una missione: l’insieme di cielo e terra, l’insieme di fede ed incidenza sul mondo, perché nel Crocifisso si incontrano cielo e terra.

Ed oggi – ma non solo oggi – alla vigilia delle celebrazioni per  i 60 anni dei “Trattati di Roma” ci raduniamo per pregare e per ribadire, come Comunità e Movimenti cristiani, che contiamo – oltre che sul nostro impegno – sull’aiuto essenziale di Dio.

L’Europa ha bisogno della nostra preghiera.

Roma 2017

Roma 2017

25 marzo 2017, 60° anniversario dei Trattati di Roma. La voce di Insieme per l’Europa si fa sentire

La serata prima è un’occasione per politici, responsabili di varie Chiese e laici, in rappresentanza della rete Insieme per l’Europa, di incontrarsi nella Basilica dei XII apostoli a Roma per una Veglia ecumenica ed internazionale. Le sfide: come dare forma ad un autentico umanesimo europeo-cristiano? Come far sì che la fede si apra maggiormente alla cultura?

Alla Veglia, presieduta dal Card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, hanno partecipato più di 750 persone di 23 Movimenti e Comunità. Tra i presenti, il vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Siluan, vescovo della Chiesa rumena-ortodossa in Italia, Heiner Bludau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia, Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Gerhard Pross (YMCA di Esslingen), moderatore di Insieme per l’Europa.

Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha voluto far giungere a tutti i convenuti “sentimenti di ideale partecipazione, nella convinzione che momenti di incontro come questo diano un importante segno di speranza, necessaria per costruire un’Europa unita e solidale.”

Alcuni input della serata: “Ci vuole più Europa!” “Dio nel corso della storia ha affidato una missione a questo Continente: l’insieme di cielo e terra, l’insieme di fede ed incidenza sul mondo!” “I valori cristiani sono valori europei e viceversa. La cultura del dialogo, della tolleranza, dell’apertura, della fraternità possono essere vissuti al di là della confessione e religione, di ogni credo. Questa veglia servirà a risvegliare questi grandi valori.”

In altre 56 città europee analoghe veglie di preghiera si sono svolte con solennità e partecipazione.

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A cura della Segreteria internazionale di Insieme per l’Europa

Questa è l’Europa che vogliamo costruire

Veglia Ecumenica e internazionale – La fede si apre alla cultura

La sera del 24.3.2017 la Basilica dei XII Apostoli a Roma è strapiena di persone. Alla Vigilia del 60° anniversario dei Trattati di Roma si sono trovate più di 750 persone in una preghiera presieduta dal card. Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei Cristiani. Cattolici, protestanti, ortodossi, anglicani, clerici e laici hanno risposto all’invito di Insieme per l’Europa, iniziativa di 300 Movimenti e Comunità cristiani. Ne era esempio il coro composto da 8 Movimenti presenti a Roma e il coro della comunità rumeno-ortodossa.

Il Presidente dell’Italia, Sergio Mattarella, ha voluto far giungere a tutti partecipanti “sentimenti di ideale partecipazione, nella convinzione che momenti di incontro come questo diano un importante segno di speranza, necessaria per costruire un’Europa unita e solidale.”

Mons. Nunzio Galantino, Segretario generale CEI, Andrea Riccardi (fondatore della Comunità di Sant’Egidio), Gerhard Pross (attuale moderatore di Insieme per l’Europa) hanno parlato in vari momenti e sotto vari aspetti della crisi dell’Europa, provocata tra l’altro dagli egoismi nazionali, di gruppo ed individuali. Hanno lanciato sotto varie forme l’invito a credere ancora nel progetto dei Padri Fondatori dell’Europa: operare a favore della pace, della giustizia e della solidarietà nel mondo (cf. Preambolo del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa, dichiarato dai Capi di Stato il 29.10.2004).

Su questo sfondo, l’inno Trisaghion “Dio è Santo Dio, Santo e forte”, cantato insieme da una folla profondamente toccata, è risuonato particolarmente forte e solenne.

Heinrich Walter, del Movimento di Schönstatt, ha sottolineato in un’intervista: “Ci sono due punti salienti nel cammino verso una nuova integrazione europea: bisogna coltivare le radici cristiane dell’Europa. Noi Movimenti ci impegniamo in questo. E bisogna rispettare la libertà dell’altro. Noi di Insieme per l’Europa proviamo a vivere così. E questa esperienza la vogliamo condividere con tutta l’Europa.”

Simeon Catsinas, parroco greco-ortodosso a Roma, dopo la Veglia ha voluto condividere la sua gioia: ”Sono felice di questa serata. Dobbiamo lavorare insieme come cristiani, dobbiamo dare testimonianza comune. È urgente che andiamo avanti insieme su questa strada.”

Alla domanda se il documento “Dal Conflitto alla comunione” sia un modello per l’Europa, il decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CEL), pastore Heiner Bludau, risponde: “Sicuramente il documento fa vedere un passo positivo. Ora deve incidere sempre più nella vita. Così potrà diventare un modello convincente per tutta l’Europa.”

Durante la Veglia le parole di alta politica e le parole della Sacra Scrittura suonavano quasi allo stesso livello. Jesùs Moràn, Co-presidente del Movimento dei Focolari, afferma: “L’Europa non si può pensare senza il cristianesimo. Il cristianesimo che ha formato l’Europa è il cristianesimo della Chiesa unita: quindi, la cattolicità ecumenica è la realtà più fondamentale dell’Europa. E l’Europa deve ritrovare sè stessa come civiltà del cristianesimo. I valori cristiani sono valori europei e viceversa. La cultura del dialogo, della tolleranza, dell’apertura, della fraternità possono essere vissuti al di là della confessione e religione, di ogni credo. Questa veglia servirà a risvegliare questi grandi valori.”

Oltre 4.000 persone hanno seguito l’evento in diretta, molte le condivisioni sui social media. Anche in altre 50 città europee si sono svolte simile initiative, con solennità e partecipazione.

La voce di Insieme per l’Europa si è fatta sentire!

