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Immersione nello Spirito

Immersione nello Spirito

Empowering Europe

Nel fine settimana del 10-12 giugno 2022, Empowering Europe (//empoweringeurope.org/) ha invitato alla riunione dei membri in presenza, tanto attesa dopo Corona.

Il giovane Movimento (nato nel 2018) si è riunito nel Centro d’incontri del Movimento dei Focolari nei Paesi Bassi (//www.focolare.org/nederland/).

I giorni sono stati segnati da un profondo incontro con Dio e tra i presenti. Anche l’amicizia dei due Movimenti che collaborano in Insieme per l’Europa ha avuto i suoi effetti.

“Abbiamo potuto guardare nel cuore di Gesù”, ha detto alla fine uno dei partecipanti. E un altro: “È stata un’immersione nello Spirito di Dio. Torniamo rafforzati e rinfrancati alla nostra vita quotidiana”.

Beatriz Lauenroth

 

7 maggio a Bruxelles

7 maggio a Bruxelles

Un’esperienza indimenticabile

Il 7 maggio 2022 abbiamo celebrato la Giornata dell’Europa presso la Cappella d’Europa a Bruxelles, che ci ha sostenuto in molti modi, offrendoci la sede, le competenze, i mezzi di comunicazione. Che provvidenza del cielo!

“Europa: costruttori di pace”: un evento che abbiamo preparato per mesi con grande entusiasmo, impegno e convinzione. E se alcuni Movimenti non hanno potuto collaborare concretamente, sono stati con noi nella preghiera e nell’unità.

Che sfida! Parlare di “costruttori di pace” in un’Europa dilaniata dalla guerra in Ucraina e che parla qua e là di divisione, di separazione…, ma noi crediamo che anche la nostra goccia d’acqua sia necessaria nell’oceano. Il programma è stato seguito in presenza e con webinar.

Le due presentazioni di Walter e Annemarie Kriechbaum dell’YMCA Monaco sono state il fulcro del pomeriggio. Attraverso le loro testimonianze ci hanno condotto in un mondo di riconciliazione. Se il cammino verso la riconciliazione è lungo, ma vero e duraturo, ci hanno dato il desiderio di esserne strumenti dove viviamo.

I giorni precedenti al 7 maggio ci hanno dato l’opportunità di condividere e dialogare con i coniugi Kriechbaum, a Rotselaar presso il Centro dei Focolari, così come nel centro di Bruxelles con la Comunità di Sant’Egidio e durante una serata di preghiera in Basilica con il Rinnovamento Carismatico. Sono stati momenti indimenticabili di ascolto reciproco, una vera scuola di vita.

Le conversazioni col calice dell’amicizia, che hanno concluso l’incontro del 7 maggio, ci hanno dato l’opportunità di stabilire nuovi contatti, di incontrare nuovamente vecchi amici e di incoraggiarci a vicenda. Siamo stati rafforzati nella certezza che, insieme e con l’aiuto dello Spirito Santo in mezzo a noi, saremo in grado di avere un impatto significativo sul nostro Continente e di rivelare i suoi veri valori.

Alcune reazioni:

“Ieri abbiamo partecipato al webinar. Congratulazioni a tutto il gruppo e anche a te personalmente.  È stato bello vederti in azione. Siamo molto grati per il contenuto e le preghiere. Abbiamo trovato chiare e impressionanti le testimonianze di Annemarie e Walter. Il fondamento biblico di Walter sul significato della sofferenza, della morte in croce e della risurrezione di Gesù per il perdono e la riconciliazione era molto centrale. Ci auguriamo che molti belgi l’abbiano visto e sentito, o lo faranno in futuro. Grazie a tutti per il lavoro di preparazione.” (R.R.)

“Molte grazie per questo incontro molto ricco! Come ha detto Philippe, è stato un momento di grazia, un sostegno, una speranza, una nuova forza! Con voi, per continuare il viaggio! È bello avervi visti! Possiamo avere il link per rivederlo su YouTube?” (M.D.W.)

Anne Plancke, per il Comitato belga di Insieme per l’Europa

Foto: pixabay.com

Come uscire dalla divisione

Come uscire dalla divisione

Incontro per la Festa dell’Europa a Graz, 7 maggio 2022

In una sala recentemente ristrutturata – un tempo sala da pranzo del monastero dei Frati Minori e ora cuore barocco di un moderno Centro di eventi al centro di Graz – il 7 maggio scorso si sono riunite varie comunità cristiane di diverse confessioni in occasione della Giornata dell’Europa, su iniziativa di Insieme per l’Europa.

Circa 130 persone, provenienti da diverse località di Austria, Ungheria, Croazia e Svizzera, si sono incontrate per ascoltare la Parola di Dio e per scambiare esperienze sul tema della conferenza: “Come uscire dalle divisioni”.

Le varie relazioni…
– Progetto di dialogo in Ungheria per affrontare opinioni politiche controverse
– Costruire la fiducia tra gli oppositori dei rifugiati e i rifugiati
– Riconciliazione delle famiglie di vittime e di carnefici 75 anni dopo l’Olocausto
… hanno molto colpito ed hanno creato le basi per un vivace scambio in gruppi.

Parole di incoraggiamento sono giunte dai leader delle Chiese cattolica e protestante, oltre che dalla Comunità battista.

Amici da Slovacchia, Slovenia ed Italia, non presenti per l’intenso lavoro coi rifugiati, per motivi di salute o altro, hanno inviato messaggi di saluto.

Dopo il pranzo comune ed una visita guidata della città, è seguita nel pomeriggio una preghiera ecumenica per la pace.

Le difficoltà del nostro tempo, come la guerra in Ucraina e in molti altri luoghi della terra, la crisi climatica, la pandemia di Covid 19, l’insicurezza economica…. sono state portate davanti a Dio. Una famiglia del Movimento di Schönstatt ha organizzato in maniera toccante questo momento di preghiera di intercessione.

Con le parole tratte dalla Lettera agli Ebrei: “Il Dio della pace… vi munisca di ogni bene, perché possiate fare la sua volontà” (Eb 13, 20-21), i partecipanti si sono sentiti rafforzati per i loro compiti nella Chiesa e nella società.

Musicisti esperti, convenuti appositamente per questo incontro, hanno dato una degna cornice, festosa e spirituale, a questa giornata. I partecipanti hanno risposto generosamente in favore di un progetto per sostenere i rifugiati ucraini vicino al confine con l’Ungheria.

Sotto l’espressivo dipinto “Gesù dà da mangiare a cinquemila persone”, visibile sulla parete di fondo, si è conclusa una giornata piena di incontri arricchenti con il seguente canto: Resta con noi, perché è sera. Resta con noi, o Signore. Rimani con noi, perché è buio. Resta con noi, o Signore.

Michael Murg, Insieme per l’Europa Graz

Foto: privato

L’educazione, unica chance

L’educazione, unica chance

Giornata dell’Europa 2022 in Italia: Videoconferenza su buone pratiche di educazione offerte da giovani di diversi Movimenti

La Giornata dell’Europa ha assunto quest’anno un rilievo senza precedenti in quest’ora inimmaginabile con l’Europa in guerra. Insieme per l’Europa in Italia ha richiamato l’attenzione sulla centralità di una educazione che offra alle nuove generazioni una formazione integrale, prospettata come unica chance per ricostruire il tessuto relazionale fraterno e formare alla pace, alle verità che danno senso alla vita.

Vi ha dato voce la prof.ssa Carina Rossa della Lumsa, docente all’Istituto Universitario Sophia e membro del comitato promotore del Global Compact on Education, il Patto educativo globale lanciato da Papa Francesco sin dal 2019. Un patto che punta ad abbattere barriere e costruire ponti.

Quest’anno dichiarato dall’Unione Europea “Anno dei giovani”, sono stati proprio i giovani appartenenti a gruppi, associazioni e movimenti a presentare buone pratiche di educazione (il testo si trova nell’archivio del sito) realizzate nei campi più diversi.

Bene esprimono l’impatto le molte impressioni a caldo giunte nella chat durante il collegamento via zoom seguito da oltre 1.000 persone, in diretta, a cui si sono aggiunte, in una settimana 700, anche da Paesi dell’Est e Ovest Europa. Eccone alcune:

“Ho apprezzato tantissimo le testimonianze e gli interventi, di giovani e meno giovani. Mi ha colpito molto anche la testimonianza di Beatriz e il suo messaggio di accoglienza e di amore (dei profughi ucraini). Un’iniziativa densa e ricca di contributi”. (una europarlamentare di Milano)

“La prima cosa che salta all’occhio è il coro di voci che hanno testimoniato con toni differenti la potenza della speranza. La seconda è la bellezza dei giovani, una cosa davvero illuminante. Sono i giovani la speranza, ma con lo stile di quella iniziativa che li vede accanto agli anziani, e non si capisce chi più dà e chi più riceve. Mi ha colpito in modo particolarissimo il fatto che giovani e anziani hanno bisogno gli uni degli altri. L’ultima esperienza di condivisione era quello che serviva per dare un po’ di pace al mio cuore travagliato dalla guerra”. (da San Remo –IM)

“Edificante momento di ‘scambio’. Quanta vita creativa! Non dà solo speranza, ma certezza che un’Europa solidale, fatta di cuori uniti, è già in atto.” (da Monaco di Baviera)

Carla Cotignoli e Beatriz Lauenroth

Foto: Archivio Trento

8-maggio-2022-IpE-Italia Buone-pratiche-di-educazione (133.0 KB, 8 downloads)

 

 

Flashes

Flashes

Il 9 maggio 2022 in veste europea

Anche quest’anno sono state create iniziative originali intorno al 9 maggio, Giornata dell’Europa. Qui alcuni di loro in forma di flash.

Un incontro transfrontaliero ha avuto luogo tra la Francia e la Germania. La marcia di un’ora “Per un’Europa in pace” si è svolta da Strasburgo (Francia) alla Chiesa della Pace di Kehl (Germania). “Non dimenticheremo in fretta questo giorno. Insieme abbiamo dato un segno di unità e celebrato la speranza in tutta Europa”, ha dichiarato uno dei circa 200 partecipanti al termine dell’evento.

L’UE ha dichiarato il 2022 Anno europeo della gioventù. E così Insieme per l’Europa in Italia ha posto il 9 maggio sotto il tema “Educazione”. Nello scambio di esperienze online tra giovani e anziani, è emerso chiaramente quanto gli uni dipendano dagli altri per condurre una vita felice e riuscita. L’incontro è stato seguito da ca. 1.800 persone.

Circa 130 persone provenienti da Austria, Ungheria, Croazia e Svizzera si sono incontrate a Graz (Austria). Amici dalla Slovacchia, dalla Slovenia e dall’Italia hanno inviato i loro saluti. L’incontro è culminato nel pomeriggio con una preghiera comune per la pace. I partecipanti hanno poi risposto generosamente all’appello per donazioni a favore di un progetto di sostegno ai rifugiati ucraini vicino al confine con l’Ungheria.

A Monaco di Baviera, Insieme per l’Europa si è mossa su una ruota panoramica. Questa gondola ha fatto numerosi giri, sempre con otto persone a bordo – conversazioni su “Insieme” e incontri ad alta quota!

Beatriz Lauenroth

 

Una fresca brezza in “Insieme per l’Europa”

Una fresca brezza in “Insieme per l’Europa”

Il Comitato di Orientamento di Insieme per l’Europa (IpE) a Monaco di Baviera 

Per la riunione annuale del Comitato d’Orientamento, l’YMCA di Monaco ha accolto dal 27 al 29 aprile 2022 i 20 membri e alcuni ospiti invitati.

Una ventata d’aria fresca è stata portata nella riunione da giovani adulti dell’ENC (European Network of Communities), dell’YMCA, dei Focolari e del Movimento di Schönstatt, che hanno voluto riflettere sul futuro di “Insieme” con la prima generazione della rete. Gli ospiti hanno affrontato il loro compito con sensibilità e rispetto. Mária Špesová (ENC) dalla Slovacchia così si è espressa: “Vedo qualcosa di sacro in IpE che è cresciuto in più di 20 anni. Voglio entrare in punta di piedi nella ricca storia”. E Georges El Hage (Syndesmos): “Qui posso esprimere liberamente i miei pensieri e sento che la gente ascolta bene. Siamo accolti con grande fiducia”.

Programma

Numerosi impulsi spirituali, preghiere e un vivace scambio di idee si sono alternati nel programma di questi giorni. Il tema ricorrente era la guerra in Ucraina. La prima sera, varie persone di Ucraina, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Italia, Polonia e Slovenia si sono collegati via zoom e hanno riferito sulle azioni di carità vissute. “Qui sta nascendo una nuova Europa della solidarietà” è stata la reazione di un partecipante dall’Italia. E Zsuzsanna Klemencz (Sant’Egidio/Ungheria): “Dobbiamo disarmarci e lasciare che gli altri ci disarmino. Come? Mettendo da parte la nostra arroganza e il nostro odio”. Questo significa un vero disarmo, ha detto l’ungherese, e così emergerà un “popolo di pace”, disarmato per vincere la guerra. Franꞔois Deloors (Sant’Egidio/Belgio) ha aggiunto: “Questo è l’atteggiamento che cerchiamo di praticare tra di noi sempre di nuovo, e quindi come IpE possiamo offrirlo all’Europa e al mondo.”

Porto 2022 e Timisoara 2023

“Qui mi sento a casa” ha detto Clotilde Pestana del Movimento di Schönstatt, che si era recata a Monaco con un altro membro del Comitato Nazionale Portoghese per aiutare a preparare l’incontro degli “Amici di IpE” del novembre 2022 a Porto. “Il Portogallo ha molto da dare all’Europa: apertura, ospitalità, una ricca cultura”. Queste sono solo alcune delle ragioni per tenere la riunione degli “Amici” del 2022 nel Paese più occidentale dell’Europa.

Nel 2023, invece, l’incontro degli “Amici” avrà luogo in Romania a Timisoara. Ilona Tóth del Comitato d’Orientamento ha riferito di molte conversazioni e riunioni in Romania. L’incontro con il mondo ortodosso e la multiculturalità dell’Europa orientale, tra l’altro, richiedono una preparazione particolarmente approfondita.

Testimoni per questo mondo

Di fronte alle grandi sofferenze in Europa e nel mondo è apparso sempre più chiaro durante l’incontro che IpE è chiamato a sopportare l'”incompleto” e a scendere negli spacchi dell’umanità, che sono l’ingiustizia, l’odio e la guerra. “Ma – ha sottolineato Thomas Römer dell’YMCA di Monaco – molto probabilmente stiamo vivendo un cambiamento di epoca, uno sconvolgimento epocale, per così dire. Non permettiamo che il male vinca, ma sconfiggiamolo con il bene”.

Morte e risurrezione vanno insieme nella storia dell’umanità, ha notato Römer alla conclusione, introducendo il solenne rinnovo del ‘patto dell’amore scambievole’ sulla base di Gv 13,34. Nell’incontro fraterno e con il Signore Risorto in mezzo a tutti, IpE è continuamente una testimonianza di speranza per questo mondo.

Beatriz Lauenroth

Foto: Diego Goller / Foto di gruppo: Thomas Barthel, YMCA Monaco

Belgio – Italia – Germania

Belgio – Italia – Germania

Attività intorno alla Festa dell’Europa 2022

BELGIO: “L’Europa, Artigiani di Pace…”

È questo il tema con cui Insieme per l’Europa celebrerà la Giornata dell’Europa in presenza e a distanza presso la Cappella per l’Europa a Bruxelles il 7 maggio alle 14.00.
Attraverso brevi video prodotti da Movimenti della nostra rete saranno presentate quattro iniziative di solidarietà.
Il Pastore Walter Kriechbaum di Monaco di Baviera e sua moglie Annemarie dell’Associazione internazionale YMCA, condivideranno con noi esperienze di riconciliazione in Germania, Polonia e Ucraina, per guarire le ferite della Seconda Guerra Mondiale. Seguiranno una breve riflessione basata sulle Scritture e sulla fede in Cristo e un momento di preghiera.
Un webinar on line darà la possibilità di intervenire a distanza durante il tempo di scambio che seguirà.

ITALIA: “Educazione: unica chance”

La Festa dell’Europa 2022 dell’Italia avrà luogo in videoconferenza l’8 maggio alle ore 18.30.
Dapprima si approfondirà con la Dott.ssa Carina Rossa il “Global compact on education” proposto da Papa Francesco all’intera piattaforma educativa del pianeta. Seguirà una carrellata di ‘buone pratiche’ di educazione informale, realizzate da giovani di alcuni Movimenti, in varie regioni italiane ed in Croazia. Si concluderà con una testimonianza sui riflessi dei principi di Insieme per l’Europa nel dialogo con ogni diversità e nella riconciliazione in situazioni di conflitto.

Link per seguire l’evento:  //www.youtube.com/FocolariRoma/live

GERMANIA: “Incontro e preghiera in Europa su zoom”

Dopo quella del 2 marzo scorso, invitiamo nuovamente tutti in Germania ed in Europa ad una grande preghiera il 10 maggio alle 19.30. Essa sarà in due lingue (tedesco ed inglese); si prevede una durata di 90 minuti.

 

 

Cambiato fondamentalmente

Cambiato fondamentalmente

Il carattere della Chiesa 3.0

“Il carattere della Chiesa 3.0 e quindi anche il carattere del nostro incontro con ben 200 persone è completamente cambiato con l’attacco all’Ucraina. Tutti i bei pensieri sono stati spazzati via, essendoci resi conto a Baar che ora non è tanto il momento di parole belle e importanti. Questo è piuttosto il momento in cui il popolo di Dio, e quindi anche la Chiesa, si riunisce in preghiera. Nuovamente riunita. Esistenzialmente riunita. E che prega al di là di tutti i confini.

‘Continuiamo a pregare’ – ci siamo promessi alla grande preghiera con più di 1.000 persone giorni fa. Continuiamo a pregare – e lo facciamo: la settimana scorsa l’Austria ha continuato la preghiera, e ora noi direttamente in presenza qui in Svizzera. Quanto è potente quando le Comunità e i Movimenti si riuniscono…

Ogni colloquio politico è importante e necessario, senza dubbio. Ma la richiesta di trasformare i cuori di pietra in cuori di carne, come hanno pregato recentemente i fratelli e le sorelle dell’Ucraina, va di pari passo. Affianca ed aiuta.

Una Chiesa orante e comunitaria 

La Chiesa 3.0, ci siamo resi conto, è una Chiesa che prega. È una Chiesa comunitaria, perché si butta a pregare a nome di e conosce una vitalità che dipende dal carisma, non dai numeri e dalla struttura. Ed è una Chiesa ferita, che proprio per questo conta sul compassione di Dio – e ciò non solo per sè stessa.

Così abbiamo pregato. E abbiamo sentito qualcosa della nuova forma della Chiesa. Si è diffuso il senso di un nuovo inizio. E la coscienza che nella preghiera, nella parola e nell’azione camminiamo con i nostri fratelli e sorelle in Ucraina. Vediamo anche cosa ci fa portare insieme nella preghiera lo smarrimento, la paura e la mancanza di parole. Qualcosa crescerà dalle ceneri.

Per il momento, che venga la pace. Solo la pace, e la possibilità di proteggere le persone. È brutto quando esse sono una pedina del potere. Ed è ancora più brutto quando la vita viene loro tolta per questo. La forza che si è sentita qui al nostro incontro possa portare pace e vita al mondo”.

Vedi nell’archivo documenti: “Essere cristiani in una società post-Chiesa” (rapporto ufficiale del gruppo di lavoro svizzero)

Fonte: miteinander-wie-sonst.ch

Foto: Fokolar-Bewegung Schweiz; Dialoghotel Eckstein

 

Preghiera per la Pace

Preghiera per la Pace

Verso il 9 maggio in cammino con i giovani

Chi l’avrebbe mai pensato? E pure è successo. L’Europa è in guerra. Moltissimi dimostrano sulle strade, pregano nelle chiese e nelle case, milioni sono in fuga. Quando ci chiedevamo il ‘leitmotiv’ dell’imminente Giornata dell’Europa, non pensavamo ancora che sarebbe così tragicamente attuale il desiderio insito nel profondo del cuore di ogni uomo: la pace.

Testimoniare la diversità riconciliata

Ogni nazione, ogni popolo ha una ricca storia e cultura, in cui cerca di esprimere durante i secoli questo anelito universale. L’evento che ricordiamo il 9 maggio è nato dallo stesso desiderio: dopo la Seconda Guerra Mondiale politici lungimiranti si sono alleati per costruire un nuovo ordine in Europa. Anche se il frutto del loro sforzo, l’Unione Europea, non rispecchia ancora del tutto le intenzioni iniziali, in questo tragico momento noi cristiani siamo interpellati in prima persona a curare la pace che Dio stesso ci ha donato 2000 anni fa. Continuiamo a pregare, aiutiamo concretamente i bisognosi e testimoniamo che la diversità riconciliata è possibile!

I giovani, costruttori di un futuro migliore

“Fa’ sentire la tua voce!” – si legge sul sito dell’Unione Europea, che ha indicato il 2022 come “Anno europeo dei giovani.”L’iniziativa – continua l’appello – punterà i riflettori sull’importanza della gioventù europea nella costruzione di un futuro migliore: più verde, più inclusivo e più digitale.” E ora potremmo aggiungere: “più pacifico”! Speriamo che tanti giovani facciano sentire la loro voce – anche in occasione della Giornata dell’Europa – per un Continente dove la diversità non è ‘messaggio di guerra’, ma un ’invito’ a scoprire insieme i sentieri verso un comune futuro vivibile. E lo faranno anche ricordando i loro compagni d’età, vittime di questa guerra assurda.

Cammino di preghiera verso il 9 maggio

Nelle sei settimane di preparazione per il 9 maggio, quest’anno ci accompagneranno testi di preghiera elaborati dai nostri gruppi in Ucraina, Irlanda, Cechia, Croazia, Romania e Slovenia. La “Dichiarazione Schuman” del 9 maggio 1950 iniziava con questa frase: “La pace mondiale non potrebbe essere salvaguardata senza iniziative creative all’altezza dei pericoli che ci minacciano”. Un messaggio, questo, più attuale che mai.

Tutte le preghiere preparate si trovano nell’archivio documenti.

Ilona Tóth

1 Preghiera Per La Pace IpE 27.3 -2.4.2022 Ucraina In Lingua Originale21 Marzo 2022
1 Preghiera Per La Pace IpE 27.3-2.4.2022 Ucraina21 Marzo 2022
2 Preghiera Per La Pace IpE 3 -9.4.2022 Irlanda21 Marzo 2022
3 Preghiera Per La Pace IpE 10 -16.4.2022 Repubblica Ceca21 Marzo 2022
4 Preghiera Per La Pace IpE 17 -23.4.2022 Croazia21 Marzo 2022
5 Preghiera Per La Pace IpE 24 -30.4.2022 Romania21 Marzo 2022
6 Preghiera Per La Pace IpE 1 -8.5.2022 Slovenia21 Marzo 2022
Vi do la mia pace

Vi do la mia pace

“Vi lascio la pace, vi do la mia pace” (Gv 14:27).

 “Continuiamo a pregare!” – “Restiamo uniti nella preghiera!” – “Shalom Ucraina!” Con queste parole, molte persone commosse si sono salutate alla preghiera per la pace in Ucraina il 2 marzo.

In precedenza, persone da più di 1000 posti diversi si erano unite ai fratelli e alle sorelle dell’Ucraina in preghiera attraverso una connessione digitale. Esse si sono collegate dalla Germania, dai Paesi Bassi, dal Portogallo, dalla Spagna, dalla Svizzera, dal Sudafrica, da Lussemburgo, dalla Lituania, dalla Polonia, dalla Repubblica Ceca, dalla Francia, dall’Irlanda del Nord, dalla Slovacchia, dalla Slovenia, dall’Italia e da Israele. Il rapporto è stato reciproco: da un lato c’era l’ascolto delle esperienze, la paura, ma anche il coraggio dei fratelli e delle sorelle di Kiev, Lviv e altre regioni dell’Ucraina e dall’altro lato il sostegno dei fratelli e delle sorelle dell’Europa che erano uniti con loro nella preghiera per mostrare, dire e chiedere: Non sei solo – e che Dio conceda la pace!

La rete Insieme per l’Europa aveva invitato a partecipare a questo momento di preghiera. Ma era subito chiaro che la preghiera doveva contare su di una base molto ampia. Numerose altre reti si sono unite e hanno sostenuto l’iniziativa, per esempio ”Evangelische Allianz Deutschland” ha messo a disposizione la piattaforma digitale.

Nella preghiera stessa, si sono fatte sentire diverse voci: dall’Ucraina, dalla Russia, e ancora, e ancora. E’ stato importante ascoltare e chiedere: chiedere la misericordia di Dio, perché solo questa supplica può rompere lo spazio della mancanza di parole.

Le parole pronunciate erano esistenziali e le esperienze condivise fortissime. Miroslav e Viktor facevano notare con veemenza che nel loro Paese era necessaria la saggezza di Neemia che, come riferisce la Bibbia (Libro di Neemia, cap. 1-6), in una mano reggeva l’arma di difesa, e con l’altra ricostruiva le mura di Gerusalemme. La guerra in Ucraina, dicevano i due, aveva risvegliato il popolo di Dio dal suo torpore – risvegliato alla realtà di Dio con un vero combattimento, anche spirituale.

Queste parole erano sature di esperienza. Essi erano sovrastati dalle vicende delle famiglie che entrambi dovevano portare in salvo e per le quali temevano, mentre loro stessi rimanevano nel Paese. Essi ben conoscevano gli allarmi bomba, che risuonarono proprio mentre stavano pregando, e a causa di ciò alcuni fra loro dovettero lasciare la preghiera. Ed erano pienamente al corrente che altri fratelli e sorelle erano in fuga, o stavano nei bunker, o semplicemente non osano più andare su internet, o semplicemente non hanno più le parole per descrivere quello che stanno vivendo.

In questa realtà, più di 1000 persone in preghiera hanno invocato il nome di Gesù, hanno pregato con i fratelli e le sorelle dell’Ucraina in una commovente intercessione condividendo le proprie preoccupazioni nella chat. È stata un’ondata di preghiera potente. Essere tutti “Insieme per l’Europa” si è realizzato concretamente e in modo potente.

Alla fine, l’appello era chiaro: continuate a pregare! E continuate a pregare, rafforzati, perché la preghiera di quella serata è per tutti.

Gli amici dell’Austria hanno accettato immediatamente questo invito:

Mercoledì 9 marzo dalle 19-20.30 (CET).

continueremo a pregare insieme (in tedesco e inglese) sulla piattaforma digitale.

Sr. Nicole Grochowina

Foto: unsplash.com

Passo dopo passo, incontro dopo incontro

Passo dopo passo, incontro dopo incontro

L’incontro di gruppi e carismi stimola una nuova forma di Chiesa

In ogni risveglio carismatico c’è qualcosa di grande, di bello, di sconosciuto. È di questo che ha preso coscienza il gruppo di Schönstatt di lingua tedesca attivo in Insieme per l’Europa nel fine settimana del 19-20 febbraio 2022 ad Augusta ed a Monaco. Il gruppo si è avventurato a bussare ed entrare in incontri di generazioni e di carismi.

Venerdì pomeriggio abbiamo visitato la “Casa di Preghiera” di Augsburg. Il luogo di preghiera al primo piano è inondato di luce e centrato su una piccola croce di legno appesa al soffitto, su uno sfondo bianco. Davanti, si esibisce un gruppo musicale dalle belle voci, cantando a turno i primi due versi del Salmo 50 e, nel loro canto alternato, passando ad una conversazione di approfondimento di questi versi della Bibbia. È un modo coinvolgente, illuminante, che porta alla lode interiore.

Sabato pomeriggio ci siamo portati a Monaco, nel “Centro di Schönstatt”. Erano venuti quattro giovani adulti dell’YMCA di Monaco e del Movimento dei Focolari, così come vecchie conoscenze degli stessi Movimenti che si impegnano da tempo in Insieme per l’Europa. I nostri scopi erano: prestare attenzione alle intuizioni dei giovani adulti presenti / Incontrare altre generazioni ed altri carismi / Condividere in piena fiducia tra di noi impressioni del nostro incontro. La nostra constatazione: Insieme per l’Europa è una promessa che ci permette di scoprire una nuova forma di Chiesa. Ognuno di questi Movimenti è una luce accesa dallo Spirito Santo. Quando essi si ritrovano, diventa visibile una terra inesplorata, una Chiesa che si costruisce dalle Chiese, passo dopo passo, incontro dopo incontro.

Domenica, nelle sale della Chiesa cristiana “Vineyard Monaco”, abbiamo assistito a persone che raccontavano le loro storie di un Dio che agisce concretamente nella loro vita. Che bello sapere che i cristiani ogni domenica prendono contatto con il Dio della vita!

Il patto dell’amore reciproco si concretizza nell’incontrare gruppi e carismi ancora sconosciuti e che cercano Dio nella loro vita. Il patto può prestare un servizio importante nel cogliere insieme una nuova forma di Chiesa.

P. Hans-Martin Samietz

Foto: Gebetshaus.org / schoenstatt-muenchen.de

Iniziative di speranza

Iniziative di speranza

Grandi preoccupazioni per la pace: L’Europa prega e spera ancora

Molte iniziative di preghiere si moltiplicano in tutto il Continente, a partire dai Paesi più direttamente interessati, per implorare la pace.

Anche la nostra rete di Insieme per l’Europa si è mobilitata in questo senso ed ha aderito a questa grande corrente di preghiera per la pace.

Segnaliamo qui un’iniziativa: una serata di incontro, di comprensione e di preghiera. Ci troveremo con alcune sorelle e fratelli ucraini, per ascoltarli e pregare insieme per la pace (in tedesco ed in inglese).

Mercoledì, 2 marzo 2022, ore 19:00-20:30 (CET) per Zoom

(È necessario iscriversi a questo indirizzo: mfe2021@web.de)

Beatriz Lauenroth

Foto: Ilona Toth

Coltivare la cultura dell’incontro

Coltivare la cultura dell’incontro

L’incontro annuale degli Amici di Insieme per l’Europa (IpE) 2022 si svolgerà a  Porto in Portogallo

Dal 10 al 12 novembre 2022 l’incontro degli Amici di IpE si svolgerà a Porto, in Portogallo.  Gli amici portoghesi invitano gli Amici dei 45 Movimenti europei coinvolti in IpE nella bellissima città di Porto, un gioiello architettonico, bagnato dal fiume Douro (d’Oro) tra l’Atlantico e le montagne.

