Category Archives: Italia

L’educazione, unica chance

L’educazione, unica chance

Giornata dell’Europa 2022 in Italia: Videoconferenza su buone pratiche di educazione offerte da giovani di diversi Movimenti

La Giornata dell’Europa ha assunto quest’anno un rilievo senza precedenti in quest’ora inimmaginabile con l’Europa in guerra. Insieme per l’Europa in Italia ha richiamato l’attenzione sulla centralità di una educazione che offra alle nuove generazioni una formazione integrale, prospettata come unica chance per ricostruire il tessuto relazionale fraterno e formare alla pace, alle verità che danno senso alla vita.

Vi ha dato voce la prof.ssa Carina Rossa della Lumsa, docente all’Istituto Universitario Sophia e membro del comitato promotore del Global Compact on Education, il Patto educativo globale lanciato da Papa Francesco sin dal 2019. Un patto che punta ad abbattere barriere e costruire ponti.

Quest’anno dichiarato dall’Unione Europea “Anno dei giovani”, sono stati proprio i giovani appartenenti a gruppi, associazioni e movimenti a presentare buone pratiche di educazione (il testo si trova nell’archivio del sito) realizzate nei campi più diversi.

Bene esprimono l’impatto le molte impressioni a caldo giunte nella chat durante il collegamento via zoom seguito da oltre 1.000 persone, in diretta, a cui si sono aggiunte, in una settimana 700, anche da Paesi dell’Est e Ovest Europa. Eccone alcune:

“Ho apprezzato tantissimo le testimonianze e gli interventi, di giovani e meno giovani. Mi ha colpito molto anche la testimonianza di Beatriz e il suo messaggio di accoglienza e di amore (dei profughi ucraini). Un’iniziativa densa e ricca di contributi”. (una europarlamentare di Milano)

“La prima cosa che salta all’occhio è il coro di voci che hanno testimoniato con toni differenti la potenza della speranza. La seconda è la bellezza dei giovani, una cosa davvero illuminante. Sono i giovani la speranza, ma con lo stile di quella iniziativa che li vede accanto agli anziani, e non si capisce chi più dà e chi più riceve. Mi ha colpito in modo particolarissimo il fatto che giovani e anziani hanno bisogno gli uni degli altri. L’ultima esperienza di condivisione era quello che serviva per dare un po’ di pace al mio cuore travagliato dalla guerra”. (da San Remo –IM)

“Edificante momento di ‘scambio’. Quanta vita creativa! Non dà solo speranza, ma certezza che un’Europa solidale, fatta di cuori uniti, è già in atto.” (da Monaco di Baviera)

Carla Cotignoli e Beatriz Lauenroth

Foto: Archivio Trento

8-maggio-2022-IpE-Italia Buone-pratiche-di-educazione (133.0 KB, 8 downloads)

 

 

Chiedete e vi sarà dato

Chiedete e vi sarà dato

Il comitato Italia di Insieme per l’Europa invita a pregare per la pace

Come già hanno fatto i nostri amici di Insieme per l’Europa della Germania e dell’Austria anche noi del Comitato Italiano abbiamo deciso di continuare a pregare insieme per la Pace.
Siamo contenti se vorrete partecipare per:

Venerdì 18 marzo 2022
Dalle 19.00 alle (max.) 19,45 (CET)

Fai clic sul link seguente per entrare nel webinar:
//us06web.zoom.us/j/84185016279?pwd=dUoybTJ0ejZ0by92ektUZC93Rm1iZz09

ID webinar: 841 8501 6279

Passcode: 901594

La preghiera si svolgerà in Italiano. Siamo grati se molti pregano con noi!

Comitato di Insieme per l’Europa Italia

Foto:  //de.freepik.com/ 

 

Sogni e visioni

Sogni e visioni

Gli studenti di un Liceo romano sul futuro del Continente: la cittadinanza attiva per l’Europa inizia dal mondo dell’educazione!

È vero, i fatti lo dimostrano! “I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni” (Libro di Gioele 3,1). Quando gli insegnanti offrono stimoli, presentano idealità, svelano prospettive, i giovani sanno rispondere con entusiasmo, perspicacia, creatività. Gli studenti del Liceo classico Augusto di Roma e la loro docente Maria Paola Aloi (sostenitrice di Insieme per l’Europa), ne sono un esempio.

Coinvolti in un progetto di Cittadinanza attiva sul tema dell’Unione Europea, essi hanno individuato e analizzato con serietà alcune questioni calde, cercando soluzioni. Nell’esecuzione di un brano musicale classico, i ragazzi hanno saputo leggere la metafora dell’armonia delle diversità nel contesto europeo, in una comune sinfonia. Con la drammatizzazione del viaggio di una bambina su un barcone verso l’ignoto, hanno stigmatizzato il perpetrarsi di immani tragedie nei nostri mari.

Nella rilettura del mito di Europa hanno riconosciuto le radici di una cultura che contiene nel suo DNA l’ospitalità e l’accoglienza di chi è in viaggio o migrante.Attraverso un immaginario video gioco intitolato” The Game” hanno promosso la riflessione sulla vicenda dei migranti della Rotta Balcanica. Con lucidità hanno elaborato la simulazione di una lettera al Presidente del Parlamento Europeo, David M. Sassoli, delineando un piano strategico a partire dal “corridoio umanitario” concentrato in: Prevenzione, Soccorso, Accoglienza.

Queste iniziative, realizzate il 10 maggio anche in altri Licei associati per celebrare la festa dell’Europa, sono state ripresentate la mattina del 3 giugno in un incontro sulla piattaforma meet, presenti esponenti della rete italiana di Insieme per l’Europa (8 le città italiane; 6 i Movimenti aderenti a Insieme per l’Europa). Irene Loffredo (Focolare), una ragazza di Pozzuoli (Napoli), si è fatta portavoce di una ricca esperienza di volontariato presso il locale penitenziario da parte di membri di Movimenti e Chiese diverse; esperienza che ha provocato umanizzazione e cambiamento. Aldo Bernabei (Caterinati) ha illustrato i piani dell’Unione Europea riguardo al progetto Erasmus e al Corpo Europeo di Solidarietà: in quest’ultimo vi saranno coinvolti nei prossimi anni 270.000 giovani per attività di solidarietà.

Ora si conta di proporre l’iniziativa a scuole di altre città, contattando insegnanti, proponendo gemellaggi fra classi e offrendo il supporto dei protagonisti di questa esperienza.

Gli Uffici del Parlamento Europeo a Milano e a Roma, messi a conoscenza dell’iniziativa, hanno espresso congiuntamente i complimenti per l’estremo impegno e la cura messi nei vari e diversificati progetti realizzati.

Dolores Librale e Ada Maria Guazzo

Foto: Pixabay

L’Italia in azione

L’Italia in azione

Per la Terra e per l’Uomo

ABBIAMO ORGANIZZATO ANCHE QUEST’ANNO UN APPUNTAMENTO PER TUTTA L’ITALIA, CON IL CONTRIBUTO DEI VARI GRUPPI, DA ROMA A TRENTO, DA MILANO A PALERMO…

E’ POSSIBILE RIVEDERE L’EVENTO (VIDEOCONFERENZA) SU YOUTUBE: //www.youtube.com/watch?v=H5W0OfgJ0LY

    • Relazione del Luigino Bruni, Ordinario di Economia politica alla LUMSA di Roma: “Da un’Ecologia integrale ad una Economia solidale”  – SCARICA QUI>>
    • Interventi:

Sono seguite esperienze ‘Per la Terra e per l’Uomo’

Vedi anche il servizio su Vatican News con l’intervista di Giuseppe del Coiro e Emanuela Fioravanti>>

Il volantino con i dati per l’accesso è scaricabile qui:

Festa Europa 9 Maggio 2021 ITALIA (187.6 KB, 70 downloads)

Giuseppe Del Coiro a nome del Team nazionale italiano

 

L’Italia “Insieme”: è tempo di nuova umanità

Festa dell’Europa 2020 – “E’ stato un piccolo grande miracolo… un evento a cui non assistere ma partecipare.” Questo il primo eco ‘a caldo’ dei tantissimi che abbiamo ricevuto.

