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Guardare “lo spartito” dall’Alto

“Lo spartito è scritto in cielo; ascoltiamo insieme lo Spirito Santo e facciamo quello che lui ci dice.” Così lo puntualizzò Chiara Lubich all’inizio di Insieme per l’Europa  (IpE). Un programma a cui i promotori di IpE  si sono dedicati senza riserve. Di loro, dopo  Chiara  (1920-2008) e  Helmut Nicklas  (1939-2007) hanno raggiunto la meta recentemente  Suor Anna Maria aus der Wiesche (1952-2020) e l’anno scorso P. Michael Marmann (1937-2019).

Erano persone così profondamente radicate nella loro Chiesa e nella loro Comunità che potevano fiduciosamente lasciare che lo Spirito li guidasse nella vastità di Insieme per l’Europa. E’ alla loro coraggiosa testimonianza, alla loro fiducia e lungimiranza che IpE deve la sua esistenza e la sua realizzazione.

Suor ANNA MARIA AUS DER WIESCHE, Communität Christusbruderschaft Selbitz – una donna che nella sua dolcezza era indomabile,  determinata e profeticamente dotata [1]

Gerhard Pross del Comitato d’Orientamento di IpE scrive:

Il 31 agosto 2020 suor Anna-Maria ci ha lasciato. Pieno di gratitudine penso ai 20 anni in cui ha contribuito a plasmare IpE. Insieme a Thomas Roemer e a me, ha moderato un “Convegno di responsabili evangelici” nel 2000, dove Chiara Lubich e il vescovo Ulrich Wilckens prepararono la strada per il grande evento di riconciliazione tra le confessioni in quell’incontro. Oltre alla sua nascita il 31.10.1999 ad Ottmaring, questa fu un’ora fondamentale per IpE e per la sua missione di unità. Fin dall’inizio suor Anna-Maria è stata coinvolta nel Comitato d’Orientamento di IpE, moderando insieme i grandi Congressi a Stoccarda nel 2004 e nel 2007, come pure il momento di riconciliazione tra le Chiese durante l’evento a Monaco di Baviera nel 2016.

Era una persona con un innato talento per la leadership. La chiarezza e la capacità di integrazione erano parte di lei, quanto una precisa visione spirituale. Uno dei suoi doni era l’amore per le persone, con la vicinanza sentita per il singolo e allo stesso tempo con la visione d’insieme. La sua donazione a Dio, l’amore per la Chiesa e la vita per l’unità hanno plasmato i suoi pensieri e le sue azioni. Con grande attenzione osservava i segni dei tempi ed era sempre pronta al comune ascolto di ciò che era importante in quel momento. Il suo sì alla vita, la sua gioia e le sue risate erano contagiose.  Suor Anna-Maria lascia un grande vuoto. La terremo nel nostro cuore con gratitudine per ciò che abbiamo ricevuto attraverso di lei.

P. MICHAEL MARMANN – uomo della comunione, forte e libero [2]

“Noi sentiamo che questo processo in atto in Europa è un chiaro segno dei tempi. E i segni dei tempi sono voci di Dio. Il cristianesimo non può essere solamente una sovrastruttura religiosa, ma deve prendere tutta la persona”, così si espresse P. Marman alla vigilia della prima grande manifestazione di IpE a Stoccarda nel 2004.

Nel 1991 è stato eletto Superiore Generale dei Padri di Schoenstatt e contemporaneamente era il presidente del Presidium Generale del Movimento. In questa veste era pure un pioniere nell’apertura all’ecumenismo e alla comunione tra i Movimenti delle diverse Chiese. “In lui c’era una naturale apertura per una maggiore comunione tra Movimenti spirituali, soprattutto nella rete “Insieme per l’Europa” (…) nella ferma convinzione che l’unità delle Chiese e il loro risveglio è una condizione decisiva per un nuovo legame di vita tra il mondo autonomo e frammentato e la sua origine infinita”.[3]

P. Heinrich Walter ha visto in lui un’attenzione e simpatia «profetica», “intendendo «profetico» come risposta a una sfida dell’oggi che oltrepassa le attese, realizza sinergie e mette in moto processi insperati”[4]Così è stato anche dopo la veglia di Pentecoste con Giovanni Paolo II in piazza San Pietro nel 1998, quando Padre Michael si accordò subito con Chiara Lubich, Andrea Riccardi, Salvatore Martinez e Frances Ruppert per formare il primo nucleo della comunione voluta dal Papa tra i nuovi Movimenti e Comunità. Già l’anno successivo il cerchio si allargò con i membri delle Comunità della Chiesa evangelica luterana: era la nascita di “Insieme per…”!

Per trasmettere ai membri dei Movimenti la forte esperienza che i loro rispettivi responsabili avevano fatto tra loro, nel 2001 si è tenuto un incontro a Monaco di Baviera. Davanti a circa 5000 persone, Chiara propose di suggellare un patto di amore reciproco. I primi ad acconsentire furono Helmut Nicklas e P. Michael Marmann. Questo “patto” è diventato la base di tutto ciò che si è sviluppato da allora nell’impegno comune. Grazie, Padre Michael!

Per approfondimenti vedi la Video Story >>

A cura di Cornelia Karola Brand, Segreteria intern. di IpE

[1] Dalla lettera di condoglianze di Herbert Lauenroth, Ottmaring
[2] cfr. Ekklesia, n.4 (2019/3), S.51-53
[3] Necrologio di P. Theo Breitinger, Provinciale dei Padri di Schoenstatt, febbraio 2019.
[4] cfr. Ekklesia, n.4 (2019/3), S.51-53

 

 

 

 

 

Incontro europeo virtuale degli “Amici” nell’autunno 2020

Dal 12 al 14 novembre 2020 si terrà l’incontro annuale degli “AmIci” di Insieme per l’Europa, che questa volta verrà realizzato in due parti: nazionale ed europea.

Quest’anno, a causa della pandemia del Covid-19, l’incontro internazionale originariamente previsto a Varsavia in Polonia, non si potrà svolgere in forma presenziale.

A livello europeo ci si collegherà con lo Zoom il 14 novembre 2020. Ci saranno diversi spunti di riflessione, occasioni di condivisione (nelle quattro lingue: francese, inglese, tedesco e italiano) e una preghiera comune. Come affrontano la pandemia i singoli carismi, connessi nella rete Insieme per l’Europa? Questo scambio potrà essere per i partecipanti l’occasione per una più profonda conoscenza reciproca.

Incontri nazionali come preparazione

Prima dell’incontro europeo, i membri della rete sono chiamati a partecipare alle riunioni nazionali.  “Questo può avvenire nei giorni immediatamente precedenti al 14 novembre o qualche settimana prima; può essere in presenza o virtuale – a seconda delle possibilità di incontro nei singoli Paesi”, si legge nella lettera d’invito. L’obiettivo degli incontri nazionali è anche quello di preparare i contributi per l’incontro europeo.

Previsione per il 2021

Nella speranza che lo sviluppo della pandemia lo consenta, dal 4 al 7 novembre 2021 si terrà il consueto incontro degli “Amici” a livello europeo in modo presenziale. Il Paese e il luogo preciso sono ancora da decidere.

Segreteria internazionale di IpE

Progetti politici vivono anche di spiritualità

Progetti politici vivono anche di spiritualità

Insieme per l’Europa ha ricevuto una lettera dal presidente del Parlamento europeo, David Maria Sassoli. Pone l’accento su quanto siano necessari i valori europei comuni per la gestione delle crisi. Il presidente si dice contento di rimanere in contatto con la rete.

In una lettera a Insieme per l’Europa (IpE), il presidente del Parlamento europeo, David Maria Sassoli, ringrazia la rete ecumenica per il suo servizio al continente europeo. Sassoli osserva che anche i Padri fondatori dell’Europa avevano chiaramente in mente che il progetto politico “Europa” può funzionare solo se si nutre anche di spiritualità vissuta. “I valori condivisi europei, come concordato dagli Stati membri al momento della firma dei trattati UE, sono più che mai necessari per superare le crisi, compresa l’attuale pandemia di COVID-19”, afferma Sassoli.

Combattere tentazioni egoistiche e nazionalistiche

Il presidente sottolinea quanto apprezza tutte le iniziative che “stimolano il dibattito pubblico su questioni civili.” Nell’intento del Parlamento Europeo e nell’impegno di Insieme per l’Europa vede “un approccio condiviso, basato sulla solidarietà e sull’idealismo.” La crisi COVID-19, la necessità di maggiore ecologia e le relazioni dell’Unione Europea con i cittadini di Paesi Terzi che arrivano sul suo territorio “sono tutte questioni che non possono essere affrontate senza combattere le tentazioni egoistiche e nazionalistiche”.

Incoraggiamento per i prossimi passi

La rete ecumenica considera questa lettera di apprezzamento come un incoraggiamento per i prossimi passi. La lettera da Bruxelles evidenzia che la preghiera e le azioni per l’Europa, come ad esempio quelle relative al 9 maggio, danno un contributo importante alla sua unità.

Heinrich Brehm / Beatriz Lauenroth

Vedi la traduzione della lettera in italiano:

2020 07 09 Lettera Del Presidente Del Parlamento Europeo David Maria Sassoli A IpE IT (182.8 KB)

 

 

Attraversare l’Europa in un giorno

Vivere il 9 maggio 2020 online: A causa del Covid-19, tutti gli eventi per la Festa dell’Europa, in cui è stato coinvolto Insieme per l’Europa, si sono svolti online. Nei forum, come anche nelle conferenze, nella preghiera e nel canto, Insieme per l’Europa è stato collegato con persone di tutto il Continente.

Italia

In Italia, più di 900 amici di Insieme hanno collegato il Paese in una conferenza zoom. Il tema: «Ecologia integrale: utopia sostenibile per l’Europa» è stato illustrato in due interventi su come lavorare per un oggi migliore e un futuro migliore del pianeta, rispettando la natura e le persone. L’incontro si è concluso con una preghiera ecumenica con i rappresentanti di diverse Chiese e Comunità e con il rinnovo dell’impegno di amore reciproco (il cosiddetto “patto” riferito a Gv 13,34).

Paesi Bassi

Nei Paesi Bassi – con base a Utrecht e Amsterdam – si sono tenute due conferenze. “Utrecht in Dialogo” e “Pax” hanno permesso un vivace scambio, in piccoli gruppi online, di idee sull’Europa, con la partecipazione anche di un pubblico giovane.

Il “Centro Schuman” ha discusso la situazione del continente. Settant’anni fa Robert Schuman annunciava il suo piano per gettare le fondamenta della Casa Europea di 500 milioni di abitanti. Jeff Fountain, fondatore  del “Centro Schuman”, che ha ormai dieci anni di vita, ha chiuso il forum con un’insolita forma di preghiera. Sulla musica dell’inno europeo “Inno alla gioia”, lo ha cantato in inglese, espresso con sue parole:  “Con la visione ora davanti a noi di una vera comunità, di tutti i popoli europei, ricca della nostra diversità, preghiamo e lavoriamo insieme per la nostra solidarietà. Pace, uguaglianza e libertà, radicate nella  carità”.

Austria con Europa Orientale

La città di Graz ha collegato sei Paesi per uno scambio di esperienze. Gli “Amici di Insieme” in Austria, Slovenia, Croazia, Slovacchia, Ungheria e Italia nord-orientale hanno raccontato come vivono la crisi del Covid-19 nello spirito di sostegno reciproco. Infine, il vescovo Wilhelm Krautwaschl ha ringraziato i partecipanti per il loro esempio di comunità internazionale, concludendo: “Attraverso la croce siamo uniti l’uno all’altro nonostante tutte le nostre differenze e separazioni”.

Germania

L’YMCA di Esslingen-Stoccarda si aspettava una partecipazione prevalentemente locale per un incontro di preghiera, ma, grazie all’evento online, si sono collegati anche “Amici di Insieme”  di altri Movimenti, da diverse città tedesche, dall’Italia e dall’Olanda. Per tutti la serata è diventata una vera esperienza di un “Insieme”.

Francia

La Francia ha collegato 34 punti a Parigi, Lione, Strasburgo, Toulouse e Tours formando così una rete nazionale che ha mostrato le diversità tra i gruppi e allo stesso tempo un grande apprezzamento reciproco. Gérard Testard (Efesia) ha incoraggiato tutti a rendere la “voce francese” sempre più presente in Europa. Un partecipante ha concluso: “È stato un momento di fraternità e di fiducia nell’Europa che ha riempito tutti noi di nuova speranza.”

Beatriz Lauenroth

Alcuni eventi sono ancora disponibili online nei prossimi giorni:
Italia : facebook.com/Insiemepereuropa.roma>>
Amsterdam : facebook schuman centre>>

L’Italia “Insieme”: è tempo di nuova umanità

Festa dell’Europa 2020 – “E’ stato un piccolo grande miracolo… un evento a cui non assistere ma partecipare.” Questo il primo eco ‘a caldo’ dei tantissimi che abbiamo ricevuto.

La preparazione

E’ vero, ci abbiamo creduto, in questa opportunità ONLINE, CONNESSI COME CONNESSA È LA NATURA! Abbiamo creduto nella creatività di Dio, e in pochi giorni lo Spirito, con noi e i nostri pochi “pani e pesci” (cfr. Gv. 6,9), ha realizzato un grande evento ecumenico, a cui hanno partecipato importanti rappresentanti del mondo cristiano. La loro presenza da tutta Italia, è stato il frutto di un lungo e amorevole lavoro di comunione, di dialogo, di coltivazione di relazioni, che i vari Comitati hanno fatto in ogni Regione. L’impegno di costruire l’unità si è respirato in ogni parola, gesto, espressione e cura.
Partiti da un’idea del Comitato della rete Insieme per l’Europa romano, i Comitati d’Italia si sono uniti per realizzare questo evento online, e nonostante non ci si conoscesse tutti, ognuno ha vissuto una profonda fratellanza e la sensazione di aver lavorato mesi, e non due settimane, vivendo concretamente tra tutti il “Patto dell’amore scambievole” (ispirato a Gv. 13,34), fondamento di tutto quanto si opera sotto il nome di Insieme per l’Europa.  

9 maggio ore 18.00: l’Italia INSIEME online!

L’iniziativa di 25 fra Movimenti e Comunità di IpE, ha richiamato quasi 500 accessi ai canali della diretta … uniti da Nord a Sud del Paese per solennizzare insieme la Festa dell’Europa Solidale!  Fra gli altri, l’on. Stefano Fassina e alcuni amministratori locali. Collegati anche 45 ministri di Chiese e Comunità cristiane.  Sono arrivati, molto graditi, i messaggi del Vescovo Giovanni Traettino (Fondatore della Chiesa Pentecostale della Riconciliazione), letto dal Pastore Mauro Adragna (C.P.R. Palermo)  e del Pastore Luca Maria Negro, Presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia.