Il Paese più occidentale dell’Europa aprirà porte e cuori per accogliere gli Amici di IpE. “Vogliamo promuovere il dialogo per scoprire insieme come riaffermare la solidarietà e la fraternità tra tutti popoli”. Così Clotilde, membro del Movimento di Schönstatt. “E per facilitare la conoscenza reciproca, faremo insieme un tuffo anche nella storia e nella cultura del nostro Paese.”

E perché si va proprio a Porto? “Per i turisti Porto è la città del ben conosciuto vino Porto. Nel 1996 era Capitale del Patrimonio culturale mondiale. Ed è la città dei ponti, simbolo di legame tra i vari Paesi” spiega sorridendo Ana Lúcia della Comunità Emmanuel.

Ma più che altro – e questo interessa in modo particolare gli Amici del IpE – è per il clima ecumenico. “A Porto si  trovano sette Chiese (cattolica romana, anglicana, lusitana, metodista, luterana, russa ortodossa e greco-ortodossa) in dialogo ecumenico.” Altri contatti si trovano con la comunità di Taizé. “Quindi non c’è posto migliore per costruire e sperimentare l’unità.” Così sottolineano José António e Maria Eugénia del Movimento dei Focolari.

I valori da condividere sul posto? Racconta Maria da Conceição del Movimento Cursillos: “Possiamo offrire al resto dell’Europa, per es., un’esperienza di comunità, dove si vive spontaneamente la vicinanza e l’aiuto reciproco, basato sul Vangelo.” La famiglia è il luogo privilegiato di trasmissione della fede. A novembre ci sarà occasione di incontrare anche rappresentanti delle giovani generazioni per uno scambio più approfondito su come loro accolgono oggi le sfide sulla base della loro fede, per es. il problema della migrazione, dell’ecologia ecc.

Liliana (Verbum Dei) e Filomena (Istituzione Teresiana) esprimono il desiderio di tutti: “A novembre vogliamo coltivare con i nostri amici la cultura dell’incontro, caratteristica specifica di IpE. Vogliamo diventare sempre di più, come ha detto Gerhard Pross allo scorso incontro nel novembre 2022, “costruttori di speranza”.  E le sfide stanno nella “diversità riconciliata” (Margart Karram).

A Porto faremo sicuramente un passo avanti in questo.

Beatriz Lauenroth

 

 

David M. Sassoli

David M. Sassoli

É morto un grande amico di Insieme per l’Europa

Come eurodeputato David M. Sassoli era presente alla Veglia di preghiera per il 60° anniversario dei Trattati di Roma il 24.3.2017 nella Basilica dei SS. Apostoli a Roma (leggi l’intervista >> ). Nel luglio 2020, come Presidente del Parlamento europeo, ha risposto alla nostra iniziativa del 9 maggio. Facciamo conoscere qui la sua significativa, incoraggiante lettera.

Siamo immensamente grati per il suo forte impegno politico, caratterizzato da valori profondamente cristiani, ed esprimiamo il nostro grande apprezzamento per esso. Di tutto cuore ci auguriamo che il suo esempio e l’eredità del suo impegno molto determinato in politica e società rimangano vivi in futuro.

2020 07 09 Lettera Del Presidente Del Parlamento Europeo David Maria Sassoli A IpE IT (182.8 KB, 82 downloads)
Il green pass invisibile

Il green pass invisibile

Affrontare la realtà alla luce della chiamata, per leggere e capire insieme i segni dei tempi e agire di conseguenza – Insieme per l’Europa incontra

Al controllo tutto è a posto: il green pass, la temperatura del polso, la mascherina e le dovute distanze. Ma c’è di più. Qui le persone hanno anche un ’green pass’ invisibile: è il sì alla vocazione per l’Insieme nella fedeltà al ’patto dell’amore scambievole’. E’ evidente che il nostro mondo si trova ad affrontare sfide senza precedenti, allora quasi è un obbligo stare uniti, lavorare insieme e sostenerci l’uno l’altro. Facile ad organizzarsi non è stato per nessuno. Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant’Egidio, lo esplicita: „Grazie di aver bussato con perseveranza alla mia porta; per questo sono qui.” Tutti hanno lasciato qualcosa: impegni, urgenze o preoccupazioni per i tanti viaggi, come P. Juan Pablo Catoggio, alla guida del Presidio di Schönstatt.

Siamo all’incontro del Comitato di Orientamento, finalmente presenziale, al Centro Internazionale del Movimento dei Focolari a Castel Gandolfo, con alcuni dei massimi responsabili delle Comunità e dei Movimenti di varie Chiese – tra loro Hansjörg Kopp (Segretario generale YMCA Germania) e Martin Bühlmann (Vineyard Svizzera e Germania). Dopo una giornata di condivisione e di lavoro, si aspetta la connessione online con i vari punti di ascolto della rete ecumenica, per rinnovare la comune missione per l’Europa, come anche il titolo del convegno suggerisce: dalla polarizzazione alla diversità riconciliata, attraverso la riconciliazione.

Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, arriva a piedi (il traffico!); esprimendo la sua gratitudine, confessa subito che lei è venuta qui ad imparare dagli altri. Lo scambio delle testimonianze in tempo di pandemia, i dubbi condivisi, le sfide da affrontare hanno reso l’incontro una scuola di comunione. Non si ha fretta. Anche Jesús Moran, Co-Presidente dei focolari, rimane per pranzo: è importante conoscersi più a fondo, chiarire idee e punti di vista.

Al mattino dell’atteso 6 novembre, lo ’ZOOM’ da Castel Gandolfo si apre sull’Europa e, dopo un momento di meditazione e preghiera, inizia il viaggio dall’Est all’Ovest, dal Nord al Sud del nostro Continente. Persone col ’green pass’ dell’Insieme in tasca cercano di andare incontro alle necessità fisiche o spirituali, dando così segni di speranza intorno a sè. Sono cornice ai due contributi tematici principali: quello di Gerhard Pross >> , moderatore di Insieme per l’Europa, e di Margaret Karram >>. La preghiera serale, scritta a più mani, si snoda in 4 lingue e culmina nel ’patto dell’amore scambievole’, secondo Gv 13,34, rinnovato in molte lingue.

Le chat si moltiplicano e si fanno portavoce dei ringraziamenti per i temi trattati, per le testimonianze e per l’incoraggiamento: „un messaggio forte ed al tempo stesso denso di speranza con la certezza che il Dio della storia è con noi, in mezzo a noi, se ci mettiamo nella Sua via dell’Unità.” Qualcuno si esprime in forma poetica: Insieme per l’Europa sembra “un fiume carsico che non vedi perché scorre sotto terra, ma lavora sempre, trascina, scava, si unisce ad altri e poi ritorna in superficie, non si sa dove e quando, ma trasforma il territorio che attraversa.”

Gli schermi si oscurano, si parte. Nel 2022 speriamo di rivederci tutti di persona in Portogallo, carichi di nuove esperienze. Il nostro ’green pass’ è validato per stare „su tutti i confini” – come si esprimeva Gerhard Pross – e „fare nostra una prospettiva più ampia e completa del Regno di Dio.”

Salutandoci, Margaret Karram riassume: “La diversità riconciliata in cui crediamo, perché ne abbiamo già fatto esperienza, può segnare il nuovo passo di Insieme per l’Europa per gli anni a venire. Può indicare il programma su cui concentrare il nostro vivere e agire.” È un programma anche oltre l’Europa.

Ilona Tóth                            

 

 

Polarizzazione e diversità riconciliata

Polarizzazione e diversità riconciliata

“Consideriamo la polarizzazione della nostra società come una delle più grandi sfide dell’Europa e del mondo”, spiega il team che prepara l’incontro internazionale degli “Amici” di Insieme per l’Europa, previsto sabato 6 novembre 2021.

“In questo giorno si affronteranno le cause e si cercheranno le soluzioni”, riferisce il team.  Quindi, non c’è da meravigliarsi che l’incontro di quest’anno sia intitolato: “Polarizzazione – Riconciliazione – Diversità riconciliata”.

La questione sarà analizzata e approfondita da contributi provenienti da diverse prospettive.

Un punto di vista extraeuropeo sarà offerto da Margaret Karram, la nuova Presidente del Movimento dei Focolari. Nata ad Haifa (Israele), la sua vita è stata segnata fin dall’inizio dal dialogo in un contesto di diversità religiosa e culturale; nel 2013 ha ricevuto il Premio Monte Sion per la riconciliazione.

Un’altra relazione di base sarà tenuta da Gerhard Pross, YMCA Esslingen (Germania).

I comitati nazionali di alcune nazioni d’Europa riferiranno del loro impegno a livello locale.

Tuttavia, è altrettanto importante che i partecipanti al Convegno contribuiscano con le loro esperienze e idee nelle sessioni di gruppo. Insieme, si sperimentano sempre una luce speciale nella ricerca di nuove vie – questa volta “per passare dalla polarizzazione alla diversità riconciliata in tutta Europa”.

A causa della pandemia, la riunione si svolgerà in forma ibrida. Un piccolo gruppo si incontrerà a Castel Gandolfo (Roma) e accoglierà da lì gli altri partecipanti via Zoom.

Cornelia K. Brand

Foto: Pixabay / Canva

 

 

Co-fondatori di un’Europa moderna

Co-fondatori di un’Europa moderna

La Conferenza europea sul futuro del continente

Come si fa a riunire 446 milioni di persone per scambiarsi idee? La Commissione Europea ed il Parlamento Europeo hanno creato una piattaforma digitale per mettere in comunicazione tra loro gli abitanti dell’Europa. La Conferenza mira a formulare nuove risposte per il futuro dell’Europa entro il 2022 e a tracciare i prossimi passi dell’integrazione europea.

Questa conferenza è un segno dei tempi. Il futuro dell’Europa non è solo nelle mani dei politici, ma più che mai nella responsabilità di ogni persona.

Il dialogo tra i cittadini europei è iniziato il 19 aprile 2021 sulla piattaforma online futureu.europa.eu. Gli argomenti sono raccolti, valutati e pubblicati in 24 lingue ufficiali, e così pure vengono inoltrate e discusse proposte di riforma.

Gli argomenti sono divisi in 10 categorie:

  • Cambiamento climatico e ambiente
  • Salute
  • Un’economia più forte, giustizia sociale e occupazione
  • L’UE nel mondo
  • Valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza
  • Trasformazione digitale
  • Democrazia europea
  • Migrazione
  • Istruzione, cultura, gioventù e sport
  • Altre idee

La conferenza continuerà fino alla primavera del 2022, quando una commissione riassumerà i risultati finali in un rapporto ed esaminerà come possono essere attuati concretamente.

Insieme per l’Europa invita a partecipare alla Conferenza o come persona privata, oppure come gruppo in una città o come Comitato nazionale. Così si possono esprimere idee, desideri e proposte concrete per il futuro dell’Europa sulla base della esperienza dell’Insieme, che è ricca di valori cristiani.

Per maggiori informazioni: futureu.europa.eu

Beatriz Lauenroth

Foto: Pixabay.com

Sogni e visioni

Sogni e visioni

Gli studenti di un Liceo romano sul futuro del Continente: la cittadinanza attiva per l’Europa inizia dal mondo dell’educazione!

È vero, i fatti lo dimostrano! “I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni” (Libro di Gioele 3,1). Quando gli insegnanti offrono stimoli, presentano idealità, svelano prospettive, i giovani sanno rispondere con entusiasmo, perspicacia, creatività. Gli studenti del Liceo classico Augusto di Roma e la loro docente Maria Paola Aloi (sostenitrice di Insieme per l’Europa), ne sono un esempio.

Coinvolti in un progetto di Cittadinanza attiva sul tema dell’Unione Europea, essi hanno individuato e analizzato con serietà alcune questioni calde, cercando soluzioni. Nell’esecuzione di un brano musicale classico, i ragazzi hanno saputo leggere la metafora dell’armonia delle diversità nel contesto europeo, in una comune sinfonia. Con la drammatizzazione del viaggio di una bambina su un barcone verso l’ignoto, hanno stigmatizzato il perpetrarsi di immani tragedie nei nostri mari.

Nella rilettura del mito di Europa hanno riconosciuto le radici di una cultura che contiene nel suo DNA l’ospitalità e l’accoglienza di chi è in viaggio o migrante.Attraverso un immaginario video gioco intitolato” The Game” hanno promosso la riflessione sulla vicenda dei migranti della Rotta Balcanica. Con lucidità hanno elaborato la simulazione di una lettera al Presidente del Parlamento Europeo, David M. Sassoli, delineando un piano strategico a partire dal “corridoio umanitario” concentrato in: Prevenzione, Soccorso, Accoglienza.

Queste iniziative, realizzate il 10 maggio anche in altri Licei associati per celebrare la festa dell’Europa, sono state ripresentate la mattina del 3 giugno in un incontro sulla piattaforma meet, presenti esponenti della rete italiana di Insieme per l’Europa (8 le città italiane; 6 i Movimenti aderenti a Insieme per l’Europa). Irene Loffredo (Focolare), una ragazza di Pozzuoli (Napoli), si è fatta portavoce di una ricca esperienza di volontariato presso il locale penitenziario da parte di membri di Movimenti e Chiese diverse; esperienza che ha provocato umanizzazione e cambiamento. Aldo Bernabei (Caterinati) ha illustrato i piani dell’Unione Europea riguardo al progetto Erasmus e al Corpo Europeo di Solidarietà: in quest’ultimo vi saranno coinvolti nei prossimi anni 270.000 giovani per attività di solidarietà.

Ora si conta di proporre l’iniziativa a scuole di altre città, contattando insegnanti, proponendo gemellaggi fra classi e offrendo il supporto dei protagonisti di questa esperienza.

Gli Uffici del Parlamento Europeo a Milano e a Roma, messi a conoscenza dell’iniziativa, hanno espresso congiuntamente i complimenti per l’estremo impegno e la cura messi nei vari e diversificati progetti realizzati.

Dolores Librale e Ada Maria Guazzo

Foto: Pixabay

Conoscersi per amare

Conoscersi per amare

Giornata dell’Europa 2021 – In viaggio online

Empatia, contemplazione e azione, “ora et labora” – sono state alcune delle parole-chiave della Giornata dell‘Europa 2021 organizzata da ca. 40 Movimenti cristiani della rete ecumenica Insieme per l’Europa.

L’EUROPA HA BISOGNO DI COESIONE, SPERANZA E ISPIRAZIONE

“L’Europa si edifica e si custodisce celebrando le sue feste!” Così Luigino Bruni, Ordinario di Economia politica alla LUMSA di Roma il 9 maggio, giorno dell’Europa, nella sua relazione alla videoconferenza “Per la Terra e per l’Uomo”. Da sempre – così Bruni ai ca. 1.000 partecipanti in Italia – la festa è segno di identità collettiva. E in questi tempi di pandemia l’Europa più che mai ha bisogno di coesione, di sperare, di lasciarsi ispirare. E sottolinea: “La mia vita è stata ispirata tante volte da Insieme per l’Europa … una delle ispirazioni più importanti e profetiche del Nuovo Millennio”.

Clicca qui per vedere l’evento>>

IL DIALOGO – LA DISPONIBILITÀ AD ACCOGLIERE L’ALTRO

A Graz si sono riuniti in un meeting Zoom ca. 200 cittadini europei da Italia, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria e Austria. La dottoressa Petra Steinmair-Pösel, professore all’Università di Innsbruck/Austria, ha parlato sull’importanza del dialogo per l’Europa. Il dialogo – così Pösel – non è né discussione, né dibattito, ma disponibilità ad accogliere l’altro. “Il dialogo ci mette insieme. Il mondo si aspetta da noi [cristiani] compassione, soluzioni ai problemi delle migrazioni, dell’ecologia, della crisi di senso.” Da dove incominciare? “Da noi stessi, ascoltando e rispettando l’altro diverso da me e prima di tutto imparando da lui.”

GLI EUROPEI DOVREBBERO MOSTRARE PIÙ STIMA DI SE STESSI

In Francia Jean-Dominique Giuliani, presidente della Fondazione Robert Schumann, ha raccomandato agli Europei di avere più stima di sé stessi. Ha voluto trasmettere ottimismo e entusiasmo: “L’Europa non si costruisce in un momento. Ma insieme siamo forti.  Abbiamo la stessa moneta, abbiamo il mercato comune, tutti siamo impegnati nell’ecologia. Il nostro sistema sanitario si può lasciar vedere.”

Per vedere la trasmissione clicca qui>>

UN DIALOGO SULLA BASE DELL’ENCICLICA SOCIALE “FRATELLI TUTTI”

Insieme per l’Europa in Belgio ha invitato nella “Cappella per l’Europa” il vescovo di Liegi, mons. Delville, e l’europarlamentare fiamminga, Cindy Franssen. In un dialogo vivace sulla base dell’Enciclica sociale di Papa Francesco “Fratelli Tutti”, ambedue hanno sottolineato l’importanza di una creatività nuova, contemplativa e – allo stesso momento – attiva. “ça suffit ! Il est temps de changer !” – hanno esclamato i giovani di Sant’Egidio, presentando la loro azione #sauvonsnosaines. Specialmente in tempi di pandemia essi vogliono dare la loro voce e il loro sostegno agli anziani.

Per rivedere l’evento, clicca qui>>

L’EUROPA – CASA PER I NOMADI DIGITALI DELLA GENERAZIONE Y

La festa del 9 maggio 2021 è stata anche l’ora dei giovani adulti presenti in Insieme per l’Europa. Raccontando di azioni concrete nei loro rispettivi Paesi e Movimenti, hanno lasciato vedere la loro professionalità in vari campi della società: nella giurisprudenza (Germania), nell’ecologia (Italia, Austria), nella politica (Belgio e Francia), nella cura degli anziani (Belgio), dei profughi e degli emarginati (Olanda, Grecia, Germania). Per la “generazione Y” nata alla fine del secolo scorso, l’Europa è la loro casa in cui essa si muove liberamente con il computer sotto braccio come “digital nomades” (i nomadi digitali) . Dice un giovane olandese: “In Europa abbiamo la possibilità a conoscerci bene e a stare insieme anche se lontani. È importante, perché solo ciò che si conosce si può anche amare.”

La Festa dell’Europa 2021 è stata sostenuta dalla preghiera di tanti. I giovani stessi si sono incontrati per un’ora “My Europe – We pray for Europe”. Nella Republica Ceca una novena di preghiera in vista del 9 maggio ha collegato il Movimento Schoenstatt, la Comunità di Sant’Egidio e il Movimento dei Focolari, presenti lì. Anche in Svizzera, dove il 9 maggio non ha un significato particolare, cristiani di vari Movimenti hanno preparato sei serate di preghiera per chiedere a Dio forza e misericordia nel difficile tempo di Pandemia mondiale. Pure nel GospelHouse a Klagenfurt (Austria) si è svolta una serata ecumenica di preghiera intorno ai “7 SÌ”.

Beatriz Lauenroth

Foto: Ursula Haaf (©Together for Europe)

 

In tempi di Pandemia un forte segno di speranza

In tempi di Pandemia un forte segno di speranza

Verso la Giornata dell’Europa 2021 

Dal 7 al 9 maggio Insieme per l’Europa (IpE) si presenterà con una serie di eventi. Giuristi, teologi e parlamentari europei saranno fianco a fianco con alunni, studenti e adulti di varie discipline, per discutere insieme la situazione del Continente e trovare soluzioni concrete ai problemi che il mondo sta affrontando oggi.

Dal 7 al 9 maggio più di 50 Comunità e Movimenti cristiani condivideranno le loro iniziative a favore dei loro fratelli e sorelle in difficoltà: sensibilizzazione attraverso forum e tavole rotonde, catene di preghiera a livello europeo, ma anche azioni concrete come quelle ambientali (ad esempio la raccolta dei rifiuti per proteggere l’ambiente). “Vogliamo mostrare la bellezza del messaggio cristiano in modo concreto!” – Queste le parole di un membro belga del gruppo preparatorio.

Giovani e giovani adulti di diversi Movimenti, Comunità e Paesi europei donano in un breve videoclip la loro visione dell’Europa: “My Europe”. Il 9 maggio si uniranno per una preghiera. Inoltre, in un webinar esplorano le radici cristiane della “cura”.

IpE in Italia si presenta online con un ricco simposio Per la Terra e per l’Uomo” .

Il gruppo austriaco, partendo da Graz, farà rete con Croazia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria e Italia per conoscersi sempre meglio e approfondire “una conversazione che ci unisce tutti.

Nella Cappella per l’Europa” a Bruxelles 13 Movimenti cristiani di IpE offrono una riflessione comune a livello politico ed ecclesiale.

Alla conferenza che si svolgerà in Francia interverrà il presidente della Fondazione “Robert Schuman”

Giovani e adulti si uniscono intorno a varie tematiche anche in Olanda, Germania, Cechia e Svizzera.

A cura di Beatriz Lauenroth

Chi se ne importa!

Chi se ne importa!

I giovani d’Europa rispondono

Un webinar durante la Settimana Mondo Unito che esplora le radici cristiane della “cura” con il canonico John McLuckie, rettore della Chiesa Episcopaliana Scozzese, e con 14 giovani di 4 diverse Comunità e di 7 Paesi europei.

Leggo su Facebook che una madre di famiglia, vista la tragica situazione degli ospedali per via della pandemia, ha cominciato a fare dolci per medici ed infermieri, e oggi ormai alcune  migliaia di persone e varie associazioni si sono aggiunte, raggiungendo con questa azione più di 40 ospedali, creando nelle varie città del Paese una vera rete. Ecco che cosa succede in una persona che, leggendo una richiesta da un pronto soccorso per avere a disposizione dolci, comincia ad agire! E cosa succede negli altri che si aggiungono a questo gruppo! E alla fine tutti sono felici, chi ha dato come chi ha ricevuto!

Oggi il nostro calendario è pieno delle feste, che ricordano un avvenimento, un bene comune di un Paese, di un Continente o di tutto il pianeta che, per l’iniziativa di una persona, di un gruppo, di una Chiesa o di una associazione, sono diventati patrimonio culturale di interi popoli.

Anche il 9 maggio, festa dell’Europa è così, ed anche la Settimana Mondo Unito, che anni fa i giovani dei Focolari hanno cominciato ad organizzare per attirare l’attenzione di tanti sulla pace e sulla fraternità tra i popoli.

Quest’anno dall’1 al 9 maggio si possono seguire sulla pagina web di United World Project>> i vari avvenimenti, tra cui quello dell’8 maggio per cui anche Insieme per l’Europa ha lavorato in questo periodo. In che modo? Abbiamo chiesto ai giovani che cosa direbbero ai giovani, quale esperienza avrebbero da offrire sulla ‘cura’ degli altri – dato che la Settimana ha questo slogan: #daretocare? Ascoltandoli, guardando questi giovani con i loro ideali, torna la speranza per il futuro.

E se io sono un giovane, o  un tempo ero giovane, forse  posso chiedermi: ma cosa potrei fare io, oggi, qui per gli altri? Chi cliccherà su //bit.ly/whocares8may, e capisce l’inglese, potrà trovare una dose di vaccino …. non contro il Covid19.

Ilona Toth

Scarica qui il flyer:

Who Cares 8 May Invite Link (199.8 KB, 95 downloads)
La Cechia prega

La Cechia prega

In occasione della Giornata dell’Europa, i nuovi Movimenti e Comunità della Repubblica Ceca insieme pregano per l’Europa  

Sará una novena a collegare tutte le persone che si uniscono dal

29 aprile fino al 7 maggio, ogni sera alle ore 21 via zoom

per l’Europa.

La preghiera insieme è frutto della collaborazione e la comunione tra il Movimento Schoenstatt, la Comunità di Sant’Egidio e il Movimento dei Focolari presenti in Cechia.

Sabato, 8 maggio, dalle ore 9 alle ore 11, la Repubblica Ceca sarà il settimo Paese che, accanto a Croazia, Italia, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, si collega a Graz (Austria) in una comune festa per l’Europa.

Il gruppo locale di Insieme per l’Europa

 

Europa: motivi di speranza

Europa: motivi di speranza

Alla vigilia del lancio della “Conferenza sul futuro dell’Europa”, le Associazioni e i Movimenti cristiani della rete Insieme per l’Europa, organizzano una conferenza online con il presidente della Fondazione Robert Schuman, Jean-Dominique Giuliani, sul tema

“Europa: quali motivi di speranza?”

Giovedì 6 maggio, 19.00-20.30

Consapevoli dell’importanza di continuare il lavoro iniziato nel 1950 con la “Dichiarazione Schuman”, i cristiani vogliono far sentire la loro voce in questo grande dibattito che continuerà fino al maggio 2022.

La conferenza del sig. Giuliani, sostenuta da Gérard Testard (francese, membro del Comitato d’Orientamento internazionale di Insieme per l’Europa), permetterà di misurare le risorse dell’Europa in un mondo in rapida evoluzione, dove solo una risposta comune potrà affrontare le crisi economiche, ecologiche e sanitarie.

Informazioni/Registrazione: Ensemble pour l’Europe France

Volantino (in francese) da scaricare:

Affiche Europe 2021 - Conférence Online - Avec Liens (521.1 KB, 78 downloads)

Comunicato stampa (in francese) da scaricare:

6 Mai 2021 J D Giuliani Conférence Online Communiqué (627.7 KB, 80 downloads)

Insieme per l’Europa, Francia

A Bruxelles, nella Cappella per l’Europa

A Bruxelles, nella Cappella per l’Europa

In Belgio, nella Cappella per l’Europa, a Bruxelles, diversi Movimenti di Insieme per l’Europa stanno preparando un evento, l’8 maggio 2021, dalle 16:00 alle 17:30, che sarà trasmesso online, in occasione della Giornata per l’Europa.

Qui è possibile rivedere l’evento su youtube: //www.youtube.com/watch?v=01tvdG6uB7c

Qui si trovano i testi in francese>>   e     in olandese>> 

Il tema sarà “unità e riconciliazione”.

Il programma prevede l’intervento di mons. Delville, vescovo di Liegi, e di una Europarlamentaria belga, Cindy Franssen. Approfondiranno vari aspetti dell’ultima enciclica di Papa Francesco Fratelli tutti.

Verranno quindi presentate varie iniziative provenienti da diverse comunità e movimenti, in particolare a favore dei nostri fratelli bisognosi in Belgio. “Vogliamo mostrare la bellezza del messaggio cristiano!” Così si è espresso un membro del gruppo preparatorio.

La terza parte sarà dedicata alla preghiera.

Beatriz Lauenroth

Foto: Wikipedia, autore: ©Fabre

L’Italia in azione

L’Italia in azione

Per la Terra e per l’Uomo

ABBIAMO ORGANIZZATO ANCHE QUEST’ANNO UN APPUNTAMENTO PER TUTTA L’ITALIA, CON IL CONTRIBUTO DEI VARI GRUPPI, DA ROMA A TRENTO, DA MILANO A PALERMO…

E’ POSSIBILE RIVEDERE L’EVENTO (VIDEOCONFERENZA) SU YOUTUBE: //www.youtube.com/watch?v=H5W0OfgJ0LY

    • Relazione del Luigino Bruni, Ordinario di Economia politica alla LUMSA di Roma: “Da un’Ecologia integrale ad una Economia solidale”  – SCARICA QUI>>
    • Interventi:

Sono seguite esperienze ‘Per la Terra e per l’Uomo’

Vedi anche il servizio su Vatican News con l’intervista di Giuseppe del Coiro e Emanuela Fioravanti>>

Il volantino con i dati per l’accesso è scaricabile qui:

Festa Europa 9 Maggio 2021 ITALIA (187.6 KB, 70 downloads)

Giuseppe Del Coiro a nome del Team nazionale italiano

 

Servire le persone attraverso il diritto

INSIEME NELLA REGIONE DI STOCCARDA

Incontri nella regione – conoscersi – preghiera per l’Europa

Online venerdì 7 maggio 2021, ore 19.30.

Qui potete scaricare il volantino (in tedesco) con maggiori dettagli e l’indirizzo di registrazione:

2021-03-15 Flyer MfE Stuttgart (3.4 MB, 92 downloads)

 

9 maggio in Olanda

In una sessione video cercheremo di rispondere alle seguenti domande:

Come è nata l’idea della Giornata dell’Europa?
Dov’è l’anima dell’Europa?
Cosa ci dice oggi l’Europa?

Affronteremo insieme questi ed altri argomenti. Jeff Fountain del Centro Schuman per gli Studi Europei di Amsterdam sarà tra i partecipanti.

Per registrarsi scrivere a: beatriz.lauenroth@together4europe.org

Beatriz Lauenroth, Team MfE Olanda

Fedeltà al futuro

Fedeltà al futuro

Il Natale è alle porte. Quest’anno sarà straordinario sotto tanti punti di vista, perché l’umanità è ancora alle prese con COVID-19. In un gesto senza precedenti, Papa Francesco aveva pregato in piazza San Pietro per la fine della pandemia il 27 marzo 2020. Le parole del Vescovo di Roma sembrano oggi più attuali che mai. 

Herbert Lauenroth, membro del Comitato d’Orientamento internazionale di Insieme per l’Europa, aveva formulato un’empatica introduzione alle parole del Papa per la serata di preghiera dell‘incontro degli ‘Amici di IpE’ del 14.11.2020. La sua prospettiva ci porta “a consolidarci nella propria interiorità (…) senza però con ciò rinchiuderci a casa propria o nella propria identità “.  (Il testo completo della preghiera con le intercessioni è disponibile per il download in fondo alla pagina)

Il Signore è misericordioso e pieno di compassione, lento all’ira e di grande bontà. Il Signore è buono con tutti e la sua compassione si estende a tutte le sue opere (Sal 145). Ecco le parole del salmista che ci introducono in questo spazio di Dio, di un Dio che vorrebbe essere riconosciuto ed implorato in tutta la sua passione, com-passione, pazienza e misericordia, nella fedeltà del suo amore – da Creatore a tutte le sue creazione e alla creazione intera – che é sempre “fedeltà creativa“, ”fedeltà al futuro”.