Beatriz Lauenroth

Per vedere la galleria fotografica completa: //www.flickr.com/photos/fotomas2008/sets/72157681856163965

 

I Carismi e l’Europa

Il contributo degli Ordini e Istituti Religiosi all’unità europea

L’Europa ha vissuto una certa unificazione al tempo dell’Impero romano. Una unità però fragile, perché imposta con la forza dalle “legioni romane”. E quando questo Impero si dissolse, si trovò nuovamente frantumata, dove presero il sopravvento le diversità etniche e culturali e ogni popolo ricercò una sua identità. Fu così che intorno al V secolo l’Europa si trovò ad essere un insieme di popoli in rivalità fra loro.

In quella fase di sbriciolamento e nei secoli successivi, sorsero provvidenzialmente uomini e donne che, guidate dallo Spirito, suscitarono e innestarono nelle popolazioni europee ideali nuovi e valori alti e universali, per lo più fondati sul patrimonio ebraico-cristiano. Valori e ideali che portarono i popoli europei a dialogare fra loro e a mettere in comune le proprie ricchezze, generando così un nuovo tessuto sociale, culturale e unitario per il Continente.

Il Card. Walter Kasper, in un convegno di qualche anno fa, così si espresse: “Santi come Martino, Benedetto, Bonifacio, i fratelli Cirillo e Metodio, Adalberto, Bernardo, Francesco, Domenico e molti altri hanno modellato la storia dell’Europa. Questi uomini santi e innumerevoli donne sante sono stati il prezioso contributo della Chiesa all’unità e all’identità dell’Europa”.

Furono persone che diedero avvio a nuove spiritualità, a movimenti spirituali, a famiglie religiose, a centri culturali, e a promuovere opere sociali che gradualmente fecero crescere nelle popolazioni europee una identità fondata su valori comuni.

La prima grande famiglia carismatica fu quella originata da Benedetto da Norcia (Italia) (480-547). Nacque attorno a lui anche in occidente, dopo l’Africa e l’Oriente, il monachesimo: quello benedettino che, nelle sue molteplici espressioni storiche, ha dato un apporto determinate all’evangelizzazione del continente, e contemporaneamente ha contribuito a forgiare la cultura europea medioevale. Ha cioè contribuito al dialogo fra i valori della civiltà romana, coniugandoli con quelli ebraico-cristiani e con le nuove culture cosiddette “barbare” immesse nel continente dalle popolazioni del nord e dell’est che in epoche successive si affacciarono sul territorio europeo.

I Benedettini, con la loro diffusione capillare, con le loro grandi Abbazie, crearono centri di spiritualità, ma anche centri di cultura, di promozione umana, di progresso sociale, di sviluppo economico, mettendosi a servizio prevalentemente di poveri ed emarginati.

Nell’Europa dell’est, nel secolo IX, altri due monaci, di origine greca, i fratelli Cirillo e Metodio, oltre ad aver evangelizzato quelle popolazioni, diedero vita ad una grande processo che può essere considerato il fondamento della cultura dei popoli slavi. I due fratelli di Salonicco (Grecia), pur in contatto con il mondo greco-romano occidentale, crearono un nuovo alfabeto per quelle popolazioni e diedero un contributo fondamentale alla cultura e alla letteratura delle nazioni slave.

Tra il secolo XI e la prima metà del secolo XII, sorsero altri uomini carismatici e di grande spessore culturale. Fra essi Bernardo da Chiaravalle, che dal ceppo del monachesimo benedettino, diede origine ad un nuovo movimento, l’Ordine Cistercense.

Il secolo XIII poi vide il fiorire di innumerevoli altri movimenti carismatici: gli Ordini Mendicanti. Anche questi originati da uomini carismatici, che pur localizzabili in una dara nazione, da subito divennero movimenti sovrannazionali e si diffusero in tutto il Continente e successivamente nel resto del mondo.

Fra essi eccelsero il movimento domenicano, originato dallo spagnolo Domenico di Guzman (1170-1221) e quello francescano, nato in Italia da Francesco di Assisi (1182-1226). Movimenti religiosi che, pur radicati in una profonda spiritualità, riuscirono ad ispirare e promuovere molte componenti della cultura e del sapere umano. Svilupparono la teologia, ma anche la filosofia, la letteratura, le scienze, le arti. Non ci fu in quel secolo, e in quelli successivi, nessuna Università europea che non avesse al suo interno docenti e allievi provenienti dagli Ordini mendicanti.

Con l’avvento dell’Umanesimo e del Rinascimento sorsero Stati nazionali forti. A questo processo diedero un apporto determinante i movimenti carismatici precedenti, ma contemporaneamente, ci fu un proliferare di nuovi carismi.

Il XVI e il XVII secolo videro il sorgere di numerose nuove Famiglie religiose. Ignazio di Loyola e i Gesuiti. Teresa d’Avila, Giovanni della Croce e i Carmelitani in Spagna. Ma anche i Fatebenefratelli per la cura dei malati con Giovanni di Dio. In Francia Vincenzo de’ Paoli e le Suore della Carità; Francesco di Sales, Giovanni Battista de La Salle per la formazione dei giovani e la creazione di scuole accessibili a tutti. Filippo Neri con gli Oratori, Girolamo Emiliani, Gaetano da Thiene, Camillo de Lellis con gli ospedali, ecc. in Italia. Nello stesso periodo, dal ceppo francescano, sorse la riforma dei Cappuccini. E in Germania la grande riforma di Martin Lutero.

E molte altre spiritualità che fin dalla loro origine hanno dato un determinate apporto all’identità culturale, sociale ed economica della moderna Europa. Ogni carisma è sorto dotato di una forte identità spirituale, ma anche proiettato sui problemi, sulle sfide, sulle esigenze sociali e umane dei popoli e delle persone. Questi apporti permisero l’accesso alla cultura, alle cure mediche, alla casa, ai diritti umani, ad una economia e ad una vita umana dignitosa, ad un sempre maggiore numero di cittadini europei.