Per un’ecologia integrale

Ricordando pure il 70° Anniversario della “Dichiarazione Schuman”, l’evento era dedicato al ‘Sì al Creato’, difendendo la natura e l’ambiente, doni di Dio da tutelare con rispettoso impegno per le generazioni future. Il titolo degli approfondimenti: “Ecologia integrale: utopia sostenibile per l’Europa”.  Attraverso le riflessioni di Stefania Papa, docente ed esperta di ecologia, e Luca Fiorani, fisico esperto di clima, e il video sintesi dei messaggi di Papa Francesco, del Patriarca Bartolomeo I e di Antonio Guterres (Segretario Generale dell’ONU) per la 50a Giornata mondiale della Terra, si è presa consapevolezza di come possiamo insieme operare per un presente e un futuro migliori,  in una cultura del rispetto, della cooperazione e della reciprocità.

Preghiera Ecumenica

Con questo spirito è stata poi vissuta la Preghiera Ecumenica di rappresentanti di varie Chiese. Il dr. Costantino Vacros (della Chiesa Greco-Ortodossa) ha iniziato con la lettura di Genesi 1,26-31, a cui è seguito un apprezzato intervento della Pastora battista Gabriela Lio, Presidente della Federazione delle Donne Evangeliche in Italia. Poi abbiamo  pregato con il Pastore Nino Genova (Movimento Nuova Pentecoste) e con diversi esponenti di Movimenti e Comunità cattoliche. Tutti insieme con gioia, sintonia e solennità abbiamo rinnovato il Patto dell’amore scambievole e sigillato questa giornata con il Padre Nostro per ricordarci che siamo UNO e che insieme possiamo realizzare una Nuova Umanità.

Emanuela Cannella-Ufficio stampa IpE Roma

E’ possibile rivedere l’evento su facebook IpE Roma /clicca qui >> e su youtube / clicca qui >> 
Proponiamo qui alcuni dei fermo-immagini realizzati da Emanuela Cannella e Emanuela Fioravanti. Per vedere altri vai su facebook IpE Roma>>

 

Collegamento internazionale nella Festa dell’Europa

“Saluti a tutti voi qui riuniti nel municipio di Graz per il nostro incontro nel Giorno dell’Europa!” Questo il saluto che avevamo programmato per sabato 9 maggio 2020. Il coronavirus ha contrastato questi piani. 

E così, già alla fine di marzo, il team regionale di Insieme per l’Europa della Stiria ha deciso di rimandare l’incontro all’anno prossimo e di offrire ora un semplice programma di sostituzione via Skype.

La videoconferenza di Insieme per l’Europa di sabato 9 maggio 2020

La “soluzione di ripiego” si è trasformata alla fine in un incontro online di un’ora con circa 100 partecipanti attivi e con ospiti provenienti dall’Austria e da cinque Paesi limitrofi del sud e dell’est, a cui il team della Stiria si sente particolarmente legato. All’incontro online hanno partecipato cristiani della Chiesa cattolica romana, della Chiesa protestante, della Chiesa ortodossa romena e di comunità di Chiese libere.

Brevi contributi da Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Croazia, Italia e Carinzia hanno offerto una visione aggiornata e autentica della vita quotidiana in tempi di crisi per il corona-virus. Tutti i partecipanti erano grati di potersi scambiare reciprocamente le esperienze e di venire a conoscenza di ciò che stanno vivendo le persone nei singoli Paesi. In questo modo si può pregare ora ancora meglio gli uni per gli altri.

Anche il vescovo diocesano Wilhelm Krautwaschl ha partecipato a questo incontro online. Ha ringraziato per la comunione transfrontaliera e ha concluso con le parole: “Attraverso la croce siamo uniti l’uno con l’altro nonostante tutte le nostre differenze e distanze.”

Prospettive per l’8 maggio 2021…

Naturalmente, una videoconferenza non può sostituire una Giornata di incontro. Ma in quest’ora, in questa Giornata dell’Europa 2020, l’Insieme è stato vissuto e rafforzato. Ed è stata una riuscita preparazione per la Giornata d’incontro dell’8 maggio 2021, quando potremmo, speriamo, davvero dire: “Grüß Gott hier im Rathaus Graz …!” – Benvenuti nel municipio di Graz!”

MfE-Team Stiria, Austria

 

Un evento speciale

Un evento speciale

Festa dell’Europa 2020 e Papa Francesco

Da sei settimane siamo in viaggio insieme. Durante un percorso comune di preghiera ci siamo ispirati alla Parola di Dio e alla nostra riflessione sull’Europa (2016) – e abbiamo ricordato nella preghiera tutti i Paesi d’Europa. In primo piano c’era il desiderio di essere tutti uno e di plasmare l’Europa con la forza della preghiera.

9 maggio – Festa dell’Europa

Ed ora il nostro percorso porta al 9 maggio 2020, Giornata dell’Europa. Questa giornata dovrebbe essere una giornata di incontro tra Comunità, Movimenti e Paesi. Ma quest’anno la pandemia di Covid 19 ci impedisce di incontrarci concretamente in chiesa, nelle piazze delle città, in ritrovi conviviali, per conferenze e per preghiere.

Ciò non significa che le attività di questa giornata siano annullate, al contrario: molta creatività si esprime in conferenze digitali, preghiere, gruppi di discussione e dialoghi online tra Comunità, Movimenti e rappresentanti politici, che partono, ad esempio, da Utrecht, Graz, Roma, Lione o Esslingen. Qui si superano le frontiere linguistiche e nazionali, per riflettere insieme sull’Europa e per porre il continente in preghiera. Tutte le informazioni in merito si trovano sulla pagina “Giornata dell’Europa 2020″>> 

Lettera di Papa Francesco

Gli eventi del 9 maggio saranno sotto la benedizione papale, poiché il 22 aprile 2020 è arrivata alla Segreteria di Insieme per l’Europa a Roma una lettera di Papa Francesco. Qui il Papa ringrazia per la nostra lettera del 12 aprile 2020 e ci esorta al servizio per il bene comune, ispirato dai comuni valori di solidarietà, pace e giustizia. Egli prega per noi e di cuore invia a tutti la benedizione apostolica. La lettera, tradotta in quattro lingue, può essere scaricata qui in italiano.

Sr. Nicole Grochowina, Christusbruderschaft Selbitz

2020 04 22 Segreteria Di Stato Papa Francesco IT (1.1 MB, 9 downloads)

Foto Papa Francesco: Pixabay/Manfred Kindlinger

Giovani in responsabilità

Giovani in responsabilità

L’Europa per il futuro – Il futuro dell’Europa. František Talíř ha 27 anni e il suo entusiasmo è contagioso quando parla di democrazia e di riforme.

“Dal 1989, abbiamo sentito la brezza fresca della democrazia e della libertà anche nella Repubblica Ceca e in Slovacchia. L’adesione all’UE, i viaggi e il lavoro all’estero ne fanno ora semplicemente parte. Ma i Paesi dell’ex blocco orientale si distinguono dall’Europa occidentale per mentalità e cultura. Vivere insieme è ancora un cammino sulla corda tesa ed ora Covid-19  ci mostra che i nostri privilegi non sono affatto evidenti”.

František è uno storico e molto attivo in politica. Nelle ultime elezioni il suo partito lo ha nominato candidato al Parlamento europeo a Bruxelles e nelle prossime elezioni regionali è il principale candidato dell’Unione Democratica Cristiana della Slovacchia.

“Soprattutto noi giovani dobbiamo interessarci all’attualità in Europa e nel mondo e prendere l’iniziativa, ad esempio per andare alle urne o partecipare ad un partito. Non è la democrazia che deve cambiare, ma le persone che danno forma alla democrazia”. È un processo lungo, dice František, ma è importante iniziare da se stessi e non cercare di scaricare la responsabilità sugli altri. “Al Fridays for Future io non firmerei certo ogni parola. Ma I ragazzi segnalano un problema e riescono a far reagire le persone di tutte le generazioni”.

František Talíř consiglia alle persone di prendere coscienza delle proprie radici per dare un futuro all’Europa. “Ho letto i testi dei padri fondatori dell’Europa. Adenauer, De Gasperi e Schuman hanno avuto più difficoltà dopo la seconda guerra mondiale di quante ne abbiamo noi oggi. Eppure, insieme hanno fatto grandi cose”.

Beatriz Lauenroth

František Talíř era presente all’incontro degli ‘Amici di Insieme per l’Europa’ a Praga 2018.

L’intervista completa di Maria Motykova con František Talíř può essere seguita (in ceco, slovacco e tedesco) su : Podcast Europa per il futuro – Futuro per l’Europa

 

 

Il 9 maggio un “Dialogo Europa online”

Il 9 maggio un “Dialogo Europa online”

Dopo 70 anni dalla Dichiarazione di Schuman e 75 anni di pace in Europa: qual’ è il futuro?

Nella giornata della Festa dell’Europa,
9 maggio 2020
dalle ore 14 alle 16,
da Utrecht (Paesi Bassi) un “Dialogo Europa online”

Dopo la registrazione su https://www.utrechtindialoog.nl/bijeenkomsten/europa/ riceverete una e-mail contenente un link con un codice di accesso per la partecipazione. La partecipazione è gratuita.

Lingue: olandese e inglese

L’Unione Europea, con 513 milioni di abitanti e una grande diversità di Paesi, culture e identità,  è un progetto unico nella storia del mondo. È il più grande progetto ed esperienza di pace dopo la seconda guerra mondiale.  Una delle citazioni di Robert Schuman: “La cooperazione e l’integrazione europea non può e non deve diventare un’impresa economica e tecnica: ha bisogno di un’anima, della conoscenza delle sue radici storiche e della sua responsabilità nel presente e nel futuro, e di una volontà politica che serva lo stesso ideale umano”. Trent’anni fa, con la caduta del Muro di Berlino nel 1989 (un evento promettente che ha sorpreso tutti noi, sia dell’Europa orientale che occidentale), cera stata un’euforia diffusa in Europa: pace in Europa, per tutti!

Nel 2020, 70 anni dopo la Dichiarazione di Schuman, discuteremo come si è sviluppato questo progetto umano e, soprattutto, come vogliamo portarlo avanti e come possiamo migliorare. E parleremo sulla cultura e sui valori in Europa: come affrontiamo le nostre differenze e cosa abbiamo in comune? Quali sono le nostre radici storiche? Quale futuro vogliamo per l’Europa? Quali sono le principali sfide che l’Europa deve affrontare? Come possiamo lavorare insieme per una pace stabile in Europa e quali valori sono indispensabili per questo? Risponderemo a queste domande durante il dialogo in piccoli gruppi di discussione.

Programma
14:00 Introduzione interattiva all’argomento
14:15 Video da PAX: quattro scenari futuri per l’Europa 2040
14:20 Dialogo ai “tavoli” (sessione parallela con discussioni di gruppo)
15:20 Sessione plenaria per raccogliere i risultati del dialogo

Insieme per l’Europa nei Paesi Bassi sostiene attivamente questa’iniziativa che è organizzata da Pax voor vrede en Comité Europadag Utrecht. Vi aspettiamo!

Beatriz Lauenroth

Foto persone: ©Canva

Una sfida epocale per l’Europa

Una sfida epocale per l’Europa

Insieme per l’Europa in contatto con l’U.E. ed il Vaticano

È un momento cruciale nella storia dell’Europa e dell’Unione Europea, che richiede la coesione di tutti gli interessati. Per questo motivo Insieme per l’Europa ha scritto ai rispettivi Presidenti del Parlamento europeo, della Commissione europea e del Consiglio europeo (David Sassoli, Ursula von der Leyen, Charles Michel) per ringraziarli del loro lavoro e per sostenerli nelle loro decisioni nella lotta contro Covid-19.

Tra l’altro, le lettere uguali ai tre responsabili affermano: ” …Tuttavia, soprattutto in questo momento, vogliamo impegnarci e pregare per l’insieme e per la solidarietà in Europa. Siamo convinti che il futuro dell’Europa – e del mondo – sia nell’INSIEME. Anche ora l’Europa può darne l’esempio. E nel mezzo delle enormi sfide poste dalla pandemia Covid-19, Le chiediamo di non dimenticare i rifugiati e i richiedenti asilo ai confini dell’Unione Europea. La preghiamo di adottare tempestivamente misure generose per aiutare e – per quanto possibile – accogliere quelle persone. ”

Un’altra lettera è stata inviata a Papa Francesco. La domenica di Pasqua, aveva espressamente invitato il mondo ad affrontare insieme la pandemia. Il Comitato d’Orientamento di Insieme per l’Europa  ha assicurato al Santo Padre il suo sostegno e il suo impegno. „In particolare ci sentiamo interpellati dal Suo appello speciale rivolto all’Unione Europea a trovare una via buona in questa sfida epocale e ben sapendo che da ciò potrebbero dipendere non solo il suo futuro, ma quello del mondo intero”. E ancora: “Il Suo richiamo a «dare ulteriore prova di solidarietà anche ricorrendo a soluzioni alternative» trova non solo la nostra profonda adesione, ma pure il nostro impegno in tanti Paesi europei.”

A cura di Beatriz Lauenroth

  

Foto Von der Leyen / Sassoli:  © European Union 2019 – Source: EP / CC BY  /
Foto Charles Michel:  Belgian Federal Government http://premier.fgov.be/nl/biografie
Foto Papa Francesco: http://www.korea.net/

 

 

Insieme online – una rete virtuale, ma reale

Insieme online – una rete virtuale, ma reale

Covid-19 si propaga a velocità supersonica. E una fine della pandemia non è ancora in vista. È un difficile momento nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle comunità e nelle chiese, nelle città. Tanti si trovano in mezzo al dolore e alla sofferenza, nell’incertezza e nell’isolamento.

Non abbiate paura
Il richiamo a mettersi in pausa interiore è giunto a segno. Dio ci toglie la fattibilità dalle mani. Chiama alla conversione, alla penitenza, al digiuno e alla preghiera.
D’altra parte, in queste settimane è diventato più chiaro del solito quanto siano importanti la coesione e le reti tra le persone! In risposta alla diffusione del coronavirus il mondo sta vivendo in un flusso di vita e creatività che lascia un unico messaggio: Coraggio – Sono con voi – Non abbiate paura – Insieme ce la faremo!

Reagire
Il 28 marzo Insieme per l’Europa è iniziato un cammino di preghiera che avvicina a Dio e aiuta ad approfondire un “Credo” corale in vista dell’Europa. Inoltre, come si può usare ancora questo tempo per uscirne più maturi e più consapevoli dei doni che Dio ha dato ai Movimenti con e per gli altri? I carismi dei Movimenti e delle Comunità ci sono dati per rispondere alle sfide della società in Europa e per l’Europa.