Ci schieriamo attorno a quell´uomo che appare così fragile, vestito di bianco, un pò perso, smarrito sull´immenso Piazzale di S. Pietro vuoto, sotto la pioggia che scende – ininterrottamente – da un cielo cupo quella sera del 27 marzo; con lui rivolgiamo anche noi lo sguardo alla “Città Eterna”, che in tutto il suo splendore sembra vuota, abbandonata, rinchiusa nelle sue apparenze storiche, nei suoi monumenti, mausolei, musei, mansioni, palazzi, luoghi di culto, strade e piazze tutte deserte; ci schieriamo attorno a quel singolo uomo, nel quale riconosciamo il Vescovo di Roma, e quindi fratello nostro, ma quella sera anche: un pastore senza il suo gregge, a last man standing. Insieme a lui, diamo visibilità alla comunione in Cristo; insieme a lui imploriamo la Presenza Reale del Signore: in mezzo alle nostre comunità, le varie denominazioni, nazioni, appartenenze etniche e culturali, in mezzo a noi, in mezzo al mondo, e così facendo “bene-diciamo” con Papa Francesco – ”urbi et orbi“ – la città di Roma e tutte le città, i nostri Paesi e tutta l´Europa, un´Europa che guarda al mondo intero.

Sì, ci schieriamo attorno al Vescovo di Roma, che riconosciamo fratello nostro, spinti dall’esperienza del Covid-19 per dar visibilità alla Comunità cristiana, comunità che in questo tempo della pandemia si caratterizza come esperienza di una Co-immunità; una comunione che nasce – paradossalmente – dalle prescrizioni ed esperienze di un “social distancing”. In tempi di una crescente comunione globale questa crisi ci ricorda brutalmente la necessità di consolidarci nella propria interiorità, nella propria Chiesa, famiglia, vocazione, storia personale – senza però con ciò rinchiuderci a casa propria o nella propria identità. Solo così riscopriamo la nostra vera radice, la nostra comune appartenenza: quella di essere fratelli (e sorelle) tutti (e tutte), uguali per il fatto di essere unici, intimamente legati a assolutamente distinti: fratelli tutti, sorelle tutte – in Cristo!

Ci schieriamo, allora, come comunità orante per far riecheggiare le parole di Papa Francesco, e per caricarle di significato ed efficacia; parole rivolte a Dio, a nome del popolo di Dio, per mezzo di Gesù, di Gesù in mezzo a noi, Gesù abbandonato al Padre, la cui misericordia e com-passione ci sono state ricordate attraverso le parole del salmista.

Il Signore è misericordioso e pieno di compassione, lento all’ira e di grande bontà. Il Signore è buono con tutti e la sua compassione si estende a tutte le sue opere (Sal 145).

2020 11 14 IpE Preghiera alla sera_Herbert Lauenroth (680.0 KB, 56 downloads)
Iniziative francesi

Iniziative francesi

Durante l’incontro annuale degli Amici di IpE lo scorso novembre, 14 dei gruppi locali hanno condiviso esperienze e progetti nel loro Paese. Riportiamo il contributo offerto dal gruppo IpE attivo in Francia.

Strasburgo

Il gruppo di Strasburgo è molto preoccupato per l’emergenza climatica e per la leva che un’Europa rafforzata rappresenta in questo settore. Ha preparato una conferenza/dibattito con gli interventi di Sven Giegold (eurodeputato verde) e Jacques Muller (ex sindaco di Wattwiller, senatore dell’Haut-Rhin e attivista per il clima) al centro studentesco cattolico, una casa che Schumann aveva regolarmente visitato.

Essendo Strasburgo la città dell’Europa, la gente qui ha una speciale affinità per le questioni dell’Unione Europea. Nel quadro di “Insieme per l’Europa”, i Movimenti e le associazioni ecclesiali trovano una bellissima opportunità per lavorare insieme.

Lione

Per la giornata dell’Europa 2021 il team di IpE di Lione ha proposto uno spettacolo liberamente ispirato alla Lettera Enciclica di Papa Francesco Laudato si’ intitolato “Le vert était dans la pomme!” (Il verde era nella mela!) il 9 maggio 2021. È la fine del mercato, Ish e Isha non hanno venduto molto!  È l’inizio di uno scambio umoristico tra i nostri due personaggi direttamente dalla storia dell’umanità. Attraverso scene di grande forza, con una scenografia di estrema semplicità, il pubblico sarà invitato a prendere posizione su temi fondamentali del mondo di oggi e a scoprire che tutto è collegato.

Parigi

A Parigi, nell’ambito della formazione dei giovani nella Casa dell’Unità, tenuta dalle diaconesse, IpE animerà il 13 aprile 2021 una serata ecumenica di riflessione e preghiera, che farà parte del “Cammino di preghiera” del 2021.

Per la Giornata dell’Europa rimaniamo in contatto con la Casa dell’Europa (Maison de l’Europe) di Parigi e il Comune di Parigi per allestire uno stand al grande evento che organizzano ogni anno in questa occasione. Rimaniamo anche in contatto con i giovani dei Focolari che concluderanno il loro progetto: “dare to care” con un evento festoso a Bruxelles, in occasione del Festival d’Europa dell’8 e 9 maggio 2021.

A livello nazionale

Il nostro Comitato nazionale ha scambiato idee a proposito del Libano e della solidarietà con questo Paese, spesso chiamato Libano-messaggio, (secondo l’espressione di Papa Giovanni Paolo II), il Paese della convivialità e dell’amicizia tra le religioni. Esso vuole sostenere quel Paese con aiuti economici e con preghiere. Tra l’esplosione di Beirut, la crisi economica e la crisi politica, molti libanesi hanno perso la speranza. Il comitato nazionale ha incoraggiato iniziative, portate avanti da diverse associazioni, per pregare per questo Paese e chiedere un sostegno finanziario.

Comitato nazionale IpE Francia

Carismi di fronte al Coronavirus

Carismi di fronte al Coronavirus

Di fronte alla ‘non disponibilità’ della pandemia, sviluppare una nuova disponibilità per l’azione dello Spirito Santo, che ci fa trovare una nuova casa nei nostri carismi, gli spazi interiori della nostra rispettiva spiritualità; una nuova fiducia, per testimoniare che in ogni disperazione si scopre sempre una via orientata al futuro, la via di Dio con noi.

Questa la ‘quintessenza’ di un gruppo durante l’incontro Zoom degli “Amici di Insieme per l’Europa” del 14.11.2020.

 

Si sono presentati cinque dei tanti carismi presenti in Insieme per l’Europa, mostrando come stanno rispondendo alla sfida di oggi: la pandemia.
Nell’armonia delle diverse caratteristiche, si avverte qualcosa della “partitura scritta in Cielo”.

Ecco i testi scaricabili dei diversi contributi:

2020 11 14 1 Carismi di fronte al coronavirus - introduzione18 Dicembre 2020
2020 11 14 2 Contributo della Comunità di Sant'Egidio18 Dicembre 2020
2020 11 14 3 Contributo del Movimento di Schoenstatt18 Dicembre 2020
2020 11 14 4 Contributo del Movimento dei Focolari18 Dicembre 2020
2020 11 14 5 Contributo della rete di preghiera in Germania18 Dicembre 2020
2020 11 14 6 Contributo di EFESIA 18 Dicembre 2020
2020 11 14 7 Conclusione dopo i contributi sui Carismi18 Dicembre 2020

Segreteria internazionale di IpE

 

Online eppure pienamente analogico

Online eppure pienamente analogico

“Qui spicca l’anti-virus della fraternità”. Nella giornata del 14.11.2020 si sono riuniti circa 300 Amici di Insieme per l’Europa (IpE) per il loro incontro annuale 2020 nel world wide web. I rappresentanti di circa 40 Movimenti maggiormente impegnati nella rete hanno fatto un’esperienza di intensa comunione e condivisione componendo “un bellissimo mosaico di volti e Comunità” a servizio dei prossimi, nei più vari ambiti. 

“È come se oggi stessimo riscrivendo gli Atti degli Apostoli” si legge in un commento arrivato durante l’evento.

Quest’anno la preparazione era stata più coinvolgente che mai! 14 dei gruppi locali di IpE in Europa occidentale e orientale – dal Portogallo all’Ucraina, dalla Russia all’Irlanda del Nord, dalla Grecia alla Repubblica Ceca – hanno condiviso il proprio vissuto attraverso esperienze, filmati e foto. Dopo questo variegato mix, la “rete invisibile” che lega tutti era più fitta e reale che mai.  “Siamo all’Areopago di oggi, da dove possiamo dare coraggio alla gente”, ha detto un partecipante.

Nel “pregare insieme, vivere insieme ed essere impegnati per gli altri”, tutti i Movimenti e Comunità offrono un contributo visibile ad un mondo più unito.

Attraverso innumerevoli chat, molti hanno partecipato attivamente alla conferenza.

Una sessione della giornata era dedicata alla domanda su come brillano i nostri carismi in questo tempo di coronavirus. Si tratta di ascoltare ciò che Dio vuole dirci oggi. Con la pandemia sta suonando un campanello d’allarme. Nella preghiera i Movimenti si mettono a disposizione di Dio e, in una cultura dell’alleanza, approfondiscono il loro rapporto con Lui. In una cultura dell’incontro imparano a dialogare senza perdere la propria identità e, tra le altre cose attraverso la solidarietà con i poveri, rendono visibile il loro amore per Dio e per gli uomini.

La Comunità di Sant’Egidio, il Movimento di Schoenstatt, l’ancora giovane Movimento Efesia nato in Francia, un rappresentante del Convegno di responsabili in Germania e il Movimento dei Focolari hanno dato una testimonianza di come i loro carismi rispondono con creatività e solidarietà alle sfide della pandemia. “Covid ha rafforzato la nostra unità”“La nuova forma della Chiesa è l’amicizia vissuta”, così alcuni dei presenti hanno espresso quanto avevano sperimentato.

Dopo uno scambio spesso molto personale in più di 40 gruppi di breakout era chiaro che le relazioni tra i partecipanti stessi e con gli altri sono più importanti che mai: “Il Regno di Dio esiste nei rapporti. Condividere anche le difficoltà, perchè l’altro percepisca l’amore di Dio. Guardiamo insieme al futuro e riconosciamoci in questa rete. Insieme c’è più forza, si vede più lontano”.   

“È sorta l’ora dei cristiani in Europa”, afferma Julio alla fine del pomeriggio, invitando a nome del gruppo IpE presente in Portogallo a tenere nella città di Porto il prossimo incontro degli ‘Amici’ del 4-6 novembre 2021.

L’incontro del 2020 si è concluso con un momento solenne di preghiera alla sera. Online – eppure in modo molto reale – i partecipanti provenienti da tutta Europa hanno sentito la presenza di Dio e hanno chiesto insieme la forza e la fiducia per essere sempre più segni di speranza e di aiuto concreto per il mondo. Una partecipante lo esprime così: “Oggi il mondo vive nella paura, nell’incertezza, nella confusione. Sono certa che tutti gli elementi che sono emersi da questo incontro sono un grande antidoto a tutto ciò che è negativo”.

a cura della Segreteria internazionale di IpE

Guarda anche questo articolo preparato per la diocesi di Padova (clicca qui >>)

Grafica: ©Together4Europe

Guardare “lo spartito” dall’Alto

“Lo spartito è scritto in cielo; ascoltiamo insieme lo Spirito Santo e facciamo quello che lui ci dice.” Così lo puntualizzò Chiara Lubich all’inizio di Insieme per l’Europa  (IpE). Un programma a cui i promotori di IpE  si sono dedicati senza riserve. Di loro, dopo  Chiara  (1920-2008) e  Helmut Nicklas  (1939-2007) hanno raggiunto la meta recentemente  Suor Anna Maria aus der Wiesche (1952-2020) e l’anno scorso P. Michael Marmann (1937-2019).

Erano persone così profondamente radicate nella loro Chiesa e nella loro Comunità che potevano fiduciosamente lasciare che lo Spirito li guidasse nella vastità di Insieme per l’Europa. E’ alla loro coraggiosa testimonianza, alla loro fiducia e lungimiranza che IpE deve la sua esistenza e la sua realizzazione.

Suor ANNA MARIA AUS DER WIESCHE, Communität Christusbruderschaft Selbitz – una donna che nella sua dolcezza era indomabile,  determinata e profeticamente dotata [1]

Gerhard Pross del Comitato d’Orientamento di IpE scrive:

Il 31 agosto 2020 suor Anna-Maria ci ha lasciato. Pieno di gratitudine penso ai 20 anni in cui ha contribuito a plasmare IpE. Insieme a Thomas Roemer e a me, ha moderato un “Convegno di responsabili evangelici” nel 2000, dove Chiara Lubich e il vescovo Ulrich Wilckens prepararono la strada per il grande evento di riconciliazione tra le confessioni in quell’incontro. Oltre alla sua nascita il 31.10.1999 ad Ottmaring, questa fu un’ora fondamentale per IpE e per la sua missione di unità. Fin dall’inizio suor Anna-Maria è stata coinvolta nel Comitato d’Orientamento di IpE, moderando insieme i grandi Congressi a Stoccarda nel 2004 e nel 2007, come pure il momento di riconciliazione tra le Chiese durante l’evento a Monaco di Baviera nel 2016.

Era una persona con un innato talento per la leadership. La chiarezza e la capacità di integrazione erano parte di lei, quanto una precisa visione spirituale. Uno dei suoi doni era l’amore per le persone, con la vicinanza sentita per il singolo e allo stesso tempo con la visione d’insieme. La sua donazione a Dio, l’amore per la Chiesa e la vita per l’unità hanno plasmato i suoi pensieri e le sue azioni. Con grande attenzione osservava i segni dei tempi ed era sempre pronta al comune ascolto di ciò che era importante in quel momento. Il suo sì alla vita, la sua gioia e le sue risate erano contagiose.  Suor Anna-Maria lascia un grande vuoto. La terremo nel nostro cuore con gratitudine per ciò che abbiamo ricevuto attraverso di lei.

P. MICHAEL MARMANN – uomo della comunione, forte e libero [2]

“Noi sentiamo che questo processo in atto in Europa è un chiaro segno dei tempi. E i segni dei tempi sono voci di Dio. Il cristianesimo non può essere solamente una sovrastruttura religiosa, ma deve prendere tutta la persona”, così si espresse P. Marman alla vigilia della prima grande manifestazione di IpE a Stoccarda nel 2004.

Nel 1991 è stato eletto Superiore Generale dei Padri di Schoenstatt e contemporaneamente era il presidente del Presidium Generale del Movimento. In questa veste era pure un pioniere nell’apertura all’ecumenismo e alla comunione tra i Movimenti delle diverse Chiese. “In lui c’era una naturale apertura per una maggiore comunione tra Movimenti spirituali, soprattutto nella rete “Insieme per l’Europa” (…) nella ferma convinzione che l’unità delle Chiese e il loro risveglio è una condizione decisiva per un nuovo legame di vita tra il mondo autonomo e frammentato e la sua origine infinita”.[3]

P. Heinrich Walter ha visto in lui un’attenzione e simpatia «profetica», “intendendo «profetico» come risposta a una sfida dell’oggi che oltrepassa le attese, realizza sinergie e mette in moto processi insperati”[4]Così è stato anche dopo la veglia di Pentecoste con Giovanni Paolo II in piazza San Pietro nel 1998, quando Padre Michael si accordò subito con Chiara Lubich, Andrea Riccardi, Salvatore Martinez e Frances Ruppert per formare il primo nucleo della comunione voluta dal Papa tra i nuovi Movimenti e Comunità. Già l’anno successivo il cerchio si allargò con i membri delle Comunità della Chiesa evangelica luterana: era la nascita di “Insieme per…”!

Per trasmettere ai membri dei Movimenti la forte esperienza che i loro rispettivi responsabili avevano fatto tra loro, nel 2001 si è tenuto un incontro a Monaco di Baviera. Davanti a circa 5000 persone, Chiara propose di suggellare un patto di amore reciproco. I primi ad acconsentire furono Helmut Nicklas e P. Michael Marmann. Questo “patto” è diventato la base di tutto ciò che si è sviluppato da allora nell’impegno comune. Grazie, Padre Michael!

Per approfondimenti vedi la Video Story >>

A cura di Cornelia Karola Brand, Segreteria intern. di IpE

[1] Dalla lettera di condoglianze di Herbert Lauenroth, Ottmaring
[2] cfr. Ekklesia, n.4 (2019/3), S.51-53
[3] Necrologio di P. Theo Breitinger, Provinciale dei Padri di Schoenstatt, febbraio 2019.
[4] cfr. Ekklesia, n.4 (2019/3), S.51-53

 

 

 

 

 

Incontro europeo virtuale degli “Amici” nell’autunno 2020

Dal 12 al 14 novembre 2020 si terrà l’incontro annuale degli “AmIci” di Insieme per l’Europa, che questa volta verrà realizzato in due parti: nazionale ed europea.

Quest’anno, a causa della pandemia del Covid-19, l’incontro internazionale originariamente previsto a Varsavia in Polonia, non si potrà svolgere in forma presenziale.

A livello europeo ci si collegherà con lo Zoom il 14 novembre 2020. Ci saranno diversi spunti di riflessione, occasioni di condivisione (nelle quattro lingue: francese, inglese, tedesco e italiano) e una preghiera comune. Come affrontano la pandemia i singoli carismi, connessi nella rete Insieme per l’Europa? Questo scambio potrà essere per i partecipanti l’occasione per una più profonda conoscenza reciproca.

Incontri nazionali come preparazione

Prima dell’incontro europeo, i membri della rete sono chiamati a partecipare alle riunioni nazionali.  “Questo può avvenire nei giorni immediatamente precedenti al 14 novembre o qualche settimana prima; può essere in presenza o virtuale – a seconda delle possibilità di incontro nei singoli Paesi”, si legge nella lettera d’invito. L’obiettivo degli incontri nazionali è anche quello di preparare i contributi per l’incontro europeo.

Previsione per il 2021

Nella speranza che lo sviluppo della pandemia lo consenta, dal 4 al 7 novembre 2021 si terrà il consueto incontro degli “Amici” a livello europeo in modo presenziale. Il Paese e il luogo preciso sono ancora da decidere.

Segreteria internazionale di IpE

Progetti politici vivono anche di spiritualità

Progetti politici vivono anche di spiritualità

Insieme per l’Europa ha ricevuto una lettera dal presidente del Parlamento europeo, David Maria Sassoli. Pone l’accento su quanto siano necessari i valori europei comuni per la gestione delle crisi. Il presidente si dice contento di rimanere in contatto con la rete.

In una lettera a Insieme per l’Europa (IpE), il presidente del Parlamento europeo, David Maria Sassoli, ringrazia la rete ecumenica per il suo servizio al continente europeo. Sassoli osserva che anche i Padri fondatori dell’Europa avevano chiaramente in mente che il progetto politico “Europa” può funzionare solo se si nutre anche di spiritualità vissuta. “I valori condivisi europei, come concordato dagli Stati membri al momento della firma dei trattati UE, sono più che mai necessari per superare le crisi, compresa l’attuale pandemia di COVID-19”, afferma Sassoli.

Combattere tentazioni egoistiche e nazionalistiche

Il presidente sottolinea quanto apprezza tutte le iniziative che “stimolano il dibattito pubblico su questioni civili.” Nell’intento del Parlamento Europeo e nell’impegno di Insieme per l’Europa vede “un approccio condiviso, basato sulla solidarietà e sull’idealismo.” La crisi COVID-19, la necessità di maggiore ecologia e le relazioni dell’Unione Europea con i cittadini di Paesi Terzi che arrivano sul suo territorio “sono tutte questioni che non possono essere affrontate senza combattere le tentazioni egoistiche e nazionalistiche”.

Incoraggiamento per i prossimi passi

La rete ecumenica considera questa lettera di apprezzamento come un incoraggiamento per i prossimi passi. La lettera da Bruxelles evidenzia che la preghiera e le azioni per l’Europa, come ad esempio quelle relative al 9 maggio, danno un contributo importante alla sua unità.

Heinrich Brehm / Beatriz Lauenroth

Vedi la traduzione della lettera in italiano:

2020 07 09 Lettera Del Presidente Del Parlamento Europeo David Maria Sassoli A IpE IT (182.8 KB)

 

 

Attraversare l’Europa in un giorno

Vivere il 9 maggio 2020 online: A causa del Covid-19, tutti gli eventi per la Festa dell’Europa, in cui è stato coinvolto Insieme per l’Europa, si sono svolti online. Nei forum, come anche nelle conferenze, nella preghiera e nel canto, Insieme per l’Europa è stato collegato con persone di tutto il Continente.

Italia

In Italia, più di 900 amici di Insieme hanno collegato il Paese in una conferenza zoom. Il tema: «Ecologia integrale: utopia sostenibile per l’Europa» è stato illustrato in due interventi su come lavorare per un oggi migliore e un futuro migliore del pianeta, rispettando la natura e le persone. L’incontro si è concluso con una preghiera ecumenica con i rappresentanti di diverse Chiese e Comunità e con il rinnovo dell’impegno di amore reciproco (il cosiddetto “patto” riferito a Gv 13,34).

Paesi Bassi

Nei Paesi Bassi – con base a Utrecht e Amsterdam – si sono tenute due conferenze. “Utrecht in Dialogo” e “Pax” hanno permesso un vivace scambio, in piccoli gruppi online, di idee sull’Europa, con la partecipazione anche di un pubblico giovane.

Il “Centro Schuman” ha discusso la situazione del continente. Settant’anni fa Robert Schuman annunciava il suo piano per gettare le fondamenta della Casa Europea di 500 milioni di abitanti. Jeff Fountain, fondatore  del “Centro Schuman”, che ha ormai dieci anni di vita, ha chiuso il forum con un’insolita forma di preghiera. Sulla musica dell’inno europeo “Inno alla gioia”, lo ha cantato in inglese, espresso con sue parole:  “Con la visione ora davanti a noi di una vera comunità, di tutti i popoli europei, ricca della nostra diversità, preghiamo e lavoriamo insieme per la nostra solidarietà. Pace, uguaglianza e libertà, radicate nella  carità”.

Austria con Europa Orientale

La città di Graz ha collegato sei Paesi per uno scambio di esperienze. Gli “Amici di Insieme” in Austria, Slovenia, Croazia, Slovacchia, Ungheria e Italia nord-orientale hanno raccontato come vivono la crisi del Covid-19 nello spirito di sostegno reciproco. Infine, il vescovo Wilhelm Krautwaschl ha ringraziato i partecipanti per il loro esempio di comunità internazionale, concludendo: “Attraverso la croce siamo uniti l’uno all’altro nonostante tutte le nostre differenze e separazioni”.

Germania

L’YMCA di Esslingen-Stoccarda si aspettava una partecipazione prevalentemente locale per un incontro di preghiera, ma, grazie all’evento online, si sono collegati anche “Amici di Insieme”  di altri Movimenti, da diverse città tedesche, dall’Italia e dall’Olanda. Per tutti la serata è diventata una vera esperienza di un “Insieme”.

Francia

La Francia ha collegato 34 punti a Parigi, Lione, Strasburgo, Toulouse e Tours formando così una rete nazionale che ha mostrato le diversità tra i gruppi e allo stesso tempo un grande apprezzamento reciproco. Gérard Testard (Efesia) ha incoraggiato tutti a rendere la “voce francese” sempre più presente in Europa. Un partecipante ha concluso: “È stato un momento di fraternità e di fiducia nell’Europa che ha riempito tutti noi di nuova speranza.”

Beatriz Lauenroth

Alcuni eventi sono ancora disponibili online nei prossimi giorni:
Italia : facebook.com/Insiemepereuropa.roma>>
Amsterdam : facebook schuman centre>>

L’Italia “Insieme”: è tempo di nuova umanità

Festa dell’Europa 2020 – “E’ stato un piccolo grande miracolo… un evento a cui non assistere ma partecipare.” Questo il primo eco ‘a caldo’ dei tantissimi che abbiamo ricevuto.

La preparazione

E’ vero, ci abbiamo creduto, in questa opportunità ONLINE, CONNESSI COME CONNESSA È LA NATURA! Abbiamo creduto nella creatività di Dio, e in pochi giorni lo Spirito, con noi e i nostri pochi “pani e pesci” (cfr. Gv. 6,9), ha realizzato un grande evento ecumenico, a cui hanno partecipato importanti rappresentanti del mondo cristiano. La loro presenza da tutta Italia, è stato il frutto di un lungo e amorevole lavoro di comunione, di dialogo, di coltivazione di relazioni, che i vari Comitati hanno fatto in ogni Regione. L’impegno di costruire l’unità si è respirato in ogni parola, gesto, espressione e cura.
Partiti da un’idea del Comitato della rete Insieme per l’Europa romano, i Comitati d’Italia si sono uniti per realizzare questo evento online, e nonostante non ci si conoscesse tutti, ognuno ha vissuto una profonda fratellanza e la sensazione di aver lavorato mesi, e non due settimane, vivendo concretamente tra tutti il “Patto dell’amore scambievole” (ispirato a Gv. 13,34), fondamento di tutto quanto si opera sotto il nome di Insieme per l’Europa.  

9 maggio ore 18.00: l’Italia INSIEME online!

L’iniziativa di 25 fra Movimenti e Comunità di IpE, ha richiamato quasi 500 accessi ai canali della diretta … uniti da Nord a Sud del Paese per solennizzare insieme la Festa dell’Europa Solidale!  Fra gli altri, l’on. Stefano Fassina e alcuni amministratori locali. Collegati anche 45 ministri di Chiese e Comunità cristiane.  Sono arrivati, molto graditi, i messaggi del Vescovo Giovanni Traettino (Fondatore della Chiesa Pentecostale della Riconciliazione), letto dal Pastore Mauro Adragna (C.P.R. Palermo)  e del Pastore Luca Maria Negro, Presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia.

Per un’ecologia integrale

Ricordando pure il 70° Anniversario della “Dichiarazione Schuman”, l’evento era dedicato al ‘Sì al Creato’, difendendo la natura e l’ambiente, doni di Dio da tutelare con rispettoso impegno per le generazioni future. Il titolo degli approfondimenti: “Ecologia integrale: utopia sostenibile per l’Europa”.  Attraverso le riflessioni di Stefania Papa, docente ed esperta di ecologia, e Luca Fiorani, fisico esperto di clima, e il video sintesi dei messaggi di Papa Francesco, del Patriarca Bartolomeo I e di Antonio Guterres (Segretario Generale dell’ONU) per la 50a Giornata mondiale della Terra, si è presa consapevolezza di come possiamo insieme operare per un presente e un futuro migliori,  in una cultura del rispetto, della cooperazione e della reciprocità.

Preghiera Ecumenica

Con questo spirito è stata poi vissuta la Preghiera Ecumenica di rappresentanti di varie Chiese. Il dr. Costantino Vacros (della Chiesa Greco-Ortodossa) ha iniziato con la lettura di Genesi 1,26-31, a cui è seguito un apprezzato intervento della Pastora battista Gabriela Lio, Presidente della Federazione delle Donne Evangeliche in Italia. Poi abbiamo  pregato con il Pastore Nino Genova (Movimento Nuova Pentecoste) e con diversi esponenti di Movimenti e Comunità cattoliche. Tutti insieme con gioia, sintonia e solennità abbiamo rinnovato il Patto dell’amore scambievole e sigillato questa giornata con il Padre Nostro per ricordarci che siamo UNO e che insieme possiamo realizzare una Nuova Umanità.

Emanuela Cannella-Ufficio stampa IpE Roma

E’ possibile rivedere l’evento su facebook IpE Roma /clicca qui >> e su youtube / clicca qui >> 
Proponiamo qui alcuni dei fermo-immagini realizzati da Emanuela Cannella e Emanuela Fioravanti. Per vedere altri vai su facebook IpE Roma>>

 

Collegamento internazionale nella Festa dell’Europa

“Saluti a tutti voi qui riuniti nel municipio di Graz per il nostro incontro nel Giorno dell’Europa!” Questo il saluto che avevamo programmato per sabato 9 maggio 2020. Il coronavirus ha contrastato questi piani. 

E così, già alla fine di marzo, il team regionale di Insieme per l’Europa della Stiria ha deciso di rimandare l’incontro all’anno prossimo e di offrire ora un semplice programma di sostituzione via Skype.

La videoconferenza di Insieme per l’Europa di sabato 9 maggio 2020

La “soluzione di ripiego” si è trasformata alla fine in un incontro online di un’ora con circa 100 partecipanti attivi e con ospiti provenienti dall’Austria e da cinque Paesi limitrofi del sud e dell’est, a cui il team della Stiria si sente particolarmente legato. All’incontro online hanno partecipato cristiani della Chiesa cattolica romana, della Chiesa protestante, della Chiesa ortodossa romena e di comunità di Chiese libere.

Brevi contributi da Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Croazia, Italia e Carinzia hanno offerto una visione aggiornata e autentica della vita quotidiana in tempi di crisi per il corona-virus. Tutti i partecipanti erano grati di potersi scambiare reciprocamente le esperienze e di venire a conoscenza di ciò che stanno vivendo le persone nei singoli Paesi. In questo modo si può pregare ora ancora meglio gli uni per gli altri.

Anche il vescovo diocesano Wilhelm Krautwaschl ha partecipato a questo incontro online. Ha ringraziato per la comunione transfrontaliera e ha concluso con le parole: “Attraverso la croce siamo uniti l’uno con l’altro nonostante tutte le nostre differenze e distanze.”

Prospettive per l’8 maggio 2021…

Naturalmente, una videoconferenza non può sostituire una Giornata di incontro. Ma in quest’ora, in questa Giornata dell’Europa 2020, l’Insieme è stato vissuto e rafforzato. Ed è stata una riuscita preparazione per la Giornata d’incontro dell’8 maggio 2021, quando potremmo, speriamo, davvero dire: “Grüß Gott hier im Rathaus Graz …!” – Benvenuti nel municipio di Graz!”

MfE-Team Stiria, Austria

 

Un evento speciale

Un evento speciale

Festa dell’Europa 2020 e Papa Francesco

Da sei settimane siamo in viaggio insieme. Durante un percorso comune di preghiera ci siamo ispirati alla Parola di Dio e alla nostra riflessione sull’Europa (2016) – e abbiamo ricordato nella preghiera tutti i Paesi d’Europa. In primo piano c’era il desiderio di essere tutti uno e di plasmare l’Europa con la forza della preghiera.