La preparazione

E’ vero, ci abbiamo creduto, in questa opportunità ONLINE, CONNESSI COME CONNESSA È LA NATURA! Abbiamo creduto nella creatività di Dio, e in pochi giorni lo Spirito, con noi e i nostri pochi “pani e pesci” (cfr. Gv. 6,9), ha realizzato un grande evento ecumenico, a cui hanno partecipato importanti rappresentanti del mondo cristiano. La loro presenza da tutta Italia, è stato il frutto di un lungo e amorevole lavoro di comunione, di dialogo, di coltivazione di relazioni, che i vari Comitati hanno fatto in ogni Regione. L’impegno di costruire l’unità si è respirato in ogni parola, gesto, espressione e cura.
Partiti da un’idea del Comitato della rete Insieme per l’Europa romano, i Comitati d’Italia si sono uniti per realizzare questo evento online, e nonostante non ci si conoscesse tutti, ognuno ha vissuto una profonda fratellanza e la sensazione di aver lavorato mesi, e non due settimane, vivendo concretamente tra tutti il “Patto dell’amore scambievole” (ispirato a Gv. 13,34), fondamento di tutto quanto si opera sotto il nome di Insieme per l’Europa.  

9 maggio ore 18.00: l’Italia INSIEME online!

L’iniziativa di 25 fra Movimenti e Comunità di IpE, ha richiamato quasi 500 accessi ai canali della diretta … uniti da Nord a Sud del Paese per solennizzare insieme la Festa dell’Europa Solidale!  Fra gli altri, l’on. Stefano Fassina e alcuni amministratori locali. Collegati anche 45 ministri di Chiese e Comunità cristiane.  Sono arrivati, molto graditi, i messaggi del Vescovo Giovanni Traettino (Fondatore della Chiesa Pentecostale della Riconciliazione), letto dal Pastore Mauro Adragna (C.P.R. Palermo)  e del Pastore Luca Maria Negro, Presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia.

Per un’ecologia integrale

Ricordando pure il 70° Anniversario della “Dichiarazione Schuman”, l’evento era dedicato al ‘Sì al Creato’, difendendo la natura e l’ambiente, doni di Dio da tutelare con rispettoso impegno per le generazioni future. Il titolo degli approfondimenti: “Ecologia integrale: utopia sostenibile per l’Europa”.  Attraverso le riflessioni di Stefania Papa, docente ed esperta di ecologia, e Luca Fiorani, fisico esperto di clima, e il video sintesi dei messaggi di Papa Francesco, del Patriarca Bartolomeo I e di Antonio Guterres (Segretario Generale dell’ONU) per la 50a Giornata mondiale della Terra, si è presa consapevolezza di come possiamo insieme operare per un presente e un futuro migliori,  in una cultura del rispetto, della cooperazione e della reciprocità.

Preghiera Ecumenica

Con questo spirito è stata poi vissuta la Preghiera Ecumenica di rappresentanti di varie Chiese. Il dr. Costantino Vacros (della Chiesa Greco-Ortodossa) ha iniziato con la lettura di Genesi 1,26-31, a cui è seguito un apprezzato intervento della Pastora battista Gabriela Lio, Presidente della Federazione delle Donne Evangeliche in Italia. Poi abbiamo  pregato con il Pastore Nino Genova (Movimento Nuova Pentecoste) e con diversi esponenti di Movimenti e Comunità cattoliche. Tutti insieme con gioia, sintonia e solennità abbiamo rinnovato il Patto dell’amore scambievole e sigillato questa giornata con il Padre Nostro per ricordarci che siamo UNO e che insieme possiamo realizzare una Nuova Umanità.

Emanuela Cannella-Ufficio stampa IpE Roma

E’ possibile rivedere l’evento su facebook IpE Roma /clicca qui >> e su youtube / clicca qui >> 
Proponiamo qui alcuni dei fermo-immagini realizzati da Emanuela Cannella e Emanuela Fioravanti. Per vedere altri vai su facebook IpE Roma>>

 

Europe Day 2019 Roma

Anche Roma ha solennizzato la Festa dell’Europa

Raccogliendo un suggerimento partito da Praga (incontro degli Amici dello scorso novembre), il gruppo romano di Insieme per l’Europa (in cui sono attivi 13 Movimenti*), dal 25 marzo al 9 maggio ha animato celebrazioni e preghiere per il nostro Continente in 5 Basiliche legate ai Santi patroni d’Europa, coinvolgendo le rispettive comunità.
Nei mesi precedenti l’evento commemorativo della Festa dell’Europa, il gruppo romano ha preparato, in più tappe, con iniziative ispirate ad alcuni dei“7 Sì” programmatici del messaggio di Stoccarda 2007, diverse manifestazioni.

Cosi, per sostenere il “Sì” alla vita e alla famiglia, ci si è inseriti nel programma del ‘Villaggio per la Terra’, che a Villa Borghese ha visto un approfondimento di Gianluigi de Palo (Presidente Nazionale Forum Associazioni Familiari) sul tema “Più forte la famiglia più forte l’Europa”, approfondimento moderato da Alessandra Balsamo (Presidente Forum Associazioni Familiari Lazio) e con l’intervento, ricco di testimonianze personali, di Vincenzo Bassi (Vicepresidente FAFCE). Per affermare il “Sì” al Creato, il gruppo ha sostenuto il Convegno promosso dall’Associazione ‘La Civiltà dell’Amore’ su “Pace nucleare e sfide ambientali”, svoltosi in Vaticano la mattina dell’8 maggio, vigilia della Festa dell’Europa.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, l’evento relativo alla Festa dell’Europa è entrato nel vivo. Nella Sala “Spazio Europa” (gestita dall’ufficio in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza della Commissione Europea), si è tenuto un incontro culturale dal titolo “Nello spirito dei Padri Fondatori, una nuova economia per l’Europa”, introdotto e approfondito da una intensa relazione del Prof. Leonardo Becchetti (docente di Economia politica all’Università Tor Vergata di Roma) alla quale ha fatto seguito un dibattito molto partecipato e sentito. La conferenza è stata definita di alto contenuto scientifico e di grande interesse da tutti i 100 partecipanti i quali hanno apprezzato la passione ‘didattica’ del relatore: esprimendo un deciso plauso per quella che, più che una lezione di economia sostenibile, è stata una riflessione profonda e ricca di spunti originali e illuminanti.

Dopo l’incontro culturale, nella bellissima Basilica dei Santi XII Apostoli, si è svolta una Veglia Ecumenica per l’Europa ispirata alla Parola “… e ciascuno li sentiva parlare la propria lingua” (At 2,6). Davanti a quasi 400 persone, sull’altare, con il parroco francescano fra’ Agnello, Gabriela Lio (Pastora Battista), Luca Maria Negro (Presidente della FCEI), Padre Federico Lombardi (Gesuita), l’Archimandrita Simeon Katsinas (del Patriarcato ortodosso di Costantinopoli), il Vescovo ausiliare e Segretario Generale del Vicariato di Roma Mons. Gianrico Ruzza, P. Gheorghe Militaru (in rappresentanza del Vescovo Siluan, del Patriarcato romeno-ortodosso), si sono alternati nelle letture e nelle riflessioni di passi biblici.

Interessanti e di importante contenuto tutti gli interventi: l’analisi dell’odierna Europa del giornalista Enzo Romeo; la presentazione delle ‘madri dell’Europa’ accompagnata dalla lettura di passi significativi del loro pensiero, la testimonianza della ventenne Rola, siriana proveniente da Homs, giunta a Roma dal Libano grazie ai corridoi umanitari attivati dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Fcei, e dalla Chiesa Valdese. È stata soprattutto apprezzata la partecipazione di esponenti di altre confessioni cristiane che ha conferito all’evento un’impronta ecumenica importante e significativa, mostrando coi fatti che l’amore scambievole è più forte delle diversità.

Molto affiatato e apprezzato il “coro” formato, per l’occasione, da 28 coristi provenienti da 5 Comunità e Movimenti diversi, che ha favorito il clima di unità. È stata proprio una bella esperienza di comunione cristiana, ci si conosce e si collabora, si prega e si serve insieme.

Il gruppo di IpE a Roma (© Foto: Elena Coppola / Maurizio Sabbatucci)

Vedi breve intervista con Padre Federico Lombardi>> 
Vedi breve intervista con Luca Maria Negro, Presidente FCEI>>
Vedi breve intervista con Enzo Romeo, Giornalista>>
Vedi conferenza Prof. Becchetti, 1° parte>>
Vedi conferenza Prof. Becchetti, 2° parte>>

* Anima Europae, Associazione Internazionale dei Caterinati, Comunità della Quinta Dimensione, Comunità di Sant’Egidio, Comunità Gesù Risorto, Comunità Papa Giovanni XXIII, Comunità Vittoria di Dio, Istituzione Teresiana, La civiltà dell’Amore, Movimento dei Focolari, Movimento Équipes Notre Dame, Movimento per un Mondo Migliore, Rinnovamento nello Spirito Santo

 

Europe Day 2019 Palermo

Il 9 maggio, nella chiesa Pentecostale “Parola della Grazia”, la Festa per l’Europa a Palermo, con circa 1300 persone presenti e seguita da oltre 4000 attraverso youtube e Facebook, ha presentato un ventaglio di iniziative sociali realizzate insieme da più Movimenti e da membri di Chiese diverse.