Coscienza cristiana ‘sociale’
Chiara Lubich incoraggiava già nel 2004 a Stoccarda: “Gesù sottolinea più di tutto: ‘Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato’ (Gv 13,34); è il comandamento che egli dice suo e ‘nuovo’. A questo amore reciproco non sono chiamati solo i singoli, ma anche i gruppi, i Movimenti, le città, le regioni e gli Stati. I tempi attuali domandano, infatti, ai discepoli di Gesù di acquistare una coscienza ‘sociale’ del cristianesimo. E’ più che mai urgente e necessario che si ami la patria altrui come la propria”.

Online verso il 9 maggio
Gli amici di Insieme per l’Europa colgono l’occasione straordinaria per rimanere online come alleati, per percorrere insieme il cammino e offrire i frutti dei loro carismi all’Europa. Condividono eventi e testimonianze di ciò che vivono nelle loro città in vista del 9 maggio (vedi per es. l’iniziativa di Graz/Austria>>).

In questa maniera festeggeranno online un 9 maggio ‘esteso’, la Giornata dell’Europa. Sarà il giorno dello stare insieme per l’Europa in una rete virtuale, ma incredibilmente reale.

La Segreteria internazionale di Insieme per l’Europa

Graz – “Piano B” per la Festa dell’Europa 2020

Graz – “Piano B” per la Festa dell’Europa 2020

Il 27 febbraio avevamo riferito con quale intensità il team locale di Insieme per l’Europa si stava preparando per un evento internazionale a Graz (Austria), in occasione della Festa dell’Europa.  Anche se la pandemia richiede ora un “Piano B”, ciò non impedisce a queste persone di continuare “l’insieme” e di prepararsi per il 2021.  Anche attraverso una conferenza Skype il 9 maggio. 

“Abbiamo preparato l’evento per la Festa dell’Europa del 9 maggio 2020, “Insieme per l’Europa – Incontro a Graz”, per favorire un incontro tra i popoli austriaco, italiano, sloveno, croato e ungherese. Vedi articolo>>.

Era in programma di approfondire il tema del dialogo, scambiare esperienze con i “7 Sì” di Insieme per l’Europa, offrire visite guidate a Graz e concludere con una preghiera ecumenica. Ma nella pandemia COVID-19 questo non è possibile. Ciononostante, vorremmo continuare il nostro cammino insieme che in questo periodo era già cresciuto. Per questo stiamo cercando di realizzare questo incontro nel 2021″, scrive Theresia Fürpass del team organizzativo.

“Lasciar passare la Festa dell’Europa di quest’anno senza un segno sarebbe un peccato! Invitiamo quindi tutti coloro che sarebbero venuti all’incontro “Insieme per l’Europa – incontro a Graz” a una conferenza su Skype il 9 maggio 2020 dalle 10 alle 11. Molti hanno già confermato la loro partecipazione. Alcuni di noi parleranno della situazione attuale del loro Paese e infine vorremmo pregare insieme il “Padre nostro”.

Siamo fiduciosi che Dio ci mostrerà come andare avanti. Finora ci ha guidato in modo impressionante e ha reso possibile molto più di quanto avremmo potuto immaginare”.

Il Team di IpE della Stiria (Austria)

Contatto: f.theresia@gmx.at
0043 3842 27 513
0043 664 73577 163

Sui passi dei Padri Fondatori

Sui passi dei Padri Fondatori

23 febbraio 2020: Giornata intergenerazionale a Bruxelles. 51 europei – giovani e adulti – di due diverse Comunità della rete Insieme per l’Europa in un comune “viaggio alla scoperta” di luoghi significativi.

Da Bruxelles ci scrive  M. Agnès Grenier:

“Su richiesta di Pierpaolo della Comunità Papa Giovanni XXIII, con il quale ci eravamo conosciuti ad Ottmaring in occasione del 20° anniversario di Insieme per l’Europa, Philippe ed io del Movimento dei Focolari ci eravamo resi disponibili per dare una mano ad un gruppo di ragazzi ed adulti (in tutto 51 persone) di tutta l’Europa, desiderosi di visitare la nostra città. Malgrado la pioggia e il freddo, ci siamo  lanciati per fare scoprire ai nostri nuovi amici un po’ della realtà europea che si avverte nella capitale belga.

Nel Parlamentarium per es. abbiamo seguito le varie tappe dell’integrazione europea, imparando il funzionamento del Parlamento europeo e capendo meglio il lavoro svolto dai deputati per affrontare le sfide di oggi. Si è vista la complessità di tale struttura e si è capito quanto grande e fondamentale è stata l’intuizione dei padri fondatori dell’UE di costruire rapporti nuovi di collaborazione e fiducia tra le varie Nazioni europee.

Poi siamo stati alla Grande Place/Grote Markt, il centro storico di Bruxelles. Nel corso dei secoli è stato luogo di incontri politici, processi in tribunale, feste culturali e religiose, e addirittura luogo di esecuzioni.

Alla fine della giornata tutti eravamo  ebbri  da così tanta storia.  Ma prima di tutto abbiamo sentito come i legami tra il Movimento dei Focolari e la Comunità Papa Giovanni XXIII si sono rinforzati: ci siamo sentiti  una unica famiglia. Insieme, abbiamo dato vita ad una piccola espressione dell’Unione Europea!”

a cura di Beatriz Lauenroth

Foto: ©Matteo Santini; Foto Planetarium: Wikipedia

Schoenstatt in visita al Centro dei Focolari

Schoenstatt in visita al Centro dei Focolari

Tempo fa, prima dell’emergenza covid-19, Responsabili del Movimento di Schoenstatt di sette Paesi europei hanno visitato il Centro internazionale dei Focolari a Rocca di Papa nei pressi di Roma. Venivano da Austria, Repubblica Ceca, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna e Svizzera. Il gruppo era accompagnato da P. Heinrich Walter, già presidente del Presidium generale di Schönstatt e membro del Comitato d’orientamento di Insieme per l’Europa.

“Incontrare Chiara Lubich”, visitando i posti dove visse e pregando sulla sua tomba è stato il primo scopo di questa visita. Un secondo obiettivo è stato quello di entrare in dialogo con alcuni responsabili del Centro dei Focolari, tra i quali il Copresidente Jesús Morán. Nel contesto delle trasformazioni ecclesiali, politiche e culturali in Europa si è parlato sul ruolo dei Movimenti con i loro carismi e sul significato della comunione tra i Movimenti – in modo particolare nella rete ecumenica Insieme per l’Europa.

L’incontro e il dialogo sono stati valutati da ambedue le parti come cordiali, preziosi e fruttuosi. Ovviamente si è trattato solo di una tappa dell’ormai lungo cammino di comunione e di collaborazione tra Schönstatt e i Focolari, che ha avuto inizio nel 1998 alla Vigilia di Pentecoste in  Piazza San Pietro a Roma durante l’incontro dei nuovi Movimenti e Comunità voluto da Giovanni Paolo II.

Diego Goller


 

STOP!

STOP!

A quattr’occhi con Chiara Lubich per festeggiare il Centenario della sua nascita

Ieri ho sentito da un famoso economista: “Il male comune ci ha insegnato improvvisamente che cosa è il bene comune”. In poche parole una grande verità, che ci rimanda ad un’altra: “…ogni cosa si conosce meglio dal suo contrario”. Infatti, mentre abbassiamo le nostre teste pregando per i morti, per i malati e per la gente sconosciuta che lavora in silenzio negli ospedali e nei punti-chiave delle città, timidamente stiamo alzando lo sguardo verso il cielo con una certezza nel cuore: viviamo tempi di grazia. Se il coronavirus riuscisse a parlare, forse ci direbbe: “…fermatevi, non muovetevi, sono qui per aiutarvi…”

Questo ‘stop’ era forse l’ultima cosa che gli organizzatori del Centenario di Chiara Lubich si sarebbero aspettati in quest’anno, 100 anni dalla nascita della fondatrice del Movimento dei Focolari. Infatti, l’Italia e tanti Paesi nei cinque continenti avrebbero aspettato migliaia di ospiti, piccoli e grandi, personalità politiche ed ecclesiali, gente di varie lingue e culture, per festeggiare e soprattutto incontrare Chiara, che continua a vivere nel suo grande Ideale: l’unità, il ‘Che tutti siano uno’, la preghiera di Gesù al Padre (Gv 17,21).

Allora ‘stop’ ai festeggiamenti pubblici. Per ora. “Saranno momenti, giorni, forse settimane o mesi…, non possiamo dirlo “– scrive Maria Voce, forzatamente chiusa in casa, in un videomessaggio rivolto come Presidente al Movimento dei focolari. “Comunque passeranno. Se li viviamo bene, ci faranno riscoprire la presenza di Gesù viva e forte nel Vangelo vissuto, nel fratello, in Gesù in mezzo, che anche a distanza possiamo tenere nella nostra grande famiglia; e soprattutto nel dolore amato, in cui riconosciamo Gesù Abbandonato – “il Dio di Chiara”, come ama definirlo il vescovo di Trento. Incontreremo in Lui anche lei e impareremo a guardare ogni situazione con i suoi occhi. Anche noi potremo ripetere l’esperienza di Chiara e delle sue compagne, che non si erano quasi accorte né della guerra né della sua fine, perché, prese da Dio e dal suo amore, la realtà che vivevano era più forte di tutto. Tutto è cominciato con questa fede nuova nell’amore di Dio”.

Ed è Maria Voce a raccogliere i ringraziamenti. Gerhard Pross (CVJM Esslingen/Germania), uno degli iniziatori e attuale moderatore di Insieme per l’Europa, le scrive tra l’altro: “Chiara Lubich è stata una grazia di Dio del tutto particolare per voi, ma anche per tutto il popolo di Dio, per l’umanità intera. Incontrarla era una cosa speciale e, grazie al carisma, aveva non solo il dono di fondare un Movimento spirituale, ma anche di mettere in atto una moltitudine di impulsi fondativi e innovativi. […] E’ stata lei a invitarci sul cammino del Insieme che, partendo dall’incontro dei responsabili (febbraio 2000) e da “Insieme, se non come?” l’8 dicembre 2001 a Monaco, ci ha portato all’ Insieme per l’Europa nel maggio 2004 a Stoccarda. Era senza dubbio “primus inter pares” nel Comitato d’Orientamento e ci ha condotti in avanti, con amore, ma anche con una visione chiara. Il fuoco del suo amore, la sua chiarezza e la sua determinazione hanno dato il via a Insieme per l’Europa. […] Sono grato di cuore per il grande dono di averla conosciuta e di aver fatto un cammino insieme. Incontrare lei significava incontrare l’amore. Gesù Cristo irradiava da lei, come ho potuto sperimentare sempre di nuovo nei tanti incontri che abbiamo avuto. Lei si è messa completamente a Sua disposizione.”

Pure il Movimento Schönstatt era sin dall’inizio presente alla nascita della nostra  rete ecumenica. Non potevano, quindi, mancare le parole dell’attuale Superiore Generale, P. Juan Pablo Catoggio, che tra l’altro scrive, assieme al suo predecessore, P. Heinrich Walter: Il suo grande contributo in quest’epoca della storia è quello di aver sempre cercato l’unità, attingendo alla forza dell’amore per il Signore e a quello della reciprocità e di aver posto segni concreti di unità. Da questo processo di vita nasce ovunque, passo dopo passo, una nuova cultura, una cultura che non si riferisce solo ai cristiani, ma che è rivolta a tutte le persone di buona volontà. Il suo contributo è grande anche perché è venuto dal cuore di una donna che non ha avuto ministeri e poteri e non ha mai aspirato ad averne. Questa è un’indicazione di come la Chiesa può diventare in futuro più sale e lievito nella società mondiale attuale”.

‘Stop’ per incontrarci. Così, a quattro occhi con Chiara, possiamo dirle con il Team Coordinatore di Insieme per l’Europa in Austria: “Carissima Chiara! Noi ci impegniamo in Insieme per l’Europa! In questa Rete cogliamo la grandezza del tuo Sogno – tramite l’ascolto di Dio, incontri, riconciliazione, costruire una Comunità mondiale.”

Questo ‘stop’ e silenzio esteriore ci accompagnerà in quel silenzio interiore. Capiremo in esso, – singoli, popoli e nazioni – che cosa e come cambiare dopo questa grande, mondiale, e forse benedetta, tempesta?

Con Gerhard Pross ci auguriamo: “Possa questo tempo dare origine a una nuova apertura alla fede in Europa. E sia così che noi cristiani testimoniamo e viviamo coraggiosamente la nostra fede.”

 Ilona Toth

Foto: Chiara Lubich con Maria Voce ©CSC Audiovisivi; Foto Chiara Lubich con Gerhard Pross / con P. Heinrich Walter ©Severin Schmid; Logo Centenario Chiara Lubich ©Movimento dei Focolari

 

Più forte del virus, una creatività contagiosa

Più forte del virus, una creatività contagiosa

Con la newsletter di fine febbraio avevamo chiesto di mandarci notizie di eventi ed iniziative che si stanno preparando – come negli anni passati – intorno alla Festa dell’Europa il 9 maggio 2020. Speravamo che tanti incontri si potessero svolgere in pubblico per trasmettere lo spirito che li anima: quello cristiano, quello che effonde speranza e unisce nella diversità. Ma il fatto del Covid-19 ci interpella ora tutti in modo nuovo, inatteso. 

Chi si sarebbe immaginato lo scenario che si sta espandendo in tante parti del mondo e che ha colpito fortemente l’Europa?

Eppure, anche dietro a questa triste realtà si può scorgere un’opportunità. L’ha espresso bene l’economista e giornalista Luigino Bruni, persona legata alla rete Insieme per l’Europa fin dal suo nascere: “Stiamo vivendo un forte momento di sospensione che da un lato all’altro del mondo ci sta accomunando tutti e ancora non si può prevedere quando si potrà tornare alla normalità. In isolamento forzoso, è il momento di fare ancora più rete, è il momento di comunicare fra noi, di rassicurarci a vicenda che “ci siamo” e viviamo questi momenti gli uni con nel cuore gli altri.”

Una rete di preghiera, di esperienze condivise, di solidarietà, di amore reciproco… non può essere compromessa da nessun virus! La vera minaccia è quanto ci porterebbe lontani gli uni dagli altri. Prevenzione, adesione piena a quanto le autorità ci chiedono, sì – ma senza dimenticare che l’altro è sempre nostro fratello, nostra sorella.

I Social network sono già pieni di incoraggiamenti e voglia di reagire positivamente a questa sfida globale per trasformarla in un’opportunità.  Riuscirà la nostra creatività a “inventare” modi di festeggiare il 9 maggio insieme in modo nuovo?

Con queste righe abbiamo introdotto la pagina web di quest’anno, dedicata alla “Giornata dell’Europa 2020”. Sarà online dalla fine di marzo e vi si troveranno  altre informazioni e notizie. 