9 maggio – Festa dell’Europa

Ed ora il nostro percorso porta al 9 maggio 2020, Giornata dell’Europa. Questa giornata dovrebbe essere una giornata di incontro tra Comunità, Movimenti e Paesi. Ma quest’anno la pandemia di Covid 19 ci impedisce di incontrarci concretamente in chiesa, nelle piazze delle città, in ritrovi conviviali, per conferenze e per preghiere.

Ciò non significa che le attività di questa giornata siano annullate, al contrario: molta creatività si esprime in conferenze digitali, preghiere, gruppi di discussione e dialoghi online tra Comunità, Movimenti e rappresentanti politici, che partono, ad esempio, da Utrecht, Graz, Roma, Lione o Esslingen. Qui si superano le frontiere linguistiche e nazionali, per riflettere insieme sull’Europa e per porre il continente in preghiera.

Lettera di Papa Francesco

Gli eventi del 9 maggio saranno sotto la benedizione papale, poiché il 22 aprile 2020 è arrivata alla Segreteria di Insieme per l’Europa a Roma una lettera di Papa Francesco. Qui il Papa ringrazia per la nostra lettera del 12 aprile 2020 e ci esorta al servizio per il bene comune, ispirato dai comuni valori di solidarietà, pace e giustizia. Egli prega per noi e di cuore invia a tutti la benedizione apostolica. La lettera, tradotta in quattro lingue, può essere scaricata nei documenti in italiano.

Sr. Nicole Grochowina, Christusbruderschaft Selbitz

Foto Papa Francesco: Pixabay/Manfred Kindlinger

Giovani in responsabilità

Giovani in responsabilità

L’Europa per il futuro – Il futuro dell’Europa. František Talíř ha 27 anni e il suo entusiasmo è contagioso quando parla di democrazia e di riforme.

“Dal 1989, abbiamo sentito la brezza fresca della democrazia e della libertà anche nella Repubblica Ceca e in Slovacchia. L’adesione all’UE, i viaggi e il lavoro all’estero ne fanno ora semplicemente parte. Ma i Paesi dell’ex blocco orientale si distinguono dall’Europa occidentale per mentalità e cultura. Vivere insieme è ancora un cammino sulla corda tesa ed ora Covid-19  ci mostra che i nostri privilegi non sono affatto evidenti”.

František è uno storico e molto attivo in politica. Nelle ultime elezioni il suo partito lo ha nominato candidato al Parlamento europeo a Bruxelles e nelle prossime elezioni regionali è il principale candidato dell’Unione Democratica Cristiana della Slovacchia.

“Soprattutto noi giovani dobbiamo interessarci all’attualità in Europa e nel mondo e prendere l’iniziativa, ad esempio per andare alle urne o partecipare ad un partito. Non è la democrazia che deve cambiare, ma le persone che danno forma alla democrazia”. È un processo lungo, dice František, ma è importante iniziare da se stessi e non cercare di scaricare la responsabilità sugli altri. “Al Fridays for Future io non firmerei certo ogni parola. Ma I ragazzi segnalano un problema e riescono a far reagire le persone di tutte le generazioni”.

František Talíř consiglia alle persone di prendere coscienza delle proprie radici per dare un futuro all’Europa. “Ho letto i testi dei padri fondatori dell’Europa. Adenauer, De Gasperi e Schuman hanno avuto più difficoltà dopo la seconda guerra mondiale di quante ne abbiamo noi oggi. Eppure, insieme hanno fatto grandi cose”.

Beatriz Lauenroth

František Talíř era presente all’incontro degli ‘Amici di Insieme per l’Europa’ a Praga 2018.

L’intervista completa di Maria Motykova con František Talíř può essere seguita (in ceco, slovacco e tedesco) su : Podcast Europa per il futuro – Futuro per l’Europa

 

 

Una sfida epocale per l’Europa

Una sfida epocale per l’Europa

Insieme per l’Europa in contatto con l’U.E. ed il Vaticano

È un momento cruciale nella storia dell’Europa e dell’Unione Europea, che richiede la coesione di tutti gli interessati. Per questo motivo Insieme per l’Europa ha scritto ai rispettivi Presidenti del Parlamento europeo, della Commissione europea e del Consiglio europeo (David Sassoli, Ursula von der Leyen, Charles Michel) per ringraziarli del loro lavoro e per sostenerli nelle loro decisioni nella lotta contro Covid-19.

Tra l’altro, le lettere uguali ai tre responsabili affermano: ” …Tuttavia, soprattutto in questo momento, vogliamo impegnarci e pregare per l’insieme e per la solidarietà in Europa. Siamo convinti che il futuro dell’Europa – e del mondo – sia nell’INSIEME. Anche ora l’Europa può darne l’esempio. E nel mezzo delle enormi sfide poste dalla pandemia Covid-19, Le chiediamo di non dimenticare i rifugiati e i richiedenti asilo ai confini dell’Unione Europea. La preghiamo di adottare tempestivamente misure generose per aiutare e – per quanto possibile – accogliere quelle persone. ”

Un’altra lettera è stata inviata a Papa Francesco. La domenica di Pasqua, aveva espressamente invitato il mondo ad affrontare insieme la pandemia. Il Comitato d’Orientamento di Insieme per l’Europa  ha assicurato al Santo Padre il suo sostegno e il suo impegno. „In particolare ci sentiamo interpellati dal Suo appello speciale rivolto all’Unione Europea a trovare una via buona in questa sfida epocale e ben sapendo che da ciò potrebbero dipendere non solo il suo futuro, ma quello del mondo intero”. E ancora: “Il Suo richiamo a «dare ulteriore prova di solidarietà anche ricorrendo a soluzioni alternative» trova non solo la nostra profonda adesione, ma pure il nostro impegno in tanti Paesi europei.”

A cura di Beatriz Lauenroth

  

Foto Von der Leyen / Sassoli:  © European Union 2019 – Source: EP / CC BY  /
Foto Charles Michel:  Belgian Federal Government //premier.fgov.be/nl/biografie
Foto Papa Francesco: //www.korea.net/

 

 

Insieme online – una rete virtuale, ma reale

Insieme online – una rete virtuale, ma reale

Covid-19 si propaga a velocità supersonica. E una fine della pandemia non è ancora in vista. È un difficile momento nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle comunità e nelle chiese, nelle città. Tanti si trovano in mezzo al dolore e alla sofferenza, nell’incertezza e nell’isolamento.

Non abbiate paura
Il richiamo a mettersi in pausa interiore è giunto a segno. Dio ci toglie la fattibilità dalle mani. Chiama alla conversione, alla penitenza, al digiuno e alla preghiera.
D’altra parte, in queste settimane è diventato più chiaro del solito quanto siano importanti la coesione e le reti tra le persone! In risposta alla diffusione del coronavirus il mondo sta vivendo in un flusso di vita e creatività che lascia un unico messaggio: Coraggio – Sono con voi – Non abbiate paura – Insieme ce la faremo!

Reagire
Il 28 marzo Insieme per l’Europa è iniziato un cammino di preghiera che avvicina a Dio e aiuta ad approfondire un “Credo” corale in vista dell’Europa. Inoltre, come si può usare ancora questo tempo per uscirne più maturi e più consapevoli dei doni che Dio ha dato ai Movimenti con e per gli altri? I carismi dei Movimenti e delle Comunità ci sono dati per rispondere alle sfide della società in Europa e per l’Europa.

Coscienza cristiana ‘sociale’
Chiara Lubich incoraggiava già nel 2004 a Stoccarda: “Gesù sottolinea più di tutto: ‘Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato’ (Gv 13,34); è il comandamento che egli dice suo e ‘nuovo’. A questo amore reciproco non sono chiamati solo i singoli, ma anche i gruppi, i Movimenti, le città, le regioni e gli Stati. I tempi attuali domandano, infatti, ai discepoli di Gesù di acquistare una coscienza ‘sociale’ del cristianesimo. E’ più che mai urgente e necessario che si ami la patria altrui come la propria”.

Online verso il 9 maggio
Gli amici di Insieme per l’Europa colgono l’occasione straordinaria per rimanere online come alleati, per percorrere insieme il cammino e offrire i frutti dei loro carismi all’Europa. Condividono eventi e testimonianze di ciò che vivono nelle loro città in vista del 9 maggio (vedi per es. l’iniziativa di Graz/Austria>>).

In questa maniera festeggeranno online un 9 maggio ‘esteso’, la Giornata dell’Europa. Sarà il giorno dello stare insieme per l’Europa in una rete virtuale, ma incredibilmente reale.

La Segreteria internazionale di Insieme per l’Europa

Graz – “Piano B” per la Festa dell’Europa 2020

Graz – “Piano B” per la Festa dell’Europa 2020

Il 27 febbraio avevamo riferito con quale intensità il team locale di Insieme per l’Europa si stava preparando per un evento internazionale a Graz (Austria), in occasione della Festa dell’Europa.  Anche se la pandemia richiede ora un “Piano B”, ciò non impedisce a queste persone di continuare “l’insieme” e di prepararsi per il 2021.  Anche attraverso una conferenza Skype il 9 maggio. 

“Abbiamo preparato l’evento per la Festa dell’Europa del 9 maggio 2020, “Insieme per l’Europa – Incontro a Graz”, per favorire un incontro tra i popoli austriaco, italiano, sloveno, croato e ungherese. Vedi articolo>>.

Era in programma di approfondire il tema del dialogo, scambiare esperienze con i “7 Sì” di Insieme per l’Europa, offrire visite guidate a Graz e concludere con una preghiera ecumenica. Ma nella pandemia COVID-19 questo non è possibile. Ciononostante, vorremmo continuare il nostro cammino insieme che in questo periodo era già cresciuto. Per questo stiamo cercando di realizzare questo incontro nel 2021″, scrive Theresia Fürpass del team organizzativo.

“Lasciar passare la Festa dell’Europa di quest’anno senza un segno sarebbe un peccato! Invitiamo quindi tutti coloro che sarebbero venuti all’incontro “Insieme per l’Europa – incontro a Graz” a una conferenza su Skype il 9 maggio 2020 dalle 10 alle 11. Molti hanno già confermato la loro partecipazione. Alcuni di noi parleranno della situazione attuale del loro Paese e infine vorremmo pregare insieme il “Padre nostro”.

Siamo fiduciosi che Dio ci mostrerà come andare avanti. Finora ci ha guidato in modo impressionante e ha reso possibile molto più di quanto avremmo potuto immaginare”.

Il Team di IpE della Stiria (Austria)

Contatto: f.theresia@gmx.at
0043 3842 27 513
0043 664 73577 163

Sui passi dei Padri Fondatori

Sui passi dei Padri Fondatori

23 febbraio 2020: Giornata intergenerazionale a Bruxelles. 51 europei – giovani e adulti – di due diverse Comunità della rete Insieme per l’Europa in un comune “viaggio alla scoperta” di luoghi significativi.

Da Bruxelles ci scrive  M. Agnès Grenier:

“Su richiesta di Pierpaolo della Comunità Papa Giovanni XXIII, con il quale ci eravamo conosciuti ad Ottmaring in occasione del 20° anniversario di Insieme per l’Europa, Philippe ed io del Movimento dei Focolari ci eravamo resi disponibili per dare una mano ad un gruppo di ragazzi ed adulti (in tutto 51 persone) di tutta l’Europa, desiderosi di visitare la nostra città. Malgrado la pioggia e il freddo, ci siamo  lanciati per fare scoprire ai nostri nuovi amici un po’ della realtà europea che si avverte nella capitale belga.

Nel Parlamentarium per es. abbiamo seguito le varie tappe dell’integrazione europea, imparando il funzionamento del Parlamento europeo e capendo meglio il lavoro svolto dai deputati per affrontare le sfide di oggi. Si è vista la complessità di tale struttura e si è capito quanto grande e fondamentale è stata l’intuizione dei padri fondatori dell’UE di costruire rapporti nuovi di collaborazione e fiducia tra le varie Nazioni europee.

Poi siamo stati alla Grande Place/Grote Markt, il centro storico di Bruxelles. Nel corso dei secoli è stato luogo di incontri politici, processi in tribunale, feste culturali e religiose, e addirittura luogo di esecuzioni.

Alla fine della giornata tutti eravamo  ebbri  da così tanta storia.  Ma prima di tutto abbiamo sentito come i legami tra il Movimento dei Focolari e la Comunità Papa Giovanni XXIII si sono rinforzati: ci siamo sentiti  una unica famiglia. Insieme, abbiamo dato vita ad una piccola espressione dell’Unione Europea!”

a cura di Beatriz Lauenroth

Foto: ©Matteo Santini; Foto Planetarium: Wikipedia

Schoenstatt in visita al Centro dei Focolari

Schoenstatt in visita al Centro dei Focolari

Tempo fa, prima dell’emergenza covid-19, Responsabili del Movimento di Schoenstatt di sette Paesi europei hanno visitato il Centro internazionale dei Focolari a Rocca di Papa nei pressi di Roma. Venivano da Austria, Repubblica Ceca, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna e Svizzera. Il gruppo era accompagnato da P. Heinrich Walter, già presidente del Presidium generale di Schönstatt e membro del Comitato d’orientamento di Insieme per l’Europa.

“Incontrare Chiara Lubich”, visitando i posti dove visse e pregando sulla sua tomba è stato il primo scopo di questa visita. Un secondo obiettivo è stato quello di entrare in dialogo con alcuni responsabili del Centro dei Focolari, tra i quali il Copresidente Jesús Morán. Nel contesto delle trasformazioni ecclesiali, politiche e culturali in Europa si è parlato sul ruolo dei Movimenti con i loro carismi e sul significato della comunione tra i Movimenti – in modo particolare nella rete ecumenica Insieme per l’Europa.

L’incontro e il dialogo sono stati valutati da ambedue le parti come cordiali, preziosi e fruttuosi. Ovviamente si è trattato solo di una tappa dell’ormai lungo cammino di comunione e di collaborazione tra Schönstatt e i Focolari, che ha avuto inizio nel 1998 alla Vigilia di Pentecoste in  Piazza San Pietro a Roma durante l’incontro dei nuovi Movimenti e Comunità voluto da Giovanni Paolo II.

Diego Goller


 

STOP!

STOP!

A quattr’occhi con Chiara Lubich per festeggiare il Centenario della sua nascita

Ieri ho sentito da un famoso economista: “Il male comune ci ha insegnato improvvisamente che cosa è il bene comune”. In poche parole una grande verità, che ci rimanda ad un’altra: “…ogni cosa si conosce meglio dal suo contrario”. Infatti, mentre abbassiamo le nostre teste pregando per i morti, per i malati e per la gente sconosciuta che lavora in silenzio negli ospedali e nei punti-chiave delle città, timidamente stiamo alzando lo sguardo verso il cielo con una certezza nel cuore: viviamo tempi di grazia. Se il coronavirus riuscisse a parlare, forse ci direbbe: “…fermatevi, non muovetevi, sono qui per aiutarvi…”

Questo ‘stop’ era forse l’ultima cosa che gli organizzatori del Centenario di Chiara Lubich si sarebbero aspettati in quest’anno, 100 anni dalla nascita della fondatrice del Movimento dei Focolari. Infatti, l’Italia e tanti Paesi nei cinque continenti avrebbero aspettato migliaia di ospiti, piccoli e grandi, personalità politiche ed ecclesiali, gente di varie lingue e culture, per festeggiare e soprattutto incontrare Chiara, che continua a vivere nel suo grande Ideale: l’unità, il ‘Che tutti siano uno’, la preghiera di Gesù al Padre (Gv 17,21).

Allora ‘stop’ ai festeggiamenti pubblici. Per ora. “Saranno momenti, giorni, forse settimane o mesi…, non possiamo dirlo “– scrive Maria Voce, forzatamente chiusa in casa, in un videomessaggio rivolto come Presidente al Movimento dei focolari. “Comunque passeranno. Se li viviamo bene, ci faranno riscoprire la presenza di Gesù viva e forte nel Vangelo vissuto, nel fratello, in Gesù in mezzo, che anche a distanza possiamo tenere nella nostra grande famiglia; e soprattutto nel dolore amato, in cui riconosciamo Gesù Abbandonato – “il Dio di Chiara”, come ama definirlo il vescovo di Trento. Incontreremo in Lui anche lei e impareremo a guardare ogni situazione con i suoi occhi. Anche noi potremo ripetere l’esperienza di Chiara e delle sue compagne, che non si erano quasi accorte né della guerra né della sua fine, perché, prese da Dio e dal suo amore, la realtà che vivevano era più forte di tutto. Tutto è cominciato con questa fede nuova nell’amore di Dio”.

Ed è Maria Voce a raccogliere i ringraziamenti. Gerhard Pross (CVJM Esslingen/Germania), uno degli iniziatori e attuale moderatore di Insieme per l’Europa, le scrive tra l’altro: “Chiara Lubich è stata una grazia di Dio del tutto particolare per voi, ma anche per tutto il popolo di Dio, per l’umanità intera. Incontrarla era una cosa speciale e, grazie al carisma, aveva non solo il dono di fondare un Movimento spirituale, ma anche di mettere in atto una moltitudine di impulsi fondativi e innovativi. […] E’ stata lei a invitarci sul cammino del Insieme che, partendo dall’incontro dei responsabili (febbraio 2000) e da “Insieme, se non come?” l’8 dicembre 2001 a Monaco, ci ha portato all’ Insieme per l’Europa nel maggio 2004 a Stoccarda. Era senza dubbio “primus inter pares” nel Comitato d’Orientamento e ci ha condotti in avanti, con amore, ma anche con una visione chiara. Il fuoco del suo amore, la sua chiarezza e la sua determinazione hanno dato il via a Insieme per l’Europa. […] Sono grato di cuore per il grande dono di averla conosciuta e di aver fatto un cammino insieme. Incontrare lei significava incontrare l’amore. Gesù Cristo irradiava da lei, come ho potuto sperimentare sempre di nuovo nei tanti incontri che abbiamo avuto. Lei si è messa completamente a Sua disposizione.”

Pure il Movimento Schönstatt era sin dall’inizio presente alla nascita della nostra  rete ecumenica. Non potevano, quindi, mancare le parole dell’attuale Superiore Generale, P. Juan Pablo Catoggio, che tra l’altro scrive, assieme al suo predecessore, P. Heinrich Walter: Il suo grande contributo in quest’epoca della storia è quello di aver sempre cercato l’unità, attingendo alla forza dell’amore per il Signore e a quello della reciprocità e di aver posto segni concreti di unità. Da questo processo di vita nasce ovunque, passo dopo passo, una nuova cultura, una cultura che non si riferisce solo ai cristiani, ma che è rivolta a tutte le persone di buona volontà. Il suo contributo è grande anche perché è venuto dal cuore di una donna che non ha avuto ministeri e poteri e non ha mai aspirato ad averne. Questa è un’indicazione di come la Chiesa può diventare in futuro più sale e lievito nella società mondiale attuale”.

‘Stop’ per incontrarci. Così, a quattro occhi con Chiara, possiamo dirle con il Team Coordinatore di Insieme per l’Europa in Austria: “Carissima Chiara! Noi ci impegniamo in Insieme per l’Europa! In questa Rete cogliamo la grandezza del tuo Sogno – tramite l’ascolto di Dio, incontri, riconciliazione, costruire una Comunità mondiale.”

Questo ‘stop’ e silenzio esteriore ci accompagnerà in quel silenzio interiore. Capiremo in esso, – singoli, popoli e nazioni – che cosa e come cambiare dopo questa grande, mondiale, e forse benedetta, tempesta?

Con Gerhard Pross ci auguriamo: “Possa questo tempo dare origine a una nuova apertura alla fede in Europa. E sia così che noi cristiani testimoniamo e viviamo coraggiosamente la nostra fede.”

 Ilona Toth

Foto: Chiara Lubich con Maria Voce ©CSC Audiovisivi; Foto Chiara Lubich con Gerhard Pross / con P. Heinrich Walter ©Severin Schmid; Logo Centenario Chiara Lubich ©Movimento dei Focolari

 

Più forte del virus, una creatività contagiosa

Più forte del virus, una creatività contagiosa

Con la newsletter di fine febbraio avevamo chiesto di mandarci notizie di eventi ed iniziative che si stanno preparando – come negli anni passati – intorno alla Festa dell’Europa il 9 maggio 2020. Speravamo che tanti incontri si potessero svolgere in pubblico per trasmettere lo spirito che li anima: quello cristiano, quello che effonde speranza e unisce nella diversità. Ma il fatto del Covid-19 ci interpella ora tutti in modo nuovo, inatteso. 

Chi si sarebbe immaginato lo scenario che si sta espandendo in tante parti del mondo e che ha colpito fortemente l’Europa?

Eppure, anche dietro a questa triste realtà si può scorgere un’opportunità. L’ha espresso bene l’economista e giornalista Luigino Bruni, persona legata alla rete Insieme per l’Europa fin dal suo nascere: “Stiamo vivendo un forte momento di sospensione che da un lato all’altro del mondo ci sta accomunando tutti e ancora non si può prevedere quando si potrà tornare alla normalità. In isolamento forzoso, è il momento di fare ancora più rete, è il momento di comunicare fra noi, di rassicurarci a vicenda che “ci siamo” e viviamo questi momenti gli uni con nel cuore gli altri.”

Una rete di preghiera, di esperienze condivise, di solidarietà, di amore reciproco… non può essere compromessa da nessun virus! La vera minaccia è quanto ci porterebbe lontani gli uni dagli altri. Prevenzione, adesione piena a quanto le autorità ci chiedono, sì – ma senza dimenticare che l’altro è sempre nostro fratello, nostra sorella.

I Social network sono già pieni di incoraggiamenti e voglia di reagire positivamente a questa sfida globale per trasformarla in un’opportunità.  Riuscirà la nostra creatività a “inventare” modi di festeggiare il 9 maggio insieme in modo nuovo?

Con queste righe abbiamo introdotto la pagina web di quest’anno, dedicata alla “Giornata dell’Europa 2020”. Sarà online dalla fine di marzo e vi si troveranno  altre informazioni e notizie. 

 

Osservazioni di un giovane irlandese

Conleth Burns, giovane irlandese, impegnato nel progetto “United World Project”, ha partecipato ad Ottmaring / Augsburg al Convegno di Insieme per l’Europa. Riportiamo qui l’articolo che ha pubblicato al suo rientro per il sito del proprio progetto. 

Chiese e Movimenti cristiani si uniscono per essere: “Insieme per l’Europa” 

Il mese scorso ho avuto la possibilità di recarmi a Ottmaring e Augsburg, nel sud della Germania, per partecipare a un incontro di tre giorni di una rete di Chiese e movimenti cristiani chiamata Insieme per l’Europa: 180 persone provenienti da 55 movimenti, comunità e Chiese diverse hanno vissuto tre giorni insieme nella condivisione. Tutto veniva tradotto simultaneamente in 5 lingue e la rete festeggiava 20 anni di attività. Io rappresentavo il United World Project ed ero lì per cercare di capire come le comunità di fede stanno realmente lavorando insieme per l’unità e per unire il continente europeo.

Abbiamo ascoltato le presentazioni sul percorso ventennale in cui un gruppo di persone, provenienti da tutto il continente europeo, si sono riunite, nella loro comune identità cristiana, per stare insieme per l’intera Europa. Abbiamo percorso il continente attraverso la condivisione di esperienze di incontro, di preghiera e di speranza dalla Scozia all’Ucraina, dalla Francia alla Repubblica Ceca. In quei giorni, mentre compivamo quel “viaggio”, mi giravano in testa due domande in particolare: che aspetto concreto assume questo essere insieme? Cosa significa stare insieme “per qualcosa”?

Che aspetto concreto assume questo essere insieme?

Ho capito questo essere insieme, quando li ho sentiti sfidarsi a vicenda per essere attraversatori di frontiera proattivi, ambasciatori di riconciliazione e “segni profetici per un essere insieme credibile in Europa”.

Ho capito questo essere insieme, quando ci siamo riuniti in una piazza ad Augsburg, tenendo in mano ognuno una candela e pronunciando preghiere per un popolo europeo più unito.

Ho capito questo essere insieme, quando ascoltavamo un gruppo eterogeneo di cristiani che parlavano di un percorso che avevano compiuto nell’arco di più di vent’anni riunendo migliaia di persone.

Ho capito questo essere insieme, quando ogni giorno a colazione, a pranzo e a cena, nel momento in cui una persona nuova si sedeva per mangiare, c’era sempre qualcuno che prima verificava se aveva bisogno di traduzione, o quale lingua fosse meglio usare a tavola. C’era la chiara volontà che le persone fossero in grado di comprendere ed essere comprese, di ascoltare ed essere ascoltate.

Essere insieme, per questa rete, consiste nell’abbracciare la diversità reciproca. Essere insieme per loro non è sempre facile; occorre affrontare sfide a livello geografico, teologico e culturale. Eppure, a distanza di vent’anni, questa rete rimane insieme. Secondo la loro stessa visione, la loro struttura è quella di una rete, non di una gerarchia. La loro è una vera e propria unione, di cui si prendono cura da oltre 20 anni. Vent’anni di una costruzione di relazioni onesta e laboriosa.

Per cosa?

La missione di Insieme per l’Europa’ non consiste soltanto nel fatto di stare insieme per il gusto di stare insieme, ma vogliono davvero essere portatori di un messaggio positivo per un’Europa più unita in tutte le sue diversità. Vogliono dare un’anima al continente, sottolineandone le radici storicamente cristiane. Durante quei tre giorni, hanno raccontato principalmente la storia dei loro incontri insieme negli ultimi vent’anni. Ma la storia non raccontata, è spesso la più interessante. Durante i pasti e gli intervalli, c’è stata l’opportunità di conoscere i momenti in cui le persone che frequentano Insieme per l’Europa sono state ispirate ad incontrare nuove persone, abbracciare nuove idee e riconciliare la diversità come risultato degli incontri da loro organizzati. In un certo senso, Insieme per l’Europa inizia quando si va via da uno dei loro incontri intracontinentali o nazionali.

Seamus Heaney, il poeta irlandese che ha ricevuto il Premio Nobel, conclude una famosa poesia tratta dalla sua opera ‘Scaffolding’ (‘Ponteggi’) con questi versi:  “Possiamo lasciar cadere le impalcature. Fiduciosi che abbiamo costruito il nostro muro.”

Insieme per l’Europa significa costruire ponti, non muri. Con lo smantellamento del ponteggio che compie vent’anni, questa rete può essere certa che i ponti sono stati costruiti, le persone sono state collegate tra loro e che tutti loro continueranno questo cammino.

Fonte: //www.unitedworldproject.org/watch/20-anni-di-insieme-per-leuropa

Da Augsburg, semi di una nuova stagione

All’ultimo incontro degli Amici di Insieme per l’Europa (Ottmaring-Augsburg 7-9 novembre), caratterizzato da un’impressionante varietà di partecipanti, altrettanto vari sono stati gli echi raccolti. Ne condividiamo alcuni:

“Siamo grati a Dio per questo “fenomeno dell’Insieme”, che in tutti questi anni si è sviluppato in un laboratorio di conoscenza reciproca, di comunione, di unità, di speranza per il nostro Continente.”

“Ho sperimentato una forte azione in controtendenza ai moltissimi rischi di frammentazione e nuove divisioni.”

“Il fatto che il municipio di Augsburg ci abbia accolto, ha dato una nuova visibilità a Insieme per l’Europa che si impegna nel sociale, nella vita civile di una città, dando le ali per una nuova politica, via di pace fra tutti i popoli.”

“Non ho visto ancora gente così, che scruta i segni dei tempi e cerca, insieme e concretamente, che cosa fare per gli altri, per i propri e per gli altri Paesi in Europa.”

“Ho visto che non c’è un PER se non c’è prima un INSIEME.”

“Imparando dagli evangelici, ho sentito come cattolico di convertirmi alla preghiera.” 

“Mi affascina l’immagine di diventare “mediatore evanescente” (v. Relazione di Herbert Lauenroth in Programma e materiale 20°esimo IpE) sulle frontiere dei rapporti.  Insieme per l’Europa’mi è parso un incontro di grande unità fra 55 Movimenti di varie confessioni, di 23 Paesi presenti, in cui è emersa anche l’anima politica di un’Europa che si rinnova, dove le nazioni cercano l’unità nella distinzione, nella libertà, oltre ogni nazionalismo.”

“Essendoci a Roma pochi cristiani di altre confessioni, ho ricevuto l’apertura alla dimensione ecumenica, attraverso la concreta esperienza di contatto con persone di identica fede, pur se appartenenti a tradizioni diverse (…) Si è prodotta in me l’evidenza del valore culturale del nostro  impegno per i 7 SI’ che pronunciamo, in vista del miglioramento della società civile, secondo l’intuizione originaria dei fondatori dell’Europa unita, che miravano non solo alla pace, ma alla solidarietà sociale e alla fratellanza tra i popoli.” 

“Mi viene la voglia di portare “l’Insieme” nella vita quotidiana incominciando con le mie vicine di casa di un altro Paese.”

“Ho imparato qui quanto sia bello essere diversi. La differenza è voluta da Dio. Più siamo diversi, più Dio è presente. Scoprire questo è una vera sfida.”

Insieme per l’Europa è diventato per me un luogo di speranza, dove l’incontro e la riconciliazione preparano il futuro, dove i vari popoli saranno pronti a conoscersi, con le loro storie e tradizioni. Costruire ponti invece che muri.”

“Lavorando insieme, cristiani di varie Chiese, da una parte sperimento la bellezza della Chiesa di Cristo, nel suo respiro più ampio e sento accresciuta la mia identità cristiana. Nel contesto politico e religioso in cui viviamo in Europa, sento di darne testimonianza, anche attraverso il mio servizio per i profughi.”

Non sono forse questi alcuni semi, frutto di 20 anni di esperienza, che possono germogliare nuovamente e segnare ulteriori tappe di fraternità in Europa ed oltre?

Per informazioni sul Convegno clicca qui>>

La Segreteria internazionale di Insieme per l’Europa

“Era come la Pasqua”

Larisa Musina, cristiana ortodossa di Mosca, pro-rettrice dell’Istituto di Educazione San Filaret, ha partecipato alla celebrazione del 20° di Insieme per l’Europa ad Augsburg/Germania nel novembre scorso, in rappresentanza della “Orthodoxe Transfiguration Brotherhood.”