Lo stesso fenomeno si è ripetuto nei secoli XVIII e XIX. Nonostante le soppressioni degli Ordini religiosi imposte dapprima da Napoleone e successivamente da alcuni Stati europei, nacquero innumerevoli altri Istituti e Famiglie religiose. Come non ricordare in Italia, a Torino, nell’800 Don Giovanni Bosco con i Salesiani, il Cottolengo, il Cafasso accanto ai malati e agli ultimi? Come non ricordare, in Inghilterra, l’apporto del vescovo John Henry Newman, ecc.

Nel XX secolo poi l’Europa, oltre aver visto fiorire nuovi Istituti religiosi come quelli fondati da Don Alberione, da Don Orione, da Madre Teresa di Calcutta, Edith Stein, Massimiliano Kolbe e altri, ha visto nascere innumerevoli altre espressioni di vita carismatica che si manifestarono come vasti Movimenti ecclesiali laicali. Tutti con una forte identità spirituale propria ma anche con una grande attenzione alle drammatiche sfide causate dalla modernità al nostro Continente.//youtu.be/8zu1taV4CL4

L’Europa, senza il contributo offerto nel passato dagli Ordini e Istituti religiosi, e ora senza la ricchezza dei Movimenti ecclesiali sorti nella varie Chiese e Comunità cristiane, sarebbe più povera e fragile.

Queste forze spirituali e carismatiche, pur nate in un determinato luogo, hanno operato, fin dalle origini, al di là dei confini nazionali, offrendo così un contributo forte e decisivo alla costituzione di una Europa Unita, solida, libera, fraterna e solidale.

di P. Egidio Canil, Sacro Convento dei Francescani di Assisi, Italia 

L’Europa senza fraternità è impensabile

Sala Capitolare di San Salvatore in Lauro a Roma, 17 febbraio 2017: Insieme per l’Europa presente al Convegno dell’Associazione “Città per la fraternità”.

In seguito al saluto della presidente Milvia Monachesi, varie sono state le analisi delle potenzialità e delle problematiche del continente europeo. Sono intervenuti Donato Falmi, già direttore dell’Editrice Città Nuova, Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e presidente della Lega per le Autonomie e l’on. Silvia Costa, europarlamentare e attualmente coordinatrice della Commissione Cultura per S&D che, concludendo, ha affermato che “un’Europa senza la fraternità è impensabile”.

Al tema in questione «Europa: Libertà, Uguaglianza e… la Fraternità?  Quale chance oggi», l’esperienza di Insieme per l’Europa, presentata da Diego Goller (Italia) e Ilona Toth (Ungheria) ha messo in luce l’azione di Comunità e Movimenti di varie Chiese cristiane che intendono essere un contributo all’unità europea, partendo dal loro ricco patrimonio spirituale e culturale.

“Si dice che l’Europa si unisce unendo le città. Sono lì nelle città i veri problemi da risolvere, le vere risposte da dare. Si dice anche spesso: “agire localmente, pensare globalmente”; forse si potrebbe piuttosto dire che oggi si deve “pensare localmente, agire globalmente”, perché le idee nascono dalla vita, dal territorio, dalle periferie e perché le cause dei problemi che ci preoccupano nelle nostre città hanno origine, spesso, a livello globale”, suggerisce Diego Goller. E, riferendosi a Chiara Lubich, continua: “Chiara infatti, parlando dell’Insieme per l’Europa, diceva sin dall’inizio che è “un INSIEME che tradotto per tutti significa fraternità; mentre Europa sta a significare il lato politico, perché noi serviamo un progetto politico nel senso ampio del termine.”

Nel suo percorso di 17 anni, Insieme per l’Europa ha maturato via via il proprio messaggio che nella dichiarazione finale di “Stoccarda 2007” viene espresso da una serie di “SÌ” perché le città siano luoghi di accoglienza, aperte alle diverse culture”, prosegue Ilona Toth, che cita anche Michael Hochschild, sociologo franco-tedesco, professore a Parigi, che all’ultima Manifestazione a Monaco nel 2016, alla domanda se la speranza ha un futuro, ha dichiarato: “La risposta sono i Movimenti stessi, forze creative di carattere sociale, se non addirittura religioso. La loro fede, il loro impegno e soprattutto la loro fiducia sono molto richiesti sulla via per uscire dalla crisi della società, perché essi creano la necessaria fiducia nel futuro. Ma per questo i nuovi Movimenti spirituali devono comprendersi in modo più forte che finora come forze culturali plasmanti e comportarsi di conseguenza. In certo modo, devono diventare di più Movimenti sociali”.

E ancora Alcide de Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Europa, che ha pronunciato già nel 1952 parole che ci invitano anche oggi al dialogo democratico: “Bisogna scegliere: o parlare, discutere, fare appello alla ragione, fare appello alla capacità umana, oppure ricorrere alla forza, al comando, imporre la volontà di una persona. (…) Nel passato sono stati tanti i conflitti e le guerre per questa impossibilità di trovare l’accordo, di discutere, per l’impossibilità di mettersi insieme in un’Assemblea e trattare di pace; non è meglio che facciamo uno sforzo per raggiungere la pace, per avere delle formule, per avere delle istituzioni che garantiscano questa pace?”

“Grazie dell’invito, grazie di questa chance per le nostre sinergie; lavoriamo insieme affinché le nostre case, comunità e città siano laboratori di comunione, di amicizia e di fraternità, capaci di integrare, aperti al mondo intero” afferma infine Diego Goller.

A conclusione del Convegno, la cerimonia della VIIIª edizione premio Chiara Lubich per la Fraternita’ assegnato quest’anno al Comune di Assisi, la città dove « 600 anni prima della declinazione dei tre principi della Modernità, coniati dalla Rivoluzione Francese (Libertà Uguaglianza e Fraternità), riecheggiò per prima la parola Fraternità ad opera di Francesco… » come si afferma nella motivazione della premiazione.

Vedi anche: www.cittaperlafraternita.org/europa-e-fraternita-binomio-impegnativo/

Contributi video del Convegno: //youtu.be/edJSuqMdDaI

Nella sede del Parlamento una preghiera per la Carinzia

Venerdì, 27 gennaio 2017, la “sala verde” della sede del Parlamento dello stato federato ha ospitato un evento insolito: una preghiera per la Carinzia (Austria).