 

A Graz il 9 maggio si fa internazionale

A Graz il 9 maggio si fa internazionale

“Visitarsi l’un l’altro, parlarsi, farsi dono l’un per l’altro, pregare insieme”. I preparativi per la Festa dell’Europa del 9 maggio 2020 nella città austriaca di Graz sono in corso da mesi. Il team di Insieme per l‘Europa della Stiria invita a un incontro aperto e internazionale.

In occasione della Giornata dell’Europa, il 9.5.2020, amici di Insieme per l‘Europa provenienti da Austria, Italia, Slovenia, Croazia e Ungheria si incontreranno nel Municipio di Graz. La giornata offre l’opportunità di incontrarsi tra persone provenienti dall’Europa orientale e occidentale. Al fine di promuovere lo scambio tra i partecipanti, è previsto un tema sul dialogo con una successiva conversazione.

Alcuni Movimenti e Comunità di Insieme condivideranno le loro esperienze come cristiani negli ambiti del matrimonio e della famiglia, dell’economia, della tutela della vita e del creato, della responsabilità nella società ecc., indicando vie per un’Europa sempre più vivibile.

Le visite guidate nella città serviranno ad approfondire l’incontro con l’Austria e dei partecipanti tra di loro. Nella preghiera ecumenica conclusiva nel Landhaushof, le questioni dell’Europa con ringraziamenti e preghiere, saranno affidate a Dio.
Il programma della giornata sarà accompagnato da contributi musicali.

Il programma nel dettaglio:

  • Ore 8.30 Arrivo, caffè con dolci
  • Ore 9.00 Saluti del sindaco Dr. Siegfried Nagl, della dott.ssa Anna Hollwäger, del sovrintendente Wolfgang Rehner e altri
  • Ore 9.30 Docente dott.ssa Petra Seinmair-Pösel: “Una conversazione che ci unisce tutti”. L’importanza del dialogo per l’Europa
  • Ore 10.30 Pausa
  • Ore 11.00 Esperienze sugli ambiti seguenti:
    – Matrimonio e famiglia
    – Solidarietà con i poveri
    – Responsabilità nella società
    – Tutela della vita
    – Salvaguardia del creato
    – Impegno per la pace
    – Economia al servizio delle persone
  • Ore 12.00 Pranzo su invito della città di Graz
  • Ore 13.30 Visite guidate alla città, nelle lingue: tedesco, italiano, croato, sloveno, ungherese
  • Ore 15.30 – 16.00 Preghiera ecumenica conclusiva nel cortile del palazzo “Landhaushof”

Prenotazioni entro domenica 26.4.2020:

f.theresia@gmx.at
0043 3842 27 513;
0043 664 73577 163

Il team di Insieme per l’Europa della Stiria

Scarica l’invito in lingua tedesca:

Einladung MfE Graz 9Mai2020 (1.0 MB, 62 downloads)

Foto: Pixabay, Mappa: di Tschubby – Eigenes Werk, CC BY-SA 3.0 

Osservazioni di un giovane irlandese

Conleth Burns, giovane irlandese, impegnato nel progetto “United World Project”, ha partecipato ad Ottmaring / Augsburg al Convegno di Insieme per l’Europa. Riportiamo qui l’articolo che ha pubblicato al suo rientro per il sito del proprio progetto. 

Chiese e Movimenti cristiani si uniscono per essere: “Insieme per l’Europa” 

Il mese scorso ho avuto la possibilità di recarmi a Ottmaring e Augsburg, nel sud della Germania, per partecipare a un incontro di tre giorni di una rete di Chiese e movimenti cristiani chiamata Insieme per l’Europa: 180 persone provenienti da 55 movimenti, comunità e Chiese diverse hanno vissuto tre giorni insieme nella condivisione. Tutto veniva tradotto simultaneamente in 5 lingue e la rete festeggiava 20 anni di attività. Io rappresentavo il United World Project ed ero lì per cercare di capire come le comunità di fede stanno realmente lavorando insieme per l’unità e per unire il continente europeo.

Abbiamo ascoltato le presentazioni sul percorso ventennale in cui un gruppo di persone, provenienti da tutto il continente europeo, si sono riunite, nella loro comune identità cristiana, per stare insieme per l’intera Europa. Abbiamo percorso il continente attraverso la condivisione di esperienze di incontro, di preghiera e di speranza dalla Scozia all’Ucraina, dalla Francia alla Repubblica Ceca. In quei giorni, mentre compivamo quel “viaggio”, mi giravano in testa due domande in particolare: che aspetto concreto assume questo essere insieme? Cosa significa stare insieme “per qualcosa”?

Che aspetto concreto assume questo essere insieme?

Ho capito questo essere insieme, quando li ho sentiti sfidarsi a vicenda per essere attraversatori di frontiera proattivi, ambasciatori di riconciliazione e “segni profetici per un essere insieme credibile in Europa”.

Ho capito questo essere insieme, quando ci siamo riuniti in una piazza ad Augsburg, tenendo in mano ognuno una candela e pronunciando preghiere per un popolo europeo più unito.

Ho capito questo essere insieme, quando ascoltavamo un gruppo eterogeneo di cristiani che parlavano di un percorso che avevano compiuto nell’arco di più di vent’anni riunendo migliaia di persone.

Ho capito questo essere insieme, quando ogni giorno a colazione, a pranzo e a cena, nel momento in cui una persona nuova si sedeva per mangiare, c’era sempre qualcuno che prima verificava se aveva bisogno di traduzione, o quale lingua fosse meglio usare a tavola. C’era la chiara volontà che le persone fossero in grado di comprendere ed essere comprese, di ascoltare ed essere ascoltate.

Essere insieme, per questa rete, consiste nell’abbracciare la diversità reciproca. Essere insieme per loro non è sempre facile; occorre affrontare sfide a livello geografico, teologico e culturale. Eppure, a distanza di vent’anni, questa rete rimane insieme. Secondo la loro stessa visione, la loro struttura è quella di una rete, non di una gerarchia. La loro è una vera e propria unione, di cui si prendono cura da oltre 20 anni. Vent’anni di una costruzione di relazioni onesta e laboriosa.

Per cosa?

La missione di Insieme per l’Europa’ non consiste soltanto nel fatto di stare insieme per il gusto di stare insieme, ma vogliono davvero essere portatori di un messaggio positivo per un’Europa più unita in tutte le sue diversità. Vogliono dare un’anima al continente, sottolineandone le radici storicamente cristiane. Durante quei tre giorni, hanno raccontato principalmente la storia dei loro incontri insieme negli ultimi vent’anni. Ma la storia non raccontata, è spesso la più interessante. Durante i pasti e gli intervalli, c’è stata l’opportunità di conoscere i momenti in cui le persone che frequentano Insieme per l’Europa sono state ispirate ad incontrare nuove persone, abbracciare nuove idee e riconciliare la diversità come risultato degli incontri da loro organizzati. In un certo senso, Insieme per l’Europa inizia quando si va via da uno dei loro incontri intracontinentali o nazionali.

Seamus Heaney, il poeta irlandese che ha ricevuto il Premio Nobel, conclude una famosa poesia tratta dalla sua opera ‘Scaffolding’ (‘Ponteggi’) con questi versi:  “Possiamo lasciar cadere le impalcature. Fiduciosi che abbiamo costruito il nostro muro.”

Insieme per l’Europa significa costruire ponti, non muri. Con lo smantellamento del ponteggio che compie vent’anni, questa rete può essere certa che i ponti sono stati costruiti, le persone sono state collegate tra loro e che tutti loro continueranno questo cammino.

Fonte: http://www.unitedworldproject.org/watch/20-anni-di-insieme-per-leuropa

Da Augsburg, semi di una nuova stagione

All’ultimo incontro degli Amici di Insieme per l’Europa (Ottmaring-Augsburg 7-9 novembre), caratterizzato da un’impressionante varietà di partecipanti, altrettanto vari sono stati gli echi raccolti. Ne condividiamo alcuni:

“Siamo grati a Dio per questo “fenomeno dell’Insieme”, che in tutti questi anni si è sviluppato in un laboratorio di conoscenza reciproca, di comunione, di unità, di speranza per il nostro Continente.”

“Ho sperimentato una forte azione in controtendenza ai moltissimi rischi di frammentazione e nuove divisioni.”

“Il fatto che il municipio di Augsburg ci abbia accolto, ha dato una nuova visibilità a Insieme per l’Europa che si impegna nel sociale, nella vita civile di una città, dando le ali per una nuova politica, via di pace fra tutti i popoli.”

“Non ho visto ancora gente così, che scruta i segni dei tempi e cerca, insieme e concretamente, che cosa fare per gli altri, per i propri e per gli altri Paesi in Europa.”

“Ho visto che non c’è un PER se non c’è prima un INSIEME.”

“Imparando dagli evangelici, ho sentito come cattolico di convertirmi alla preghiera.” 

“Mi affascina l’immagine di diventare “mediatore evanescente” (v. Relazione di Herbert Lauenroth in Programma e materiale 20°esimo IpE) sulle frontiere dei rapporti.  Insieme per l’Europa’mi è parso un incontro di grande unità fra 55 Movimenti di varie confessioni, di 23 Paesi presenti, in cui è emersa anche l’anima politica di un’Europa che si rinnova, dove le nazioni cercano l’unità nella distinzione, nella libertà, oltre ogni nazionalismo.”

“Essendoci a Roma pochi cristiani di altre confessioni, ho ricevuto l’apertura alla dimensione ecumenica, attraverso la concreta esperienza di contatto con persone di identica fede, pur se appartenenti a tradizioni diverse (…) Si è prodotta in me l’evidenza del valore culturale del nostro  impegno per i 7 SI’ che pronunciamo, in vista del miglioramento della società civile, secondo l’intuizione originaria dei fondatori dell’Europa unita, che miravano non solo alla pace, ma alla solidarietà sociale e alla fratellanza tra i popoli.” 

“Mi viene la voglia di portare “l’Insieme” nella vita quotidiana incominciando con le mie vicine di casa di un altro Paese.”

“Ho imparato qui quanto sia bello essere diversi. La differenza è voluta da Dio. Più siamo diversi, più Dio è presente. Scoprire questo è una vera sfida.”

Insieme per l’Europa è diventato per me un luogo di speranza, dove l’incontro e la riconciliazione preparano il futuro, dove i vari popoli saranno pronti a conoscersi, con le loro storie e tradizioni. Costruire ponti invece che muri.”

“Lavorando insieme, cristiani di varie Chiese, da una parte sperimento la bellezza della Chiesa di Cristo, nel suo respiro più ampio e sento accresciuta la mia identità cristiana. Nel contesto politico e religioso in cui viviamo in Europa, sento di darne testimonianza, anche attraverso il mio servizio per i profughi.”

Non sono forse questi alcuni semi, frutto di 20 anni di esperienza, che possono germogliare nuovamente e segnare ulteriori tappe di fraternità in Europa ed oltre?

Per informazioni sul Convegno clicca qui>>

La Segreteria internazionale di Insieme per l’Europa

“Era come la Pasqua”

Larisa Musina, cristiana ortodossa di Mosca, pro-rettrice dell’Istituto di Educazione San Filaret, ha partecipato alla celebrazione del 20° di Insieme per l’Europa ad Augsburg/Germania nel novembre scorso, in rappresentanza della “Orthodoxe Transfiguration Brotherhood.”

Durante il convegno è stata ricordata la storica firma della “Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione” del 31.10.1999, giorno in cui è nata la rete ecumenica IpE, una delle risposte concrete alla sete d’unità del popolo cristiano. E’ proprio il giorno della celebrazione nel Municipio di Augsburg, il 9 novembre, si ricordava il 30° anniversario della caduta del Muro di Berlino, svolta radicale nelle relazioni Est-Ovest.

Al suo entro in Russia, Larisa ha condiviso con la sua Comunità le sue impressioni sull’evento. Eccone alcune:

“All’incontro di quest’anno ha partecipato il vescovo luterano Christian Krause, uno dei due firmatari della Dichiarazione nel 1999. Allora era il Presidente della Federazione Mondiale Luterana. Lui ha detto due cose importanti. In primo luogo, la strada verso la Dichiarazione non è stata facile. Ci sono voluti molti sforzi per terminare il ventesimo secolo senza lasciare una divisione così significativa alle generazioni future. In secondo luogo, il vescovo Krause ha testimoniato di apprezzare molto il lavoro dei Movimenti e delle Comunità ecclesiali.”

“Questo dialogo e i processi ad esso associati hanno avuto origine e si stanno sviluppando nella logica del rinnovamento della vita ecclesiastica.” Si tratta di mantenere l’autenticità della Chiesa cristiana, sviluppando la sua capacità di realizzare la propria vocazione nel mondo. “È interessante notare che questa iniziativa è stata presa in primo luogo dai Movimenti ecclesiastici.”

Larisa così si esprime sulla solenne serata di conclusione dell’incontro: “La sera abbiamo pregato insieme nella chiesa luterana di Sant’Anna, la stessa chiesa dove è stata firmata la Dichiarazione. Poi, con le candele accese siamo andati nella piazza accanto alla chiesa. Abbiamo ringraziato Dio per i suoi doni, compreso il dono dell’unità dei cristiani, di cui molte persone hanno dato testimonianza. Poi, sempre con le candele accese, tutti ci siamo incamminati verso la città. Era come la Pasqua.”

Con la luce del Risorto nei cuori, i partecipanti sono tornati nei loro Paesi, per portare Dio ai popoli.

Stralci di un articolo-intervista di Oleg Glogolev a Larisa Musina (Istituto ortodosso San Filaret, Fratellanza della Trasfigurazione, Russia), a cura di Beatriz Lauenroth

Fonte: https://psmb.ru/a/eto-bylo-kak-na-paskhu.html

 

 

Celebrazione dell’anniversario ad Augsburg

Ambasciatori di riconciliazione e segni di speranza. Insieme per l’Europa festeggia l’anniversario nel Municipio di Augsburg 

La sala del municipio di Augsburg è stata riempita fino alla capienza – 300 membri di 55 Comunità cristiane e Movimenti di varie Chiese di 25 diversi Paesi europei si sono riuniti questo sabato per celebrare insieme alcuni anniversari memorabili: Il muro di Berlino è caduto 30 anni fa e per l’Europa è iniziata una nuova era di incontro tra Est e Ovest. Vent’anni fa, ad Augsburg, è stata firmata la “Dichiarazione congiunta sulla giustificazione” dai rappresentanti della Federazione mondiale luterana e della Chiesa cattolica, e, nel pomeriggio dello stesso giorno, a Ottmaring, si è riunito il primo gruppo di responsabili di diversi gruppi ecclesiali: lì è nata la rete Insieme per l’Europa. Per i presenti i tre eventi sono stati strettamente collegati tra loro e hanno plasmato lo “spirito fondante” dell’iniziativa.