Durante il convegno è stata ricordata la storica firma della “Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione” del 31.10.1999, giorno in cui è nata la rete ecumenica IpE, una delle risposte concrete alla sete d’unità del popolo cristiano. E’ proprio il giorno della celebrazione nel Municipio di Augsburg, il 9 novembre, si ricordava il 30° anniversario della caduta del Muro di Berlino, svolta radicale nelle relazioni Est-Ovest.

Al suo entro in Russia, Larisa ha condiviso con la sua Comunità le sue impressioni sull’evento. Eccone alcune:

“All’incontro di quest’anno ha partecipato il vescovo luterano Christian Krause, uno dei due firmatari della Dichiarazione nel 1999. Allora era il Presidente della Federazione Mondiale Luterana. Lui ha detto due cose importanti. In primo luogo, la strada verso la Dichiarazione non è stata facile. Ci sono voluti molti sforzi per terminare il ventesimo secolo senza lasciare una divisione così significativa alle generazioni future. In secondo luogo, il vescovo Krause ha testimoniato di apprezzare molto il lavoro dei Movimenti e delle Comunità ecclesiali.”

“Questo dialogo e i processi ad esso associati hanno avuto origine e si stanno sviluppando nella logica del rinnovamento della vita ecclesiastica.” Si tratta di mantenere l’autenticità della Chiesa cristiana, sviluppando la sua capacità di realizzare la propria vocazione nel mondo. “È interessante notare che questa iniziativa è stata presa in primo luogo dai Movimenti ecclesiastici.”

Larisa così si esprime sulla solenne serata di conclusione dell’incontro: “La sera abbiamo pregato insieme nella chiesa luterana di Sant’Anna, la stessa chiesa dove è stata firmata la Dichiarazione. Poi, con le candele accese siamo andati nella piazza accanto alla chiesa. Abbiamo ringraziato Dio per i suoi doni, compreso il dono dell’unità dei cristiani, di cui molte persone hanno dato testimonianza. Poi, sempre con le candele accese, tutti ci siamo incamminati verso la città. Era come la Pasqua.”

Con la luce del Risorto nei cuori, i partecipanti sono tornati nei loro Paesi, per portare Dio ai popoli.

Stralci di un articolo-intervista di Oleg Glogolev a Larisa Musina (Istituto ortodosso San Filaret, Fratellanza della Trasfigurazione, Russia), a cura di Beatriz Lauenroth

Fonte: //psmb.ru/a/eto-bylo-kak-na-paskhu.html

 

 

Celebrazione dell’anniversario ad Augsburg

Ambasciatori di riconciliazione e segni di speranza. Insieme per l’Europa festeggia l’anniversario nel Municipio di Augsburg 

La sala del municipio di Augsburg è stata riempita fino alla capienza – 300 membri di 55 Comunità cristiane e Movimenti di varie Chiese di 25 diversi Paesi europei si sono riuniti questo sabato per celebrare insieme alcuni anniversari memorabili: Il muro di Berlino è caduto 30 anni fa e per l’Europa è iniziata una nuova era di incontro tra Est e Ovest. Vent’anni fa, ad Augsburg, è stata firmata la “Dichiarazione congiunta sulla giustificazione” dai rappresentanti della Federazione mondiale luterana e della Chiesa cattolica, e, nel pomeriggio dello stesso giorno, a Ottmaring, si è riunito il primo gruppo di responsabili di diversi gruppi ecclesiali: lì è nata la rete Insieme per l’Europa. Per i presenti i tre eventi sono stati strettamente collegati tra loro e hanno plasmato lo “spirito fondante” dell’iniziativa.

“Voi siete ambasciatori della riconciliazione”, ha incoraggiato i presenti il  vescovo protestante emerito Christian Krause. Nel 1999, in quanto allora presidente della Federazione Mondiale Luterana, era stato uno dei due firmatari della “Dichiarazione Congiunta” e come testimone, i ha ricordato i molti passi incoraggianti che da allora sono stati compiuti nell’ecumenismo. Nell’attuale clima di crescente euroscetticismo e polarizzazione politica, è proprio l’esperienza di diversità riconciliata fra Movimenti e Comunità spirituali la cosa necessaria.

Bertram Meier, attuale amministratore diocesano di Augsburg, ha sottolineato l’importanza di questa capacità di riconciliazione in un dialogo con il suo collega protestante, il vescovo regionale Axel Piper. “L’unità nella diversità è anche una sfida all’interno della Chiesa. Si tratta di imparare a capirsi, non solo  con la mente, ma anche col cuore. Piper ha confermato che proprio questo sforzo forma anche le relazioni ecumeniche ad Augsburg: “Ma dobbiamo rimanere curiosi l’uno dell’altro, dobbiamo essere interessati l’uno all’altro, perché possiamo imparare molto l’uno dall’altro!”

Gerhard Pross, moderatore della Rete Ecumenica, ha poi delineato le prospettive per il futuro affermando che si tratta di resistere alla tentazione di sviluppare nuove strutture organizzative e di approfondire invece il tema della riconciliazione: “In tempi difficili  noi vogliamo essere un segno profetico per una convivenza credibile in Europa.”

Nel pomeriggio il senatore della Repubblica Ceca Pavel Fischer ha dato un’ importante contributo alla dimensione socio-politica di Insieme per l’Europa. Ha descritto un quadro attuale dell’impegno per la libertà e la dignità umana nel contesto di una società europea fortemente influenzata dai media e ha invitato il pubblico:. “Dobbiamo diventare cittadini attivi, avere il coraggio di difendere gli altri, i deboli, di parlare a favore della giustizia.”

Alla fine della giornata P. Heinrich Walter, del Movimento di Schoenstatt, ha fatto un bilancio: “L’Europa ha bisogno di questo spirito positivo, perché ci sono già abbastanza messaggeri del disastro!” Il gruppo ha poi lasciato il municipio per la chiesa evangelica di Sant’Anna, dove nel 1999 è stata firmata la dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione. Lì la giornata si è conclusa  con una preghiera ecumenica e una processione di candele accese, in ricordo della svolta pacifica della caduta del muro. Sul piazzale antistante la chiesa il giubileo è terminato con canti e una benedizione.

Secondo giorno di Congresso a Ottmaring

180 partecipanti provenienti da 20 Paesi (traduzione live in 5 lingue) e 55 diversi Movimenti e Comunità di varie Chiese insieme a Ottmaring, dove Insieme per l’Europa  è iniziato 20 anni fa

Un partecipante, che solo di recente è venuto in contatto con questa iniziativa, ha affermato: “Qui si risveglia il meglio di ciascuno.”

All’inizio della giornata, Andy Pettman accompagna i partecipanti in un momento di riflessione che porta ad una “risposta di gratitudine”. “Riconoscere il seme nei frutti” – questo diventa  tangibile per tutti quando Thomas Roemer invita a riempire dei piccoli sacchetti di carta con dei semi come simbolo di ciò che è nato in 20 anni di cammino Insieme: ora si tratta di diffondere nuovamente questi semi, pieni di fiducia e speranza.

I contributi che seguono sono particolarmente intensi:  Sr. Nicole Grochowina spiega l’efficacia del “profetico nella precarietà” e Herbert Lauenroth la necessità di diventare “frontalieri” viventi “Accross all borders”.

Numerosi  momenti di scambio – a volte in piccoli gruppi spontanei nella sala, a volte per lingua – permettono che l’atmosfera densa e familiare tra i presenti continui a crescere.

Il pomeriggio inizia con un momento di conoscenza della “Casa di preghiera” di Augsburg attraverso la presenza di Johannes Hartl. Si continua con intensi dialoghi e discussioni in plenaria per riflettere insieme su ciò che si è ascoltato e sperimentato e per intuire i prossimi passi  per il futuro.

La sera i partecipanti al Congresso si recano ad Augsburg, dove il sindaco li attende per un ricevimento nella “Sala d’Oro” del Municipio. Una visita al centro città conclude la giornata ricca di nuove esperienze.

Vedi anche “20 anni Insieme per l’Europa”>>

Lo splendore dell’Europa è la sua gente

Preparare il terreno alla riconciliazione. 

Walter Kriechbaum è pastore evangelico e segretario di YMCA a Monaco di Baviera. Il suo cuore batte per l’Europa e vuole vivere la riconciliazione. Per questo coltiva amicizie anche in Polonia e Ucraina nella rete internazionale ed ecumenica Insieme per l’Europa.

Come tedesco, incontro spesso le crudeltà della storia durante i miei viaggi nell’Europa dell’Est. Una volta mi sono trovato, insieme ad amici polacchi, senza parole a Lutsk/Ucraina, nei luoghi di commemorazione delle migliaia di polacchi che furono crudelmente assassinati e un’altra volta in un cimitero in mezzo a uno dei più grandi campi di battaglia della seconda guerra mondiale. Improvvisamente i miei amici mi hanno chiesto di pregare come tedesco e come membro della Chiesa evangelica sui morti, per chiedere perdono e pace per i nostri popoli d’Europa”. Walter Kriechbaum ha sperimentato che vivere insieme la riconciliazione può significare, tra le altre cose, percorrere la via dell’afflizione con gli altri, facendo proprio il dolore altrui. Riconciliazione ecumenica significa prestare attenzione ai doni degli altri e creare spazio per il loro sviluppo. Il dolore per l’unità non ancora completa, dice Walter, sembra essere qualcosa come il seme per il futuro.

La riconciliazione non richiede una rappresentanza proporzionale

Monaco 2016: durante una preghiera ecumenica per l’unità dell’Europa, che polacchi e tedeschi avevano preparato insieme, 20 russi entrano inaspettatamente nella chiesa.  Walter, che presiede la preghiera insieme ad un amico polacco, per un attimo non sa come affrontare la nuova situazione. Poi chiede ad una partecipante del gruppo russo di farsi avanti e dare il suo contributo alla preghiera. Cattolici, protestanti, membri di Chiese libere e ortodossi russi ricevono infine la benedizione da un sacerdote polacco del Movimento di Schoenstatt. Walter: “Ho imparato che la riconciliazione ecumenica non domanda né la proporzionalità, né riconoscere chi ha ragione. Gesù Cristo abita nel cuore dell’altro e in modo sorprendente fa sì che la diversità diventi un complemento, senza essere cancellata.”

La riconciliazione ha bisogno di fiducia

Durante i suoi numerosi viaggi attraverso l’Europa dell’Est, Walter continua a costruire una rete di amicizie: “Ma questo richiede pazienza e perseveranza. Spesso ci vogliono anni perché la sfiducia scompaia. Ho capito che l’esperienza ecumenica “di confine” significa sentirsi vicini e lontani allo stesso tempo e sopportare la tensione. Rivolgendo tutti lo sguardo a Gesù, si sviluppa lentamente una vicinanza interiore. Non può essere forzata, ma è opera di Dio”. La fiducia reciproca che ne deriva fa sì che si possa parlare e crea una libertà interiore, riferisce Walter.

La riconciliazione richiede di essere distaccati

“La riconciliazione e la concordia ecumenica non possono essere organizzate”, dice Walter. “Dobbiamo essere staccati ogni volta ed entrare sempre di nuovo nel Kairos di Dio. Solo Lui conosce il momento giusto”. Ma sicuramente si può aprire la strada a questo. “Insieme riusciremo a far risplendere l’Europa. Il suo splendore è  la sua gente che è in cammino verso la riconciliazione.” Walter ne è convinto e vive per questo – ogni giorno di nuovo.

A cura di Beatriz Lauenroth

 

20 anni di Insieme!

La celebrazione dell’anniversario del 20° di Insieme per l’Europa (IpE) coinvolge storia, Chiese e società in una triplice festa. Gli Amici di IpE si incontrano ad Ottmaring, in Germania, dal 7 al 9 novembre 2019. In programma anche un ricevimento nel Municipio di Augsburg ed una giornata in vari luoghi significativi della città, come la chiesa di Sant’Anna. Si tratta di un nuovo, promettente appuntamento dei popoli in Europa.

Come mai si celebra questo “compleanno” in Germania? Le date parlano da sé! Il 31 Ottobre 2019 sarà ad Augsburg  l’anniversario della storica firma della Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione tra la Chiesa Cattolica e la Federazione Luterana Mondiale; lo stesso giorno ricorrerà ad Ottmaring il 20° del primo incontro tra Comunità e Movimenti evangelici e cattolici, che avrebbe segnato l’inizio di Insieme per l’Europa e il 9 novembre 2019 si ricorderà il 30° della caduta del Muro di Berlino.

Gli anniversari ci invitano sempre a rendere grazie e nello stesso momento a guardare avanti. Il programma del convegno, che vuole esprimere ambedue le cose, si svolgerà nel Centro Ecumenico di Ottmaring, nel Municipio e nella chiesa di Sant’Anna di Augsburg.

Dopo i passi fatti insieme a Praga nel novembre 2018>>  e la “Festa dell’Europa 2019”>>si vuole che l’incontro in Germania diventi un ulteriore laboratorio per progetti concreti in favore del nostro Continente.

La prima parte del programma si svolgerà nel Centro ecumenico di Ottmaring, iniziando da uno sguardo retrospettivo: immagini, testimonianze, scambi sulle esperienze dei 20 anni di cammino insieme, cogliendo  da lì le nuove prospettive: “Riconoscere i semi nei frutti”. Ci saranno riflessioni in gruppi e in  plenaria, momenti di preghiera e ringraziamento, approfondimenti delle linee di IpE, per cogliere maggiormente il contributo  che è chiamato a dare  all’Europa.

Attraverso alcuni esperti e nel dialogo con loro, si guarderà poi ad alcune delle odierne sfide: paura, confini, muri.

La sera di venerdì, 8 novembre, nei pressi della Sala d’Oro del Municipio il Sindaco della Città di Augsburg offrirà un ricevimento ufficiale.

Sabato, 9 novembre, il Convegno continuerà nel Municipio di Augsburg:

  • 20 anni Dichiarazione congiunta sulla Giustificazione con un intervento del vescovo evangelico Christian Krause:  Storia e conseguenze: quale significato oggi?
  • Insieme per l’Europa: frutto della Dichiarazione congiunta, l’esperienza dell’unità, prospettive, sviluppi nei singoli Paesi;
  • Passi sulla via dell’unica Chiesa di Gesù Cristo: Visioni per un unico popolo di Dio;
  • 30 anni caduta del Muro di Berlino e della Cortina di ferro in tutto il Continente;
  • Sfide attuali per l‘Europa e per l‘unità: Pavel Fischer (Praga).

Nella chiesa di St. Anna si pregherà per l‘Europa in diverse lingue; successivamente, nella Piazza della stessa chiesa, si ringrazierà con candele accese, canti, preghiere e brevi testimonianze.

 

La vocazione di Ottmaring

VIDEO – INTERVISTA 

Da tempo sono in corso i preparativi  per la celebrazione dei “20 anni Insieme per l’Europa”. La scintilla di questo originale cammino ecumenico–europeo è partita nella Centro ecumenico di Ottmaring, dopo la storica firma della Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione ad Augsburg (Germania).

Severin Schmid ha visto nascere e ha collaborato allo sviluppo di questa comunione, di cui “lo spartito è scritto in cielo”. Abbiamo chiesto a lui come sono andate le cose.

Ilona Toth, ungherese, membro dell’attuale Comitato d’Orientamento di Insieme per l’Europa, ha partecipato nel 2018 alla festa del 50° di Ottmaring. Che impressione le ha fatto questo Centro ecumenico nei pressi di Augsburg?

Sperimentare la bellezza della varietà

Maria Voce, chiamata familiarmente anche Emmaus, è membro del Comitato d’Orientamento di Insieme per l’Europa. All’interno del Movimento dei Focolari di cui lei è la Presidente, si svolge quest’estate un evento a livello europeo. 

Dalle sue interviste rilasciate in vista di quell’appuntamento, ne abbiamo scelto due in quanto sottolineano lo spirito che anima la nostra rete.

Foto: Diego Goller

Giocare la grande sfida mondiale

In occasione dell’elezione di David-Maria Sassoli a presidente del Parlamento Europeo, riproponiamo stralci dell’intervista del 24 marzo 2017 – alla vigilia del 60° dei Trattati di Roma – quando aveva partecipato alla Veglia ecumenica ed internazionale promossa da Insieme per l’Europa.

Il servizio è della giornalista Claudia Di Lorenzi:

“Far vedere al mondo che la fraternità e l’unità, nonostante le differenze culturali e confessionali, sono possibili”. È con questo obiettivo che si è tenuta a Roma, nella Basilica dei XII Apostoli, una veglia di preghiera ecumenica per l’Europa>>. Un’occasione che ha visto insieme membri della rete internazionale IpE con la presenza di rappresentanti delle Istituzioni italiane ed europee, e che si svolgeva in contemporanea ad altre 56 città in tutta Europa.

Tra i presenti all’evento a Roma, anche l’On. David Sassoli, Europarlamentare italiano del Partito Democratico. Lo abbiamo intervistato:

Onorevole Sassoli, alla vigilia del 60° anniversario dei Trattati di Roma, che hanno segnato la nascita dell’Unione Europea, da più parti si osserva come l’Europa abbia smarrito le sue radici cristiane, concentrata com’è su finanza, burocrazia e interessi nazionali, incapace di solidarietà e accoglienza, e di progettare uno sviluppo centrato sulla persona. Cosa ne pensa?

“Bisogna innanzitutto che i cristiani si facciano sentire un po’ di più e devono esserci reti nel mondo cristiano che diano il testimone ad altri. Perché ci sono valori condivisi, come la pace, la convivenza, la solidarietà, la giustizia che hanno certo una matrice cristiana, ma oggi sono assunti come paradigma di impegno politico, culturale, morale da parte anche di cittadini che cristiani non sono. Sono questi gli elementi che fanno l’identità europea: ecco perché i cristiani devono essere molto contenti perché nell’identità europea si ritrovano valori che sono propri del mondo cristiano. Ma in questo momento abbiamo la necessità di spiegarlo bene ai nostri cittadini, perché l’Europa fa paura, mette ansia, sembra un peso, e invece abbiamo bisogno di fare dell’unità degli europei il valore per giocare la grande scommessa di questo secolo, che sarà dare forma al mercato globale. La globalizzazione senza regole diventa marginalizzazione, povertà, miseria, può essere catastrofica per tante aree del pianeta. La grande scommessa dell’Europa è dare regole e valori al mondo. Perché le regole del mercato senza la difesa dei diritti umani, il senso della libertà e della democrazia, sarebbero soltanto delle leggi economiche che fanno prevalere il più forte e questo non lo vogliamo. Allora, la scommessa è questa: i valori cristiani che sono all’origine dell’identità europea oggi sono l’elemento per giocare la grande sfida mondiale”.

Leggi l’intera intervista>>

Foto: ©Thomas Klann

 

Festa dell’Europa, festa di Popoli

Il 9 maggio, Festa dell’Europa, ha mobilitato anche la gente di Insieme per l’Europa: ecco i tasselli di un mosaico che disegna un volto promettente dell’Europa. I gruppi organizzatori degli avvenimenti, tra Associazioni, Movimenti e Comunità di varie Chiese, ne erano la manifestazione.

Che cosa può legare persone di Praga, Zurigo e Roma con quelle di Milano, Toulouse, Esslingen e Ljubljana con quelle di Padova, Bruxelles, Selbitz e Palermo? Come pure quelle di Lyon, Viterbo e Strasburgo con quelle di Trento, Parigi, Trieste e Klagenfurt? Lingue, storie, etnie e culture così diverse?! Solo un unico desiderio.  Vivere la ‘beatitudine’ dei popoli: “Beato il popolo che appartiene al Signore” (cf. Sal 33,12). Gente che, mentre ha le proprie caratteristiche, la sua forte identità, la sua storia e cultura unica, sa di far parte prima di tutto di quel popolo che il “Signore ha scelto come sua eredità”. La celebrazione del 9 maggio ha mostrato il bozzetto di questo ‘Popolo del Signore’ in Europa.

Ne fanno parte quelli che prima di tutto sentono di dover pregare insieme, dando così l’occasione anche ai responsabili di varie Chiese di incontrarsi tra di loro e con i fedeli. Ci sono coloro che nelle proprie città vogliono collaborare nelle azioni concrete. Ci sono altri che privilegiano i rapporti e, oltre le proprie frontiere, organizzano incontri di riconciliazione tra etnie, spesso in tensione tra loro per situazioni storiche. C’è chi è particolarmente sensibile ai problemi sociali e, coinvolgendo anche politici, testimonia il proprio impegno negli ospedali, tra i migranti, nelle famiglie o con i giovani. Alcuni si sentono interpellati in modo speciale dalle sfide culturali e organizzano tavole rotonde sul dialogo tra Est e Ovest in Europa o cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica all’economia equa e al disarmo nucleare. Ci sono ancora quelli che ritengono importante la visibilità e organizzano marce, mentre altri invitano esperti per suscitare riflessioni. E si potrebbe continuare… Ma non è bella e dinamica questa ricca diversità di un ‘Popolo’ dove ciascuno si nutre del proprio carisma, e ne condivide i frutti per il bene di tanti?

Anche la stampa raccoglie le loro voci: il quotidiano la Repubblica, edizione di Roma, provoca: “L’Europa potrà essere fedele alla sua vocazione, che è quella di mettere in rapporto tradizioni, visioni e religioni? Sì, se ciò avviene sulla base delle sue radici cristiane, che portano all’incontro di persone, gruppi, etnie e popoli e valorizzano il positivo di ogni cultura. Questo è il suo contributo all’intera umanità, nel realizzare un‘unità delle diversità riconciliate, che si arricchiscono reciprocamente.” Vita Trentina, settimanale diocesano di Trento, sottolinea: “Insieme per l’Europa ribadisce che il futuro dell’Europa sta in una cultura dell’Insieme.” La Cronaca di Palermo elenca le forti testimonianze, raccontate davanti a 1.600 persone, di come membri di varie Chiese stanno trasformando insieme il quotidiano delle loro città. L’Avvenire, quotidiano cattolico, nella pagina di Milano annuncia: “Accoglienza e unità nella diversità. Ecco l’Europa secondo i cristiani.” Nel settimanale della diocesi di Padova si legge: “Padova percepisce l’urgenza della situazione europea e la volontà di unire la parte civile all’afflato cristiano e religioso.”

Ecco solo alcuni flash della Storia odierna dell’Europa. Le sei manifestazioni in Austria, le quattro serate a Vienna con esponenti politici, parlavano di un “Europa viva, in vocazione”. In Germania, in varie città della Francia, a Bruxelles nella ‘cappella per l’Europa’, a Praga, a Klagenfurt e a Ljubljana si testimonia che “Tutto nasce, cresce, fiorisce dall’Insieme!”

Grazie, “Festa dell’Europa”, che hai mobilitato energie, messo in luce le potenzialità del nostro Continente e ravvivato la speranza del futuro.

Ada Maria Guazzo, Ilona Toth

Per conoscere le iniziative nelle singole città e regioni clicca qui>>

La Slovenia si prepara

All’ incontro di febbraio di quest’anno, con quasi tutti i Movimenti e Comunità della Slovenia impegnati in Insieme per l’Europa, abbiamo preso sul serio l’idea nata a Praga nel novembre scorso, di organizzare il 9 maggio, Festa dell’Europa, come un evento che lasci un forte timbro in tutto il popolo sloveno, presentando i valori di Insieme per l’Europa.

Inoltre, il 3 maggio andremo in gran numero a Klagenfurt/Carinzia in Austria per festeggiare il giorno dell’Europa anche con alcuni nostri vicini dell’Italia.

Il 4 maggio invece saremo a Brezje nel più conosciuto santuario mariano in Slovenia, dove l’arcivescovo Stanislav Zore celebrerà la Messa, e insieme pregheremo per un’Europa unita.  Subito dopo è previsto un momento di incontro tra noi di diversi Movimenti e Comunità; sarà una bellissima occasione per approfondire l’unità e l’amicizia che ci lega da tempo.

Per cogliere l’invito di dare voce a questo evento e di portare l’idea della Festa dell’Europa in tutti i posti della Slovenia, usiamo anche tutti i mezzi di comunicazione. Nei vari appuntamenti vogliamo invitare pure quest’anno varie personalità e anche la stampa, dove ormai esistono diversi contatti.

Parteciperemo pure alla rete di preghiera che si svolge in Europa dal 25 marzo fino al 9 maggio.  Inoltre, abbiamo deciso di fare cose concrete per la Riconciliazione in Slovenia.

Marjana e Pavel Snoj, a nome del Team di Insieme per l’Europa in Slovenia

La Carinzia, un crocevia di popoli

Siamo un gruppo di Movimenti di diverse Chiese in Carinzia. Pregando insieme e dialogando tra noi, abbiamo riflettuto su come celebrare la “Giornata dell’Europa 2019”.

Attraverso il contatto con l’Europahaus (Casa dell’Europa) a Klagenfurt abbiamo trovato un posto adatto e questo ci ha permesso di delineare il nostro progetto.

La tematica centrale sarà “Europa senza Cristo?” Con la presentazione dei nostri 7 SÌ vorremmo ispirare riflessioni su come possiamo contribuire ad un’Europa sostenibile.
Viviamo qui in Carinzia, ad un crocevia dell’Europa, dove tre popoli sono di casa. Per secoli vi si sono stabiliti romani, slavi e tribù germaniche. Per questo motivo abbiamo invitato ospiti da Lubiana, Trieste e Graz per incontrarci e scambiarci le nostre esperienze.

Il 3 maggio 2019 avremo l’opportunità di celebrare un cammino di rapporti e concordia e di 70 anni di pace. Insieme possiamo valorizzare ciò che ci viene donato dalla diversità dei popoli in Europa.

Celebrando la nostra “Giornata dell’Europa” vogliamo ringraziare per tutto questo ed esprimere la nostra speranza per un futuro di pace.

Manfred e Fini Wieser, gruppo di Insieme per l’Europa della Carinzia 

Invito da scaricare (in tedesco)    

KLAGENFURT Europa Einheit In Vielfalt - Flyer_2019 (1.4 MB)

Cercare insieme

20 anni Insieme per l’Europa dal 7-9.11.2019 a Ottmaring e Augsburg / Germania. La visita del vescovo regionale Axel Piper

A fine febbraio si sono incontrati 16 rappresentanti di Insieme per l’Europa ad Ottmaring, per preparare l’incontro degli “Amici” dal 7 al 9 Novembre 2019. Questa rete internazionale è nata 20 anni fa, motivo sufficiente per ricordare gli inizi e sviluppare prospettive per il futuro.

Axel Piper, dal 1 gennaio 2019 vescovo regionale della Chiesa evangelica luterana di Augusta e Svevia, ha incontrato, durante la sua prima visita al Centro Ecumenico di Ottmaring, Gerhard Pross, Ilona Toth, Herbert Lauenroth e Diego Goller, membri della commissione preparatoria di Insieme per l’Europa, per conoscere da più vicino l’iniziativa.

L’esperienza del vescovo Piper e la sua visione della Chiesa: non strutture, ma “persone che stanno cercando insieme”. Allo stesso tempo, dice Piper, “è sufficiente essere curiosi – nel senso migliore del termine”. Attende quindi con impazienza il nuovo compito, “per conoscere nuove persone, nuove sfide e per contribuire a dare forma ad un nuovo inizio nella Chiesa e nella società”. Quindi, l’iniziativa Insieme per l’Europa gli é “molto simpatica”.

Pertanto, l’incontro degli “Amici di Insieme per l’Europa” dal 7 al 9 Novembre 2019 è già programmato nella sua agenda.

Beatriz Lauenroth

Foto: © Maria Kny

Vienna: Cittadini europei si preparano ‘insieme’

Dal 19 marzo al 5 maggio vari gli appuntamenti in diversi luoghi della capitale austriaca. Lo scopo: in vista delle Elezioni europee, mettere insieme cittadini e parlamentari per parlare di politica in modo costruttivo.

Cosa sta a cuore ai nostri amici a Vienna?

“I problemi attuali dell’Unione Europea riguardo alla sua politica, all’economica e alla sua forma strutturale, riguardano tutti noi.  Nel dibattito per il futuro del Continente, noi di Insieme per l’Europa ci sentiamo  interpellati a contribuirvi, mettendo a frutto “la nostra vocazione all’unità e la nostra Cultura dell’Insieme”. Siamo convinti che l'”unità nella diversità”, che ci è stata donata in un toccante processo di riconciliazione, è una risposta di Dio alle necessità del nostro tempo. Con questa fiducia vogliamo invitare cittadini, esperti ed esponenti del Parlamento dell’UE ad un dialogo tra loro e dare un segno a favore di una politica di riconciliazione e di solidarietà.”

Stimolanti le tematiche scelte:

  • Erasmus – formare l’Europa
  • Ebraismo nell’odierna Europa – antico e nuovo antisemitismo
  • Patria e Migranti
  • Parola e pane – la dimensione sociale.

La serata conclusiva si celebrerà l’11 aprile nella “Casa dell’Unione Europea” e raccoglierà tra l’altro i messaggi dai vari incontri, presenti rappresentanti politici ed ecclesiali.

Il 5 maggio si svolgerà una preghiera ecumenica per l’Europa in una chiesa centrale della città.

Vari i luoghi e le modalità degli incontri, i Movimenti e gli esperti, le tematiche e i modi di impegnarsi. Ma unica è la voglia di non far passare quest’occasione per dire: INSIEME si può!

Come non augurarsi che tanti si ispirano all’esempio di Vienna?

Dall’invito: Preghiera per l’Europa  (Card. Carlo Maria Martini)

Padre dell’umanità, Signore della storia,
guarda questo continente europeo
al quale tu hai inviato tanti filosofi, legislatori e saggi,
precursori della fede nel tuo Figlio morto e risorto.
Guarda questi popoli evangelizzati da Pietro e Paolo,
dai profeti, dai monaci, dai santi;
guarda queste regioni bagnate dal sangue dei martiri
e toccate dalla voce dei Riformatori.
Guarda i popoli uniti da tanti legami,
ma anche divisi, nel tempo, dall’odio e dalla guerra.
Donaci di lavorare per un’Europa dello Spirito
fondata non soltanto sugli accordi economici,
ma anche sui valori umani ed eterni.
Un’Europa capace di riconciliazioni etniche ed ecumeniche,
pronta ad accogliere lo straniero, rispettosa di ogni dignità.
Donaci di assumere con fiducia il nostro dovere
di suscitare e promuovere un’ intesa tra i popoli,
che assicuri per tutti i continenti
la giustizia e il pane, la libertà e la pace.