L’invito è venuto dal gruppo di Insieme per l’Europa, il cui scopo è di rafforzare un’Europa cristiana. Donne e uomini di diverse chiese cristiane, di vari ambienti sociali e politici, del mondo dell’arte e della cultura, si sono riuniti in preghiera. Questo momento di preghiera è stato accompagnato musicalmente dalla coppia Outi&Lee.

“Speriamo in un effetto positivo per questa casa”, si è espresso il presidente del Parlamento, Reinhart Roth nel suo ringraziamento agli organizzatori. Anche la consigliera comunale, Ruth Feistritzer, in rappresentanza del Sindaco, ha partecipato all’incontro.

Alla rete Insieme per l’Europa aderiscono più di 300 Movimenti, Comunità ed opere missionarie cristiane in tutta l’Europa. “Cerchiamo ciò che unisce tra cristiani e nella società; diciamo Sì alla vita, alla famiglia, al creato, ad un’economia equa, alla solidarietà, alla pace ed alla responsabilità”, questa la testimonianza di Manfred e Fini Wieser, i coordinatori del gruppo carinziano.

Bauman “Sete di Pace”

“(…) Tutte le tappe e le fasi che ci sono state nella storia dell’umanità, avevano un denominatore comune: erano caratterizzate dall’inclusione da un lato e dall’esclusione dall’altro in cui c’era una identificazione reciproca, attraverso l’inclusione e l’esclusione.

Il “noi” si poteva misurare con l’ostilità reciproca. Il significato del “noi” era che noi non siamo loro.E il significato di loro era che loro non sono noi. Gli uni avevano bisogno degli altri per esistere come entità collegata l’una con l’altra e potersi identificare in un luogo o un gruppo di appartenenza. E’ stato così per tutta la storia dell’umanità.Questo ha portato a grandi spargimenti di sangue. Una forma di autoidentificazione che nasce dall’identificazione di qualcosa di altro rispetto al prossimo.

Oggi ci troviamo di fronte alla necessità ineludibile della prossima tappa in questa storia, nella quale stiamo espandendo la nozione di umanità.

Parlando di identità di se stessi, abbiamo un concetto di quello che includiamo in questa idea di umanità messa insieme. Direi che ci troviamo di fronte a un salto successivo che richiede l’abolizione del pronome loro. Fino a questo momento i nostri antenati avevano qualcosa in comune: un nemico. Ora, di fronte alla prospettiva di una umanità globale, dove lo troviamo questo nemico?

Ci troviamo nella realtà cosmopolita, quindi ogni cosa fatta anche nell’angolo più remoto del globo, ha impatto sul resto del nostro pianeta, sulle prospettive future. Siamo tutti dipendenti gli uni dagli altri e non si può tornare indietro. (…)”

Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo, 18.09.2016 Assisi, all’Assemblea di apertura dell’incontro “Sete di Pace”

Mattarella sull’Europa dei giovani

“(…) Desidero, adesso, rivolgermi soprattutto ai giovani.

So bene che la vostra dignità è legata anche al lavoro. E so bene che oggi, nel nostro Paese, se per gli adulti il lavoro è insufficiente, sovente precario, talvolta sottopagato, lo è ancor più per voi.

La vostra è la generazione più istruita rispetto a quelle che vi hanno preceduto. Avete conoscenze e potenzialità molto grandi. Deve esservi assicurata la possibilità di essere protagonisti della vita sociale.

Molti di voi studiano o lavorano in altri Paesi d’Europa. Questa, spesso, è una grande opportunità. Ma deve essere una scelta libera. Se si è costretti a lasciare l’Italia per mancanza di occasioni, si è di fronte a una patologia, cui bisogna porre rimedio.

I giovani che decidono di farlo meritano, sempre, rispetto e sostegno.

E quando non si può riportare nel nostro Paese, l’esperienza maturata all’estero viene impoverita l’intera società.

Nel febbraio scorso, in una Università di New York, ho incontrato studenti di ogni continente. Una ragazza ha aperto il suo intervento dicendo di sentirsi cittadina europea, oltre che italiana.

Tante esperienze di giovani che condividono, con altri giovani europei, valori, idee, cultura, rendono evidente come l’Europa non sia semplicemente il prodotto di alcuni Trattati. Un Continente che, dopo essere stato, per secoli, diviso da inimicizie e guerre, ha scelto un cammino di pace e di sviluppo comune.

Quei giovani capiscono che le scelte del nostro tempo si affrontano meglio insieme. Comprendono, ancor di più, il valore della pacifica integrazione europea di fronte alla tragedia dei bambini di Aleppo, alle migliaia di persone annegate nel Mediterraneo e alle tante guerre in atto nel mondo.

E non accettano che l’Europa, contraddicendosi, si mostri divisa e inerte, come avviene per l’immigrazione.

Dall’Unione ci attendiamo gesti di concreta solidarietà sul problema della ripartizione dei profughi e della gestione, dignitosa, dei rimpatri di coloro che non hanno diritto all’asilo. (…)”

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica italiana, dal discorso alla nazione, 31.12.2016

Orizzonti nuovi dopo Lund (Svezia)

Un anniversario in comunione

“È per me una grande gioia essere qui oggi, a dare testimonianza dell’opera dello Spirito Santo che semina unità tra i seguaci di Gesù. Lo Spirito Santo, con le parole di Martin Lutero, «chiama tutta la cristianità sulla terra, la raccoglie, illumina, santifica e mantiene in Gesù Cristo, nell’unica vera fede». Oggi, a Lund e a Malmö, sperimentiamo il miracolo moderno dello Spirito Santo così come i discepoli lo hanno sperimentato nella mia città natale di Gerusalemme duemila anni fa. Oggi, mentre ci riuniamo per esprimere la speranza di unità, ricordiamo la preghiera sacerdotale di Cristo «perché tutti siano una sola cosa […], perché il mondo creda» (Giovanni 17, 21). Ringraziamo il Dio Uno e Trino perché stiamo passando dal conflitto alla comunione.