“Voi siete ambasciatori della riconciliazione”, ha incoraggiato i presenti il  vescovo protestante emerito Christian Krause. Nel 1999, in quanto allora presidente della Federazione Mondiale Luterana, era stato uno dei due firmatari della “Dichiarazione Congiunta” e come testimone, i ha ricordato i molti passi incoraggianti che da allora sono stati compiuti nell’ecumenismo. Nell’attuale clima di crescente euroscetticismo e polarizzazione politica, è proprio l’esperienza di diversità riconciliata fra Movimenti e Comunità spirituali la cosa necessaria.

Bertram Meier, attuale amministratore diocesano di Augsburg, ha sottolineato l’importanza di questa capacità di riconciliazione in un dialogo con il suo collega protestante, il vescovo regionale Axel Piper. “L’unità nella diversità è anche una sfida all’interno della Chiesa. Si tratta di imparare a capirsi, non solo  con la mente, ma anche col cuore. Piper ha confermato che proprio questo sforzo forma anche le relazioni ecumeniche ad Augsburg: “Ma dobbiamo rimanere curiosi l’uno dell’altro, dobbiamo essere interessati l’uno all’altro, perché possiamo imparare molto l’uno dall’altro!”

Gerhard Pross, moderatore della Rete Ecumenica, ha poi delineato le prospettive per il futuro affermando che si tratta di resistere alla tentazione di sviluppare nuove strutture organizzative e di approfondire invece il tema della riconciliazione: “In tempi difficili  noi vogliamo essere un segno profetico per una convivenza credibile in Europa.”

Nel pomeriggio il senatore della Repubblica Ceca Pavel Fischer ha dato un’ importante contributo alla dimensione socio-politica di Insieme per l’Europa. Ha descritto un quadro attuale dell’impegno per la libertà e la dignità umana nel contesto di una società europea fortemente influenzata dai media e ha invitato il pubblico:. “Dobbiamo diventare cittadini attivi, avere il coraggio di difendere gli altri, i deboli, di parlare a favore della giustizia.”

Alla fine della giornata P. Heinrich Walter, del Movimento di Schoenstatt, ha fatto un bilancio: “L’Europa ha bisogno di questo spirito positivo, perché ci sono già abbastanza messaggeri del disastro!” Il gruppo ha poi lasciato il municipio per la chiesa evangelica di Sant’Anna, dove nel 1999 è stata firmata la dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione. Lì la giornata si è conclusa  con una preghiera ecumenica e una processione di candele accese, in ricordo della svolta pacifica della caduta del muro. Sul piazzale antistante la chiesa il giubileo è terminato con canti e una benedizione.

Secondo giorno di Congresso a Ottmaring

180 partecipanti provenienti da 20 Paesi (traduzione live in 5 lingue) e 55 diversi Movimenti e Comunità di varie Chiese insieme a Ottmaring, dove Insieme per l’Europa  è iniziato 20 anni fa

Un partecipante, che solo di recente è venuto in contatto con questa iniziativa, ha affermato: “Qui si risveglia il meglio di ciascuno.”

All’inizio della giornata, Andy Pettman accompagna i partecipanti in un momento di riflessione che porta ad una “risposta di gratitudine”. “Riconoscere il seme nei frutti” – questo diventa  tangibile per tutti quando Thomas Roemer invita a riempire dei piccoli sacchetti di carta con dei semi come simbolo di ciò che è nato in 20 anni di cammino Insieme: ora si tratta di diffondere nuovamente questi semi, pieni di fiducia e speranza.

I contributi che seguono sono particolarmente intensi:  Sr. Nicole Grochowina spiega l’efficacia del “profetico nella precarietà” e Herbert Lauenroth la necessità di diventare “frontalieri” viventi “Accross all borders”.

Numerosi  momenti di scambio – a volte in piccoli gruppi spontanei nella sala, a volte per lingua – permettono che l’atmosfera densa e familiare tra i presenti continui a crescere.

Il pomeriggio inizia con un momento di conoscenza della “Casa di preghiera” di Augsburg attraverso la presenza di Johannes Hartl. Si continua con intensi dialoghi e discussioni in plenaria per riflettere insieme su ciò che si è ascoltato e sperimentato e per intuire i prossimi passi  per il futuro.

La sera i partecipanti al Congresso si recano ad Augsburg, dove il sindaco li attende per un ricevimento nella “Sala d’Oro” del Municipio. Una visita al centro città conclude la giornata ricca di nuove esperienze.

Vedi anche “20 anni Insieme per l’Europa”>>

Lo splendore dell’Europa è la sua gente

Preparare il terreno alla riconciliazione. 

Walter Kriechbaum è pastore evangelico e segretario di YMCA a Monaco di Baviera. Il suo cuore batte per l’Europa e vuole vivere la riconciliazione. Per questo coltiva amicizie anche in Polonia e Ucraina nella rete internazionale ed ecumenica Insieme per l’Europa.

Come tedesco, incontro spesso le crudeltà della storia durante i miei viaggi nell’Europa dell’Est. Una volta mi sono trovato, insieme ad amici polacchi, senza parole a Lutsk/Ucraina, nei luoghi di commemorazione delle migliaia di polacchi che furono crudelmente assassinati e un’altra volta in un cimitero in mezzo a uno dei più grandi campi di battaglia della seconda guerra mondiale. Improvvisamente i miei amici mi hanno chiesto di pregare come tedesco e come membro della Chiesa evangelica sui morti, per chiedere perdono e pace per i nostri popoli d’Europa”. Walter Kriechbaum ha sperimentato che vivere insieme la riconciliazione può significare, tra le altre cose, percorrere la via dell’afflizione con gli altri, facendo proprio il dolore altrui. Riconciliazione ecumenica significa prestare attenzione ai doni degli altri e creare spazio per il loro sviluppo. Il dolore per l’unità non ancora completa, dice Walter, sembra essere qualcosa come il seme per il futuro.

La riconciliazione non richiede una rappresentanza proporzionale

Monaco 2016: durante una preghiera ecumenica per l’unità dell’Europa, che polacchi e tedeschi avevano preparato insieme, 20 russi entrano inaspettatamente nella chiesa.  Walter, che presiede la preghiera insieme ad un amico polacco, per un attimo non sa come affrontare la nuova situazione. Poi chiede ad una partecipante del gruppo russo di farsi avanti e dare il suo contributo alla preghiera. Cattolici, protestanti, membri di Chiese libere e ortodossi russi ricevono infine la benedizione da un sacerdote polacco del Movimento di Schoenstatt. Walter: “Ho imparato che la riconciliazione ecumenica non domanda né la proporzionalità, né riconoscere chi ha ragione. Gesù Cristo abita nel cuore dell’altro e in modo sorprendente fa sì che la diversità diventi un complemento, senza essere cancellata.”

La riconciliazione ha bisogno di fiducia

Durante i suoi numerosi viaggi attraverso l’Europa dell’Est, Walter continua a costruire una rete di amicizie: “Ma questo richiede pazienza e perseveranza. Spesso ci vogliono anni perché la sfiducia scompaia. Ho capito che l’esperienza ecumenica “di confine” significa sentirsi vicini e lontani allo stesso tempo e sopportare la tensione. Rivolgendo tutti lo sguardo a Gesù, si sviluppa lentamente una vicinanza interiore. Non può essere forzata, ma è opera di Dio”. La fiducia reciproca che ne deriva fa sì che si possa parlare e crea una libertà interiore, riferisce Walter.

La riconciliazione richiede di essere distaccati

“La riconciliazione e la concordia ecumenica non possono essere organizzate”, dice Walter. “Dobbiamo essere staccati ogni volta ed entrare sempre di nuovo nel Kairos di Dio. Solo Lui conosce il momento giusto”. Ma sicuramente si può aprire la strada a questo. “Insieme riusciremo a far risplendere l’Europa. Il suo splendore è  la sua gente che è in cammino verso la riconciliazione.” Walter ne è convinto e vive per questo – ogni giorno di nuovo.

A cura di Beatriz Lauenroth

 

Augsburg – Città della Pace

Augusta vanta più di 2000 anni di storia (la fondazione risale al 15 a.C.). La città fu fondata come accampamento militare romano. Il cristianesimo era arrivato con i Romani, cosicché la vita cristiana era presente in città fin quasi dai suoi inizi.

Confessio Augustana

Nel XVI secolo Augusta divenne un importante luogo della Riforma, teatro di colloqui tra Martin Lutero e l’inviato pontificio, il cardinale Cajetano, che , come conclusione, portarono  alla rottura con la Chiesa di Roma.

Con le “Diete imperiali” (Reichstage), Augusta era diventata una delle città più importanti del Sacro Romano Impero. Nel 1530 i Principi della Germania presentarono all’imperatore la confessio augustana, che divenne la base della dottrina luterana. Questa “Confessione di Augusta”, scritta da Filippo Melantone, può essere vista come un tentativo di ricostruire l’unità religiosa spezzata.

Pace religiosa di Augusta

Dopo 10 anni, la città di Augusta divenne luogo di pace religiosa: la “Dieta” del 1555 sancì “la pace di Augusta”, che doveva regolare dal punto di vista politico, la parità, la pacifica ed eguale coesistenza delle due denominazioni. Tutti gli uffici comunali sono stati distribuiti equamente tra le confessioni. Questo ha protetto le denominazioni minoritarie. Anche se ci sarebbero voluti altri 100 anni (con una terribile “Guerra dei Trent’anni” fino alla “Pace di Westfalia” del 1648), per avere la parità e la pace, la “Pace di Augusta” fu comunque il primo e decisivo passo verso la tolleranza religiosa.

Festa della Pace

L’8 agosto 1650, Augusta festeggiò per la prima volta la Grande Festa della Pace, inizialmente una festa dei cristiani protestanti, come ringraziamento perché ora – dopo lunghe lotte di potere – avevano riacquistato le loro chiese e potevano celebrare nuovamente il loro servizio religioso. Si celebra ancora oggi, e da molti decenni è una festa della pace che tutta la città, con i suoi leader politici, con le sue chiese, con i suoi cittadini , celebra in solidarietà ecumenica ben oltre i confini delle confessioni. Oggi, alla vigilia della Grande Festa della Pace, la “Tavola Rotonda delle Religioni” celebra una preghiera multi-religiosa per la pace. Dal 1950, l’8 agosto è diventato un giorno festivo per tutti i cittadini di Augusta.

Brigitte Pischner e Margarete Hovestadt

Il Municipio di Augsburg – un luogo storico

20 anni Insieme per l’Europa dal 7 al 9.11.2019 a Ottmaring e Augsburg

Nel 2019, Insieme per l’Europa ritorna in Germania, al Centro ecumenico di Ottmaring / Augsburg, dove la sua storia ha avuto l’inizio nel 1999. Leader e rappresentanti di vari Movimenti e Comunità cattolici, protestanti, anglicani, delle Chiese libere e ortodossi si riuniscono a livello europeo per fare il punto della situazione e guardare al futuro.

Venerdì 8.11.2019, è previsto nel Municipio di Augsburg un ricevimento ufficiale per gli “Amici di Insieme per l’Europa”. In questo luogo storico, la città vuole onorare l’iniziativa internazionale.

La “Sala d’oro”

Il cuore del Municipio di Augsburg è la “Sala d’oro”, costruita tra il 1615 e il 1620 da Elias Holl. Con i suoi imponenti portali, gli affreschi e il magnifico soffitto a cassettoni, la “Sala d’oro” era già al momento della sua costruzione un top del disegno artistico d’interni. La sala prende il nome dai ricchi ornamenti d’oro che ne adornano l’interno.

Premio Pace augustana – Vincitori del premio interconfessionale

In questa sala Chiara Lubich è stata insignita del Premio per la Pace circa 30 anni fa, nel giorno della Festa della Pace augustana, l’8 agosto 1988, per il  suo impegno a livello mondiale nel campo dell’ecumenismo. Il premio, che esiste dal 1985, onora le personalità che hanno dato un contributo singolare alla convivenza aperta e pacifica di culture e religioni. Fu tra gli altri il rabbino Levinson, papa Schenuda III della Chiesa Copta, l’ex-presidente federale tedesco Richard von Weizsäcker e l’ex capo di Stato dell’URSS, Mikhail Gorbachev. Nel 2017, il prestigioso riconoscimento è stato consegnato al Segretario generale della Federazione luterana mondiale, Martin Junge.

“Oberer Fletz”

Un piano sotto la “Sala d’oro”, nello storico “Oberer Fletz” – sala in stile caratteristico –  dove il consiglio comunale di Augusta si riunisce nei giorni feriali, si raduneranno il 9.11.2019 i partecipanti del convegno annuale degli “Amici di Insieme per l’Europa“.

Beatriz Lauenroth

20 anni di Insieme!

La celebrazione dell’anniversario del 20° di Insieme per l’Europa (IpE) coinvolge storia, Chiese e società in una triplice festa. Gli Amici di IpE si incontrano ad Ottmaring, in Germania, dal 7 al 9 novembre 2019. In programma anche un ricevimento nel Municipio di Augsburg ed una giornata in vari luoghi significativi della città, come la chiesa di Sant’Anna. Si tratta di un nuovo, promettente appuntamento dei popoli in Europa.

Come mai si celebra questo “compleanno” in Germania? Le date parlano da sé! Il 31 Ottobre 2019 sarà ad Augsburg  l’anniversario della storica firma della Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione tra la Chiesa Cattolica e la Federazione Luterana Mondiale; lo stesso giorno ricorrerà ad Ottmaring il 20° del primo incontro tra Comunità e Movimenti evangelici e cattolici, che avrebbe segnato l’inizio di Insieme per l’Europa e il 9 novembre 2019 si ricorderà il 30° della caduta del Muro di Berlino.

Gli anniversari ci invitano sempre a rendere grazie e nello stesso momento a guardare avanti. Il programma del convegno, che vuole esprimere ambedue le cose, si svolgerà nel Centro Ecumenico di Ottmaring, nel Municipio e nella chiesa di Sant’Anna di Augsburg.

Dopo i passi fatti insieme a Praga nel novembre 2018>>  e la “Festa dell’Europa 2019”>>si vuole che l’incontro in Germania diventi un ulteriore laboratorio per progetti concreti in favore del nostro Continente.

La prima parte del programma si svolgerà nel Centro ecumenico di Ottmaring, iniziando da uno sguardo retrospettivo: immagini, testimonianze, scambi sulle esperienze dei 20 anni di cammino insieme, cogliendo  da lì le nuove prospettive: “Riconoscere i semi nei frutti”. Ci saranno riflessioni in gruppi e in  plenaria, momenti di preghiera e ringraziamento, approfondimenti delle linee di IpE, per cogliere maggiormente il contributo  che è chiamato a dare  all’Europa.