Invito da scaricare (in tedesco)    

Miteinander Für Europa - Einladung Wien (2.1 MB)

 

 

Portatori di speranza

Clarita e Edgardo Fandino, responsabili mondiali del Movimento “Equipes Notre-Dame”, vivono a Bogotá in Colombia. Hanno partecipato al recente incontro degli Amici di Insieme per l’Europa a Praga. Abbiamo voluto conoscere più da vicino la loro esperienza.

1) Qual è stata la vostra esperienza con gli “Amici di Insieme per l’Europa” a Praga?

È stato commovente essere testimoni diretti di questa iniziativa che, partendo dalle sinergie tra molti Movimenti, cerca di dare risposte di speranza ad un mondo secolarizzato invitando tutti ad assumersi le proprie responsabilità di fronte alla società e al mondo senza isolarsi, ma condividendo le proprie ricchezze evangeliche. Personalmente avremmo voluto conoscere più da vicino i carismi specifici dei vari Movimenti presenti, ma supponiamo che da un lato fosse già stato fatto in precedenti incontri e dall’altro il tempo limitato del programma non l’abbia permesso. Durante questi due giorni di incontro, nei momenti liberi e nelle conversazioni, abbiamo potuto condividere esperienze con molti dei presenti. Abbiamo notato un’atmosfera di rispetto, fraternità e apertura che deve essere estesa ai vari ambienti di vita, per essere veri agenti di trasformazione come il lievito nella pasta.

2) Come colombiani, come vedete l’Europa attuale?

Non abbiamo partecipato a questa riunione di Insieme per l’Europa come colombiani, ma come responsabili mondiali del Movimento “Equipes Notre-Dame”, che ha avuto origine in Francia e che oggi è presente in 92 Paesi dei cinque continenti. Come colombiani, abbiamo notato grandi differenze tra l’Europa e l’America di oggi e, naturalmente, con la nostra nativa Colombia. L’Europa di oggi sta vivendo un processo di secolarizzazione molto più pronunciato che in America ed è influenzato dai venti di crisi e di disgregazione con tendenze separatiste che minano le istituzioni e i regimi in atto. Le tendenze populiste con gli agitatori che polarizzano e raccolgono il malcontento sono un problema che ha già raggiunto dimensioni universali. Oggi più che mai, è indispensabile che noi, che professiamo valori di fede, siamo più attivi nel promuovere iniziative di cambiamento che portino valori trascendenti. Come ha detto Ernesto Sabato, questo scrittore meraviglioso e osservatore critico delle realtà del mondo: “Una cosa certa è la convinzione che solo i valori spirituali saranno in grado di salvare la condizione umana da una catastrofe annunciata.”

 3)  Siete i responsabili mondiali del Movimento “Equipes Notre-Dame” e avete appena concluso un importante incontro internazionale a Parigi. Alla fine di questo incontro, quali sono i vostri progetti e le prospettive per il futuro?

Abbiamo assunto la responsabilità internazionale del Movimento “Equipes Notre-Dame” lo scorso luglio a Fatima, in Portogallo, dove, insieme a circa 9000 presenti da più di 70 Paesi, tra cui 400 sacerdoti e vescovi, 4000 coppie e 200 vedovi, abbiamo vissuto una settimana di incontro che aveva come tema la parabola del figliol prodigo, con il motto: “Riconciliazione, segno d’amore”. Al termine di questo incontro, sotto forma di mandato, abbiamo stabilito gli orientamenti di vita per i membri del Movimento nei prossimi sei anni. Come linea guida il nostro motto é: “Non abbiate paura, andiamo avanti”; è un invito ad agire, a concretizzare la nostra vocazione e la nostra missione, partendo dallo specifico del nostro carisma: la spiritualità coniugale.

L’incontro che abbiamo avuto di recente a Parigi, con il gruppo di responsabili internazionale, il primo dei 3 incontri annuali, aveva come scopo di stabilire la strada da percorrere per portare a ciascuno dei membri del Movimento il motto di Fatima, perché lo possano concretizzare nella loro vita. Ecco perché abbiamo stabilito molte linee di azione per le sfide all’interno e all’esterno del Movimento, sempre in conformità con l’invito della Chiesa, e soprattutto di Papa Francesco, di andare verso le periferie, come agenti di Misericordia. Questo appello è ben espresso dal Papa nella sua recente Esortazione Apostolica “Gaudete et exultate ” (GE 26) “Non è sano amare il silenzio ed evitare l’incontro con l’altro, desiderare il riposo e respingere l’attività, ricercare la preghiera e sottovalutare il servizio. Tutto può essere accettato e integrato come parte della propria esistenza in questo mondo, ed entra a far parte del cammino di santificazione. Siamo chiamati a vivere la contemplazione anche in mezzo all’azione, e ci santifichiamo nell’esercizio responsabile e generoso della nostra missione.”

Tra le tante linee di azione per le quali lavoriamo, ci sono: l’arte di accompagnare i vedovi e le vedove, la preparazione e l’accompagnamento dei giovani al matrimonio e nei loro primi anni di vita coniugale, il lavoro su altre realtà della vita coniugale come l’accompagnamento degli adulti, l’ascolto dei giovani… ecc.

4) Potreste dirci qualcosa su di voi, della vostra famiglia, dove vivete, il vostro lavoro…? 

Siamo una coppia colombiana, sposata da 32 anni, 2 figli, uno di 26 anni che si è appena sposato e una figlia di 24 anni che vive ancora con noi. Viviamo a Bogotà, una città cosmopolita con circa 8 milioni abitanti. Clarita insegna musica e catechismo e Edgardo lavora tuttora come ingegnere civile. Noi apparteniamo da 22 anni al Movimento “Equipes Notre-Dame”, che ha nutrito la nostra spiritualità coniugale; abbiamo svolto compiti di servizio in diversi ambiti di responsabilità. Al presente siamo responsabili internazionali del Movimento per i prossimi sei anni. La nostra vita è suddivisa tra il lavoro professionale di Edgardo, il lavoro delle nostre “Equipes Notre-Dame” e i frequenti viaggi che questo incarico impone. Siamo convinti che ognuno di noi ha una missione e una responsabilità in questo mondo, essere portatori di speranza e riflettere l’amore di Cristo sull’umanità, rendendolo presente nel nostro ambiente e nelle periferie in  cui dobbiamo addentrarci.

Clarita e Edgardo Fandino, Bogotá/Colombia

Voci da Praga – 2° parte

Voci da Praga – 2° parte

Brevi interviste ad alcuni partecipanti dell’incontro degli Amici di Insieme per l’Europa a Praga 2018 – 2° parte

“Abbiamo un grande fondamento che ci lega.” Matthias Leineweber, Comunità di Sant’Egidio, Germania

“Identity is something what we desperately need!” Pavel Fischer, Senator in the Czech Parliament

“Pour leur communiquer la beauté”. François Delooz, Communauté de Sant’Egidio, Belgique

“I realised the strength of the Movements.” Pavel Černý, Pastor, Czech Republic

“Europa ist sehr bewegt”. Valerian Grupp, CVJM Esslingen, Deutschland

2° Giornata IpE a Praga

La seconda giornata dell’incontro degli “Amici di Insieme per l’Europa” a Praga voleva proporre ai partecipanti un’occhiata più da vicino alla situazione dei credenti e delle Chiese nella Repubblica Ceca. Pertanto, oltre alle numerose opportunità di scambio personale e di confronto in gruppi piccoli e grandi, vi sono stati tre impulsi tematici principali.

Jaroslav  Šebek, storico e membro dell’Istituto di storia dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca, ha presentato il tema “Le Chiese nella Repubblica Ceca e le sfide del tempo turbolento di oggi”. La crisi dei rifugiati è diventata una pietra miliare per il futuro dell’integrazione europea, dove concetti diversi si scontrano “e ancora una volta è simbolicamente est contro ovest”, ha detto Šebek. Un problema di oggi è l'”incapsulamento della comunicazione” in cui sono coinvolti i social media. “Mentre durante l’era comunista avevamo un deserto di informazioni, oggi siamo in una giungla di informazioni”. Il risultato è lo stesso: “Perdita di orientamento e maggiore suscettibilità alla manipolazione e diffidenza nei confronti di tutto e di tutti.” In una tale situazione anche i rappresentanti della Chiesa stanno cercando di orientarsi.

Anche Pavel Fischer, senatore al Parlamento ceco, ha descritto la situazione attuale della Repubblica ceca e ha presentato le sfide dal punto di vista socio-politico. Ha sottolineato l’importanza dell’identificazione emotiva con un’esperienza sociale personale; essa nasce in uno spazio linguistico ed esperienziale concreto. L’unità dell’Europa può essere raggiunta solo prendendo sul serio tutti i processi di identificazione locale e le singole persone con cui si cammina insieme. La visione di un’Europa unita può emergere solo se le politiche rispettano la sussidiarietà e rispettano e promuovono la diversità dei popoli, delle lingue e delle culture europee.

Interview “Identity is something what we desperately need!” Pavel Fischer

Interview “Let’s engage on the very local level!” Pavel Fischer

Tomáš Halík, sociologo ceco, filosofo della religione e sacerdote cattolico romano (Premio Templeton 2014), ha presentato gli sviluppi storici della Chiesa ceca fino ai giorni nostri in un ampio arco di tempo come parte del suo contributo sulla situazione religiosa nel suo Paese d’origine. Divenne chiaro che il tentativo della Chiesa di offrire  per il presente e il futuro la fede vissuta ieri, era fallito. La Chiesa popolare tradizionale di oggi non ha più forza, perché la sua biosfera scompare sempre più. La religione oggi non ha alcuna influenza sullo stile di pensiero della generazione di oggi; questa vive nel nuovo cosmo di Internet. “La nuova generazione non è pronta a ricevere la religione senza argomenti. Oggi la Chiesa è sfidata a prendere in considerazione soprattutto coloro che sono in ricerca. Questi sono, per così dire, la diocesi più grande.” Halík ha sottolineato che “Il futuro della Chiesa dipende dalla sua volontà di comunicare con chi è in ricerca, di accompagnare i cercatori”. La fede non dovrebbe essere un’ideologia di risposte precise, ma un modo per camminare con chi è in ricerca. Poiché tutti si pongono la domanda sul significato della vita, la Chiesa deve essere presente anche per tutti, non solo per i devoti. Halík ha invitato il pubblico ad essere coraggioso e a prendere sul serio gli altri che cercano la verità in  modi diversi e a dialogare con loro.

Questa ricca giornata si è conclusa con un momento di preghiera in cui tutte le riflessioni e i temi della giornata come pure il futuro dell’Europa sono stati portati davanti a Dio.

E’ seguita una cena festosa con un programma culturale.

Heinrich Brehm

Il nostro affare è l’Europa

Piccoli esempi di sinergia tra Movimenti e iniziative “pro Europa”

‘Insieme per’ a Dresda

Siamo un piccolo gruppo del Movimento dei Focolari a Dresda. Alcuni mesi fa, sulla piazza principale della città, abbiamo potuto parlare, a circa 2oo persone, della fratellanza universale, presentando i pensieri di Chiara Lubich, espresso davanti ai 700 sindaci dell’Europa a Innsbruck nel 2001. Tra gli organizzatori eravamo insieme con “Pulse of Europe”, un’iniziativa aperta a tutti con lo scopo di vivere insieme per un’Europa unita, democratica. Questa organizzazione ogni mese fa un programma per sensibilizzare le persone, mettendo in rilievo la pace e tutti i valori su cui poggia l’Europa. Era evidente quella ‘parentela spirituale’ che ci lega anche attraverso la persona di Chiara che ha diffuso in tante persone nel mondo i valori della fratellanza universale, anche in vista del grande progetto dell’Europa unita.

Uno dei responsabili per i giovani nella diocesi, gesuita, sentendo la nostra collaborazione, ci incoraggiava con forza: “Andate avanti! Voi avete la possibilità di dare senza complicazione il vostro contributo. Ve lo chiedo proprio: andate avanti con coraggio, altri hanno troppa paura!” Sì, siamo pochi, ma dobbiamo e possiamo prendere la strada nuova che Dio ci mostra! Siamo molto contenti di aver conosciuto la gente di “Pulse of Europe”, e loro sanno che li sosteniamo. Possiamo dirlo sinceramente: il loro affare, la loro grande sfida è anche nostra.

Monika Scheidler, Ilse Fehr

Il Cammino Neocatecumenale festeggia il suo 40° in Slovenia. E’ l’occasione per fare festa nella grande famiglia dei Movimenti

Ai primi di settembre, il Cammino Neocatecumenale in Slovenia ha festeggiato i 40 anni della sua presenza nel Paese. Insieme a loro hanno festeggiato rappresentanti di diversi Movimenti, come Coppie per Cristo, Movimento Cammino (Pot), Movimento dei Focolari, Rinnovamento nello Spirito e Comunità Emmanuel. La festa è stata molto ben preparata con la Messa solenne, presenti 5 vescovi, e, alla fine, un’agape che ha dato spazio a rapporti fraterni e alla comunione. E’ stato un dono particolare la visita per quest’ anniversario dei primi neocatecumenali itineranti dall’Italia, che 40 anni fa hanno portato questo spirito in Slovenia. E’ stata un’occasione propizia per costruire rapporti veri e profondi. Siamo stati accolti in sala molto calorosamente e, tra gli ospiti speciali, sono stati nominati gli altri Movimenti.

La rete dei vari Movimenti in Slovenia si è rafforzata in tutti questi anni anche grazie al reciproco aiuto con ospitalità, che per esempio il Movimento dei Focolari ha potuto offrire nel suo Centro Mariapoli a Planina per 200 ucraini del Cammino Neocatecumenale che, viaggiando verso Roma e al ritorno, hanno potuto fermarsi e prendere alloggio lì. Con gioia la settimana prossima saranno ospitati di nuovo 80 ucraini diretti alla Città Eterna. Per chi viaggia verso l’Italia siamo in un punto strategico, che siamo contenti di usare anche per la comunione tra i Movimenti.

Pavel e Marjana Snoj, Slovenia

Foto: privati

Sulle tracce della “Rivoluzione di Velluto”

Insieme per l’Europa 2018 a Praga

Praga, la capitale della Repubblica Ceca, un Paese al cuore dell’incrocio storico e culturale dell’Europa, farà casa dal 15.-17.11.2018 all’incontro annuale degli Amici di Insieme per l’Europa.

Le grandi vicende dell’Europa Centrale – e, in particolare, del popolo ceco – faranno da sfondo a questa nuova tappa nel cammino di Insieme per l’Europa, che promuove la reciproca accoglienza tra diverse identità culturali e politiche.

Nel novembre 2017, l’incontro europeo degli Amici di Insieme per l’Europa si era svolto a Vienna, città ponte tra Est e Ovest. Ora un passo più in là, ci si troverà al Centro-Est Europa, con un desiderio comune: affrontare difficoltà, pregiudizi e paure pesantemente presenti in questo momento, in modo particolare tra i Paesi-membri dell’Unione Europea e oltre. Con la vita del Vangelo, nutrito e illuminato dalla presenza di Cristo nelle e tra le comunità cristiane, si vorrà testimoniare, che il cammino verso un’Europa “casa delle nazioni e famiglia di popoli” non è un’utopia.

Sulle tracce della “Rivoluzione di Velluto”

La Repubblica Ceca, proprio il 17 novembre, ricorderà l’inizio della “sametová revoluce” (rivoluzione pacifica, detta “di velluto”), che ha reso anche questo Paese uno dei protagonisti della riunificazione dell’Europa – processo che dura ancora. E’ una coincidenza che interpella gli Amici di Insieme per l’Europa, per rinnovare il comune impegno: portare nella cultura post-secolare lo spirito dell’umanesimo cristiano, offrendo così il proprio contributo nel dare vita e forma ad un’Europa più unita.

Il rinomato teologo-filosofo ceco Tomas Halik, amico personale di Vaclav Havel, Jaroslav Sebek, membro dell’Istituto Storico dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca, e Pavel Fischer, politico ceco emergente, insieme a responsabili e rappresentanti di diversi Movimenti, Comunità e Associazioni, apriranno con riflessioni e testimonianze questo convegno, il cui traguardo è audace assai: ricordare un´altra Europa, l´Europa delle grandi speranze e promesse. Sorgono dal ricco patrimonio di una molteplicità etnica, sociale, culturale, che tende alla comunione e al dialogo.

L’avvenimento a Praga diventa così una tappa importante nella storia di Insieme per l’Europa, che anche questa volta vorrebbe non stancarsi nell´impegno per un´Europa più unita, più giusta, e più fraterna. Sarà anche un’eccellente occasione per prepararsi insieme alle prossime elezioni del Parlamento Europeo.

L’incontro terminerà con una serata aperta assieme ai rappresentanti di Movimenti e Comunità di varie Chiese presenti in Cechia.

Indirizzo: Centro Mariapoli, Mladoboleslavská 667, 190 17 Praga 9 – Vinoř, Repubblica Ceca  – Tel. +420 286 007 711; email: cmpraha@espol.cz  www.centrummariapoli.cz

Beatriz Lauenroth

Foto: Canva

Vince la verità

L’Europa vive di quelle idee dalle quali è nata. 

In preparazione al prossimo incontro degli Amici di Insieme per l’Europa, ecco tre domande a Jiři Kratochvil di Praga, esperto di dialogo fra le varie culture in Europa.

Il prossimo appuntamento con gli Amici di “Insieme per l’Europa” si terrà a Praga, terra degli “hussiti”, della “primavera di Praga”, della “rivoluzione di velluto”. La grande storia del popolo ceco farà da sfondo al dialogo tra i partecipanti. Come capirla di più?

È una storia travagliata, caratterizzata dai grandi risvegli idealistici e spirituali, dalla ricerca della giustizia e della verità, spesso però finiti con disillusioni fortissime. Questo è il caso proprio dei tre momenti menzionati: il movimento hussita si è scatenato dopo la morte del sacerdote Jan Hus, bruciato sul rogo nel 1415, considerato dai suoi seguaci martire della verità; purtroppo le guerre seguenti, nelle quali non si trattava più della verità, ma del potere, hanno completamente devastato il Paese. Così anche, molti secoli dopo, nel 1968, gli attori principali della “Primavera di Praga” con grande sostegno ed entusiasmo di tutta la Nazione – cosa mai vista prima – volevano installare un regime socialista “dal volto umano”, liberato da tutte le menzogne e crudeltà del passato recente; sfortunatamente questa speranza è stata distrutta sotto le ruote dei carri armati ed è sbocciata nella rassegnazione generale, non sospesa neanche dall’eroico sacrificio  di Jan Palach (uno studente che, per protesta, si è bruciato vivo).

E poi la “rivoluzione di velluto” del 1989, che ancora tanti ci ricordiamo molto bene; è stata portata avanti dal motto del protagonista principale, Vaclav Havel: “L’amore e la verità deve vincere sopra la menzogna e l’odio”. Nessuno però si aspettava che sarebbe seguita una lotta così dura: i valori spirituali dei primi mesi, sentiti così fortemente durante le manifestazioni popolari sulle piazze, pian piano si sono spenti, essendo stati sostituiti dal pragmatismo della “tecnologia del potere”.

La bandiera del Presidente della Repubblica ceca porta lo scritto “La verità vince”. Tuttavia dalla versione originale sono state tolte due parole: “di Dio” – “La verità di Dio vince”. Siamo sicuri che la Sua verità vince alla fine della storia. Però prima forse deve subire tante sconfitte, come lo dimostra la storia (non solo quella ceca), ma questo non ci dispensa dal dovere di metterci sempre dalla Sua parte, quella della Verità.

“Insieme per l’Europa” vuol dare un contributo per costruire l’unità tra l’Europa dell’Est e dell’Ovest. Che ruolo ha la Cechia in questo impegno?

 A causa della storia religiosa travagliata la Cechia è un Paese molto secolarizzato. La maggioranza della popolazione non vuole identificarsi con una Chiesa. Ma questo non vuol dire che siano atei. Sorprendentemente, il numero degli atei dichiarati diminuisce. Tra la gente, tra i giovani ed anche tra gli intellettuali, esiste una fortissima sensibilità per i valori spirituali e culturali. Lo ha dimostrato per esempio il modo caloroso con cui, nel 2009, è stato accolto a Praga dal Comune accademico Papa Benedetto XVI. Magari proprio quest’incontro ha suscitato in lui l’idea di creare il cosiddetto “Cortile dei gentili”, una iniziativa di dialogo con il mondo “laico”.

Cercare insieme, come cristiani di diverse denominazioni uniti tra di noi, varie forme di questo dialogo, potrebbe essere una strada per il progetto “Insieme per l’Europa”. I laici secolarizzati, con tratti e lineamenti diversi, si trovano in tutte le parti dell’Europa. La Cechia potrebbe diventare un piccolo “laboratorio” del colloquio con loro. 

Pensando al futuro dell’Europa che ulteriori sfide si presentano per raggiungere la meta, l’unità?

Una domanda difficilissima, ma la risposta, anche se non semplice, mi sembra abbastanza logica. Si dice che ogni Nazione – e questo vale anche per un Continente – vive di quelle idee dalle quali è nata. Basta ricordarsi da dove è nata l’Europa in cui viviamo oggi: da Gerusalemme (fede), da Atene (ragione) e da Roma (diritto). Su queste fondamenta sicure è cresciuta la sua grandezza e ricchezza culturale, spirituale e materiale. Oggi stiamo per affrontare la situazione di una migrazione di popoli, simile a quella dall’inizio del Medioevo: la sfida più grande consiste nel saper convivere con l’alterità dei nuovi arrivati, che sicuramente saranno molti, perché le correnti migratorie continueranno non solo per i motivi politici ed economici, ma prima di tutto climatici.

Non dobbiamo illuderci: l’Europa, come la conosciamo, prima o poi sparisce, anche per i motivi di natalità decrescente. Noi cristiani dobbiamo essere la “minoranza creativa”, tornando a queste radici forti della nostra tradizione e a tutti i valori veri che ne sono nati, senza essere chiusi agli stimoli nuovi. Su questa base spirituale, chiedendo sempre la grazia di Dio, possiamo cercare la nuova unità della nuova Europa.

Jiři Kratochvil, nato nel 1953. laureato in economia a Praga, per tanti anni ha lavorato in varie ditte statali nel dipartimento finanza. Dopo la caduta del comunismo ha aiutato la Caritas a rinnovarsi. Ha vissuto in Canada, in Italia ed in  Germania, oltre che in Cechia e in Slovacchia. Attualmente lavora a Praga come traduttore per la Conferenza episcopale ceca.

Foto: Praga: ©Canva; Jiři Kratochvil: privato

Guardando in avanti

Nel 2019 si terranno a fine maggio le elezioni dirette al Parlamento europeo. Due settimane prima, il 9 maggio, si celebra la “Festa dell’Europa”. Se vogliamo dare il nostro contributo alla costruzione di un’Europa viva e con un futuro promettente, dovremmo metterci in tempo in cammino nei vari Paesi e nelle città.

Sembra che Insieme per l’Europa sia oggi più attuale che mai, in un momento in cui il nostro Continente sta affrontando molte sfide. Siamo convinti che Dio non ha suscitato questa rete senza un motivo.

L’Europa è sulla bocca di tutti. Ma in che modo sarà possibile portare il nostro contributo come cristiani nella costruzione dell’Europa di oggi? Le nostre possibilità sono limitate. Eppure, sono le piccole minoranze, ma creative e motivate, che possono fare la differenza e contribuire al cambiamento. Per questo sarà importante che lasciamo ai nostri carismi di dispiegarsi: La nostra vocazione all’unità, la nostra cultura dell’Insieme è oggi più necessaria che mai.

9 maggio – Festa dell’Europa

All’incontro degli ‘Amici di Insieme per l’Europa’ a Vienna nel 2017, l’impulso di Jeff Fountain (Paesi Bassi) e del gruppo italiano, di riempire di vita il 9 maggio, Giornata dell’Europa, ha suscitato molto interesse. Quest’anno, in alcune regioni si sono già svolti degli eventi.

Per il 2019 sembra importante iniziare fin d’ora a includere questa data nella nostra programmazione annuale, per riunirci localmente come Movimenti e Comunità ed esplorare le possibilità di questa giornata. Può essere utile includere anche altre iniziative che si impegnano a favore di un ‘insieme’ in  Europa. Due settimane dopo si svolgeranno le elezioni per il Parlamento europeo; ci saranno sicuramente spinte favorevoli e idee creative. Perciò, nel 2019 c’è una valenza aggiunta: il 9 maggio dovrebbe essere un giorno di gioia, di festa, di impegno e di preghiera! Diversi impulsi e iniziative sono già avviati>.

L’Europa ha bisogno della nostra preghiera.

Vediamo il nostro contributo all’Europa anche nella preghiera. Dopo le nostre iniziative alla vigilia dei 60 anni dei Trattati di Roma, il 24 marzo 2017, abbiamo visto la sua forza trasformante. Confidiamo che molto si muoverà in cielo e in terra, quando pregheremo insieme in unità per il nostro Continente.

Gerhard Proß, Diego Goller, P. Heinrich Walter

Vedi anche: Attiva la tua città> 

Foto: ©Ursel Haaf – www.urselhaaf.de

L’Europa nell’«era della paura»

Occorre un impegno rinnovato ed accresciuto per promuovere una «cultura della fiducia», una fiducia nel Dio «secolare», presente in questo mondo.

E’ ancora molto attuale l’intervento di Herbert Lauenroth al Congresso internazionale di “Insieme per l’Europa – Monaco 2016″. Eccone il testo completo. 

Cari amici,

due immagini – una biblica ed una secolare – possono introdurci alle nostre riflessioni sulle varie apparenze della paura, della paura in Europa.

(1) L’immagine biblica: nel libro della Genesi Dio chiama l‘uomo in un momento drammatico: „Adamo, dove sei?“ L‘ appello va a colui, che – portato dalla paura e dalla vergogna – è fuggito nella boscaglia, si nasconde dalla visione di Dio, perché diventato cosciente della sua nudità esistenziale e della sua miseria. Questa immagine descrive la nostra attuale situazione in Europa: il nostro continente si barrica, si trincera nella sua mancanza di vie d’uscita. L’Europa allora si trova in questo sottobosco, in questo coinvolgimento pieno di paure e vergogna nelle proprie limitazioni e storie di colpa. Questo sottobosco è Idomeni, la frontiera della Macedonia, il filo spinato della frontiera tra Ungheria e Serbia, ma sta anche per le tante emarginazioni all´interno delle nostre società.

Se si prende lo scenario biblico con questa chiave di lettura, con lo sguardo sull’Europa che si sta facendo fortezza custodendosi verso i rifugiati, allora questa immagine assume ancora un altro significato e appare di fronte a noi il sovrano europeo come colui che in fondo è veramente: senza tetto, senza patria, il rifugiato nella fuga più fatale: quella da sé stesso.

L’Europa, quindi, deve sentire nuovamente questa chiamata di Dio come punto interrogativo sul suo disegno, sul suo mandato e sulla sua responsabilità per sé e per il mondo: „Europa – dove sei?“

(2) Questa immagine di una ristrettezza esistenziale, dalla quale solo Dio libera, trova una sua analogia nelle visioni di una perdizione cosmica dell’uomo moderno in uno spazio indifferente, inospitale nei suoi riguardi, che trova una sua eco nella famosa esclamazione del filosofo e matematico Blaise Pascal: „Il silenzio eterno di quegli spazi infiniti mi atterrisce.” La consapevolezza di trovarsi spostato o esposto inorridisce l’uomo isolato, ributtato su sé stesso, riecheggia come leitmotiv nella storia dell’Europa, rintracciabile in nozioni come quelle della „perdita del centro“ (“Verlust der Mitte”) oppure dello “essere senza dimora metafisico” (“Metaphysische Obdachlosigkeit”).

(3) Questa paura di perdere sé stessi o il mondo può dischiudere contemporaneamente anche un nuovo spazio di esperienza:

* Il poeta e primo Presidente della Repubblica Federale Ceca e Slovacca, Vaclav Havel, ripassando le rivoluzioni pacifiche degli anni 89/90 nei Paesi dell’Europa centrale, parlava dell´essenza della paura in quanto “paura della libertà”: „Eravamo come dei prigionieri, che si erano abituati alla prigione, e poi, ad un tratto lasciati alla libertà tanto attesa, non sapevano come vivere con essa, disperati, perché dovevano decidere loro stessi, e prendere la responsabilità per la propria vita.“ Si tratta, così Havel, di affrontare questa paura. Perché così “possono scaturire in noi anche nuove capacità. Paura della libertà può insegnarci ad usare in modo giusto questa libertà. E paura del futuro può essere proprio quel movente che ci costringe a far di tutto, perché il futuro diventi migliore.”

* Il grande teologo protestante Paul Tillich colloca la paura come esperienza fondamentale dell‘esistenza umana: “Il coraggio di esistere”, afferma lui, “ha le sue radici in quel Dio che appare, quando Dio è scomparso nella paura del dubbio.” Ciò significa: solo l’esperienza della paura come esperienza della perdita di un’immagine di Dio, dell’uomo e del mondo prima creduto immutabile, libera nel pensiero di Tillich ciò che lui chiama il „coraggio di esistere“ (Mut zum Sein). Il vero Dio – il Dio divino – appare nel cuore della paura e solo Lui opera la liberazione dalla paura. Quest’esperienza porta l’uomo agli orizzonti più profondi del suo essere. Dio si manifesta nella supposta mancanza di volto e di storia del mondo (Gesichts- und Geschichtslosigkeit der Welt) come volto dell’altro (Antlitz des Anderen).

(4) Si tratta quindi di “discendere” in questi spazi interiori di paure e smarrimenti biografici e collettivi, per incontrare lì quel Dio che ci salva.