L’incontro storico odierno trasmette al mondo intero il messaggio che gli impegni religiosi perseguiti con forza possono portare a una riconciliazione pacifica invece di apportare più conflitti al nostro mondo già tormentato. Quando persone religiose operano per l’unità e la riconciliazione, la religione può promuovere la prosperità di tutte le comunità umane. (…)”

Dal discorso del vescovo Munib Younan, presidente della Federazione luterana mondiale, Lund, 31/10/2016

Un anniversario in comunione – La commemorazione del quinto centenario della Riforma

Il cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, in un articolo sull’Osservatore Romano (17.1.2017) spiega il significato della commemorazione comune cattolico-luterana del quinto centenario dell’inizio della Riforma.

Koch ricorda la preghiera ecumenica di Papa Francesco a Lund il 31.10.2016 con il vescovo Munib Younan, Presidente della Federazione mondiale luterana (LWB) in occasione della ricorrenza della  Riforma. La preghiera storica “non è stata soltanto accolta con gratitudine, ma ha incontrato anche critiche e opposizioni. Mentre, da parte cattolica, si è temuta una deriva protestante del cattolicesimo, da parte protestante si è parlato di un tradimento della Riforma”. Invece – osserva Koch – la commemorazione di questo anniversario “si presenta a entrambe le parti come un gradito invito a dialogare su ciò che i cattolici possono imparare dalla Riforma e su ciò che i protestanti possono trarre dalla Chiesa cattolica come arricchimento per la propria fede”, superando ogni tono fazioso e polemico.

Martin Lutero allora “non voleva assolutamente la rottura con la Chiesa cattolica e la fondazione di una nuova Chiesa, ma aveva in mente il rinnovamento dell’intera cristianità nello spirito del Vangelo. (…) Il fatto che, all’epoca, questa sua idea di riforma non abbia potuto realizzarsi è dovuto in buona parte a fattori politici.”.

La commemorazione del 2017 – sottolinea ancora il porporato – deve essere intesa dunque “come un invito a ritornare alla preoccupazione originaria di Martin Lutero” alla luce di tre concetti chiave: gratitudine per i 50 anni di intenso dialogo tra cattolici e luterani, un pentimento pubblico accompagnato da una purificazione della memoria storica e la speranza che una commemorazione comune della Riforma possa permettere “di compiere ulteriori passi verso una comunione ecclesiale vincolante. Quest’ultima deve rimanere l’obiettivo di ogni sforzo ecumenico e, pertanto, è anche e precisamente a essa che deve mirare la commemorazione della Riforma. Dopo cinquecento anni di divisione, dopo aver vissuto per un lungo periodo in modo contrapposto o parallelo, dobbiamo imparare a vivere gli uni insieme agli altri vincolati più saldamente, e dobbiamo farlo già oggi.”

(riassunto di Beatriz Lauenroth)

Il Sogno di Papa Francesco

In occasione del Conferimento del Premio Carlo Magno a Roma, il 6 maggio 2016, Papa Francesco ha confidato il suo sogno per l’Europa

(…) Con la mente e con il cuore, con speranza e senza vane nostalgie, come un figlio che ritrova nella madre Europa le sue radici di vita e di fede, sogno un nuovo umanesimo europeo, «un costante cammino di umanizzazione», cui servono «memoria, coraggio, sana e umana utopia».

Sogno un’Europa giovane, capace di essere ancora madre: una madre che abbia vita, perché rispetta la vita e offre speranze di vita.

Sogno un’Europa che si prende cura del bambino, che soccorre come un fratello il povero e chi arriva in cerca di accoglienza perché non ha più nulla e chiede riparo.

Sogno un’Europa che ascolta e valorizza le persone malate e anziane, perché non siano ridotte a improduttivi oggetti di scarto.

Sogno un’Europa, in cui essere migrante non è delitto, bensì un invito ad un maggior impegno con la dignità di tutto l’essere umano.

Sogno un’Europa dove i giovani respirano l’aria pulita dell’onestà, amano la bellezza della cultura e di una vita semplice, non inquinata dagli infiniti bisogni del consumismo; dove sposarsi e avere figli sono una responsabilità e una gioia grande, non un problema dato dalla mancanza di un lavoro sufficientemente stabile.

Sogno un’Europa delle famiglie, con politiche veramente effettive, incentrate sui volti più che sui numeri, sulle nascite dei figli più che sull’aumento dei beni.

Sogno un’Europa che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti.

Sogno un’Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stato la sua ultima utopia. Grazie.

Conferimento del Premio Carlo Magno –  Stralcio dal discorso di Papa Francesco, Roma, Sala Regia, Venerdì, 6 maggio 2016

Per vedere il video: //www.youtube.com/watch?v=SMRhgPv9DAU

Per leggere il testo integrale: //w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/may/documents/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html

Messaggio di Monaco 2016

Insieme per l‘Europa. Incontro. Riconciliazione. Futuro.
Monaco (Baviera),  2 luglio 2016 

All’insieme non esiste alternativa  

“Uniti nella diversità”. Questa speranza europea è oggi più attuale che mai. L’Europa non deve diventare una roccaforte ed alzare nuove frontiere. All’insieme non esiste alternativa. Un insieme in una diversità riconciliata è possibile.

Il Vangelo – una fonte di speranza

Gesù Cristo ha pregato per l’unità e dato la sua vita per questo. Questo ci dice il Vangelo, che da quasi 2000 anni è una forza determinante per la cultura in Europa. Gesù Cristo ci insegna l’amore senza limiti per tutte le persone. Lui ci indica la strada della misericordia e della riconciliazione: possiamo chiedere perdono e perdonarci a vicenda. Il Vangelo di Gesù Cristo è una fonte potente, dalla quale possiamo attingere speranza per il futuro.

L’Europa – una cultura del rispetto e della stima

Le terribili esperienze delle Guerre mondiali ci hanno insegnato che la pace è un dono prezioso che dobbiamo conservare. Il nostro futuro deve essere caratterizzato da una cultura del rispetto e della stima dell’altro, anche dello straniero.

L’unità è possibile – Superare divisioni

Chiediamo a tutti i cristiani, specialmente ai responsabili delle Chiese, di superare le divisioni. Esse hanno causato sofferenza, violenza, ingiustizia ed hanno minato la credibilità del Vangelo. Come cristiani vogliamo vivere insieme riconciliati ed in piena comunione.                