Attraverso alcuni esperti e nel dialogo con loro, si guarderà poi ad alcune delle odierne sfide: paura, confini, muri.

La sera di venerdì, 8 novembre, nei pressi della Sala d’Oro del Municipio il Sindaco della Città di Augsburg offrirà un ricevimento ufficiale.

Sabato, 9 novembre, il Convegno continuerà nel Municipio di Augsburg:

  • 20 anni Dichiarazione congiunta sulla Giustificazione con un intervento del vescovo evangelico Christian Krause:  Storia e conseguenze: quale significato oggi?
  • Insieme per l’Europa: frutto della Dichiarazione congiunta, l’esperienza dell’unità, prospettive, sviluppi nei singoli Paesi;
  • Passi sulla via dell’unica Chiesa di Gesù Cristo: Visioni per un unico popolo di Dio;
  • 30 anni caduta del Muro di Berlino e della Cortina di ferro in tutto il Continente;
  • Sfide attuali per l‘Europa e per l‘unità: Pavel Fischer (Praga).

Nella chiesa di St. Anna si pregherà per l‘Europa in diverse lingue; successivamente, nella Piazza della stessa chiesa, si ringrazierà con candele accese, canti, preghiere e brevi testimonianze.

 

La vocazione di Ottmaring

VIDEO – INTERVISTA 

Da tempo sono in corso i preparativi  per la celebrazione dei “20 anni Insieme per l’Europa”. La scintilla di questo originale cammino ecumenico–europeo è partita nella Centro ecumenico di Ottmaring, dopo la storica firma della Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione ad Augsburg (Germania).

Severin Schmid ha visto nascere e ha collaborato allo sviluppo di questa comunione, di cui “lo spartito è scritto in cielo”. Abbiamo chiesto a lui come sono andate le cose.

Ilona Toth, ungherese, membro dell’attuale Comitato d’Orientamento di Insieme per l’Europa, ha partecipato nel 2018 alla festa del 50° di Ottmaring. Che impressione le ha fatto questo Centro ecumenico nei pressi di Augsburg?

Sperimentare la bellezza della varietà

Maria Voce, chiamata familiarmente anche Emmaus, è membro del Comitato d’Orientamento di Insieme per l’Europa. All’interno del Movimento dei Focolari di cui lei è la Presidente, si svolge quest’estate un evento a livello europeo. 

Dalle sue interviste rilasciate in vista di quell’appuntamento, ne abbiamo scelto due in quanto sottolineano lo spirito che anima la nostra rete.

Foto: Diego Goller

Giocare la grande sfida mondiale

In occasione dell’elezione di David-Maria Sassoli a presidente del Parlamento Europeo, riproponiamo stralci dell’intervista del 24 marzo 2017 – alla vigilia del 60° dei Trattati di Roma – quando aveva partecipato alla Veglia ecumenica ed internazionale promossa da Insieme per l’Europa.

Il servizio è della giornalista Claudia Di Lorenzi:

“Far vedere al mondo che la fraternità e l’unità, nonostante le differenze culturali e confessionali, sono possibili”. È con questo obiettivo che si è tenuta a Roma, nella Basilica dei XII Apostoli, una veglia di preghiera ecumenica per l’Europa>>. Un’occasione che ha visto insieme membri della rete internazionale IpE con la presenza di rappresentanti delle Istituzioni italiane ed europee, e che si svolgeva in contemporanea ad altre 56 città in tutta Europa.

Tra i presenti all’evento a Roma, anche l’On. David Sassoli, Europarlamentare italiano del Partito Democratico. Lo abbiamo intervistato:

Onorevole Sassoli, alla vigilia del 60° anniversario dei Trattati di Roma, che hanno segnato la nascita dell’Unione Europea, da più parti si osserva come l’Europa abbia smarrito le sue radici cristiane, concentrata com’è su finanza, burocrazia e interessi nazionali, incapace di solidarietà e accoglienza, e di progettare uno sviluppo centrato sulla persona. Cosa ne pensa?

“Bisogna innanzitutto che i cristiani si facciano sentire un po’ di più e devono esserci reti nel mondo cristiano che diano il testimone ad altri. Perché ci sono valori condivisi, come la pace, la convivenza, la solidarietà, la giustizia che hanno certo una matrice cristiana, ma oggi sono assunti come paradigma di impegno politico, culturale, morale da parte anche di cittadini che cristiani non sono. Sono questi gli elementi che fanno l’identità europea: ecco perché i cristiani devono essere molto contenti perché nell’identità europea si ritrovano valori che sono propri del mondo cristiano. Ma in questo momento abbiamo la necessità di spiegarlo bene ai nostri cittadini, perché l’Europa fa paura, mette ansia, sembra un peso, e invece abbiamo bisogno di fare dell’unità degli europei il valore per giocare la grande scommessa di questo secolo, che sarà dare forma al mercato globale. La globalizzazione senza regole diventa marginalizzazione, povertà, miseria, può essere catastrofica per tante aree del pianeta. La grande scommessa dell’Europa è dare regole e valori al mondo. Perché le regole del mercato senza la difesa dei diritti umani, il senso della libertà e della democrazia, sarebbero soltanto delle leggi economiche che fanno prevalere il più forte e questo non lo vogliamo. Allora, la scommessa è questa: i valori cristiani che sono all’origine dell’identità europea oggi sono l’elemento per giocare la grande sfida mondiale”.

Leggi l’intera intervista>>

Foto: ©Thomas Klann

 

Festa dell’Europa, festa di Popoli

Il 9 maggio, Festa dell’Europa, ha mobilitato anche la gente di Insieme per l’Europa: ecco i tasselli di un mosaico che disegna un volto promettente dell’Europa. I gruppi organizzatori degli avvenimenti, tra Associazioni, Movimenti e Comunità di varie Chiese, ne erano la manifestazione.

Che cosa può legare persone di Praga, Zurigo e Roma con quelle di Milano, Toulouse, Esslingen e Ljubljana con quelle di Padova, Bruxelles, Selbitz e Palermo? Come pure quelle di Lyon, Viterbo e Strasburgo con quelle di Trento, Parigi, Trieste e Klagenfurt? Lingue, storie, etnie e culture così diverse?! Solo un unico desiderio.  Vivere la ‘beatitudine’ dei popoli: “Beato il popolo che appartiene al Signore” (cf. Sal 33,12). Gente che, mentre ha le proprie caratteristiche, la sua forte identità, la sua storia e cultura unica, sa di far parte prima di tutto di quel popolo che il “Signore ha scelto come sua eredità”. La celebrazione del 9 maggio ha mostrato il bozzetto di questo ‘Popolo del Signore’ in Europa.

Ne fanno parte quelli che prima di tutto sentono di dover pregare insieme, dando così l’occasione anche ai responsabili di varie Chiese di incontrarsi tra di loro e con i fedeli. Ci sono coloro che nelle proprie città vogliono collaborare nelle azioni concrete. Ci sono altri che privilegiano i rapporti e, oltre le proprie frontiere, organizzano incontri di riconciliazione tra etnie, spesso in tensione tra loro per situazioni storiche. C’è chi è particolarmente sensibile ai problemi sociali e, coinvolgendo anche politici, testimonia il proprio impegno negli ospedali, tra i migranti, nelle famiglie o con i giovani. Alcuni si sentono interpellati in modo speciale dalle sfide culturali e organizzano tavole rotonde sul dialogo tra Est e Ovest in Europa o cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica all’economia equa e al disarmo nucleare. Ci sono ancora quelli che ritengono importante la visibilità e organizzano marce, mentre altri invitano esperti per suscitare riflessioni. E si potrebbe continuare… Ma non è bella e dinamica questa ricca diversità di un ‘Popolo’ dove ciascuno si nutre del proprio carisma, e ne condivide i frutti per il bene di tanti?

Anche la stampa raccoglie le loro voci: il quotidiano la Repubblica, edizione di Roma, provoca: “L’Europa potrà essere fedele alla sua vocazione, che è quella di mettere in rapporto tradizioni, visioni e religioni? Sì, se ciò avviene sulla base delle sue radici cristiane, che portano all’incontro di persone, gruppi, etnie e popoli e valorizzano il positivo di ogni cultura. Questo è il suo contributo all’intera umanità, nel realizzare un‘unità delle diversità riconciliate, che si arricchiscono reciprocamente.” Vita Trentina, settimanale diocesano di Trento, sottolinea: “Insieme per l’Europa ribadisce che il futuro dell’Europa sta in una cultura dell’Insieme.” La Cronaca di Palermo elenca le forti testimonianze, raccontate davanti a 1.600 persone, di come membri di varie Chiese stanno trasformando insieme il quotidiano delle loro città. L’Avvenire, quotidiano cattolico, nella pagina di Milano annuncia: “Accoglienza e unità nella diversità. Ecco l’Europa secondo i cristiani.” Nel settimanale della diocesi di Padova si legge: “Padova percepisce l’urgenza della situazione europea e la volontà di unire la parte civile all’afflato cristiano e religioso.”

Ecco solo alcuni flash della Storia odierna dell’Europa. Le sei manifestazioni in Austria, le quattro serate a Vienna con esponenti politici, parlavano di un “Europa viva, in vocazione”. In Germania, in varie città della Francia, a Bruxelles nella ‘cappella per l’Europa’, a Praga, a Klagenfurt e a Ljubljana si testimonia che “Tutto nasce, cresce, fiorisce dall’Insieme!”

Grazie, “Festa dell’Europa”, che hai mobilitato energie, messo in luce le potenzialità del nostro Continente e ravvivato la speranza del futuro.

Ada Maria Guazzo, Ilona Toth

Per conoscere le iniziative nelle singole città e regioni clicca qui>>

Europe Day 2019 Strasburgo

A Strasburgo Conferenza con Tavola rotonda e Preghiera ecumenica

9 maggio nella Casa dello studente – Conferenza e dibattito 

Il 9 maggio si è tenuta una serata nella Casa dello studente a Strasburgo, luogo simbolico come diceva, quasi commosso, l’oratore, ricordando che Robert Schumann aveva regolarmente frequentato questi luoghi, quando era a Strasburgo.

Insieme all’ACI (azione cattolica indipendente), a Terre Solidaire (comitato contro la fame e per lo sviluppo), a DECERE (cristiani per l’Europa, moderati dai domenicani), a Pax Christi e al Movimento dei focolari abbiamo organizzato questa serata-dibattito.

Circa 100 persone hanno ascoltato con grande interesse il discorso di François Brunagel, già capo di protocollo del Parlamento Europeo, che ha parlato in termini molto chiari delle sfide dell’Europa. Lui ci ha fatto intravvedere quanto la fondazione dell’Europa, proprio dopo la Seconda Guerra Mondiale, si poteva qualificare come miracolo. Diceva che ora è necessario un soffio nuovo per portare avanti l’Europa e descriveva le sue caratteristiche più rilevanti: pace, prosperità, rispetto dei diritti umani. Poi due testimonianze: la prima di un giovane che aveva usufruito del programma Erasmus; l’altra di una profuga camerunense con esperienze positive e negative, che illustravano i benefici ed i limiti dell’Europa. Nel dibattito che ne è seguito si sono chiariti tanti punti, si è capito meglio che cosa l’Europa può realizzare e che cosa non è di sua competenza in quanto compito dei Paesi a livello nazionale. Il dibattito era moderato dalla direttrice della radio delle Chiese dell’Alsazia e non sarebbe più finito.

10 maggio nel “Temple Neuf” – Preghiera ecumenica

Venerdì 10 maggio circa 200 persone si sono ritrovate nel “Temple Neuf”, chiesa protestante al centro di Strasburgo, per un momento di preghiera e per rinforzare l’impegno per l’Europa.

Questa preghiera ecumenica si svolge ogni venerdì. Per l’occasione era arricchita da intercessioni per l’Europa e da due commenti sulla beatitudine dell’amore ai nemici. L’amore ai nemici è stato, infatti, determinante in occasione della fondazione dell’Unione Europea dopo la Seconda Guerra Mondiale, che ha reso possibili 70 anni di pace e che continua ad essere essenziale, se vogliamo un’”Europa cristiana”. Un momento forte è stato quello della preghiera del popolo. I presenti hanno ricevuto una stella dorata e per gruppi di 2-3 persone hanno scritto un augurio, una richiesta per l’Europa. Le stelle sono state portate sull’altare coperto da una tovaglia blu raffigurante la bandiera europea, il che faceva fortemente pensare ad un cielo stellato. La benedizione è stata pronunciata, nelle loro lingue rispettive, da 7 persone provenienti da Polonia, Cipro, Francia, Germania, Italia, Inghilterra e Alsazia.

E’ seguito un ricevimento con formaggi e vini dai Paesi dell’Unione Europea, decorati da bandierine dei rispettivi Paesi. I rappresentanti di Movimenti e Associazioni ecclesiali erano contenti di essersi conosciuti meglio e di aver guadagnato insieme più visibilità. Si è messo in moto un processo dinamico, che certamente proseguirà.

L’équipe di Insieme per l’Europa a Strasburgo

©Foto: Casa dello studente: Michel Batt; Temple Neuf: Olivier Benoît

Europe Day 2019 Roma

Anche Roma ha solennizzato la Festa dell’Europa

Raccogliendo un suggerimento partito da Praga (incontro degli Amici dello scorso novembre), il gruppo romano di Insieme per l’Europa (in cui sono attivi 13 Movimenti*), dal 25 marzo al 9 maggio ha animato celebrazioni e preghiere per il nostro Continente in 5 Basiliche legate ai Santi patroni d’Europa, coinvolgendo le rispettive comunità.
Nei mesi precedenti l’evento commemorativo della Festa dell’Europa, il gruppo romano ha preparato, in più tappe, con iniziative ispirate ad alcuni dei“7 Sì” programmatici del messaggio di Stoccarda 2007, diverse manifestazioni.

Cosi, per sostenere il “Sì” alla vita e alla famiglia, ci si è inseriti nel programma del ‘Villaggio per la Terra’, che a Villa Borghese ha visto un approfondimento di Gianluigi de Palo (Presidente Nazionale Forum Associazioni Familiari) sul tema “Più forte la famiglia più forte l’Europa”, approfondimento moderato da Alessandra Balsamo (Presidente Forum Associazioni Familiari Lazio) e con l’intervento, ricco di testimonianze personali, di Vincenzo Bassi (Vicepresidente FAFCE). Per affermare il “Sì” al Creato, il gruppo ha sostenuto il Convegno promosso dall’Associazione ‘La Civiltà dell’Amore’ su “Pace nucleare e sfide ambientali”, svoltosi in Vaticano la mattina dell’8 maggio, vigilia della Festa dell’Europa.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, l’evento relativo alla Festa dell’Europa è entrato nel vivo. Nella Sala “Spazio Europa” (gestita dall’ufficio in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza della Commissione Europea), si è tenuto un incontro culturale dal titolo “Nello spirito dei Padri Fondatori, una nuova economia per l’Europa”, introdotto e approfondito da una intensa relazione del Prof. Leonardo Becchetti (docente di Economia politica all’Università Tor Vergata di Roma) alla quale ha fatto seguito un dibattito molto partecipato e sentito. La conferenza è stata definita di alto contenuto scientifico e di grande interesse da tutti i 100 partecipanti i quali hanno apprezzato la passione ‘didattica’ del relatore: esprimendo un deciso plauso per quella che, più che una lezione di economia sostenibile, è stata una riflessione profonda e ricca di spunti originali e illuminanti.