Due esempi:
(4.1) Yad Vashem: Non dimenticherò mai la mia visita ai luoghi della Shoah nell’autunno scorso: quasi stordito, passo per questa architettura labirintica fino al “monumento per i bambini”, un luogo sotto terra, in cui la luce delle candele viene riflessa negli specchi. In questo buio luogo di risonanza di voci senza corpo, che eternamente recitano i dati di vita delle vittime innocenti, sento una nuova, profonda solidarietà riguardo a questa „proto-paura“, l´angosciante sensazione di non essere minacciato da una morte fisica, ma anche da una “culturale”, essendo cancellato dalla memoria collettiva. La testimonianza di quel luogo diventa la mia esperienza personale: dare un luogo ai nomi perduti, conservare nella memoria il nome di Dio e delle sue creature. Scrivo nel libro degli ospiti una frase del profeta Isaia e con ciò esprimo il mio turbamento, ma anche l’intuizione di una vicinanza imperdibile di un Dio Padre: „Non temere, perchè ti ho redento. Ti ho chiamato col tuo nome, tu sei mio.“

(4.2) E riguardo alle grandi narrazioni europee sulla paura, il filosofo e teologo ceco Tomás Hálík descrive un’esperienza analoga: “Il progetto arduo dell’unità europea non lo stiamo costruendo su terra incognita o incolta. Lo costruiamo su una terra, nella quale riposano tesori dimenticati, frantumi bruciati, dove Dei, eroi e delinquenti sono sepolti, dove campeggiano pensieri arrugginiti e bombe inesplose. Dobbiamo metterci in cammino e guardare nelle profondità dell’Europa, negli inferi, come Orfeo è andato da Euridice, o il Cristo ucciso da Abramo e dai Padri dell’Antico Testamento.“

(5) Nella descrizione del battesimo di Gesù nel Vangelo secondo Matteo si riassumono queste diverse discese negli abissi della paura: „Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: Questi è il Figlio mio diletto: in Lui ho posto il mio compiacimento.” Si tratta di scendere con Cristo per arrivare a quel punto-zero, da cui sorprendentemente si apre/dischiude il cielo. Ed è qui che si manifesta la legge della vita divina: „Ciò che viene dall’alto deve germogliare dal basso“. Così, in, con e per Gesù nasce quella comunità solidale, nella quale i singoli si riconoscono non solo in quanto “fratelli e sorelle”, ma innanzitutto come “figli e figlie di Dio”; una comunità, nella quale “dignità umana” e “somiglianza a Dio” formano un’unità inseparabile.

(6) Nei suoi scritti dalla prigione „Resistenza e Resa“, Dietrich Bonhoeffer vede il nucleo dell’identità cristiana nella risposta dei discepoli alla domanda di Gesù nel momento della sua paura di morte nel giardino di Getsemani: „Non potete vegliare un’ora con me?“ E’ questo l’invito alla veglia notturna accanto a Gesù, nella sua presenza rivolta verso il Padre in un mondo secolare, da sembrare senza Dio. Questa presenza di Gesù trasforma i luoghi più diversi in spazi dove si sperimenta (Erfahrungsräume) e si attende (Erwartungsräume) la vita trinitaria.

(7) La „paura“ sembra un punto chiave del Vangelo di Luca, come un primordiale e privilegiato “locus theologicus”, dove le nostre paure diffuse e „cieche“ si trasformano in quell’autentico „timore di Dio“ di Gesù, che dona la vera conoscenza. Perché:

  • In, con e per Gesù si vince la paura nell´esperienza di un auto-trascendersi  dell’uomo verso Dio: il presunto abbandono (Preisgabe) del Figlio si trasforma in donazione (Hingabe) al Padre.
  • L’unità cresce come esperienza della fiducia reciproca, di una sempre più crescente sensibilitá per il mistero di Dio, per l’inviolabile alterità dell’altro. La filosofa ebraica Simone Weil ha trovato una formula accentuata: soltanto l’incondizionato “accondiscendere alla distanza dell’altro“ rende possibile una vicinanza autentica – e la comunione con Dio e tra gli uomini.
  • Si tratta allora di preferire lo sconosciuto, l’estraneo, il marginalizzato, come luogo per imparare la fede – in, con e per Gesù.
  • Questo vale in particolare per i vari carismi e la comunione tra di loro: in un incontro di Insieme per l’Europanel novembre 2013 con Jean Vanier, fondatore dell´”Arche” a Parigi, ci siamo accorti che, in fondo, il compito dei carismi sta anche in questo: ricevere il „carisma del mondo“ e rispecchiarlo a questo stesso mondo. La testimonianza di Vanier ci ha impressionato profondamente: non di vivere in primo luogo con (mit) e per (für) i destinatari delle “beatitudini”, ma di vivere partendo (von) da loro. Loro che sembrerebbero quelli che sono bisognosi di ricevere, sono invece quelli che danno Dio. Sono portatori di un messaggio, di una presenza di Dio, che dalle periferie delle nostre società deve giungere ai rispettivi centri. Il vescovo e filosofo di Aachen, Klaus Hemmerle, formulava con estrema pregnanza: „Lascia che io impari da te il messaggio che devo trasmetterti.“

(8) Forse ci vuole in tanti cristiani una  svolta, una vera metánoia nella comprensione del mondo e di sé stessi, una nuova fede nell’amore di Dio per il mondo, rivelato in Cristo. Ci vuole un impegno rinnovato ed accresciuto per promuovere una „cultura della fiducia“, una fiducia nel Dio „secolare“, presente in questo mondo, che caratterizza la vita di Gesù.

(9) Lo sguardo alzato verso la maestosa cupola del Circus Krone potrebbe farci pensare ai trapezisti come veri artisti di una “liberazione dalla paura“, disponendo di una fiducia incondizionata, pronti all’abbandonarsi ed allungarsi verso un futuro: ognuno di loro un “saltatore nel sospeso” (H. Nouwen); istante artistico tra grazia e gravità, sempre profetico ed anche precario, mai senza rischio. Ecco la “graziosità” di questo singolare passaggio, in cui la creatura – sospesa in aria – si sa sostenuta e custodita, in certa maniera: “sciolta” (er-löst) da sé stessa e liberata verso l’altro.

“Chi salta deve saltare, chi prende deve prendere, e chi salta deve fidarsi con le braccia allungate e le mani aperte che chi lo prende ci sia. … Ricordati che sei il figlio amato da Dio. Lui ci sarà, quando farai il tuo lungo salto. Non cercare di prenderlo. Sarà Lui che ti prende. Allunga le tue braccia e le tue mani – e fidati, fidati, fidati!” (H. Nouwen)

Herbert Lauenroth, Centro Ecumenico di Ottmaring (Germania) a Monaco di Baviera, Circus-Krone-Bau, 01.07.2016

Foto: Artisti trapezio ©Thierry Bissat (MfG); H. Lauenroth: ©Ursula Haaf

L’Europa dei piccoli passi profetici

L’abbiamo sperimentato tante volte: l’unità in Europa non è utopia e non passa (solo) per le Istituzioni. E’ fatta dall’incontro tra le persone: senza pregiudizi, volenterose di scoprire la ricchezza che c’è nell’altro, che porta – quasi a sorpresa – a scoprire in modo più profondo la propria identità.

E’ quanto è accaduto anche il 3 giugno scorso quando sedici rappresentanti di Insieme per l’Europa provenienti da Movimenti e Comunità di Chiese diverse (Schoenstatt, Focolari, Rinnovamento carismatico, Freie Christengemeinde, Convento Wernberg) delle regioni della Stiria e Carinzia (Austria) si sono recati a farci visita nella città di Lubiana (Slovenia).

Come prima tappa, al mattino, tre ore di immersione nella bellezza del luogo: Silvester Gaberšcek, esperto della cultura, ha fatto gustare al gruppo la parte migliore della città, il centro storico di Lubiana. Poi il pranzo con un picnic tipico sloveno, presenti anche 15 persone di diversi Movimenti e Comunità cristiane della Slovenia. Sono stati veramente momenti bellissimi, come quando ci si trova tra fratelli e sorelle. Si è creato un tale rapporto di vera amicizia che sembrava già l’inizio di un’Europa unita.

Il momento seguente in una sala è iniziato con i canti tipici sloveni. Alla presentazione reciproca è seguita una profonda condivisione, uno scambio sui nostri impegni e lavori per diversi scopi (come ad esempio l’accoglienza ai profughi, attività con ragazzi per creare legami tra cittadini, referendum a favore della famiglia), cosa facciamo insieme, i nostri sogni, tutto collegato con bellissime preghiere e canzoni. I nostri Amici austriaci hanno imparato una preghiera cantata in Sloveno! Ci siamo trovati tutti pieni di ardore e fuoco per lavorare per l’unità della nostra Europa.

Alle ore 18 ci siamo salutati tutti arricchiti della nuova conoscenza con il desiderio di ritrovarsi il più presto possibile e felici che ciò avverrà con alcuni già nel novembre prossimo a Praga.

Mariana e Pavel Snoj, coordinatori di Insieme per l’Europa in Slovenia

Schegge sulla Festa dell’Europa 2018

Intorno al 9 maggio, Insieme per l’Europa si è mossa con creatività e fantasia. Facciamo un piccolo viaggio in alcuni Paesi del nostro Continente

Parigi (Francia), la festa dell’Europa è stata organizzata il 12 maggio, davanti al Municipio, in partenariato con la “Maison de l’Europe” (Casa dell’Europa); Insieme per l’Europa e numerose associazioni e organismi componevano il “Villaggio Europeo”. Il tutto nel cuore della vita cittadina, con una partecipazione maggioritaria di giovani. Insieme per l’Europa ha allestito uno stand, visitato anche dal Sindaco di Parigi, Signora Hidalgo, e da Nathalie Loiseau, Ministra degli Affari Europei, che si è molto interessata alla proposta e ha preso la documentazione.

A Bratislava (Slovacchia), per scambiarsi le idee di un’Europa unita ed essere strumenti di dialogo e comprensione per altri,  è stata dedicata la serata del 9 maggio ai giovani, e, il sabato successivo a circa 120 persone.

A Roma (Italia), il comitato locale di Insieme per l’Europa già dal 2013 festeggia il 9 maggio per ricordare la dichiarazione Schuman. Quest’anno 15 Movimenti, Comunità e Associazioni hanno invitato a pregare per il nostro Continente  con una Messa nella chiesa di S. Marco evangelista, presso il Campidoglio. Presiedeva la celebrazione, affiancato da sacerdoti dei Movimenti,  un Vescovo ausiliare, Mons. Gianrico Ruzza, che ha stimolato a  valorizzare le radici dell’Europa, secondo quanto il Papa più volte ha messo in luce. Il giorno precedente, “La Civiltà dell’Amore”, insieme a NetOne (www.netone.org), ha svolto in Vaticano una conferenza ad alto livello sul disarmo e sulla salvaguardia del creato (già tema di un forum nel Congresso a Monaco 2016).”

Anche a Trento (Italia) il 9 maggio i Movimenti Amici hanno voluto incontrarsi, e poi il 21 maggio allargare l’invito ad altri, proponendo un DVD su ‘Monaco 2016’.

In Belgio tre Movimenti hanno colto l’occasione per una mattinata di approfondimento insieme.

All’Ambrosianeum di Milano (Italia), i Movimenti animatori di Insieme per l’Europa hanno partecipato alla presentazione del saggio di Robert Schuman “Per l’Europa”.

A Zagabria (Croazia), una quarantina di persone appartenenti a: Rinnovamento nello Spirito, Schönstatt, Ignigo, Forum ecumenico, Movimento dei focolari, insieme a rappresentanti della Chiesa battista e di una Chiesa libera, si sono incontrate per pregare per l’Europa, e per un momento di riflessione, dal titolo “È giusto?”, presentato dall’attrice americana Kathleen Ann Thompson. Lei, ispirandosi a D. Bonhoeffer, alle Scritture e con la sua esperienza personale, ha mostrato il valore cristiano degli avvenimenti dolorosi.

Accogliendo l’invito formulato nell’incontro del novembre scorso a Vienna  a formare i giovani all’Europa, i  Movimenti di Insieme per l’Europa della Slovenia, sono andati in un ginnasio cattolico di Lubiana, attesi da 60 studenti di terza classe superiore (18 anni), con il loro professore. In due ore hanno presentato i Padri fondatori  dell’ Europa (Schuman, De Gasperi, Adenauer) e il cammino della rete ‘Insieme’, anche con esperienze di impegno personale, seguite con vivo interesse. – Un’altra iniziativa del comitato sloveno è stata una lettera al Presidente della Repubblica, per presentare Insieme per l’Europa ed esprimere il desiderio di una collaborazione per festeggiare il 9 maggio. Si è in attesa di una risposta diretta; quest’anno, per l’ occasione, è stata realizzata una grande manifestazione pubblica al centro di Lubiana.

Da Esslingen (Germania) ci raccontano dell’iniziativa che ha coinvolto anche il sindaco Dr. Jürgen Zieger, il quale, nel suo discorso sull’Europa, ha parlato dello sviluppo storico dell’Unione Europea e delle situazioni a livello locale. I gemellaggi tra città, vissuti dopo le catastrofi della guerra mondiale, sono apparsi un segnale significativo di pace. L’enorme importanza dell’Europa per la Germania, ma anche specificamente per la città, è emersa in modo lampante negli interventi dei presenti. Insieme per l‘Europa  ha sottolineato con le sue attività il Sì all’Europa, presentando un videoclip sull’evento ‘Monaco 2016’. E, dopo una preghiera per l’Europa, è seguito un momento di condivisione a tavola con vino francese, una focaccia italiana e intense conversazioni. Un partecipante ha commentato: “Una serata con sguardi all’interno, ma anche lungimiranti, e con un coinvolgimento personale”.

Il 9 maggio nei Paesi Bassi, le tre Chiese di Utrecht (romano-cattolica, vetero-cattolica e protestante) hanno organizzato insieme un momento di preghiera (Europa Day Vesper) nella cattedrale di Utrecht, a cui è seguito un simposio dal titolo: “Europa? Impulso per la connessione!“.  Le Chiese si sono sentite interpellate, in quanto Istituzioni anche sociali, a suscitare una riflessione sullo stato del Continente che, nonostante l’attuale riemergere delle differenze ed autonomie, porta in sé semi di pace e di collaborazione. Erano presenti persone dell’ambito culturale e politico, con cui i partecipanti hanno potuto dialogare, nella consapevolezza che solo ‘insieme’ l’Europa ha una chance, con l’impegno personale di lavorare insieme.

Chissà quante altre iniziative, in giro per il nostro Continente, che non sappiamo!

A cura di Ada Guazzo 

I giovani amano la concretezza

L‘Europa ha un futuro? Quale contributo vedete, per esempio, da parte delle Chiese e dei Movimenti / Comunità cristiane?

Certo che l’Europa ha un futuro! E vi hanno un ruolo le comunità e le Chiese individualmente e insieme, col rafforzamento della sfera civile. Quella sfera civile che, col tempo, produrrà i suoi nuovi capi politici, mentre nel frattempo rafforza e sviluppa l’impegno civico. «Il danno più grande è provocato da quei milioni di persone che vogliono semplicemente “sopravvivere”». Così queste comunità hanno un ruolo, perché portano a conoscenza, esercitano e sviluppano le proprie istanze (ad esempio, ordine, libertà, obbedienza, responsabilità, uguaglianza, gerarchia, rispetto, correzione, proprietà privata, proprietà collettiva, verità e così via).

Il 9 maggio si celebra la “Giornata dell’Europa”. Cosa suscita in voi questa data? Come vi piacerebbe che gli europei la celebrassero?

La scelta della data, come l’iniziativa, si capisce che è buona e necessaria. La domanda è sul «come». Si dovrebbe costituire una celebrazione che – oltre alle conferenze interdisciplinari dei vari ambiti scientifici – possa interpellare tutta la società. Non dei festeggiamenti ufficiali, bensì, ad esempio, una «manifestazione di massa» simile al progetto delle capitali della cultura. L’esperienza insegna che è sempre la politica a costruire le celebrazioni ufficiali. Però questo utilizzo ai propri scopi allontana la gente dalle forme ufficiali.

Se uno di voi fosse Presidente della Commissione Europea (cioè, avessi funzioni di responsabilità e decisionali), quale sarebbero le priorità sull’agenda per mantenere e incrementare l’unione dei popoli europei?

Non volendo l’uniformità, puntare al perseguimento, rafforzamento e accelerazione dell’integrazione, sulla base del riconoscimento reciproco delle identità e della solidarietà. Questo debole sistema federativo è evidente che non funziona. Ne abbiamo un esempio negli USA, ove invano si parla la stessa lingua, ma si sono tralasciate le forme più sciolte a favore della centralizzazione. Continuare e allargare i progetti internazionali, come per esempio l’ERASMUS, ai ricercatori e docenti universitari e poi, col tempo, anche agli educatori e insegnanti dei gradi di istruzione inferiori. Rendere obbligatorio un periodo di sei mesi all’estero per gli universitari, indipendentemente dalla materia di studio. Brevi corsi continuativi interuniversitari tra Paesi confinanti (ad esempio, con università estive).

Come vedete l’Europa nel contesto della politica mondiale odierna?

Si trova di fronte a due sfide essenziali. 1. La questione dell’unità: se non sarà capace di compattarsi e di rappresentare l’unità, potrà solo perdere il suo peso (vedi 2° questione). 2. La corruzione: anche qualsiasi abuso, anche il più piccolo, economico o morale e sessuale può danneggiare grandemente la comunità internazionale, sia che venga commesso da un ente ufficiale che da un privato. Ciò è evitabile solo e prima di tutto con un continuo e unitario esame di coscienza (riflessione).

Sembra che i giovani non si interessino tanto del futuro dell’Europa. E’ vero secondo voi?

I giovani amano la concretezza. Le cose inafferrabili non li interessano. Bisognerebbe aumentare, ad esempio, il numero degli studenti ERASMUS e investire più denaro nei programmi di studio all’estero, perché i giovani si conoscano maggiormente. Inoltre servirebbero degli obiettivi europei concreti in cui essi possano credere ed entusiasmarsi.

Cosa pensate delle tendenze populiste? Non sarebbe meglio camminare INSIEME? Ma come?

In primo luogo, esse sono la conseguenza delle ultime crisi economiche; in secondo luogo, dei conflitti armati e degli scontri (ad esempio certe ingerenze straniere); in terzo luogo, sono causate dal nazionalismo, frutto delle sopra citate realtà, nazionalismo che l’unione rappresenta difficilmente, mentre invece viene cavalcato dai populisti. E oltretutto gli elettori non hanno rapporti con i politici europei, ma vedono e conoscono soltanto i propri, della propria nazione. Essi sono direttamente responsabili di come trasmettono le fonti di Bruxelles ai rispettivi Paesi; così le folle «credono a loro». In ogni caso dobbiamo imparare ad andare avanti insieme. Come? Vedi le risposte precedenti. Il primo passo potrebbe essere il desiderio di agire personalmente e di seguito assumersi una responsabilità collettiva, riconoscendone l’efficacia e il ruolo nell’insieme.

Zsófia Bárány PhD e Szabolcs Somorjai PhD, Ungheria, ricercatori universitari nell’ambito della società, economia dell’epoca moderna, politica e storia della Chiesa.

Discussione – Dialogo

 

DISCUSSIONE

 

DIALOGO

Convincere l’altro del proprio punto di vista Indagare e apprendere insieme
Ottenere il consenso dell’altro Condividere idee, esperienze, sentimenti
Selezionare il migliore Integrare le diverse prospettive
Giustificare, difendere le proprie ragioni Capire a fondo le affermazioni delle parti
Confutare le ragioni dell’atro, una difesa della propria posizione (valori, interessi) Accogliere e capire l’altro
Leadership individuale Leadership condivisa
Visione frantumata Visione integrale, una sinergia di pensieri diversi
Cultura gerarchica e competitiva: dipendenza concorrenza, esclusione Cultura della cooperazione, partnership e inclusione
Vittoria / sconfitta Guadagno di tutti i partecipanti

 

Cfr. Pal Toth in Nuova Umanità, XXXVII (2015/3) 219, pp. 320  

Illustration: Walter Kostner ©

 

Europa – un “Progetto rivoluzionario”

Breve contributo dalla prospettiva storica sulle radici religiose dell’Europa e le sue criticità

“Non solo libri, anche i concetti hanno il loro destino”. Con queste parole inizia la voluminosa Storia dell’Occidente, che lo storico Heinrich August Winkler ha pubblicato nell’anno 2009. Anche se Winkler spiega qui lo specifico dell’ “Occidente”, fornisce anche allo stesso tempo elementi che servono a pensare sull’Europa; il fatto che concetti e significati cambino, può essere confortante, minaccioso o un segno di speranza. Così pure in Europa. Vale la pena, quindi, di gettare uno sguardo intenso sui suoi pensieri.

Ne conseguono osservazioni fondamentali anche sull’Europa in generale, in cui possiamo seguire Winkler.

In primo luogo, l’impronta comune più forte dell’Europa è ancora di natura religiosa. Questa diagnosi può sorprendere di fronte a sviluppi laicisti e secolarizzati; ma la secolarizzazione così estesa può solo essere compresa come reazione ad una potente impronta religiosa, nella quale fin dall’inizio era registrata la distinzione tra ordine divino e secolare. Questo fondamento storico forma le radici dell’Europa, anche se la storia della religione in Europa anche per questo è una storia di separazione.

In secondo luogo l’Europa non ha mai avuto una via lineare di progresso. L’Europa non è una storia continua di successi, quanto piuttosto una storia di rotture, di distruzioni, di nuovi inizi e del sogno sempre rinnovato di una comunità di valori. Oltre a ciò questa comunità è sorta solo in “collaborazione transatlantica” – come Winkler la definisce – , perché senza la Dichiarazione dei diritti del 1776 non c’è una Dichiarazione dei diritti dell’uomo e dei diritti civili. La prospettiva è dunque larga.

In terzo luogo appartiene all’Europa la “contraddizione tra il progetto normativo e la prassi politica” (Winkler, 21) e con questo la non contemporaneità nella realizzazione del suo progetto rivoluzionario: la libertà e l’uguaglianza di tutti gli uomini. Anche oggi questo è in ultima istanza ancora sempre un ideale.

Quali le conseguenze? La conseguenza è o quella di abbandonare il progetto rivoluzionario di libertà e di uguaglianza, o quella di attenersi ancora più intensamente alle sue linee di base. Sulla pista di Winkler l’Europa “non può fare altro di meglio per la diffusione dei suoi valori che attenersi ad essi e gestire in maniera autocritica la propria storia, che per lunghi tratti è stata una storia di violazioni contro i propri ideali” (Winkler, 24) e lo è ancora. Ciò significa anche: ad fontes! Dove sono le radici di questo sogno, di questo progetto rivoluzionario – e come si può vivere oggi di questo? E ancora: non può essere che Comunità e Movimenti spirituali debbano avere qui un compito speciale?

Sr. Nicole Grochowina

Dialogo tra diversi

Ecco uno stimolo, un arricchimento per quanti di noi il 9 maggio, “Festa dell’Insieme per l’Europa” desiderano aprire una tavola rotonda per dialogare tra “diversi”, come Est e Ovest, Sud e Nord, membri di varie Chiese, credenti e non, persone del posto o rifugiati… 

La composizione diversificata dell’Europa

Per inquadrare bene la situazione europea, è utile tener presente la sua realtà geopolitica e culturale.

L’Europa Occidentale è principalmente un concetto socio-politico e identifica in particolare i Paesi europei del “primo mondo”, frutto di un cammino politico, economico e culturale plurisecolare, diverso da quello dell’Est-europeo. Oggi il termine Europa Occidentale è anche comunemente associato alla democrazia liberale, al capitalismo e anche all’Unione Europea, nonostante l’allargamento ai Paesi dell’Est. La maggior parte dei Paesi della regione condividono la cultura occidentale che sembra sia oggi in crisi. E si notano differenze e tensioni anche all’interno dell’Occidente, ad esempio fra Nord e Sud. Oppure, pensiamo alla Chiesa d’Inghilterra che, dopo la Brexit, sicuramente non vorrà lasciare l’Europa, ma intensificare i suoi rapporti ecumenici.

L’Europa Orientale è piuttosto un concetto geografico, una terra articolata al suo interno con differenti tradizioni e problematiche. Culturalmente si può distinguere, grosso modo, fra Mitteleuropa, Balcani e Paesi dell’ex-Unione Sovietica; e, religiosamente, fra il mondo cattolico-protestante e quello ortodosso, con conseguenze sul modo di pensare e di agire. Denominatore comune è la condizione del post-comunismo, con travagli sociali e politici di un difficile cammino di democratizzazione. Con l’allargamento della UE ad alcuni Paesi dell’Est avviene, nei nuovi stati-membro, un adattamento abbastanza rapido al sistema economico e giuridico occidentale, mentre l’avvicinamento culturale è molto più lento.

Costruire prima una cultura dell’incontro

Per arrivare ad un dialogo fruttuoso fra Est e Ovest, occorre procedere per gradi e non affrontare i problemi di petto. Secondo il cammino di Insieme per l’Europa, condensato in 18 anni di esperienza, espresso densamente durante il grande evento di Monaco 2016, è necessario uscire dall’atteggiamento di critica e di difesa, e promuovere una cultura dell’incontro, di conoscenza reciproca e di riconciliazione.

L’Est ha guardato all’Ovest, negli ultimi secoli, come modello culturale e politico, ed ha sviluppato una comprensione di ciò che avviene nei Paesi occidentali. Gli europei dell’Est devono spesso constatare, dolorosamente, la mancanza di conoscenze minime da parte degli occidentali e le incomprensioni che ne derivano. Senza il riconoscimento dei valori dell’Est da parte dell’Occidente non si può arrivare all’uguaglianza e alla reciprocità. Ci vogliono, quindi, umiltà, fiducia, conoscenza e accoglienza reciproca.

Di conseguenza, penso che, come primo passo, dovremmo promuovere una cultura dell’incontro, creare una piattaforma, una “casa” per poter dialogare. In questa fase si potrebbe riflettere anche sulle nostre tradizioni culturali e sui diversi modi di pensare, per prepararci al dialogo costruttivo.

Stralcio dal discorso di Pál Tóth “Cultura dell’incontro e del dialogo fra Est e Ovest in Europa”, Incontro “Amici” di Insieme per l’Europa – Vienna, 10 novembre 2017

Scarica l’intero discorso >

I princìpi del dialogo

Jesús Morán è il Copresidente del Movimento dei Focolari: Laurea in filosofia, Dottorato in Teologia. Ecco i suoi pensieri stimolanti per imparare il “linguaggio della fraternità”, condensati in 7 punti.

1. Il dialogo è sempre incontro personale. Non si tratta di parole o pensieri, ma di donare il nostro essere. Non è semplice conversazione ma qualcosa che tocca gli interlocutori nel profondo. Diceva Rosenzweig: «Nell’autentico dialogo qualcosa accade sul serio». In altre parole: non si esce indenni da un vero dialogo, qualcosa cambia in noi.

2. Il dialogo richiede silenzio e ascolto. Il silenzio è fondamentale per un retto pensare e parlare. Un silenzio profondo, coltivato con pazienza in solitudine e messo in pratica di fronte all’altro, al suo pensare, al suo parlare. Ecco un bel proverbio indù: «Quando parli fa in modo che le tue parole siano migliori del tuo silenzio». Oggi è più che mai necessario – affermava Benedetto XVI – «un ecosistema che sappia equilibrare silenzio, parola, immagini e suoni». Nell’esercizio del dialogo abbiamo bisogno del silenzio, per non logorare le parole stesse.

3. Nel dialogo rischiamo noi stessi, la nostra visione delle cose, la nostra identità, anche culturale. Dobbiamo conquistare una «identità aperta», matura, e allo stesso tempo allenata su un assioma antropologico fondamentale: «Quando ci capiamo con qualcuno, so meglio anche chi sono io». Parafrasando un’idea di Klaus Hemmerle: se mi insegni il tuo pensare, io potrò imparare di nuovo il mio annunciare.

4. Il dialogo autentico ha a che fare con la verità. Ma attenzione: la verità è una realtà relazionale (non relativa, il che è diverso). Significa che la verità è la stessa per tutti, ma ognuno mette in comune con gli altri la sua personale partecipazione e comprensione della verità. Quindi la differenza è un dono, non un pericolo. «Il dono della differenza» è un altro pilastro della cultura del dialogo.

5. Il dialogo richiede volontà. L’amore alla verità mi porta a cercarla, a volerla, e per questo mi metto in dialogo. Spesso si pensa che dialogare sia cosa da deboli. In realtà è il contrario: solo chi ha una grande forza di volontà rischia sé stesso nel dialogo. Ogni atteggiamento dogmatico o fondamentalista nasconde paura e fragilità. Bisogna diffidare di chi normalmente ricorre alle grida, usa parole altisonanti o frasi squalificanti per imporre le sue convinzioni. La forza bruta, anche dialettica, potrà vincere, ma mai convincere.

6. Il dialogo è possibile solo tra persone vere. L’amore, l’altruismo e la solidarietà preparano le persone al dialogo facendole vere. Gandhi e Tagore avevano un’idea molto diversa del sistema educativo da impiantare nell’India indipendente, ma questo non ha ostacolato la loro amicizia. Papa Wojtyla e il presidente Pertini ebbero, durante un lungo periodo, un’intesa profonda sul destino dell’umanità, eppure viaggiavano su categorie quasi opposte.

7. La cultura del dialogo conosce solo una legge, quella della reciprocità. Solo in essa il dialogo trova senso e legittimità. Se le nazioni ricorressero al dialogo prima che al tacere omicida della vendetta o della ricchezza o dell’affermazione personale, nuoteremmo nella felicità di cui oggi ci priviamo. Se le religioni dialogassero per onorare Dio; se le nazioni si rispettassero e capissero che la propria ricchezza è fare ricca l’altra; se ognuno percorresse un “piccolo sentiero personale” di novità, ci potremmo lasciare alle spalle la notte di terrore nella quale annaspiamo. Quali gli ostacoli sul piccolo sentiero? Il giudizio, la condanna, la superbia intellettuale.

Il lavoro da fare è artigianale per l’impegno che richiede, senza distrazioni o compromessi, ma è pregno di cultura, più di una professione. È un’attività faticosa e impietosa. Ma ci salva la Misericordia.