Alcune di queste iniziative erano presentate anche in video, come l’esperienza, a Lecce, di Don Carlo Santoro, e del Pastore Tommaso Carpino della Chiesa Internazionale, che, nell’aiutare alcuni pentecostali bisognosi, hanno visto cadere i muri della diffidenza, maturando invece una vera amicizia in spirito di collaborazione.

Si respirava un clima di fraternità, una cultura di  ‘insieme’, visibile nel rapporto fra i presentatori di 4 Movimenti e Chiese diverse, e dall’intercalare degli interventi introduttivi, affidati all’apostolo Lirio Porrello della Parola della Grazia, alla rappresentante del Comitato d’Orientamento, Ilona Toth (ungherese, venuta da Roma) e da Mons Alerio Montalbano, vicario del Vescovo.

Come segno di comunione e di amore scambievole ha colpito il gesto dell’Apostolo Lirio al termine del convegno nel momento della preghiera finale, scritta da lui stesso, che ha ceduto il microfono al pastore Nino Genova, della Chiesa Condividere Gesù di Agrigento (Movimento Nuova Pentecoste), perché leggesse lui la preghiera.

Solo un titolo delle varie e ricche attività presentate:  l’aiuto ai carcerati e alle loro famiglie, dato dai fratelli pentecostali in collaborazione con fra Loris, cappellano cattolico; l’impegno comune di assistenza sanitaria  da parte di medici cristiani appartenenti a diverse associazioni; e per perseguire un’equa fiscalità familiare (lavoro fatto insieme da PdG, Eben Ezer, Forum associazioni Familiari, Movimento dei Focolari); e ancora la casa di accoglienza e promozione “Granello di Senape”, sostenuta dalle Chiese Valdese, Luterana e Battista.

E poi altre iniziative: l’esperienza della Caritas che aiuta le famiglie senza casa; dell’Azione Cattolica che ha avviato un progetto per aiutare a riflettere i giovani delle scuole sul pericolo dell’azzardo; della Fondazione Adventum della chiesa Avventista che aiuta le famiglie a rischio di usura; dell’attività della Parola della Grazia a favore di chi vive per strada; e della Missione di Biagio Conte che accoglie più di mille persone, ecc.. Si è visto dai fatti che i Cristiani sono una realtà viva della società, operando nella carità

Non sono mancate esperienze personali nel campo dell’onestà, dell’amore al nemico, dell’accoglienza della malattia grazie alla vicinanza di Dio.

I giovani sono stati parte attiva  con un mimo su “Gesù che spezza le catene”, significativo ballo di gruppo (eseguito dai giovani della chiesa Eben Ezer – Movimento Nuova Pentecoste- e dai giovani del Movimento dei focolari) e con un’esperienza del gruppo di giovani di varie Chiese pentecostali dell’associazione “I am Rev” (Io sono rivoluzione) che agisce nelle scuole per aiutare i giovani a vincere le paure e le priprie fragilità. I loro contributi hanno testimoniato un cristianesimo giovane, fresco, pieno di iniziative e di forte, autentico amore a Gesù.

Una partecipante ha riassunto così la serata: “Ciò che ci unisce è vivere il Vangelo”.

Il comitato organizzatore di IpE a Palermo (Video e foto con l’autorizzazione di Biagio Pittaresi)

Europe Day 2019 Trento

A Trento, il 3 maggio, un momento culturale nell’aula magna del Vigilianum e una veglia di preghiera ecumenica. 

A Trento l’iniziativa per la Festa dell’Europa, pensata dai sei movimenti  impegnati da anni nel cammino di Insieme per l’Europa (Alleanza Dives in Misericordia, Cammino neocatecumenale, Cursillo, Focolari , Nuovi Orizzonti e Via Pacis), ha trovato un immediato consenso ed appoggio nel delegato diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, don Cristiano Bettega.

La manifestazione, fissata per il 3 maggio, si è articolata in due momenti distinti: uno culturale al Vigilianum e poi una Veglia di preghiera ecumenica. L’aula magna del Vigilianum, che contiene un centinaio di persone, era al completo. Erano presenti P. Joan Catalin  con alcuni della sua comunità ortodossa rumena, la coordinatrice luterana sig.ra Berbel con una signora della sua comunità e il sindaco di Trento Alessandro Andreatta.

Lo stesso don Bettega che ha fatto da moderatore, ha introdotto dicendo che i Paesi europei sono come vicini di casa che appartengono ad una casa comune, ma stanno stretti e, accanto ad enormi potenzialità d’incontro e dialogo, sono venuti a galla profondi contrasti, come muri culturali, religiosi, politici; ma, come cristiani portiamo un elemento al DNA europeo che lo arricchisce: la comunione.

Sono seguiti gli interventi della teologa Milena Mariani – Docente di Teologia sistematica e di Storia della teologia del XX secolo presso l’ISSR “Romano Guardini” di Trento e di Mariologia presso l’ISSR di Bolzano con un importante, lungimirante, contributo di pensiero  su  Europa e confessioni cristiane verso il futuro, e di Lucia Fronza Crepaz – membro della Scuola di Preparazione Sociale di Trento – con una riflessione di respiro socio-politico su  “Europa:  incontro di popoli, costruzione di pace!” (vedi in fondo i due testi da scaricare).

Come intermezzo musicale: due giovani neocatecumenali hanno suonato l’Inno alla gioia di Beethoven. Il buffet che è seguito in una sala attigua, è stato molto apprezzato e occasione di scambio e conoscenza reciproca.

La manifestazione è proseguita con la Veglia di preghiera ecumenica,  presso il Santuario dell’Immacolata sede dell’ Alleanza Dives in Misericordia, con un susseguirsi di preghiere, canti (fra cui due della comunità  ortodossa) e riflessioni, in un clima di profondo raccoglimento. Sono stati letti, in particolare, i messaggi di Papa Francesco, del Patriarca Bartolomeo I e del vescovo luterano Bedford-Strohm al convegno di Monaco 2016. Significativi anche gli interventi di P. Joan e della coordinatrice luterana Berbel. Il primo  ha sottolineato positivamente la correlazione tra gli interventi “culturali”  precedenti e il momento di preghiera proposto dalla Veglia, esprimendo l’ impellente  necessità oggi di un tale tipo di formazione “umano-divina”;  la seconda  ha messo in evidenza  i comuni obiettivi delle confessioni cristiane che  possono e devono essere incrementate, come la riconciliazione e la pace, la salvaguardia del creato, la solidarietà con i poveri e gli emarginati.

Don Bettega ha auspicato che l’iniziativa possa ripetersi, allargando la partecipazione e collaborazione ad altri soggetti presenti sul territorio. Come segno concerto di condivisione, le offerte raccolte sono state devolute ai profughi presenti a Trento.

Il team di IpE a Trento

Vedi il servizio di TELEPACE TRENTO del 3 maggio 2019>>

Foto: © Barbara Passalacqua / Nino Carella

L Fronza Crepaz Europa Incontro Di Popoli IpE Trento 3.5.2019 (189.2 KB, 95 downloads)

M Mariani Europa E Confessioni Cristiane Verso Il Futuro IpE Trento 3.5.2019 (401.4 KB, 116 downloads)

 

Europe Day 2019 Castel Gandolfo

Serata culturale al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo, 11 maggio 2019 

Il programma:

  • Gli iniziatori di Insieme per l’Europa ci parlano
  • Il respiro dell’Europa – i due polmoni
    • Il disegno dell’Europa secondo i Vescovi di Roma – Alberto Lo Presti
    • L’Europa e il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli – Dimitrios Keramidas
  • L’Europa in dialogo – Tavola rotonda
    • Città per la fraternità – Luciano Andreotti, sindaco di Grottaferrata
    • Insieme a Roma – Giuseppe Del Coiro, Comunità Quinta Dimensione
    • Est e Ovest in Europa – Pál Tóth, Focolare (Ungheria)
  • I giovani e l’Europa – interviste
  • Insieme per l’Europa compie 20 anni

Foto: ©Thomas Klann

Europe Day 2019 Padova

9 maggio 2019: Per la prima volta insieme in una Veglia ecumenica di preghiera e di testimonianza

La “Festa dell’Europa” è stata l’occasione per vivere una nuova esperienza di comunione con la Chiesa locale e di essere inseriti nel “Festival Biblico” di Padova. Dopo una serie di incontri, in questi ultimi mesi, che ci hanno permesso di conoscere più da vicino alcune straordinarie realtà (il Consiglio delle Chiese Cristiane, la Pastorale Migrantes, il Centro Universitario, la Consulta delle Aggregazioni laicali, la Comunità dei Frati Minori Conventuali della Basilica del Santo)… finalmente, con un lavoro intenso ma molto proficuo, si è stesa la versione definitiva della Veglia di preghiera e testimonianza. La continua ricerca di comunione fra tutti è stata la cosa più importante perché ognuno ha sperimentato un rapporto sempre più vero.