Dopo l’incontro culturale, nella bellissima Basilica dei Santi XII Apostoli, si è svolta una Veglia Ecumenica per l’Europa ispirata alla Parola “… e ciascuno li sentiva parlare la propria lingua” (At 2,6). Davanti a quasi 400 persone, sull’altare, con il parroco francescano fra’ Agnello, Gabriela Lio (Pastora Battista), Luca Maria Negro (Presidente della FCEI), Padre Federico Lombardi (Gesuita), l’Archimandrita Simeon Katsinas (del Patriarcato ortodosso di Costantinopoli), il Vescovo ausiliare e Segretario Generale del Vicariato di Roma Mons. Gianrico Ruzza, P. Gheorghe Militaru (in rappresentanza del Vescovo Siluan, del Patriarcato romeno-ortodosso), si sono alternati nelle letture e nelle riflessioni di passi biblici.

Interessanti e di importante contenuto tutti gli interventi: l’analisi dell’odierna Europa del giornalista Enzo Romeo; la presentazione delle ‘madri dell’Europa’ accompagnata dalla lettura di passi significativi del loro pensiero, la testimonianza della ventenne Rola, siriana proveniente da Homs, giunta a Roma dal Libano grazie ai corridoi umanitari attivati dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Fcei, e dalla Chiesa Valdese. È stata soprattutto apprezzata la partecipazione di esponenti di altre confessioni cristiane che ha conferito all’evento un’impronta ecumenica importante e significativa, mostrando coi fatti che l’amore scambievole è più forte delle diversità.

Molto affiatato e apprezzato il “coro” formato, per l’occasione, da 28 coristi provenienti da 5 Comunità e Movimenti diversi, che ha favorito il clima di unità. È stata proprio una bella esperienza di comunione cristiana, ci si conosce e si collabora, si prega e si serve insieme.

Il gruppo di IpE a Roma (© Foto: Elena Coppola / Maurizio Sabbatucci)

Vedi breve intervista con Padre Federico Lombardi>> 
Vedi breve intervista con Luca Maria Negro, Presidente FCEI>>
Vedi breve intervista con Enzo Romeo, Giornalista>>
Vedi conferenza Prof. Becchetti, 1° parte>>
Vedi conferenza Prof. Becchetti, 2° parte>>

* Anima Europae, Associazione Internazionale dei Caterinati, Comunità della Quinta Dimensione, Comunità di Sant’Egidio, Comunità Gesù Risorto, Comunità Papa Giovanni XXIII, Comunità Vittoria di Dio, Istituzione Teresiana, La civiltà dell’Amore, Movimento dei Focolari, Movimento Équipes Notre Dame, Movimento per un Mondo Migliore, Rinnovamento nello Spirito Santo

 

Europe Day 2019 Padova

9 maggio 2019: Per la prima volta insieme in una Veglia ecumenica di preghiera e di testimonianza

La “Festa dell’Europa” è stata l’occasione per vivere una nuova esperienza di comunione con la Chiesa locale e di essere inseriti nel “Festival Biblico” di Padova. Dopo una serie di incontri, in questi ultimi mesi, che ci hanno permesso di conoscere più da vicino alcune straordinarie realtà (il Consiglio delle Chiese Cristiane, la Pastorale Migrantes, il Centro Universitario, la Consulta delle Aggregazioni laicali, la Comunità dei Frati Minori Conventuali della Basilica del Santo)… finalmente, con un lavoro intenso ma molto proficuo, si è stesa la versione definitiva della Veglia di preghiera e testimonianza. La continua ricerca di comunione fra tutti è stata la cosa più importante perché ognuno ha sperimentato un rapporto sempre più vero.

I contributi delle Chiese con i brani tratti dalla Carta Oecumenica, alternati ai testi biblici declamati in varie lingue, hanno offerto un esempio della ricchezza del patrimonio spirituale e culturale presente nel cammino ecumenico.

La chiesa di S. Sofia era gremita giovedì 9 maggio di circa 300 persone, nel 69° anniversario della Dichiarazione sull’Europa.

Ad aprire la serata è il tema “l’Europa in cammino”, col racconto di una giovane polacca, Joanna, sulla sua esperienza di accoglienza e incontro in Italia. Si passa poi all’”Europa alla prova: sfide di oggi e di sempre”, con la testimonianza di Stefan, un giovane siriano, giunto qui grazie ai corridoi umanitari. Infine, nella terza parte “I cristiani e l’Europa: sale e luce”: dopo un canto della Comunità ucraina, ha parlato Ansamma, pediatra indiana, rappresentante in Diocesi della Pastorale dei Migranti. La serata è stata accompagnata con canti in varie lingue, eseguiti con delicatezza dal coro Shalom, ispirato a Taizé.

Dato che uno dei compiti di Insieme per l’Europa è lo sviluppo del continente africano e che la città di Padova è gemellata con la città di Beira, alla fine della veglia si è proposto di raccogliere fondi per la popolazione del Mozambico, colpita da una disastrosa alluvione. Quanto ricevuto è stata un’ulteriore conferma che il messaggio di fraternità proposto è stato accolto e servirà per finanziare due progetti.

Un momento di convivialità ha concluso l’evento: occasione per uno stare insieme fraterno e per allacciare nuove importanti relazioni in città.

La rete Insieme per l’Europa a Padova (Comunità di S. Egidio, Comunità Frati Minori Conventuali della Basilica del Santo, Comunità Papa Giovanni XXIII, Centro Universitario Padovano, Coro Shalom Abano Terme, Movimento dei Focolari)

Foto: © Giorgia Chiaro

Europe Day 2019 Carinzia

Il testo è per ora disponibile solo in tedesco

Europe Day 2019 Milano

Milano il 9 maggio 2019 ha visto una marcia insolita: variopinta e propositiva

Partiti da un’idea semplice, il condividere la programmazione via via con più forze (alcune associazioni cattoliche: Agesci, Azione Cattolica, Comunità di Sant’Egidio, CVX,  Institut Saint Benoît, Movimento dei Focolari, Rinascita Cristiana, Scout d’Europa, e inoltre  la Chiesa Anglicana, Battista, Metodista ed Ortodossa Romena, con l’adesione di tutte le Chiese componenti il CCCM, e con il pieno appoggio di organismi della Diocesi) ha fatto assumere all’iniziativa proporzioni che hanno ottenuto la collaborazione del Comune di Milano, della Commissione Europea e il Patrocinio del Parlamento Europeo. Nel percorso di organizzazione si è profilato un evento in piazza, per parlare alla gente, con inviti al largo e preceduto da incontri di sensibilizzazione nelle scuole e nelle parrocchie.

E così il 9 maggio si è realizzata una marcia con partenza da Piazza Sant’Eustorgio fino alla chiesa di S. Lorenzo. Il bel sole che riscaldava la città, dopo la pioggia dei giorni precedenti, era un segno di buon auspicio. Per la descrizione del corteo e i contenuti degli interventi (Padre Traian Valdman, della Chiesa Ortodossa Romena, Dorothee Mack, pastora della Chiesa evangelica metodista e, a conclusione l’Arcivescovo, Mons. Delpini) si rimanda all’articolo di Avvenire, pagina di Milano, del 10 maggio, a firma di Lorenzo Rosoli (vedi in fondo articolo da scaricare).

Durante la manifestazione hanno trovato spazio anche due testimonianze toccanti: quella di una giovane di Sant’Egidio, che ha espresso la sua visione dell’Europa, e quella di Alessandra e Antonio Beltrami, che hanno raccontato la loro esperienza di accoglienza nella  rete di famiglie legate ad Azione per un Mondo Unito e Azione per Famiglie Nuove, all’interno del progetto “Fare sistema oltre l’accoglienza”. Tutti hanno espresso grande apprezzamento sia per la cornice sia per i contenuti dell’evento. Lo stesso Arcivescovo si è mostrato sinceramente compiaciuto: “Siete stati proprio bravi” ha detto al presentatore.

Gli attori, Irene Quartana e Stefano Orlandi, che hanno dato solennità ed enfasi ai testi, sono stati contagiati dall’atmosfera. Ci scrive Stefano: “Grazie mille  per la bella opportunità di partecipare a un momento così significativo e importante in questi tempi di chiusura e individualismo”.

Il frutto più grande ci sembra il rapporto consolidato con tutti i membri della commissione. Alcuni commenti. “Ringrazio il Signore di aver scoperto nuovi fratelli e sorelle” (pastora D. Mack); “La cosa più importante è stata lavorare con belle persone” (Anna Boccardi, Agesci); “Desideravate fare un evento ecumenico e ci siete riusciti pienamente” (Sara Comparetti, Chiesa Battista). Tutti hanno espresso il desiderio di andare avanti insieme.

La commissione organizzatrice

Foto: ©Alberto Fornasari

 

Articolo Da AVVENIRE Del 10 Maggio 2019 Milano (13.3 KB, 64 downloads)

 

Cercare insieme

20 anni Insieme per l’Europa dal 7-9.11.2019 a Ottmaring e Augsburg / Germania. La visita del vescovo regionale Axel Piper

A fine febbraio si sono incontrati 16 rappresentanti di Insieme per l’Europa ad Ottmaring, per preparare l’incontro degli “Amici” dal 7 al 9 Novembre 2019. Questa rete internazionale è nata 20 anni fa, motivo sufficiente per ricordare gli inizi e sviluppare prospettive per il futuro.

Axel Piper, dal 1 gennaio 2019 vescovo regionale della Chiesa evangelica luterana di Augusta e Svevia, ha incontrato, durante la sua prima visita al Centro Ecumenico di Ottmaring, Gerhard Pross, Ilona Toth, Herbert Lauenroth e Diego Goller, membri della commissione preparatoria di Insieme per l’Europa, per conoscere da più vicino l’iniziativa.

L’esperienza del vescovo Piper e la sua visione della Chiesa: non strutture, ma “persone che stanno cercando insieme”. Allo stesso tempo, dice Piper, “è sufficiente essere curiosi – nel senso migliore del termine”. Attende quindi con impazienza il nuovo compito, “per conoscere nuove persone, nuove sfide e per contribuire a dare forma ad un nuovo inizio nella Chiesa e nella società”. Quindi, l’iniziativa Insieme per l’Europa gli é “molto simpatica”.

Pertanto, l’incontro degli “Amici di Insieme per l’Europa” dal 7 al 9 Novembre 2019 è già programmato nella sua agenda.

Beatriz Lauenroth

Foto: © Maria Kny

Vienna: Cittadini europei si preparano ‘insieme’

Dal 19 marzo al 5 maggio vari gli appuntamenti in diversi luoghi della capitale austriaca. Lo scopo: in vista delle Elezioni europee, mettere insieme cittadini e parlamentari per parlare di politica in modo costruttivo.

Cosa sta a cuore ai nostri amici a Vienna?

“I problemi attuali dell’Unione Europea riguardo alla sua politica, all’economica e alla sua forma strutturale, riguardano tutti noi.  Nel dibattito per il futuro del Continente, noi di Insieme per l’Europa ci sentiamo  interpellati a contribuirvi, mettendo a frutto “la nostra vocazione all’unità e la nostra Cultura dell’Insieme”. Siamo convinti che l'”unità nella diversità”, che ci è stata donata in un toccante processo di riconciliazione, è una risposta di Dio alle necessità del nostro tempo. Con questa fiducia vogliamo invitare cittadini, esperti ed esponenti del Parlamento dell’UE ad un dialogo tra loro e dare un segno a favore di una politica di riconciliazione e di solidarietà.”

Stimolanti le tematiche scelte:

  • Erasmus – formare l’Europa
  • Ebraismo nell’odierna Europa – antico e nuovo antisemitismo
  • Patria e Migranti
  • Parola e pane – la dimensione sociale.

La serata conclusiva si celebrerà l’11 aprile nella “Casa dell’Unione Europea” e raccoglierà tra l’altro i messaggi dai vari incontri, presenti rappresentanti politici ed ecclesiali.

Il 5 maggio si svolgerà una preghiera ecumenica per l’Europa in una chiesa centrale della città.

Vari i luoghi e le modalità degli incontri, i Movimenti e gli esperti, le tematiche e i modi di impegnarsi. Ma unica è la voglia di non far passare quest’occasione per dire: INSIEME si può!

Come non augurarsi che tanti si ispirano all’esempio di Vienna?

Dall’invito: Preghiera per l’Europa  (Card. Carlo Maria Martini)

Padre dell’umanità, Signore della storia,
guarda questo continente europeo
al quale tu hai inviato tanti filosofi, legislatori e saggi,
precursori della fede nel tuo Figlio morto e risorto.
Guarda questi popoli evangelizzati da Pietro e Paolo,
dai profeti, dai monaci, dai santi;
guarda queste regioni bagnate dal sangue dei martiri
e toccate dalla voce dei Riformatori.
Guarda i popoli uniti da tanti legami,
ma anche divisi, nel tempo, dall’odio e dalla guerra.
Donaci di lavorare per un’Europa dello Spirito
fondata non soltanto sugli accordi economici,
ma anche sui valori umani ed eterni.
Un’Europa capace di riconciliazioni etniche ed ecumeniche,
pronta ad accogliere lo straniero, rispettosa di ogni dignità.
Donaci di assumere con fiducia il nostro dovere
di suscitare e promuovere un’ intesa tra i popoli,
che assicuri per tutti i continenti
la giustizia e il pane, la libertà e la pace.

Invito da scaricare (in tedesco)    

Miteinander Für Europa - Einladung Wien (2.1 MB)

 

 

Portatori di speranza

Clarita e Edgardo Fandino, responsabili mondiali del Movimento “Equipes Notre-Dame”, vivono a Bogotá in Colombia. Hanno partecipato al recente incontro degli Amici di Insieme per l’Europa a Praga. Abbiamo voluto conoscere più da vicino la loro esperienza.

1) Qual è stata la vostra esperienza con gli “Amici di Insieme per l’Europa” a Praga?