Il nostro impegno

Viviamo il Vangelo di Gesù Cristo e lo testimoniamo a parole e coi fatti.

Percorriamo la via della riconciliazione e facciamo in modo che le nostre comunità, Chiese, popoli e culture possano vivere “uniti nella diversità”.

Andiamo incontro a persone di convinzioni e religioni diverse con rispetto e cerchiamo il dialogo con loro.

Ci impegniamo affinché nel mondo crescano umanità e pace.

Abbiamo la visione di un insieme in Europa che è più forte di ogni paura ed egoismo.

Poniamo la nostra fiducia  nello Spirito Santo che rinnova e vivifica continuamente il mondo.

E così è stato…

Nell’esperienza vissuta durante l’evento di Insieme per l’Europa a Monaco dal 30 giugno al 2 luglio, c’era veramente tutto: INCONTRO con persone diversissime, ma concordi nel voler affrontare il FUTURO insieme. E le testimonianze della RICONCILIAZIONE hanno fatto vedere che un percorso insieme non è utopia. Alla luce di quanto è accaduto nel frattempo nella città – ed in varie parti del mondo – il messaggio di Insieme sembra più che mai necessario e attuale.

Alcuni dei tanti echi di chi ha fatto l’esperienza di quell’evento (nella lingua originale):
  • München zeigte ein tiefes echtes Gesicht eines Europa, das sich auf Gott und die Welt öffnet. Es wurde verständlich und erfahrbar: Miteinander geht es, Miteinander aller Charismen und Gaben. Der Glaube, die Liebe und die Offenheit führen zur Entängstigung…
  • Magnifique rassemblement avec le souffle des origines et qui ouvre un nouvel avenir pour Ensemble pour l’Europe. Une lumière et une espérance dans une Europe qui en a bien besoin! Remarquable organisation de nos amis allemands.
  • I am British and have always had a very strong sense of being European, and part of a positive process of unification. It was a challenge coming to Munich a week after Brexit, knowing that everyone would ask my opinion about it. I was initially very sad, but I know that being European and being Christian is a bigger idea than any particular political process or institution, and that unity will go ahead anyway. The positive attitude and support of a very impressive list of Christian leaders was very important and can only further this process. The young people present were a great witness to things already happening , and a hope for a better future.
  • Ho colto la profondità, il desiderio di continuare sempre più insieme per una nuova Europa nel cammino della pace costruita sui valori comuni del dialogo e dell’amore. Non abbiamo paura, andiamo avanti, nella certezza che Dio Amore ci precede sempre, a noi tutti gli sforzi, a Lui la gloria del Suo Amore passato dalle nostre azioni positive.
  • Das Podium „Zukunft der Gesellschaft – Auftrag und Verantwortung der jungen Generation“ erfüllte aber voll und ganz meine Erwartungen: Junge Leute, die von ihrem Glauben und ihrer Jugendarbeit innerhalb ihrer Gemeinschaft berichteten. Mir gefiel es sehr gut, mich endlich mit anderen Jugendlichen, die sowohl ähnliche als auch komplett verschiedene Ansichten als ich hatten, auszutauschen und zu diskutieren.
  • Ho capito che anche i piccoli come me possono fare qualcosa per l’Europa, nella stessa strada dei grandi, per iniziare questa unione spirituale dell’Europa, gli uni per gli altri.
  • Hi everyone, I did watch this wonderful event which was a wonderful way to involve people like me around the world in Unity with all ‘People of Good Will’. God’s choicest blessings on everyone who organised this and those who took part. We are meant to be together and not live selfish lives in isolation from our neighbour.
  • Il fatto che ci siamo trovati in un circo mi suggerisce che è importante mettersi in gioco come fanno i protagonisti del circo, giocarsi la vita  per essere di aiuto agli altri.
  • J’ai beaucoup apprécié ce moment à Munich. Maintenant avec toute l’équipe de Lyon nous nous engageons à diffuser ce que nous avons vécu. Bien avec chacun.
  • Insgesamt bin ich sehr dankbar für die Erfahrung der Veranstaltung in München und trage die Erlebnisse und Begegnungen noch lebendig in mir. Vor allem verbinde ich mich im Gebet Tag für Tag weiterhin mit allen, die dort waren, und habe die Hoffnung, dass das Wunder der Einheit der Kirchen eines Tages von Gott geschenkt wird. (…) Für alles, was bei der Kundgebung am Stachus auf der Bühne geboten wurde, kann ich nur meine Anerkennung aussprechen.
  • Anche l’aprire e chiudere l’ombrello (…) non ha distolto da un clima di unità, di gioia, di profondità che ho avvertito. Mi è sembrata la manifestazione della speranza.
Monaco/Germania 2016

Monaco/Germania 2016

INCONTRO. RICONCILIAZIONE. FUTURO.

Questo il titolo della quarta Manifestazione internazionale di Insieme per l’Europa a Monaco di Baviera.

Il percorso è iniziato con un Congresso per rappresentanti di oltre 300 Movimenti e Comunità che vi aderiscono – di cui 200 presenti – dal 30 giugno al 1 luglio 2016, nel Circus Krone Bau. Plenarie al mattino e alla sera, 17 Forum e 19 Tavole Rotonde nei pomeriggi su diversi temi di urgente attualità come i profughi e la loro integrazione, l’ecumenismo, l’ambiente, il dialogo con l’islam, la crisi economica e la ricerca del bene comune, il difficile legame tra i Paesi europei…  1.700 i partecipanti da 32 Paesi dell’Europa e non solo.

Nel pomeriggio del 2 luglio nella popolare piazza “Karlsplatz (Stachus)”, si sono radunati per una Manifestazione pubblica oltre 5000 persone tra cui tanti giovani. Forti le testimonianze di riconciliazione durante il cammino dei 15 anni nell’ambito di Insieme per l’Europa; toccante e pieno di speranza l’abbraccio fraterno tra rappresentanti autorevoli della Chiesa cattolica, luterana e ortodossa. “L’unità è possibile” – questo è quanto i presenti in piazza, e le persone che in oltre 7000 punti d’ascolto erano collegati con un live-streaming in varie parti del mondo, hanno potuto vedere e sperimentare.