I contributi delle Chiese con i brani tratti dalla Carta Oecumenica, alternati ai testi biblici declamati in varie lingue, hanno offerto un esempio della ricchezza del patrimonio spirituale e culturale presente nel cammino ecumenico.

La chiesa di S. Sofia era gremita giovedì 9 maggio di circa 300 persone, nel 69° anniversario della Dichiarazione sull’Europa.

Ad aprire la serata è il tema “l’Europa in cammino”, col racconto di una giovane polacca, Joanna, sulla sua esperienza di accoglienza e incontro in Italia. Si passa poi all’”Europa alla prova: sfide di oggi e di sempre”, con la testimonianza di Stefan, un giovane siriano, giunto qui grazie ai corridoi umanitari. Infine, nella terza parte “I cristiani e l’Europa: sale e luce”: dopo un canto della Comunità ucraina, ha parlato Ansamma, pediatra indiana, rappresentante in Diocesi della Pastorale dei Migranti. La serata è stata accompagnata con canti in varie lingue, eseguiti con delicatezza dal coro Shalom, ispirato a Taizé.

Dato che uno dei compiti di Insieme per l’Europa è lo sviluppo del continente africano e che la città di Padova è gemellata con la città di Beira, alla fine della veglia si è proposto di raccogliere fondi per la popolazione del Mozambico, colpita da una disastrosa alluvione. Quanto ricevuto è stata un’ulteriore conferma che il messaggio di fraternità proposto è stato accolto e servirà per finanziare due progetti.

Un momento di convivialità ha concluso l’evento: occasione per uno stare insieme fraterno e per allacciare nuove importanti relazioni in città.

La rete Insieme per l’Europa a Padova (Comunità di S. Egidio, Comunità Frati Minori Conventuali della Basilica del Santo, Comunità Papa Giovanni XXIII, Centro Universitario Padovano, Coro Shalom Abano Terme, Movimento dei Focolari)

Foto: © Giorgia Chiaro

Europe Day 2019 Viterbo

Veglia di preghiera per la concordia e l’unità dei popoli europei 

Giovedì 9 maggio 2019 si è svolta nella Chiesa di S. Leonardo Murialdo a Viterbo la Veglia di preghiera ecumenica per la concordia e l’unità dei popoli europei, organizzata da varie aggregazioni laicali viterbesi che aderiscono ad Insieme per l’Europa. E’ stato letto il saluto di Diego Goller del Comitato di Orientamento di Insieme per l’Europa, e poi consegnato al vescovo Mons. Lino Fumagalli e al pope Padre Vasile Stefan Bobita, parroco della parrocchia Romeno ortodossa di Viterbo.  La sala allestita con cura dal parroco  padre Angelo Bissoni, con tutte le bandiere degli stati dell’Unione Europea e dell’Europa, ha accolto i numerosi  partecipanti alla veglia.

Nella prima parte dedicata a ‘padri’ e ‘madri’ dell’Europa, il Pastore Evangelico ha letto un testo di D. Bonhoeffer, alcuni cattolici testi di R. Schumann, di A. De Gasperi e della Fondatrice del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich. E’ seguita la parte liturgica con letture bibliche e stralci del Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I e di Papa Franscesco. Hanno donato la loro testimonianza un giovane sulla partecipazione al progetto Erasmus ed una ragazza evangelica sul progetto di co-housing della Caritas diocesana ‘AbitiAmo’, vissuto con giovani italiane, francesi e moldave.

Il Vescovo, Mons. Fumagalli, ha ricordato le comuni radici cristiane ed il valore della solidarietà. Importante la partecipazione della comunità Ortodossa che con alcuni canti ha reso più ecumenica la veglia.  C’è stato anche il contributo della corale della parrocchia e di una violoncellista. La recita del Padre nostro, col saluto di Pace e la Benedizione finale hanno concluso una serata vissuta nello spirito di fraterna preghiera.

Per tutti i presenti è stata un’occasione di riflessione ed approfondimento dell’ideale di fraternità e di pace. Alcuni partecipanti alla veglia erano stati colpiti dall’armonia della serata: uno dei frutti del clima vissuto fra i rappresentanti dei vari movimenti negli incontri preparatori.

Adele e Paolo Perugini

Europe Day 2019 Milano

Milano il 9 maggio 2019 ha visto una marcia insolita: variopinta e propositiva

Partiti da un’idea semplice, il condividere la programmazione via via con più forze (alcune associazioni cattoliche: Agesci, Azione Cattolica, Comunità di Sant’Egidio, CVX,  Institut Saint Benoît, Movimento dei Focolari, Rinascita Cristiana, Scout d’Europa, e inoltre  la Chiesa Anglicana, Battista, Metodista ed Ortodossa Romena, con l’adesione di tutte le Chiese componenti il CCCM, e con il pieno appoggio di organismi della Diocesi) ha fatto assumere all’iniziativa proporzioni che hanno ottenuto la collaborazione del Comune di Milano, della Commissione Europea e il Patrocinio del Parlamento Europeo. Nel percorso di organizzazione si è profilato un evento in piazza, per parlare alla gente, con inviti al largo e preceduto da incontri di sensibilizzazione nelle scuole e nelle parrocchie.

E così il 9 maggio si è realizzata una marcia con partenza da Piazza Sant’Eustorgio fino alla chiesa di S. Lorenzo. Il bel sole che riscaldava la città, dopo la pioggia dei giorni precedenti, era un segno di buon auspicio. Per la descrizione del corteo e i contenuti degli interventi (Padre Traian Valdman, della Chiesa Ortodossa Romena, Dorothee Mack, pastora della Chiesa evangelica metodista e, a conclusione l’Arcivescovo, Mons. Delpini) si rimanda all’articolo di Avvenire, pagina di Milano, del 10 maggio, a firma di Lorenzo Rosoli (vedi in fondo articolo da scaricare).

Durante la manifestazione hanno trovato spazio anche due testimonianze toccanti: quella di una giovane di Sant’Egidio, che ha espresso la sua visione dell’Europa, e quella di Alessandra e Antonio Beltrami, che hanno raccontato la loro esperienza di accoglienza nella  rete di famiglie legate ad Azione per un Mondo Unito e Azione per Famiglie Nuove, all’interno del progetto “Fare sistema oltre l’accoglienza”. Tutti hanno espresso grande apprezzamento sia per la cornice sia per i contenuti dell’evento. Lo stesso Arcivescovo si è mostrato sinceramente compiaciuto: “Siete stati proprio bravi” ha detto al presentatore.

Gli attori, Irene Quartana e Stefano Orlandi, che hanno dato solennità ed enfasi ai testi, sono stati contagiati dall’atmosfera. Ci scrive Stefano: “Grazie mille  per la bella opportunità di partecipare a un momento così significativo e importante in questi tempi di chiusura e individualismo”.

Il frutto più grande ci sembra il rapporto consolidato con tutti i membri della commissione. Alcuni commenti. “Ringrazio il Signore di aver scoperto nuovi fratelli e sorelle” (pastora D. Mack); “La cosa più importante è stata lavorare con belle persone” (Anna Boccardi, Agesci); “Desideravate fare un evento ecumenico e ci siete riusciti pienamente” (Sara Comparetti, Chiesa Battista). Tutti hanno espresso il desiderio di andare avanti insieme.

La commissione organizzatrice

Foto: ©Alberto Fornasari

 

Articolo Da AVVENIRE Del 10 Maggio 2019 Milano (13.3 KB, 143 downloads)

 

L’Italia in azione dal Nord al Sud

Trento, Milano, Viterbo, Palermo e Castel Gandolfo: come celebrano la Giornata dell’Europa

Dopo Roma>> e Padova>> sono arrivati inviti, notizie, locandine di queste città, che rispecchiano la creatività e l’impegno locale (vedi in fondo inviti / locandine scaricabili in pdf).

TRENTO – 3 maggio 2019

La Giornata di IpE prevede un momento culturale con inizio alle ore 17.30 presso il complesso culturale diocesano VIGILIANUM di Trento, con interventi sulle Confessioni cristiane europee e sull’incontro di popoli per la pace. Dopo il buffet, seguirà la Veglia ecumenica di preghiera presso la Chiesa dell’Immacolata di via Endrici a Trento.