Il nostro SI’ all’Europa

Fin dalla sua nascita 18 anni fa Insieme per l’Europa ha come suo mandato fondamentale di impegnarsi per l’unità del popolo di Dio. Il secondo mandato fondamentale è la dimensione sociale dell’Insieme per l’Europa. Questo mandato riceve una nuova sfida di fronte all’attuale crisi europea, per vivere un insieme in Europa nella molteplicità delle culture e delle nazioni.

 L’unità è possibile 

“Unità e diversità sono originarie in modo uguale [1]” così si espresse Br. Franziskus al Congresso di Insieme per l’Europa nel 2007. In modo simile scrive Piero Coda: “Se Dio è Trinità, unità e diversità non solo non sono in contraddizione, ma sono originarie in modo uguale [2]”. Fin dall’inizio ci ha accompagnato una immagine dell’unità che riconosce e afferma la diversità donataci da Dio. Egalitarismo minaccia le identità e può quindi portare alla rottura dell’unità nella diversità. Questo vale sia per l’ambito politico che per quello religioso.

Unità in diversità riconciliata

A motivo delle molte rotture nella vita dei singoli, tra le Chiese e tra i popoli c’è ora bisogno di riconciliazione degli opposti, per giungere ad un’unità riconciliata nella diversità. Ciò vale anche per la diversità delle culture. Ora è il tempo della riconciliazione invece di condanna e delimitazione. Con ciò si apre il futuro, perché il veleno del passato perde il suo effetto. Con ciò il diverso e lo straniero perdono la loro minaccia e diventano dono. Come riconciliati riconosciamo la ricchezza della vita nella diversità. In tutto è Gesù il centro che ci fa uno. Egli ci dà la forza e la speranza per l’unità in diversità riconciliata, perché Gesù Cristo ha riconciliato il mondo con Dio.

Vita insieme come segno profetico

Il nostro Insieme in Europa viene vissuto in pratica nei rapporti tra di noi. Noi ci mettiamo in viaggio per visitare gli altri. L’Insieme in Europa fa sorgere nuovi rapporti, porta riconciliazione e futuro. Fa risplendere qualcosa dell’essenza di Dio, in quanto crea unità, cioè è un segno profetico.

La preghiera porta cambiamento

La preghiera fa parte del compito di Insieme per l’Europa. Non vogliamo omettere di pregare per l’Europa. La preghiera opera cambiamento. Cambia noi e l’atmosfera nel nostro Paese ed in Europa, cambia i cuori delle persone.

La nostra speranza e il nostro SI’ all’Europa

Noi ci impegniamo per l’Europa, perché abbiamo compreso questo come un compito da parte di Dio per noi. Diciamo un SI’ deciso ad un’Europa dell’unità e della molteplicità delle culture e delle nazioni. Ci è di luce davanti agli occhi in questo un quadro positivo dell’Europa. Ci impegniamo per una cultura dell’Insieme, che sorge sulla base della fede cristiana. La nostra speranza per l’Europa la formuliamo in 5 SI’.

Diciamo di SI‘ ad un’Europa della riconciliazione.

Dal miracolo della riconciliazione dopo la catastrofe delle Guerre Mondiali è sorta una nuova Europa. La forza della riconciliazione, che noi riceviamo dalla fede cristiana, rende possibile una guarigione delle ferite storiche e un Insieme riconciliato delle diversità.

Diciamo di SI’ ad un’Europa dell’unità nella diversità.

Riconosciamo la diversità come ricchezza. Molteplicità e diversità e sono originarie in modo uguale. Si tratta di tenere entrambe in un buon equilibrio. Siamo contenti dell’altro e dei suoi carismi. Tale cooperazione di carismi serve all’unità del popolo di Dio e all’unità dell‘Europa. Ci impegniamo per un organismo federale in Europa. Con rispetto e stima prestiamo attenzione a prospettive e sfondi culturali diversi.

Diciamo di SI’ ad un’Europa dell’incontro, del dialogo e della pace

La reciproca comprensione nasce dall’incontro. Questa è una delle esperienze fondamentali in Insieme per l’Europa. Diciamo di SI’ ad un’Europa che cerca il dialogo con tutti e sceglie la via del trattare i vari interessi. L’Unione Europea e il processo d’unità dell’Europa ci ha concesso 70 anni di pace nell’ambito dell’Unione Europea. Chi sottolinea troppo marcatamente l’elemento nazionale, richiamerà gli spiriti maligni nazionalisti e porterà alla distruzione. Chi rinnega l’elemento nazionale, rinnega la diversità e impedisce il sorgere di una comunità europea. Noi incoraggiamo un dialogo aperto per un’Europa che vive insieme in pace.

Diciamo di SI’ ad un’Europa della misericordia e dell’umanità

La speranza cristiana ha dato l’impronta alla storia d’Europa. Essa é una fede aperta al mondo. Umanità e misericordia hanno la loro origine in Gesù crocifisso e abbandonato e danno l’impronta al Continente. Esse si mostrano nell’incondizionato SI’ alla vita, nel SI’ al matrimonio ed alla famiglia, nel al SI’ per i poveri ed i bisognosi.

L’ Europa è più dell’euro, più dell’economia di mercato. Per questo coi impegniamo a costruire un’Europa sulla base dell’eredità cristiano-giudaica, pienamente aperti rispetto a quanti pensano e credono diversamente. Così rafforziamo l’anima dell’Europa.

Diciamo di SI’ ad un’Europa a cui Dio ha affidato una vocazione nel corso della storia [3]:

L’insieme di cielo e terra, l’insieme di fede e incidenza nel mondo, perché nel Crocifisso s’incontrano cielo e terra. In questo compito per l’Europa riconosciamo anche una responsabilità per l’Africa ed il Medio Oriente.

 Il Dio vivente ha affidato molto al nostro Insieme. Per questo vogliamo esprimere il nostro SI’ all’Europa nei nostri Movimenti e pubblicamente.

Gerhard Pross, Vienna, 10 novembre 2017 (versione breve)

 

[1]  „Miteinander auf dem Weg“ ISBN 978-3-00-022045-6, Br. Franziskus Jöst beim MfE Kongress 2007 Stuttgart, S. 21

[2] Piero Coda in: Hanspeter Heinz [Hrsg], Christliche Kultur in einem Europa, S. 33)

[3]  P. Lothar Penners beim Europ. Trägerkreis 2016 in Castel Gandolfo mit Bezug zu Pater Kentenich.

Introduzione di Gérard Testard

L’Unione Europea è un’organizzazione spesso non amata dall’opinione pubblica. Molti politici non mancano di criticarla, spesso per difendersi meglio dalla loro carente politica interna.

L’Unione Europea non è esente da difetti (abbondanza di standard, complessità, tecnocrazia, distanza dalle persone …).

Eppure, grazie all’Unione Europea, l’Europa è stata globalmente in pace per oltre 70 anni. Robert Schuman è uno dei “padri dell’Europa” ed è lui a lanciare la costruzione europea il 9 maggio 1950, quando era ministro degli Esteri francese. Era una personalità riconosciuta, un cattolico praticante con una vita spirituale profonda e che mostrava grandi valori morali. Sarà l’uomo provvidenziale per lavorare in vista della riconciliazione franco-tedesca, feroce oppositore dello spirito di rivincita sempre pronto a emergere. In questo egli prende una posizione totalmente opposta a quella del trattato di Versailles, che pose fine alla Grande Guerra.

Originario della Lorena, nato in Lussemburgo e cresciuto in Germania, è sempre stato attaccato alla Francia. Si definiva “un uomo delle frontiere” e aveva una visione per l’Europa. Per definire il suo ideale europeo, alla fine della sua vita ha scritto un piccolo libro intitolato “per l’Europa”, pubblicato nel 1963, anno della sua morte, in cui riprende i suoi discorsi e descrive il progetto europeo, la sua visione della democrazia. Le citazioni qui sotto sono tratte da questo opuscolo.

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Citazioni di Robert Schuman

L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto. (Discorso del 9 maggio 1950)

Le seguenti citazioni sono tratte tutte dal libro «Pour l’Europe»

“Il contributo che un’Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche.”

“L’Europa, prima che un’alleanza militare o un’entità economica, deve essere una comunità culturale nel senso più nobile del termine.”

“L’unità politica dell’Europa non significa l’assorbimento della nazione.”

“Chi non osa attaccare ciò che è male difende male ciò che è bello.”

“La democrazia deve la sua esistenza al cristianesimo. E’ nata il giorno in cui l’uomo è stato chiamato a realizzare nella sua vita temporale la dignità della persona umana, nella libertà individuale, nel rispetto dei diritti di ognuno e per la pratica dell’amore fraterno verso tutti. Mai prima di Cristo erano state formulate simili idee.”

“Abbiamo sbagliato strada finora? Il risultato dipenderà in larga misura dal valore degli uomini che abbiamo di fronte a noi, dal grado della loro sincerità, dalla comprensione che possiamo pensare in loro e nei loro successori.”

“L’idea di un’Europa riconciliata, unita e forte, dev’essere la parola di ordine delle nuove generazioni.”

“L’Europa si farà un’anima nella diversità delle sue qualità e delle sue aspirazioni. L’unità dei concetti fondamentali si concilia colla pluralità delle tradizioni e delle convinzioni, con la responsabilità delle scelte personali. L’Europa contemporanea dovrà essere fatta di una coesistenza che non sia un semplice agglomerato di nazioni rivali, periodicamente ostili, ma una comunità d’azione liberamente concertata e organizzata.”

“Le frontiere mantengono la loro ragion d’essere se sanno trasferire la loro funzione ad un livello spirituale. Al posto delle barriere che dividono, esse devono diventare linee di contatto, dove si organizzano e si intensificano gli scambi materiali e culturali.”

A proposito della dichiarazione del 9 maggio: “L’ho fatta perché credo ai fondamenti cristiani dell’Europa”.

di Gérard Testard

Insieme per un’Europa aperta e umanitaria

Quando è nato Insieme per l‘Europa il 31 ottobre 1999, giorno in cui fu firmata la Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione, regnava un atmosfera piena di speranza.

Si era avverato un segno importante dell’unità, dopo 500 anni di separazione. Diversi Movimenti e Comunità spirituali della Chiesa evangelica e della Chiesa cattolica si erano riuniti nel Centro Ecumenico di Ottmaring per riflettere su come questa Dichiarazione fondamentale potesse essere recepita. La Dichiarazione avrebbe dovuto avere anche un impronta nel quotidiana e non restare solo un testo. Karl Barth aveva affermato che un cristiano dovrebbe avere in una mano la bibbia e nell’altra il giornale.

Nel corso dei secoli che sono seguiti alla Riforma di Martin Lutero e di altri riformatori, a causa delle divisioni e dispute, i cristiani hanno ripetutamente provocato gravi conflitti o non sono stati in grado di compiere adeguatamente la loro missione come strumento di unità e di pace. Le divisioni erano un triste segno di debolezza di fronte agli sviluppi drammatici che raggiunsero il loro apice nel XX secolo con le due guerre mondiali e l’abisso della Shoah.

Tuttavia, alcuni cristiani sono stati sempre di nuovo testimoni credibili. Nell’annuncio del Giubileo del 2000, Giovanni Paolo II ha affermato che la Chiesa del nostro tempo è diventata, come mai prima, una Chiesa dei martiri. E questo, secondo il Papa polacco che aveva vissuto l’oppressione della Chiesa nel percorso della sua vita, era un fenomeno ecumenico. Non solo perché riguardava tutte le denominazioni, ma anche perché i cristiani hanno già vissuto nella sofferenza delle persecuzioni nei gulag e nei campi di concentramento, un’unità che dobbiamo ancora costruire. Andrea Riccardi ha espresso questa storia in modo impressionante nel suo libro “Sale della terra, luce del mondo”.

Con l’evento storico della Dichiarazione congiunta doveva iniziare una nuova storia di unità e di cooperazione. Dopo così tante divisioni causate dall’Europa e dopo tanta violenza, i Movimenti hanno voluto aiutare nella costruzione di un’Europa che contribuisca alla pace, all’accoglienza e ad un’apertura. La globalizzazione ha prodotto un’unità sotto l’aspetto dell’economia, del denaro e della comunicazione, ma manca l’anima, manca l’unità di popoli e di culture in una convivenza pacifica e aperta. I Movimenti hanno riconosciuto qui una vocazione, una seconda vocazione che si aggiunge a quella del proprio carisma.

Nel periodo storico dei quasi 20 anni di ‘Insieme per l’Europa’ abbiamo sperimentato diverse fasi. C’è stato un periodo di euforia con l’unione monetaria e l’espansione verso l’Est nel 2004, cosa che si era avvertita al primo grande Congresso di Stoccarda. I Movimenti volevano rafforzare e sostenere il processo di unificazione europea. Perché, secondo le convinzioni dei padri fondatori di stampo cristiana dell’unificazione europea, di cui si è celebrato nel 2017 il 60 ° anniversario dai Trattati di Roma, questo processo ha bisogno di un fondamento spirituale. L’Europa ha bisogno di un’anima, come abbiamo più volte sottolineato.

Oggi si è diffuso lo scetticismo riguardo all’Europa. Ci sono tendenze preoccupanti di preclusione,  vengono costruiti muri, l’Europa diventa una fortezza che esclude e rifiuta. Una paura diffusa si manifesta in tutte le società europee e prende anche i cristiani. Questa pericolosa paura porta a nuovi nazionalismi emarginanti, alla xenofobia e all’antisemitismo, fino ai movimenti di estrema destra e di stampo fascista, che influenzano sempre più la politica europea.

Pertanto, la questione della nostra vocazione di ‘Insieme’ sorge in questo momento con una nuova urgenza. Con l’aumentare delle posizioni l’uno contro l’altro, i cristiani e i Movimenti cristiani devono approfondire la loro comunione. Il nostro percorso è sempre stato caratterizzato da ospitalità (accoglienza) e apertura. L’unità è possibile solo attraverso l’apertura, la conoscenza reciproca e l’accettazione dell’altro. Soprattutto in questa fase storica, è necessaria l’audacia e la profezia dei cristiani. Perché le attuali tendenze nelle nostre società europee sono pericolose e promuovono la violenza. I poveri, i rifugiati, gli stranieri e tutti coloro che vivono ai margini ne soffrono maggiormente.

La festa dell’Europa del 9 maggio potrebbe essere un momento opportuno per sottolineare la bellezza e la ricchezza dell’unità. Possiamo mettere in chiaro che la diversità, l’apertura, l’ospitalità e l’accettazione dello straniero non sono un pericolo, ma un arricchimento per tutti. Dalle fonti del Vangelo sono emersi molti Movimenti con le loro storie, vocazioni e carismi. Ma lavorare insieme non toglie niente a nessuno, al contrario, nell’incontro ci siamo arricchiti e abbiamo approfondito il nostro stesso carisma. Quest’esperienza è ancor più necessaria oggi di quanto non fosse 18 anni fa, quando iniziò il nostro cammino insieme a Ottmaring.

Don Matthias Leineweber

 

 

Che cosa ci distingue?

Chiara Lubich, ispiratrice di Insieme per l’Europa, ha parlato più volte della comunione tra Movimenti e Comunità di varie Chiese. Ecco alcuni stralci dal suo discorso a Monaco, l’8 dicembre 2001, davanti ai responsabili di vari Movimenti cattolici ed evangelici.

“Possiamo chiederci per prima cosa: Movimenti sul tipo di quelli che notiamo presenti ora nelle principali Chiese, sono invenzioni escogitate dallo Spirito Santo solo per quest’epoca? Oh! no – dobbiamo rispondere -, sono sempre esistiti, di tempo in tempo, da quando è nato il cristianesimo. Basta un’occhiata alla nostra storia comune, del primo millennio, e li vediamo già comparire. Il perché? Lo sappiamo. Il cristianesimo è presente nel mondo per la fede e la Parola vissuta. E sappiamo come i primi cristiani vivessero autenticamente la nostra religione. Ma siamo anche al corrente come, col passare degli anni, per l’influenza dello spirito del mondo, non tutti i battezzati sono stati coerenti alla fede. Ed ecco allora illanguidirsi, annacquarsi il cristianesimo e, giacché non può spegnersi, “le forze dell’inferno non prevarranno” (Mt 16,18), la necessità – per così dire – dello Spirito Santo di suscitare nella Chiesa nuove correnti spirituali, anche importanti: quelle di Basilio, di Agostino, di Benedetto, ecc. E molti altri poi, durante il secondo Millennio, come Francesco d’Assisi, che hanno avuto proprio il compito di riportare nella Chiesa l’autenticità e la radicalità del Vangelo e con ciò il rinnovamento di essa. Ed è per questo stesso motivo che lo Spirito Santo ha suscitato, anche oggi, i moderni nostri Movimenti. (…) Tra tanti di questi Movimenti è nata una comunione sempre più profonda.

E che cosa si è fatto? Si è iniziato a vivere tale comunione in questa maniera. Primo: col pregare gli uni per gli altri; con l’incoraggiarci, aiutarci nelle difficoltà; col fare in modo che i rispettivi Consigli direttivi si conoscano fra loro; con l’aiutarsi concretamente nelle necessità, per esempio necessità di sale, di attrezzature; col partecipare e collaborare a qualche loro manifestazione; col dare spazio, sulla propria stampa, alla presentazione degli altri Movimenti, ecc. (…)

Ma qui sorge una domanda: come possiamo far nostro questo meraviglioso piano di Dio, che fa prevedere nella Chiesa una viva comunione sempre più ampia? E ciò, nonostante le nostre debolezze e i nostri fallimenti? E’ evidente: per creare dovunque comunione sarebbe anche sufficiente attuare il comandamento nuovo di Gesù.(…)

“Chi ci separerà dalla carità di Cristo che ci ha legati in questo modo fra noi?” E per questa nostra vita di comunione, poi, che dà testimonianza al mondo, il nome di Dio torna ad essere di moda nelle nostre strade, spesso assiderate dal materialismo e dal secolarismo; nelle nostre case, nelle nostre scuole, nei posti di lavoro, nelle amministrazioni pubbliche, già diamo testimonianza e soprattutto sulle frontiere più avanzate, i luoghi in cui, in genere, la Chiesa non arriva con i mezzi normali, ma dove i nostri Movimenti sono spesso presenti. A ciò, infatti, lo Spirito Santo ci ha chiamato e perciò ci ha fatto anche particolarmente adatti. (…)

Perché quel qualcosa che ci dovrebbe distinguere, di fronte al mondo, non sono tanto la nostra preghiera, tutte cose meravigliose, le penitenze, le cerimonie, i digiuni, le veglie, la condotta morale, ecc., ciò che dovrebbe distinguerci è soltanto il nostro reciproco amore, l’unità. Gesù lo ha detto: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35). Da questo e non da altro, e ha detto anche: “Che siano uno affinché il mondo creda” (Gv 17,21).”

Cominciare da noi stessi

Come vedi l’Europa nel contesto dell’attuale politica mondiale?

Come un continente del quale si parla tanto e che si sente al centro del mondo. Non è tanto egoista? Non ci sono solo i suoi problemi.

Il 9 maggio è il giorno dell’Europa: come ti piacerebbe che questa data venisse festeggiata dagli europei?

Mettendo in evidenza le cose che abbiamo in comune come Europa.

Sembra che i giovani si interessino poco del futuro dell’Europa. E’ vero questo?

Penso che dipende da ogni persona. Anch’io mi potrei interessare di più. Mi sembra che la maggior parte se ne interessa, p.es., quelli che studiano o quelli che iniziano a lavorare, perché vogliono un bel futuro per i loro figli. L’Europa è la nostra casa e vogliamo che sia buona anche per il futuro. Ma a volte sembra che non ha senso interessarsi alla politica, perché nei posti di potere ci sono persone che non si comportano bene.

Che cosa pensi delle tendenze populiste? Non potrebbe andare meglio in un insieme? Ma come?

Il populismo non mi piace per niente. Tutti gli slogan prima delle elezioni e poi… Ma come possiamo credere? E a chi? Non mi piace che questa gente rimanga al potere, ma non so come si può fare a cambiare e a far vincere la giustizia.

Dobbiamo anche riconoscere le cose positive. La nostra gente vuole un cambiamento. Può esserci un miglioramento in futuro. Mi sembra che – come sempre – dobbiamo cominciare da noi stessi. Non rimanere nella critica, ma dare il meglio ai nostri prossimi, alla famiglia, gli amici.

Marie Kilbergrova, Repubblica Ceca

La felicità di essere europei

Sembra che i giovani non si interessino tanto del futuro dell’Europa. E’ vero secondo te?

Secondo me non è vero. Ci sono tanti che si interessano, però non sono visibili. Sono visibili solo coloro che non vogliono che l’Europa sia unita. Vogliono separarci e far sì che ogni Paese viva per conto suo. E sono più attivi loro di quelli che vedono l’Europa unita. Questo deve essere un cambio importante per tutti noi, che siamo pro-Europa e per una Europa unita.

Come vedi l’Europa nel contesto della politica mondiale odierna?

L’Europa deve mostrare un grande esempio di democrazia, di unità e di cooperazione reciproca. Deve mostrare che solo la democrazia è un modo migliore per vivere.

Il 9 maggio si celebra la “Giornata dell’Europa”. Cosa suscita in te questa data? Come ti piacerebbe che gli europei la celebrassero?

Per me è una data importante. E’ un giorno in cui tutti dovrebbero celebrare il fatto che viviamo in pace, almeno nella maggior parte d’Europa. Forse non tutti andranno in piazza per festeggiare – ognuno troverà un suo modo consono per farlo, però ognuno dovrebbe sentire la felicità di essere cittadino europeo.

Se tu fosse Presidente della Commissione Europea (cioè, avessi funzioni di responsabilità e decisionali), quale sarebbero le priorità sulla tua agenda, per mantenere e incrementare l’unione dei popoli europei?

Innanzitutto direi a tutti che siamo uguali davanti alla legge e che abbiamo gli stessi diritti come abitanti dell’Unione Europea. Nei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea da pochi anni, gli abitanti vedono però solo le differenze. Risulta sviluppato l’Ovest, mentre l’Est resta indietro. Sulla mia agenda sarebbe scritto: dire ai cittadini dell’UE che siamo tutti ugualmente importanti e necessari.

L‘Europa ha un futuro? Quale contributo vedi, per esempio, da parte delle Chiese e dei Movimenti / delle Comunità cristiane?

L’Europa ha un grande futuro! L’Europa è molto importante per il mondo e deve essere un esempio. Deve mostrare che siamo uniti (la parte più difficile) e deve mostrare che ha la capacità di accettare tutti. Il contributo delle Chiese e dei Movimenti deve essere quello di mostrare a tutti che non siamo “ipocriti”, che diciamo una cosa e facciamo un’altra. Dobbiamo aprirci agli altri e accettarli. E questo vale non solo per gli immigrati che vengono da Paesi fuori dell’UE, ma anche all’interno di essa: non diversificare tra le persone dell’Est e dell’Ovest dell’UE.

Cosa pensi delle tendenze populiste? Non sarebbe meglio camminare insieme? Ma come… ?

Questa domanda è una delle più difficili in questo tempo. Abbiamo visto negli ultimi anni che quasi in tutti i Paesi dell’Unione Europea (e non solo) sono stati eletti partiti politici che hanno avuto successo con una propaganda populista. E’ successo anche in Slovacchia. E non era solo un partito politico. Negli ultimi giorni del febbraio 2018 hanno assassinato in Slovacchia un giornalista con la sua fidanzata. Un ragazzo di 27 anni. Stava scrivendo che esiste un collegamento tra il governo (vari partiti populisti) e la mafia. Tanti slovacchi hanno deciso di marciare insieme, di protestare e mostrare che non vogliono più questi populisti. Però, insieme. Con pace, senza violenza. Con paura, però senza rabbia. Questo può essere un esempio su “come” camminare insieme. Unirsi non solo come abitanti di una città, di un Paese, ma come abitanti dell’Unione Europea. Come cittadini europei.

Tomas Angelovic, Slovacchia, 27 anni; Studi di scienze politiche; corso di studio anche all’Università Sophia a Loppiano (Italia).

Mettere in comune le risorse

Il 9 maggio è la “Giornata dell’Europa”. Che cosa ti viene in mente quando senti questa data? Come vorresti che questa giornata fosse celebrata dagli europei?

Vedo questa giornata come un’opportunità per i Paesi europei di osare a mettere in moto azioni transnazionali. Per questo non occorre un programma particolarmente elaborato, ma anche p.e. un gioco che porta a conoscersi e a trovare ciò che abbiamo in comune al di là delle differenze. Per questo sarebbe necessario un “luogo di dialogo” informale. Sentire il legame che c’è tra noi sarebbe già raggiungere l’obiettivo.

Se tu fossi presidente della Commissione Europea, quali priorità inseriresti nell’agenda per la coesione dell’Europa?

Nessuna frontiera tra i Paesi. Lì, dove puoi semplicemente viaggiare con facilità, ti senti presto a tuo agio. L’ospitalità del proprio Paese nell’accogliere gli altri sarebbe un’importante premessa per una comprensione e un apprezzamento reciproco. Tenterei di evidenziare i benefici e il grande arricchimento di un’Europa “aperta”. Ciò richiederebbe esempi concreti e piccoli risultati già ottenuti che potrebbero essere resi noti.

L’Europa ha un futuro? Quale contributo vedi, ad esempio, da parte delle Chiese e dei Movimenti e Comunità spirituali?

Apertura e trasparenza! Se la Chiesa comunica apertamente ciò che pianifica con il denaro, le azioni, ecc., aiuterà i cittadini a fidarsi maggiormente. Se si riconosce alla Chiesa il ruolo di unire le persone, si può pensare che contribuisca anche a far cadere i confini nei cuori della gente. Realizzare iniziative per i giovani, creare spazi in cui possono incontrarsi quelli del posto con i migranti senza propagandare programmi per rifugiati, bensì per mettere in luce la molteplicità dei Paesi e la varietà delle persone. L’Europa ha un futuro se le persone cominciano a comprendere che ognuno può essere una risorsa per l’altro proprio per la diversità, basta impiegare in modo giusto le varie competenze e capacità.

Come vedi l’Europa nel contesto della politica mondiale odierna?

Molto è già stato realizzato in Europa. E’ un dono poter viaggiare in diversi Paesi all’interno dell’Europa e godere di collaborazioni che hanno permesso lo scambio di studenti e l’anno sociale di volontariato. Queste esperienze, dovrebbero essere rese note, in modo che i cittadini dei diversi Paesi possano rendersi conto di questo tesoro. L’Europa dovrebbe irradiare maggiormente i suoi aspetti positivi. Abbiamo in genere una sicurezza finanziaria più stabile ed una buona assistenza sociale. Non dovremmo essere grati di quanto abbiamo già?

Sembra che i giovani si preoccupino poco del futuro dell’Europa. È vero secondo te?

La mia esperienza come giovane è che sei spesso un po’ sopraffatto da tutto ciò che accade intorno a te in tutto il mondo. La politica interessa solo ad alcuni che probabilmente sono stati già in qualche modo coinvolti. Ci sono nel mondo molti problemi che i giovani non possono risolvere (almeno così pensano) e quindi si impegnano più facilmente per cose che promettono risultati immediati e visibili. La politica è spesso troppo complicata e talvolta usa un linguaggio non accessibile ai più. Per i giovani dovrebbero esserci più incentivi ad interessarsi della politica, nella prospettiva di poter cambiare qualcosa.

Cosa ne pensi delle tendenze populiste? Non sarebbe meglio camminare insieme?

Dato che oggi siamo dominati dal capitalismo (parlo ora della Germania), è quasi impossibile che non ci siano tendenze populiste. Si tende solo ad ottenere sempre più profitto, senza tener conto dei più deboli. Le persone che mirano solo al guadagno non si riescono a vedere alcun vantaggio nel supportare i più deboli, perché ciò richiede tempo, lavoro e impegno. La classe media sta scomparendo e il divario tra ricchi e poveri si sta allargando. Una convivenza sarebbe possibile, ma si deve comprendere che si può ottenere profitto anche con abilità diverse. Forse il profitto sarà inferiore, ma si guadagna in rapporti umani, in salute, in valori ecc.. Prima di tutto bisogna capire che, pensando solo a sé stessi, non si riesce più ad essere felici; che persone che hanno meno, ma possono contare l’una sull’altra, hanno trovato un tesoro molto prezioso.

Katharina Pinzer, 24 anni, educatrice, esperienza lavorativa con migranti, vive attualmente a Norimberga (Germania)

Urge una cultura europea

Se tu fossi Presidente della Commissione Europea, con funzioni di responsabilità e decisionali, quali sarebbero le priorità sulla tua agenda per mantenere e incrementare l’unione dei popoli europei?

Sicuramente la più urgente riforma da promuovere a livello europeo non è politica o economica, ma culturale. Servirebbe, cioè, un’informazione capillare su come funzionano le Istituzioni europee, si dovrebbero finanziare massicciamente programmi che interrogano la nostra scelta di stare insieme e la portata storica dell’esperimento di integrazione europea. Si deve investire in campo artistico e culturale (musica, arte, cinematografia), puntando soprattutto ad un pubblico giovanile. Si devono, quindi, creare una coscienza e un sentimento di appartenenza dei cittadini all’Unione.

L‘Europa ha un futuro? Quale contributo vedi, per esempio, da parte delle Chiese e dei Movimenti / Comunità cristiane?

Le comunità cristiane possono essere uno dei cardini sui quali si innesterà il progetto europeo in futuro. Il messaggio di comunità implicito nel cristianesimo, il suo aspetto di solidarietà sociale, la responsabilità civile che accompagna la crescita spirituale nella religione cristiana è alla base stessa del nostro stare insieme e nel nostro essere uniti nella diversità. L’Europa è nata da grandi statisti che condividevano questo spirito di fratellanza ed è questa la dimensione che dobbiamo riscoprire.

di Federico Castiglioni (Roma, 17/11/88). Laureato in Scienze politiche, è attualmente dottorando in Studi europei ed internazionali presso l’Università Roma Tre. Ha pubblicato diversi articoli, divulgativi e scientifici, sempre affrontando temi legati all’ attualità europea o al ruolo dell’ Unione Europea nel mondo globale. E’ responsabile delle relazioni esterne dei Giovani Federalisti Europei (JEF Italy).