È stato commovente essere testimoni diretti di questa iniziativa che, partendo dalle sinergie tra molti Movimenti, cerca di dare risposte di speranza ad un mondo secolarizzato invitando tutti ad assumersi le proprie responsabilità di fronte alla società e al mondo senza isolarsi, ma condividendo le proprie ricchezze evangeliche. Personalmente avremmo voluto conoscere più da vicino i carismi specifici dei vari Movimenti presenti, ma supponiamo che da un lato fosse già stato fatto in precedenti incontri e dall’altro il tempo limitato del programma non l’abbia permesso. Durante questi due giorni di incontro, nei momenti liberi e nelle conversazioni, abbiamo potuto condividere esperienze con molti dei presenti. Abbiamo notato un’atmosfera di rispetto, fraternità e apertura che deve essere estesa ai vari ambienti di vita, per essere veri agenti di trasformazione come il lievito nella pasta.

2) Come colombiani, come vedete l’Europa attuale?

Non abbiamo partecipato a questa riunione di Insieme per l’Europa come colombiani, ma come responsabili mondiali del Movimento “Equipes Notre-Dame”, che ha avuto origine in Francia e che oggi è presente in 92 Paesi dei cinque continenti. Come colombiani, abbiamo notato grandi differenze tra l’Europa e l’America di oggi e, naturalmente, con la nostra nativa Colombia. L’Europa di oggi sta vivendo un processo di secolarizzazione molto più pronunciato che in America ed è influenzato dai venti di crisi e di disgregazione con tendenze separatiste che minano le istituzioni e i regimi in atto. Le tendenze populiste con gli agitatori che polarizzano e raccolgono il malcontento sono un problema che ha già raggiunto dimensioni universali. Oggi più che mai, è indispensabile che noi, che professiamo valori di fede, siamo più attivi nel promuovere iniziative di cambiamento che portino valori trascendenti. Come ha detto Ernesto Sabato, questo scrittore meraviglioso e osservatore critico delle realtà del mondo: “Una cosa certa è la convinzione che solo i valori spirituali saranno in grado di salvare la condizione umana da una catastrofe annunciata.”

 3)  Siete i responsabili mondiali del Movimento “Equipes Notre-Dame” e avete appena concluso un importante incontro internazionale a Parigi. Alla fine di questo incontro, quali sono i vostri progetti e le prospettive per il futuro?

Abbiamo assunto la responsabilità internazionale del Movimento “Equipes Notre-Dame” lo scorso luglio a Fatima, in Portogallo, dove, insieme a circa 9000 presenti da più di 70 Paesi, tra cui 400 sacerdoti e vescovi, 4000 coppie e 200 vedovi, abbiamo vissuto una settimana di incontro che aveva come tema la parabola del figliol prodigo, con il motto: “Riconciliazione, segno d’amore”. Al termine di questo incontro, sotto forma di mandato, abbiamo stabilito gli orientamenti di vita per i membri del Movimento nei prossimi sei anni. Come linea guida il nostro motto é: “Non abbiate paura, andiamo avanti”; è un invito ad agire, a concretizzare la nostra vocazione e la nostra missione, partendo dallo specifico del nostro carisma: la spiritualità coniugale.

L’incontro che abbiamo avuto di recente a Parigi, con il gruppo di responsabili internazionale, il primo dei 3 incontri annuali, aveva come scopo di stabilire la strada da percorrere per portare a ciascuno dei membri del Movimento il motto di Fatima, perché lo possano concretizzare nella loro vita. Ecco perché abbiamo stabilito molte linee di azione per le sfide all’interno e all’esterno del Movimento, sempre in conformità con l’invito della Chiesa, e soprattutto di Papa Francesco, di andare verso le periferie, come agenti di Misericordia. Questo appello è ben espresso dal Papa nella sua recente Esortazione Apostolica “Gaudete et exultate ” (GE 26) “Non è sano amare il silenzio ed evitare l’incontro con l’altro, desiderare il riposo e respingere l’attività, ricercare la preghiera e sottovalutare il servizio. Tutto può essere accettato e integrato come parte della propria esistenza in questo mondo, ed entra a far parte del cammino di santificazione. Siamo chiamati a vivere la contemplazione anche in mezzo all’azione, e ci santifichiamo nell’esercizio responsabile e generoso della nostra missione.”

Tra le tante linee di azione per le quali lavoriamo, ci sono: l’arte di accompagnare i vedovi e le vedove, la preparazione e l’accompagnamento dei giovani al matrimonio e nei loro primi anni di vita coniugale, il lavoro su altre realtà della vita coniugale come l’accompagnamento degli adulti, l’ascolto dei giovani… ecc.

4) Potreste dirci qualcosa su di voi, della vostra famiglia, dove vivete, il vostro lavoro…? 

Siamo una coppia colombiana, sposata da 32 anni, 2 figli, uno di 26 anni che si è appena sposato e una figlia di 24 anni che vive ancora con noi. Viviamo a Bogotà, una città cosmopolita con circa 8 milioni abitanti. Clarita insegna musica e catechismo e Edgardo lavora tuttora come ingegnere civile. Noi apparteniamo da 22 anni al Movimento “Equipes Notre-Dame”, che ha nutrito la nostra spiritualità coniugale; abbiamo svolto compiti di servizio in diversi ambiti di responsabilità. Al presente siamo responsabili internazionali del Movimento per i prossimi sei anni. La nostra vita è suddivisa tra il lavoro professionale di Edgardo, il lavoro delle nostre “Equipes Notre-Dame” e i frequenti viaggi che questo incarico impone. Siamo convinti che ognuno di noi ha una missione e una responsabilità in questo mondo, essere portatori di speranza e riflettere l’amore di Cristo sull’umanità, rendendolo presente nel nostro ambiente e nelle periferie in  cui dobbiamo addentrarci.

Clarita e Edgardo Fandino, Bogotá/Colombia

Voci da Praga – 2° parte

Brevi interviste ad alcuni partecipanti dell’incontro degli Amici di Insieme per l’Europa a Praga 2018 – 2° parte

“Abbiamo un grande fondamento che ci lega.” Matthias Leineweber, Comunità di Sant’Egidio, Germania

“Identity is something what we desperately need!” Pavel Fischer, Senator in the Czech Parliament

“Pour leur communiquer la beauté”. François Delooz, Communauté de Sant’Egidio, Belgique

“I realised the strength of the Movements.” Pavel Černý, Pastor, Czech Republic

“Europa ist sehr bewegt”. Valerian Grupp, CVJM Esslingen, Deutschland

2° Giornata IpE a Praga

La seconda giornata dell’incontro degli “Amici di Insieme per l’Europa” a Praga voleva proporre ai partecipanti un’occhiata più da vicino alla situazione dei credenti e delle Chiese nella Repubblica Ceca. Pertanto, oltre alle numerose opportunità di scambio personale e di confronto in gruppi piccoli e grandi, vi sono stati tre impulsi tematici principali.

Jaroslav  Šebek, storico e membro dell’Istituto di storia dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca, ha presentato il tema “Le Chiese nella Repubblica Ceca e le sfide del tempo turbolento di oggi”. La crisi dei rifugiati è diventata una pietra miliare per il futuro dell’integrazione europea, dove concetti diversi si scontrano “e ancora una volta è simbolicamente est contro ovest”, ha detto Šebek. Un problema di oggi è l'”incapsulamento della comunicazione” in cui sono coinvolti i social media. “Mentre durante l’era comunista avevamo un deserto di informazioni, oggi siamo in una giungla di informazioni”. Il risultato è lo stesso: “Perdita di orientamento e maggiore suscettibilità alla manipolazione e diffidenza nei confronti di tutto e di tutti.” In una tale situazione anche i rappresentanti della Chiesa stanno cercando di orientarsi.

Anche Pavel Fischer, senatore al Parlamento ceco, ha descritto la situazione attuale della Repubblica ceca e ha presentato le sfide dal punto di vista socio-politico. Ha sottolineato l’importanza dell’identificazione emotiva con un’esperienza sociale personale; essa nasce in uno spazio linguistico ed esperienziale concreto. L’unità dell’Europa può essere raggiunta solo prendendo sul serio tutti i processi di identificazione locale e le singole persone con cui si cammina insieme. La visione di un’Europa unita può emergere solo se le politiche rispettano la sussidiarietà e rispettano e promuovono la diversità dei popoli, delle lingue e delle culture europee.

Interview “Identity is something what we desperately need!” Pavel Fischer

Interview “Let’s engage on the very local level!” Pavel Fischer

Tomáš Halík, sociologo ceco, filosofo della religione e sacerdote cattolico romano (Premio Templeton 2014), ha presentato gli sviluppi storici della Chiesa ceca fino ai giorni nostri in un ampio arco di tempo come parte del suo contributo sulla situazione religiosa nel suo Paese d’origine. Divenne chiaro che il tentativo della Chiesa di offrire  per il presente e il futuro la fede vissuta ieri, era fallito. La Chiesa popolare tradizionale di oggi non ha più forza, perché la sua biosfera scompare sempre più. La religione oggi non ha alcuna influenza sullo stile di pensiero della generazione di oggi; questa vive nel nuovo cosmo di Internet. “La nuova generazione non è pronta a ricevere la religione senza argomenti. Oggi la Chiesa è sfidata a prendere in considerazione soprattutto coloro che sono in ricerca. Questi sono, per così dire, la diocesi più grande.” Halík ha sottolineato che “Il futuro della Chiesa dipende dalla sua volontà di comunicare con chi è in ricerca, di accompagnare i cercatori”. La fede non dovrebbe essere un’ideologia di risposte precise, ma un modo per camminare con chi è in ricerca. Poiché tutti si pongono la domanda sul significato della vita, la Chiesa deve essere presente anche per tutti, non solo per i devoti. Halík ha invitato il pubblico ad essere coraggioso e a prendere sul serio gli altri che cercano la verità in  modi diversi e a dialogare con loro.

Questa ricca giornata si è conclusa con un momento di preghiera in cui tutte le riflessioni e i temi della giornata come pure il futuro dell’Europa sono stati portati davanti a Dio.

E’ seguita una cena festosa con un programma culturale.

Heinrich Brehm

Il nostro affare è l’Europa

Piccoli esempi di sinergia tra Movimenti e iniziative “pro Europa”

‘Insieme per’ a Dresda

Siamo un piccolo gruppo del Movimento dei Focolari a Dresda. Alcuni mesi fa, sulla piazza principale della città, abbiamo potuto parlare, a circa 2oo persone, della fratellanza universale, presentando i pensieri di Chiara Lubich, espresso davanti ai 700 sindaci dell’Europa a Innsbruck nel 2001. Tra gli organizzatori eravamo insieme con “Pulse of Europe”, un’iniziativa aperta a tutti con lo scopo di vivere insieme per un’Europa unita, democratica. Questa organizzazione ogni mese fa un programma per sensibilizzare le persone, mettendo in rilievo la pace e tutti i valori su cui poggia l’Europa. Era evidente quella ‘parentela spirituale’ che ci lega anche attraverso la persona di Chiara che ha diffuso in tante persone nel mondo i valori della fratellanza universale, anche in vista del grande progetto dell’Europa unita.

Uno dei responsabili per i giovani nella diocesi, gesuita, sentendo la nostra collaborazione, ci incoraggiava con forza: “Andate avanti! Voi avete la possibilità di dare senza complicazione il vostro contributo. Ve lo chiedo proprio: andate avanti con coraggio, altri hanno troppa paura!” Sì, siamo pochi, ma dobbiamo e possiamo prendere la strada nuova che Dio ci mostra! Siamo molto contenti di aver conosciuto la gente di “Pulse of Europe”, e loro sanno che li sosteniamo. Possiamo dirlo sinceramente: il loro affare, la loro grande sfida è anche nostra.

Monika Scheidler, Ilse Fehr

Il Cammino Neocatecumenale festeggia il suo 40° in Slovenia. E’ l’occasione per fare festa nella grande famiglia dei Movimenti

Ai primi di settembre, il Cammino Neocatecumenale in Slovenia ha festeggiato i 40 anni della sua presenza nel Paese. Insieme a loro hanno festeggiato rappresentanti di diversi Movimenti, come Coppie per Cristo, Movimento Cammino (Pot), Movimento dei Focolari, Rinnovamento nello Spirito e Comunità Emmanuel. La festa è stata molto ben preparata con la Messa solenne, presenti 5 vescovi, e, alla fine, un’agape che ha dato spazio a rapporti fraterni e alla comunione. E’ stato un dono particolare la visita per quest’ anniversario dei primi neocatecumenali itineranti dall’Italia, che 40 anni fa hanno portato questo spirito in Slovenia. E’ stata un’occasione propizia per costruire rapporti veri e profondi. Siamo stati accolti in sala molto calorosamente e, tra gli ospiti speciali, sono stati nominati gli altri Movimenti.

La rete dei vari Movimenti in Slovenia si è rafforzata in tutti questi anni anche grazie al reciproco aiuto con ospitalità, che per esempio il Movimento dei Focolari ha potuto offrire nel suo Centro Mariapoli a Planina per 200 ucraini del Cammino Neocatecumenale che, viaggiando verso Roma e al ritorno, hanno potuto fermarsi e prendere alloggio lì. Con gioia la settimana prossima saranno ospitati di nuovo 80 ucraini diretti alla Città Eterna. Per chi viaggia verso l’Italia siamo in un punto strategico, che siamo contenti di usare anche per la comunione tra i Movimenti.

Pavel e Marjana Snoj, Slovenia

Foto: privati

Sulle tracce della “Rivoluzione di Velluto”

Insieme per l’Europa 2018 a Praga

Praga, la capitale della Repubblica Ceca, un Paese al cuore dell’incrocio storico e culturale dell’Europa, farà casa dal 15.-17.11.2018 all’incontro annuale degli Amici di Insieme per l’Europa.

Le grandi vicende dell’Europa Centrale – e, in particolare, del popolo ceco – faranno da sfondo a questa nuova tappa nel cammino di Insieme per l’Europa, che promuove la reciproca accoglienza tra diverse identità culturali e politiche.

Nel novembre 2017, l’incontro europeo degli Amici di Insieme per l’Europa si era svolto a Vienna, città ponte tra Est e Ovest. Ora un passo più in là, ci si troverà al Centro-Est Europa, con un desiderio comune: affrontare difficoltà, pregiudizi e paure pesantemente presenti in questo momento, in modo particolare tra i Paesi-membri dell’Unione Europea e oltre. Con la vita del Vangelo, nutrito e illuminato dalla presenza di Cristo nelle e tra le comunità cristiane, si vorrà testimoniare, che il cammino verso un’Europa “casa delle nazioni e famiglia di popoli” non è un’utopia.

Sulle tracce della “Rivoluzione di Velluto”

La Repubblica Ceca, proprio il 17 novembre, ricorderà l’inizio della “sametová revoluce” (rivoluzione pacifica, detta “di velluto”), che ha reso anche questo Paese uno dei protagonisti della riunificazione dell’Europa – processo che dura ancora. E’ una coincidenza che interpella gli Amici di Insieme per l’Euro