Scarica l’invito 

Invito 3 Maggio 2019 Trento (275.2 KB, 127 downloads)

 

MILANO – 9 maggio 2019

Le Chiese cristiane di Milano, le Associazioni, e i Movimenti ecclesiali, i cittadini
camminano insieme.

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Locandina Milano 9 Maggio 2019 (420.4 KB, 100 downloads)
PALERMO – 9 maggio 2019 (e flash mob dei giovani 4 maggio) 

La società europea riscopra le sue radici cristiane. Per info: Francesco Mazzarella
ufficiostampainsiemeuropa@gmail.com – tel.:3389817680

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Locandina Palermo 9 Maggio 2019 (343.1 KB, 119 downloads)
VITERBO – 9 maggio 2019 

Preghiera ecumenica.

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Locandina Viterbo 9 Maggio 2019 (118.7 KB, 111 downloads)
CASTEL GANDOLFO – 11 maggio 2019

Serata culturale

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Invito 11 Maggio 2019 Castel Gandolfo (196.1 KB, 122 downloads)

E a Roma che si fa?

Il gruppo di Movimenti e Comunità di Roma ha accolto in pieno l’invito a seguire un “Cammino di Preghiera” di sei settimane per l’Europa, dal 25 marzo al 9 maggio 2019. Sono state coinvolte le comunità di 5 importanti Basiliche legate ai SS. Patroni d’Europa in una preghiera quotidiana per l’Europa, animata a rotazione un giorno della settimana dai Movimenti di Insieme per l’Europa.

Inoltre, per approfondire alcuni dei nostri 7 Sì, si sosterranno alcune iniziative:

  • Intervento di Gigi De Palo sulla ‘Famiglia’ e dibattito con universitari, il 28 aprile 2019, ore 15.30, nella tenda convegni al Galoppatoio di Villa Borghese, nel contesto del “Villaggio per la terra” (www.villaggioperlaterra.it);
  • Convegno di aggiornamento su “Pace Nucleare e Sfide Ambientali” nell’Europa da Cristiani, 8 maggio 2019 ore 9,00-16,00, c/o Istituto Maria SS. Bambina – Città del Vaticano, (www.nuclearforpeace.org).

Alla vigilia della Festa dell’Europa, 8 maggio 2019:

  • 16.30, nello ‘Spazio Europa’ (gestito dall’Ufficio in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione) un incontro culturale “Nello spirito dei Padri Fondatori, una nuova economia per l’Europa”, con il Prof. Leonardo Becchetti (docente di Economia politica all’l’Università Tor Vergata), seguito da un dibattito;
  • 18.30, nella Basilica dei XII Apostoli (Piazza SS. Apostoli), una Veglia ecumenica per l’Europa col motto: “… e ciascuno li sentiva parlare la propria lingua” (At 2,6).

Scarica il volantino per la Veglia del 8 maggio 2019

Volantino 8 Maggio 2019 Roma (228.1 KB)

Scarica la locandina del cammino di preghiera 2019

Locandina cammino di preghiera 2019 (126.5 KB)

Scarica il Comunicato Stampa del 3 maggio 2019

Comunicato Stampa IpE Roma 8 Maggio 2019 (580.7 KB)

Lavori in corso a Padova

Quanti avevano partecipato nel novembre scorso all’incontro degli Amici di Insieme per l’Europa ci hanno coinvolti nell’esperienza vissuta e nei progetti per il 9 maggio 2019.

Tutti abbiamo dato la nostra disponibilità ad organizzare una Veglia di preghiera. Già dai primi contatti ci ha sorpreso trovare tanto interesse per l’argomento: infatti, ci venivano segnalati nuovi gruppi interessati e si è aperto un ventaglio di rapporti.

Il primo passo è stato rivolgerci alla Chiesa locale per creare in sinergia l’evento del 9 maggio. Siamo andati poi dal sacerdote responsabile del Centro Universitario e coordinatore di un ‘Festival biblico’, che si svolgerà proprio dal 10 al 12 maggio. Abbiamo trovato piena accoglienza, anche perché questo evento ha come tema “la Città e la Cittadinanza”; l’Europa era un argomento già in calendario e così abbiamo proposto l’inserimento della Veglia di Insieme per l’Europa nel programma del Festival.

Ci è stato chiesto, inoltre, di far parlare un esperto dell’Europa ad un evento con i giovani che consiste in un concorso fotografico a premi, rivolto a studenti della scuola secondaria di Padova e provincia, dal tema: “Mai senza l’altro”. Il responsabile del Festival ci ha pure chiesto di inserire nella serata dedicata all’Europa un breve video sulla storia di Insieme per l’Europa.

Abbiamo parlato con il responsabile della Pastorale per i Migrantes, che ci ha aperto un mondo sconosciuto: nella Diocesi di Padova sono presenti 110.000 immigrati, più della metà cristiani, seguiti da alcuni sacerdoti originari dei loro stessi Paesi. Ci siamo trovati poi con 12 sacerdoti della pastorale per i Migrantes da India, Sri Lanka, Cina e Europa dell’Est, che hanno accolto la proposta della Veglia e della serata. Mai ci saremmo immaginati di parlare, in una povera canonica, a una rappresentanza così mondiale!

Inoltre abbiamo conosciuto il responsabile del Consiglio ecumenico delle Chiese, un prete ortodosso-rumeno: l’essere inserito in un ‘Festival biblico’ è per lui fonte di gioia, perché “è la Bibbia che ci unisce tutti”.

Successivamente abbiamo incontrato il Consiglio ecumenico quasi al completo: presenti i responsabili delle Chiese Greco-ortodossa, Rumeno-ortodossa, Metodista e Luterana. Con loro abbiamo deciso di tenere la Veglia proprio il 9 maggio, come apertura del Festival, nella chiesa di S. Sofia, una bellissima chiesa romanica a Padova.

Tutte le componenti contattate sono inserite nella commissione preparatoria della Veglia (ora internazionale ed ecumenica), Veglia che sarà conclusa da un momento conviviale con pietanze del proprio Paese.

Il Team di Insieme per l’Europa di Padova

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Locandina Padova 9 Maggio 2019 (1.5 MB, 125 downloads)

Scarica l’articolo della Stampa diocesana di Padova

Giornale Diocesano Padova in vista 9 maggio 2019 (276.5 KB, 134 downloads)

Tra “parenti” ad Assisi

Insieme per l’Europa è ospite dell’Associazione Città per la Fraternità

Si dice che l’Europa si unisce, unendo le città. Ma esiste un universale “collante” capace di suscitare e vivificare una tale rete?

Insieme per l’Europa è un  i n s i e m e  di cristiani per la fraternità verso tutti, con un impegno sociale e politico in senso vasto per il nostro Continente. L’Associazione Città per la Fraternità è un organismo che vuole contribuire, non solo in Italia, alla diffusione del principio di fraternità nella vita politica. Siamo “parenti”, allora!

Nella città di Francesco d’Assisi il 22 giugno 2017 si è riunito il Direttivo dell’Associazione Città per la Fraternità con la rappresentanza di varie città italiane. Per l’occasione è stata invitato Insieme per l’Europa, dopo un primo contatto a Roma il 17 febbraio scorso, in occasione dell’assegnazione al Comune di Assisi del “Premio Chiara Lubich per la Fraternità” (v. articolo in ‘notizie internazionali’ su questo sito). Il desiderio dell’Associazione è che possa svilupparsi una proficua sinergia per un bene comune da moltiplicare.

“Il nostro “modus vivendi” deve essere la fraternità” – sottolineava la vicepresidente, Donatella Tesei, portando esempi concreti di collaborazione tra città nel Centro Italia. I fatti e le testimonianze, con cui Insieme per l’Europa ha potuto illustrare il proprio operare nei vari Paesi d’Europa, sembravano fare eco a queste parole.

Ecco la fraternità, vero e possibile “collante”, che genera sinergia tra i vari amministratori delle Città per la fraternità e i gruppi di Movimenti e Comunità di Insieme per l’Europa; essi possono offrire il loro contributo spirituale e culturale di fronte alle sfide che emergono nelle città.

Ilona Tóth e Ada Maria Guazzo

60º Trattati di Roma /Matera (Italia)

Una tappa importante a Matera

Un’altra tappa importante del cammino ecumenico a Matera è stato l’aver aderito alla iniziativa internazionale di Insieme per l’Europa che – in occasione dei 60 anni dalla firma dei trattati di Roma, che hanno istituito l’Unione Europea – ha proposto a Roma e in molte città europee momenti di preghiera e riflessione.

L’idea è stata proposta al gruppo ecumenico di Matera, che l’ha accolta con entusiasmo, ravvisandovi una ulteriore occasione per poter innanzitutto crescere nel dialogo fra noi e poi per offrire insieme un importante momento di riflessione e testimonianza di esperienze positive alla città e alle istituzioni nel nostro territorio. Si è voluto dare un taglio laico all’iniziativa, permettendo anche a non cristiani e non credenti di potersi ritrovare in ciò che abbiamo proposto.