Forti e indicativi i video-messaggi di Papa Francesco e del Patriarca Bartolomeo I. Vivace e animato il palco da giovani complessi musicali e cori di diverse nazionalità. Sul palco una porta che “apre al futuro” come simbolo di un cammino fatto e del futuro che si vuole percorrere per una condivisione piena dei valori che hanno le loro radici nel Vangelo.

Clicca qui per vedere il video della Manifestazione a Monaco 2 luglio 2016 (IT)>>

Clicca qui per vedere altri video sull’evento (playlist) in varie lingue>>

A cura della Segreteria internazionale di Insieme per l’Europa

Live da Monaco – 3° Giorno


“Sì a ponti di misericordia. Sì alla scoperta dell’altro e della sua ricchezza. Sì alla comprensione che siamo davvero “una cosa sola”, che c’è un’unità e una fraternità per cui lavorare e che vanno trovate le strade per “abbattere” i tanti “muri di separazione””. Le parole di Andrea Riccardi, lette da Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio bene esprimono lo spirito e l’impegno dei 5000 presenti alla Karlsplatz (Stachus) di Monaco, il 2 luglio, in occasione della Manifestazione pubblica conclusiva di Insieme per l’Europa, edizione 2016.

Quattro i grandi temi che hanno fatto da filo conduttore dell’evento: l’unità è possibile; la riconciliazione apre al futuro; una cultura del rapporto e della misericordia; missione e futuro. Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, ha aperto con un impegno solenne: “Oggi noi qui ci impegniamo ad essere strumenti di questa svolta, strumenti di una nuova visione dell’Europa, strumenti di una accelerazione nel cammino verso l’unità, aprendo, con tutti e per tutti gli uomini e donne del nostro pianeta, un dialogo profondo”. Grande la gioia per i video messaggi giunti da Papa Francesco e dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I.

Sono seguite testimonianze di riconciliazione tra Chiese e Comunità. “La riconciliazione apre al futuro”, ha affermato Gerhard Pross del Comitato d’Orientamento di Insieme per l’Europa: “Anche se siamo e rimaniamo diversi, vogliamo vivere in unità, arricchirla delle nostre diversità, contagiare le nostre città e l’Europa”. Il Cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani (Roma) ha spiegato che è nata una rete universale d’amicizia, mentre il Vescovo Frank Otfried July, vice-presidente della Federazione Luterana mondiale: “Sono molte le esperienze che viviamo insieme come Chiese: lavoriamo per i profughi, preghiamo insieme; vogliamo riportare Cristo al centro dell’Europa”. Il Metropolita rumeno-ortodosso per la Germania e il Centro-Nord Europa Seraphim Joanta (Norimberga) ha condiviso gioie e dolori della propria missione: “La sofferenza più grande sono le spinte fondamentaliste che rischiano di distruggere i tentativi di unità tra i cristiani, inoltre mancano i giovani nelle nostre Chiese. Ma non ci abbattiamo, confidiamo in Cristo e in questa rete di fratelli”. Toccante e profetico il momento in cui diversi rappresentati di Chiese cristiane e Movimenti hanno pronunciato il Padre Nostro: “E’ un segno profetico di riconciliazione e perdono – ha spiegato Rev. Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese – un segno che non vogliamo dimenticare mai più”.

Potente e piena di speranza la voce dei giovani: “Sogno un’Europa in amicizia e meno individualista, ha affermato Maria della Repubblica Ceca – “L’Europa comincia da me perché io sono Europa.”

“Insieme” è un’altra delle parole chiave di Insieme per l’Europa: “Nel 2017 ci sarà il Giubileo della Riforma – ha raccontato il Vescovo evangelico Heinrich Bedford-Strohm, presidente della Confederazione luterana tedesca – e vogliamo viverlo insieme: Chiesa evangelica e cattolica”. E il Cardinale Reinhard Marx di Monaco, presidente della Conferenza Episcopale cattolica tedesca: “Dobbiamo riconoscere i segni dell’unità che già viviamo: non siamo separati, vogliamo testimoniare Cristo insieme”.

Il messaggio finale, letto a più voci dai leader di Comunità e Movimenti esprime i frutti del cammino fatto e il futuro, con le prossime tappe: “L’Europa non deve diventare una roccaforte e alzare nuove frontiere. All’insieme non esiste alternativa. Chiediamo a tutti i cristiani (…) di superare le divisioni. Il nostro impegno: viviamo il Vangelo di Gesù Cristo e lo testimoniamo con le parole e con i fatti. C’impegniamo affinché nel mondo crescano unità e pace”.

Noi Tirolesi andremo a Monaco – chi viene con noi?

Uno dei pulmann che il 2 luglio sarà in viaggio per Monaco ha ancora dei posti liberi – da Innsbruck a Monaco!

Il prezzo a persona è tra 15 € e ca. 25 € (a seconda del posto in cui si sale).

Per prenotazioni e informazioni scrivere a stephan.schmitt@cvjm-tirol.at

Viaggio di andata:

ore 10.00 partenza Innsbruck (stazione)
ore 11.00 partenza Kufstein (stazione)
ore 11.30 partenza Rosenheim (stazione)
ore 12.30 arrivo Monaco (vicino Karlsplatz)

Viaggio di ritorno:

ore 22.15 partenza Monaco (vicino Karlsplatz)
ore 23.15 arrivo Rosenheim (stazione)
ore 23.45 arrivo Kufstein (stazione)
ore 00.45 arrivo Innsbruck (stazione)

Tanti saluti dal Tirolo… e a presto a Monaco!

Bruxelles 2012

Bruxelles 2012

Insieme per l’Europa – Bruxelles, 12 maggio 2012. 

“Una corrente di speranza” – questo il titolo degli atti della giornata con l’evento centrale a Bruxelles, del terzo grande evento promosso da Insieme per l’Europa.