L’incontro, realizzato il 25 marzo, nella parrocchia Maria Madre della Chiesa, è iniziato con il video del Gen Verde “Io credo nel noi”, evidenziando che l’unità nella diversità – che sperimentiamo profondamente nel gruppo ecumenico – è ciò che sta alla base del cammino ‘insieme’ intrapreso da anni.

Con il primo intervento, è stata presentata la storia dell’Unione europea nei suoi tratti più salienti, evidenziando quali sono stati gli ideali e l’anelito che ha guidato i padri fondatori, cosa è rimasto oggi di quegli ideali, quali sono le prospettive attuali e le sfide che ci interpellano. Questo momento è stato affidato a Camilla Spada, docente di Storia e Filosofia  e ad Achille Spada, consigliere Regionale, che ha saputo – da amministratore – ben evidenziare problematiche politiche e culturali che oggi ci investono, ma anche porre l’accento sulla necessaria riscoperta e valorizzazione di quegli ideali umani di cui l’esperienza cristiana è stata portatrice in Europa.

E’ stata poi presentata l’esperienza di Insieme per l’Europa, come rete internazionale di circa 300 movimenti e comunità cristiane in Europa che liberamente vogliono costruire una “cultura di reciprocità”, basata su rapporti di comunione nel rispetto della diversità, e che da oltre 15 anni sperimentano che l’unità è possibile. E’ seguito il video di presentazione di Insieme per l’Europa.

Sono seguite alcune testimonianze di accoglienza e di integrazione realizzate in loco, per dare un segno di come singolarmente ed insieme si può essere costruttori della ‘nostra’ Europa. Giuseppe e Paola Montemurro, della comunità Battista, hanno raccontato come da mesi accolgono alcuni ragazzi africani migranti – minorenni senza più genitori –  giunti in un paese in provincia di Matera, andandoli a prendere nel fine settimana e ospitandoli nella loro casa, nella stanza dei loro figli oramai fuori per l’università. Li hanno inseriti nella scuola calcio di cui è responsabile Giuseppe, e stanno anche cercando loro un lavoro. Catia Caponero ha presentato l’esperienza dei “Corridoi umanitari” a cui collabora, insieme con esponenti della Comunità di Sant’Egidio,  di Comunione e Liberazione ed anche non credenti. Recentemente hanno accolto e seguono a Matera una famiglia proveniente dalla Siria.

L’incontro – durato circa 2 ore – si è concluso con un impegno per l’Europa, in cui, facendo proprie le parole del Card. Martini, si è voluto evidenziare la necessità di “lavorare per una Europa dello spirito, fondata non soltanto sugli accordi economici, ma anche su valori umani ed eterni”.

All’incontro hanno preso parte più di 80 persone; in tanti hanno detto di essere stati contenti per il taglio “laico” e universale dell’incontro, per le forti testimonianze ascoltate, per aver potuto conoscere la realtà di Insieme per l’Europa.

Negli organizzatori rimane la gioia di aver costruito un altro momento importante di condivisione e di unità non soltanto col gruppo ecumenico, ma anche con persone che hanno a cuore il “Bene comune”, certi che il don Gino Galante – pioniere del dialogo ecumenico a Matera e partito per il cielo pochi giorni prima dell’incontro – abbia contribuito…

Vedi anche articolo LOGOS_Matera_31.03.2017.pdf

 

Foto in alto della città di Matera di Luca Aless, CC BY-SA 4.0, //commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45529817

60º Trattati di Roma /Trento (Italia)

Veglia ecumenica per l’Europa, 24 marzo 2017, Chiesetta di Santa Chiara a Trento.

Erano presenti circa 100 persone, fra cui la teologa Milena Mariani, preside dell’ Istituto superiore di scienze religiose e, a nome del sindaco Andreatta, l’assessore Chiara Maule.

Nel programma, si sono alternati interventi, riflessioni, preghiere, canti e letture della Scrittura.

Molto apprezzato il contributo sugli ideali dei fondatori dell’Europa del Prof. Beppe Zorzi, (incaricato dal Presidente della Provincia Autonoma di Trento e del Trentino-Alto Adige, Ugo Rossi). Vedi in fondo il suo testo scaricabile.

Hanno collaborato alla preparazione 7 Movimenti ecclesiali di varie Chiese.

Il vicario generale della diocesi di Trento,  Mons. Marco Saiani, il padre ortodosso rumeno Joan Catalin e la signora Cornelia Steubing, della Comunità luterana di Bolzano (vedi in fondo il suo testo scaricabile), sono intervenuti con delle riflessioni appropriate sul momento storico attuale che vede venir meno i valori fondativi dell’Unione Europea. Particolarmente bello il contributo della comunità ortodossa rumena con un loro tipico canto.

Le impressioni dei partecipanti: un momento intenso di comunione, di unità, di riflessione, che “ha rimesso in cuore il desiderio per un’Europa unita”.

Di Mario e Luisa Franzoia

Libretto Veglia Di Preghiera 24.3.2017 TRENTO (55.0 KB, 305 downloads)

Intervento Prof. G. Zorzi, Veglia per l'Europa TRENTO 2017 (18.4 KB, 482 downloads)

Intervento C. Steubing, Veglia per l'Europa TRENTO 2017 (13.5 KB, 462 downloads)

60º Trattati di Roma /Trieste (Italia)

Un modo gioioso di essere cittadini europei segnati per sempre dall’ideale della fraternità.

Ieri l’incontro sull’Unione Europea ha visto confluire nella sala dell’oratorio di S. Giacomo 150 persone. Il programma ha visto gli interventi di d. Vatta e di Giampiero Viezzoli pieni di contenuti valoriali e informativi, a cui sono seguiti gli interventi di un gruppo di ragazzi delle scuole medie, che ci hanno contagiato con la loro freschezza giovanile, e l’intervento testimoniale dell’Iman Nader Akkad sull’Islam in Europa.

Hanno allietato la serata i ragazzi dell’orchestra di flauti del Liceo Musicale locale. Nella prima parte dell’incontro vi è stata la presenza del Sindaco Di Piazza, che ha fatto eco all’esigenza di riprendere il cammino forse al momento interrotto dell’unità europea. Erano presenti anche il Senatore Francesco Russo e la Consigliera comunale Fabiana Martini. Sono seguite le testimonianze fornite dalla lettera inviataci dalla Comunità ebraica, un testo bellissimo e commovente, in cui si palesa la sensazione di possibili ritorni all’indietro verso forme di intolleranza che già tanto hanno fatto soffrire e subito dopo dall’affettuoso saluto del Pastore Avventista Michele Gaudio. Hanno concluso i giovani del Servizio del Volontariato europeo col racconto delle loro esperienze in altre nazioni e con la presenza di un professore giapponese in visita in Europa, dove ha potuto godere di questo clima civile e politico comunque diverso, aperto e conciliativo.

La nota forse più rilevante di questa serata, che si è poi conclusa con una simpatica danza collettiva sulle note di una canzone di supporto all’insieme che l’Europa può e deve essere, è stata la presenza attiva e partecipe dei giovani delle varie associazioni a cominciare dai due presentatori, Ilaria e Andrea, per poi passare a dei giovanissimi studenti dichiaratisi convinti europeisti, ai musicisti flautisti, ai giovani volontari europei, ai giovani presenti in sala. E naturalmente il respiro di una festa comunitaria sentita e fraterna, dove ci si vede volentieri, perchè volentieri si è lavorato ottenendo il risultato del formarsi di un’apertura del cuore e della mente che vada oltre le solite chiusure, ma anche oltre le visioni ristrette o indifferenti.

Un impegno comune per una causa di notevole spessore come quella di relazionarsi nel rispetto tra persone di varie appartenenze. Un modo gioioso di essere cittadini europei segnati per sempre dall’ideale della fraternità.

di Elena e Silvano Magnelli

Intervento di Mons. Nunzio Galantino

Mons. Galantino, Segretario Generale della CEI, durante la veglia ecumenica a Roma 2017

«Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo».

Una considerazione di carattere letterario può aiutarci a cogliere tutta la forza e la portata di questa espressione.

Nei versetti immediatamente precedenti (Mt 5,1-12), Gesù aveva proclamato le Beatitudini. Per cui quel «Voi siete sale… voi siete luce» non è una definizione che Gesù intende dare dei suoi discepoli! Piuttosto, dopo aver proclamato le Beatitudini, Gesù intende dire ai suoi discepoli: Vedete, che solo se la vostra vita è spesa nella logica delle Beatitudini … voi siete sale e luce della terra; solo se vivete nella logica delle Beatitudini la vostra presenza contribuisce a dare gusto alla vita vostra e degli altri, sapore e splendore all’ esistenza vostra e a quella degli altri.

Ho voluto fare questa premessa perché molti tra noi pensano ancora che basti presentarsi come “cristiani” perché ci venga subito dato credito, perché ci venga riconosciuta la funzione di “luce” (punti di riferimento) e di “sale” (portatori di senso). Un discorso – questo – che vale per tutti noi, probabilmente anche per tutte le tradizioni cristiane e per gli appartenenti ad ogni fede. Credo infatti si tratti di una tentazione che può toccare ogni uomo, di qualsiasi estrazione, anche al di là di una sua appartenenza religiosa. C’è addirittura chi pensa che basti presentarsi vestiti in un certo modo o usare un certo linguaggio per essere automaticamente accreditati come persone che danno gusto e senso nuovi alla vita!

Presentandoci le Beatitudini e facendo subito seguire quel «Voi siete sale … voi siete luce», Gesù ha indicato la strada che è chiamato a percorrere il credente. Il discepolo di Gesù è chiamato a seguire una segnaletica ben definita, quella delle Beatitudini, fatta di passione per le opere di pace, di attenzione misericordiosa verso gli altri, di vita vissuta nella povertà e segnata dalla sobrietà. É questo che dà senso e gusto alla vita del credente, facendone una vita che risplende.

Spesso piuttosto che diffondere gusto e dare splendore attraverso gesti e scelte concreti, come ci domanda Gesù, noi ci impegniamo (più spesso, ci “arrabattiamo”) a dimostrare, ad argomentare. Anziché accendere la luce, preferiamo organizzare qualcosa di mastodontico e di grandioso per …stupire!

Ma il Vangelo non è questo che ci domanda! Ci dà invece un’indicazione che rasenta la banalità quando afferma che l’amore non si dimostra, l’amore si vive; e proprio perché lo si vive, l’amore non si dimostra ma si mostra. Il gusto autentico delle cose, non si dimostra, lo si realizza. La luce non va dimostrata, la luce va accesa e perciò stesso resa visibile.

Quando Gesù dice «Voi siete sale … voi siete luce», è come se ci dicesse: Volete far conoscere Dio? Non argomentate su di Lui, non dimostrate niente; fate piuttosto qualcosa di concreto; ma talmente bello, talmente sensato e gustoso … che, a chi vi incontra, venga spontaneo dire: ma è davvero bello quello che tu fai e vivi! Chi te lo ispira? In nome di chi lo fai?

Così Dio vuole essere presentato e testimoniato! Con la stessa forza ed evidenza della luce; con lo stesso sapore forte del sale: attraverso scelte e gesti concreti, che danno gusto e contagiano senso di vivere.

Molte nostre scelte pastorali, e anche i molti modi che possiamo avere nel porci in confronto con la società in cui viviamo, soprattutto quelli che non vanno in questa direzione, rischiano di essere dei diversivi. Rischiano di essere un modo per occultare l’unico procedimento che il Vangelo ci propone: quello della evidenza/testimonianza; che vuol dire fare scelte e porre gesti che rendono evidentemente “gustosa” la vita vissuta con Cristo. Se la vita del credente si presenta così, come una vita che ha un senso, un sapore e un gusto tali da renderla una vita riuscita … allora, anche i contenuti che cercheremo di trasmettere avranno un senso diverso!

Allora, che significa essere luce, sale? Cosa può dare gusto e solarità alla nostra vita di credenti?

Può farlo l’impegnarsi ad aprire nuove strade e a ipotizzare nuove possibilità, osando di più e lottando contro il fatalismo e l’assuefazione: due malattie mortali, non solo per il credente!

Dobbiamo tornare a sorridere e far sì che a chi ci incontra torni il sorriso. Il sorriso, perché si sente compreso, perché incontra gente che non sopporta lo spirito guerrafondaio e discriminante delle “anime piccole”. Dobbiamo tornare a sorridere e a contagiare sorriso perché il nostro essere luce illumini senza pretendere di accecare; e il nostro essere sale dà un gusto delicato senza la pretesa di omologare tutto. Pensate quanto fastidio provoca una luce che acceca e quanto disgusto c’è in una pietanza con un eccesso di sale!

Essere luce e sale nel rispetto di quanti ci incontrano! Quanta delicatezza è richiesta, soprattutto oggi, al credente!

Non ricorderemo mai abbastanza quello che Pietro raccomanda ai destinatari della sua prima lettera: «Siate sempre pronti a render conto della speranza che è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni. Ma fatelo con mansuetudine e rispetto, e avendo la coscienza pulita…». (1 Pt 3, 15s.)

—————————–

Preghiamo con Matteo 5, 13-16
Signore,
Tu mi chiedi di essere “sale”.
Mi chiedi cioè di rimanere a contatto con la terra,
di essere presente nel mio tempo,
qui ed ora.
Attento ai bisogni miei e a quelli
di coloro che mi stanno intorno.
Mi chiedi di essere “luce”,
in un momento in cui
la tenebra sembra farsi più spessa.
La luce mi permette di vedere il contorno e i colori delle cose,
della realtà e del mondo,
nelle loro sfumature, nella loro bellezza.
Ma permette anche di conoscere i loro innumerevoli bisogni.
Dài sapore, Signore, alla mia vita;
dài consistenza alle mie speranze;
dài fiducia alle mie paure;
dài luce alle mie oscurità,
e pace al mio cuore, ai miei pensieri, alle mie emozioni.
Fammi capire, Signore,
che sarò “sale”, se saprò essere mite,
in questo tempo di arroganza;
uomo di pace,
in questo tempo di prevaricazione;
libero dalle “cose”,
in questo tempo in cui
la persona “vale” in ragione
del conto in banca che possiede.
Fammi capire che sarò davvero “sale” e “luce”
se sarò impegnato a denunciare ogni sfruttamento in un Occidente
che ha fondato il proprio benessere sull’ usurpazione.
Sarò “sale della terra” se, con e nel mio ambiente,
non mi tirerò indietro dinanzi ai bisogni degli altri.

Intervento di Andrea Riccardi

Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant’Egidio, durante la Veglia ecumenica a Roma 2017

Cari amici,

non nascondiamocelo: molti europei si sentono smarriti e spaesati. Dove va l’Europa? Resisterà alla tentazione di separarsi? L’Europa sembra non proteggere più i suoi cittadini. Anzi si prova a percorrere la strada inversa a quella dei Padri fondatori dell’Europa, che avevano memoria viva dell’orrore della guerra, dei muri di odio, dei lager e delle rovine. Oggi è scomparsa la generazione che ricorda quella storia. Si guarda poco alla storia, presi dal presente di una politica di emozioni e angosce. Lo stesso ricorso alla guerra torna a essere considerato troppo “normale”, mentre è folle per chi ha visto anche ieri –in Iraq o in Libia- come la guerra produca guerra.

L’Europa non vive, se non ha memoria. Saremo il continente del futuro, se saremo quello della memoria. Ebbene va ricordata la grande pace, settant’anni, costruita saldamente dopo secoli di guerre. E’ il frutto dell’Europa unita: la pace ha portato prosperità, sviluppo di una cultura dalle radici antiche. E’ una realtà che s’impone evidente, più delle emozioni e delle paure che dominano il presente. Questa Europa è la nostra pace e la nostra prosperità.

La sua crisi è venuta, quando l’hanno bloccata gli egoismi: nazionali, di gruppo, d’interessi, alla fine personali. L’hanno bloccata nello slancio, per cui l’Europa non ha compiuto il salto che l’avrebbe fatta protagonista della scena mondiale, con una politica estera e della difesa in comune. Non solo la pace per l’Europa, ma una politica comune di pace per il Mediterraneo, i Balcani, l’Africa, il mondo. “Europa, forza gentile” –diceva Tommaso Padoa Schioppa. Gli egoismi rischiano oggi di bloccarla e di divorarla dall’interno. Spingono a ritornare padroni dei destini nazionali e a vedere negli altri una minaccia. Così riacquistano valore le frontiere: verso gli immigrati, tra giovani e anziani, tra i ricchi e i fragili, tra Europa del Nord e del Sud.

Le frontiere possono diventare muri: si pensa che allontanino le tragedie del mondo. La crudele guerra in Siria, durata sei anni, più della prima guerra mondiale, coinvolge anche l’Europa. I muri illudono di proteggere: in realtà manifestano decadenza. Sono la linea Maginot della sconfitta morale e politica dell’Europa.