Più di mille persone da ogni parte d’Europa riunite nella Gold Hall: personalità del mondo della politica e della cultura, delle Chiese, rappresentanti di Movimenti e Comunità cristiane. Significativi i numerosi messaggi e i Patrocini.

Una caratteristica nuova ed originale rispetto alle altre manifestazioni europee è la realizzazione – in contemporanea all’incontro di Bruxelles – di una capillare rete di eventi promossi in 152 città di 22 Paesi europei. Piccole e grandi manifestazioni hanno avviato o intensificato il cammino di collaborazione tra 300 Movimenti e Comunità per il bene comune del territorio. Molte le azioni all’insegna dei “7 SÌ” pronunciati a Stoccarda 2007 che in questi anni hanno avuto un percorso di concretizzazioni a vari livelli – attività e progetti, soprattutto per una integrazione equa e rispettosa dei diversi popoli.

Qualche esempio delle iniziative che il 12 maggio coinvolgono persone di tutte le età, condizioni e convinzioni: una catena umana che ha coperto il perimetro di un’isola, mongolfiere, bandiere europee, e Musica, tavole rotonde, cortei, manifestazioni nelle strade e nelle piazze.

In molte città ragazzi di vari Movimenti sostengono l’iniziativa, organizzando parallelamente ‘Run4Unity’, con grande impegno e creatività. Anche a Bruxelles, i giovani sono presenti con canti, esperienze e con l’iniziativa “Face2faith in Europe”.

A fine giornata, decine di migliaia di persone collegate via satellite con Bruxelles hanno rivolto un messaggio di speranza, unità e pace all’Europa.

Vedi il  video “Una corrente di speranza”

A cura della Segreteria internazionale di Insieme per l’Europa

Flash evento centrale Bruxelles 

 

Flash eventi locali

Eventi locali 2009

Insieme per l’Europa si moltiplica. Con le Manifestazioni a dimensione continentale di Stoccarda nel 2004 e 2007, si è avviato in tanti luoghi un cammino d’Insieme tra Comunità e Movimenti cristiani.

Nel 2009, per ‘seminare’ nel locale, si svolgono incontri nazionali in 12 Paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Irlanda del Nord, Italia, Russia, Svizzera, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, in genere con la presenza di qualche rappresentante di un altro Paese, per esprimere il respiro europeo.

Ognuna di queste Manifestazioni ha un’impronta diversa, a seconda dell’area culturale e delle Comunità e dei Movimenti che le organizzano insieme sul posto. Il comune obiettivo è quello di affrontare con responsabilità la sfida che si pone all’Europa oggi, iniziando dal proprio territorio.

Presenti in più Nazioni reti televisive, radio e stampa. Incisive le testimonianze che esprimano la vita dei cristiani in diverse situazioni: l’accoglienza e la difesa della vita, le complesse problematiche per la famiglia di oggi, il rapporto con la natura, la solidarietà con i poveri e con le persone bisognose di assistenza, l’impegno per la pace, per la sicurezza della città e nei vari campi della società.

Le testimonianze comunicano la certezza che nel Vangelo si trova la risposta ad ogni problematica.

Vedi il video “10 anni per l’Europa”

a cura della Segreteria internazionale di Insieme per l’Europa

Stoccarda 2007

Stoccarda 2007

“Insieme per l’Europa 2007” – Stoccarda, 12 maggio. Non è solo un evento. E’ un modo di guardare al futuro.

Il sogno di un Continente in cui i cristiani si impegnano insieme con convinzione per il comporsi di un “Europa dello spirito”. Emergono i lineamenti di una cultura nuova: la cultura della comunione. Nella Hanns-Martin-Schleyer-Halle di Stoccarda 8000 persone aderenti a 250 Movimenti e Comunità.

L’incoraggiamento di Capi di stato, la presenza di alti esponenti di diverse Chiese e del mondo politico europeo. Carrellate di storie personali e di iniziative nate dal Vangelo vissuto. Il coraggio di andare oltre il dolore e le difficoltà. Alla fine della giornata una solenne dichiarazione con impegni e richieste, che si conclude in “7 SÌ”: alla vita, alla pace, al creato, alla famiglia, ad un’economia equa, alla solidarietà, alla responsabilità verso la società.

Molti gli spazi artistici che esprimono la bellezza e la ricchezza delle varie culture.

Si svolgono Manifestazioni parallele in tutta Europa. E, con lo stesso spirito, si organizzano successivamente incontri analoghi in Paesi di altri Continenti.

Come già nel 2004, la giornata è preceduta da un Congresso di due giorni con 2000 partecipanti.

Vedi il video “Insieme per l’Europa 2007”

A cura della Segreteria internazionale di Insieme per l’Europa

Stoccarda 2004

Stoccarda 2004

Manifestazione “Insieme per l’Europa 2004” – Stoccarda, 8 maggio 2004

Per dare un’anima all’Europa: presenti nella Hanns-Martin-Schleyer-Halle più di 9.000 persone, 100.000 collegate via satellite in 163 città europee e 35 città in varie parti del mondo. Per la prima volta nella storia, si riuniscono più di 180 Movimenti e Comunità cristiane di diverse Chiese: cattolici, evangelici, ortodossi e anglicani.

La visione dell’Europa alla luce dei carismi: “C’è bisogno di un’Europa dello Spirito per offrire un contributo alla crescita del Continente”. Un pubblico composto e festoso. Un incontro di uomini e donne, di cittadini d’Europa, di imprenditori e politici, di giovani, di sacerdoti e pastori. Si vuole raggiungere l’unità continentale rispettando le differenze, senza tralasciare l’esigenza di un’ulteriore apertura, oltre i confini dell’Unione Europea e dell’Europa. Numerosi i messaggi da autorità ecclesiastiche e politiche.

La voce dei giovani: “Il continente che vogliamo”.

Statements di leader carismatici, politici, Vescovi di diverse Chiese ed altri. Molte le testimonianze di vita. Musica, danza, espressioni artistiche. Un patto di riconciliazione e di fraternità. Un messaggio conclusivo proclamato insieme per continuare il cammino. Un’Europa unita per un mondo unito.

Vedi il video “Un cuore per l’Europa”

a cura della Segreteria internazionale di Insieme per l’Europa