Nel mondo globale, la storia non ha argini, ma richiede attori forti e coesi. Richiede di avanzare uniti e non di indietreggiare alla ricerca di ripari per gruppi o nazioni, perché c’è un nuovo tempo globale. Non si torna indietro. Gli Stati nazionali autosufficienti sono una barca per navigazioni d’altri tempi. Dobbiamo fare i conti con le dimensioni della sfida e della vita di oggi: non serve mettere la testa nella sabbia. Un’Europa chiusa o divisa sarà sommersa dai mercati e dai giganti economico-politici in un mondo globale e interdipendente. Sugli scenari della globalizzazione, ci vuole più Europa, se vogliamo sia la terra dei giovani, se vogliamo sopravviva la nostra identità umanistica, religiosa e dei diritti: non basta sia solo la terra che protegge noi pensionati per qualche anno. E un mondo senza Europa, mancherà di una forza di pace e di sapienza storica.

Siamo raccolti tra cristiani. L’idea europea non fu confessionale, ma molto cristiana: crebbe con la passione delle Chiese di allora. Ma oggi, quando l’Est e l’Ovest vanno per strade diverse; quando vacilla il grande disegno europeo, che esprime un’estroversione cristiana del continente, dove sono le voci dei cristiani? e quelle delle Chiese? Quando le frontiere si fanno muri di fronte ai rifugiati, dove queste voci? Quando questo mondo è a rischio di guerra, c’è spesso silenzio.

La forte voce di papa Francesco –si pensi al discorso per il Premio Carlo Magno- resta solitaria in un cristianesimo, frammentato come l’Europa, poco capace di uscire dagli egocentrismi di gruppo o ecclesiastici, incapace di nutrire una visione. Possa questa preghiera comune, possa la Parola di Dio come ai tempi dei profeti, far crescere una grande visione per il nostro tempo nei cuori e nelle menti. Bisogna riprendere a pensare ed agire, alla grande, con una visione, perché troppo a lungo abbiamo vissuto tempi di strette misure e di parole senza luce. Scriveva Karol Wojtyla, in anni in cui l’Europa era divisa con un duro muro: “il mondo soffre soprattutto per mancanza di visione”.

Intervento di Gerhard Pross

Gerhard Pross, moderatore di Insieme per l’Europa, durante la Veglia ecumenica a Roma 2017

Insieme – per – l’Europa. Non si può rendere in modo più preciso di così quello che è importante per noi: Insieme per l’Europa”.

Siamo una rete ecumenica di 300 Comunità e Movimenti cristiani. Proveniamo da più di 30 Paesi europei, dagli Urali all’Atlantico, parliamo lingue diverse, viviamo in culture diverse e apparteniamo a Chiese diverse: siamo cattolici, evangelici, ortodossi, anglicani, di Chiese libere. Tra  noi si vivono  spiritualità molto diverse.

Eppure siamo convinti, avendolo sperimentato, che l’unità è possibile. Il nostro cammino comune è iniziato con una profonda esperienza di riconciliazione tra un gruppo di responsabili. L’unità è diventata possibile.

Viviamo un’unità nella diversità. Ognuno resta nella sua originalità. Ma dalla riconciliazione  per mezzo di Gesù Cristo, nasce la forza di sperimentare la diversità dell’altro come ricchezza.

In modo speciale ricordiamo qui tre figure di fondatori, che ora ci accompagnano dal Cielo: Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei focolari, che ha dato l’impulso iniziale; Helmut Nicklas, responsabile del CVJM (YMCA) di Monaco, che è diventato l’architetto di Insieme per l’Europa; il cardinale Miloslav Vlk, che è stato tra  noi in modo speciale il ponte vivo tra carisma e ministero.

Quando nel maggio del 2004 abbiamo invitato a Stoccarda ad un grande Evento con 10.000 partecipanti, l’Europa era sull’onda positiva dei nuovi Paesi che si erano aggiunti all’Unione Europea. Molto diversa era la situazione nell’estate del 2016 in occasione di un grande Congresso e di una Manifestazione pubblica che abbiamo realizzato a Monaco di Baviera solo 3 giorni dopo la Brexit. Noi abbiamo avvertito e avvertiamo tutt’ora: L’Europa vive un tempo di sconvolgimenti. L’Unione Europea va di crisi in crisi.

In questo  tempo costellato da atti di terrorismo, con migliaia di persone, lì a Monaco abbiamo affermato pubblicamente, con chiarezza e ad alta voce  il nostro SÌ all’Europa. “All’insieme in Europa non ci sono alternative”. Con queste parole della Costituzione dell’Unione Europea abbiamo iniziato il nostro Messaggio di Monaco.

Posso dirlo in modo personale come portavoce di Insieme per l’Europa? L’evento di Monaco mi ha profondamente toccato ed ha posto l’Europa al primo posto sulla mia agenda. Da 17 anni siamo insieme sulla stessa strada, ma mai come oggi è stato così importante  esprimere il nostro SÌ all’Europa.

  • In un’epoca in cui prendono quota il populismo, gli egoismi ed i nazionalismi, diciamo il nostro SÌ ad una cultura del rapporto e dell’alleanza.
  • In un’epoca in cui i cattivi fantasmi che ci hanno portato più volte alla catastrofe, ritornano a farsi vivi, diciamo il nostro SÌ al Vangelo, alla riconciliazione e all’amore.

All’interno dei nostri Movimenti dobbiamo risvegliare la coscienza dell’urgenza del nostro SÌ all’Europa.

Noi come Comunità e Movimenti non dobbiamo tralasciare di esprimere pubblicamente il nostro SÌ all’Europa.

Noi ci impegniamo per un’Europa dell’insieme. Per un’Europa che riconosce la diversità come ricchezza e vive insieme in pace ed in unità. E, non da ultimo, per un’Europa alla quale Dio, nel corso della storia, ha affidato una missione: l’insieme di cielo e terra, l’insieme di fede ed incidenza sul mondo, perché nel Crocifisso si incontrano cielo e terra.

Ed oggi – ma non solo oggi – alla vigilia delle celebrazioni per  i 60 anni dei “Trattati di Roma” ci raduniamo per pregare e per ribadire, come Comunità e Movimenti cristiani, che contiamo – oltre che sul nostro impegno – sull’aiuto essenziale di Dio.

L’Europa ha bisogno della nostra preghiera.

Intervista a David-Maria Sassoli

David-Maria Sassoli, Europarlamentare italiano del Partito Democratico, durante la Veglia ecumenica a Roma 2017

“Far vedere al mondo che la fraternità e l’unità, nonostante le differenze culturali e confessionali, sono possibili”. È con questo obiettivo che si è tenuta a Roma, nella Basilica dei XII Apostoli, una veglia di preghiera ecumenica per l’Europa.

Tra i presenti all’evento anche l’On. David Sassoli, Europarlamentare italiano del Partito Democratico. Lo abbiamo intervistato:

Onorevole Sassoli, alla vigilia del 60.mo anniversario dei Trattati di Roma, che hanno segnato la nascita dell’Unione Europea, da più parti si osserva come l’Europa abbia smarrito le sue radici cristiane, concentrata com’è su finanza, burocrazia e interessi nazionali, incapace di solidarietà e accoglienza,  e di progettare uno sviluppo centrato sulla persona. Cosa ne pensa?

“Bisogna innanzitutto che i cristiani si facciano sentire un po’ di più e devono esserci reti nel mondo cristiano che diano il testimone ad altri. Perché ci sono valori condivisi, come la pace, la convivenza, la solidarietà, la giustizia che hanno certo una matrice cristiana, ma oggi sono assunti come paradigma di impegno politico, culturale, morale da parte anche di cittadini che cristiani non sono. Sono questi gli elementi che fanno l’identità europea: ecco perché i cristiani devono essere molto contenti perché nell’identità europea si ritrovano valori che sono propri del mondo cristiano. Ma in questo momento abbiamo la necessità di spiegarlo bene ai nostri cittadini, perché l’Europa fa paura, mette ansia, sembra un peso, e invece abbiamo bisogno di fare dell’unità degli europei il valore per giocare la grande scommessa di questo secolo che sarà dare forma al mercato globale. La globalizzazione senza regole diventa marginalizzazione, povertà, miseria, può essere catastrofica per tante aree del pianeta. La grande scommessa dell’Europa è dare regole e valori al mondo. Perché le regole del mercato senza la difesa dei diritti umani, il senso della libertà e della democrazia, sarebbero soltanto delle leggi economiche che fanno prevalere il più forte e questo non lo vogliamo. Allora, la scommessa è questa: i valori cristiani che sono all’origine dell’identità europea oggi sono l’elemento per giocare la grande sfida mondiale”.

Per superare il divario fra i Paesi economicamente più forti e quelli che stanno crescendo, si parla di una Europa “ a due velocità”, che ne pensa?

“Se questo vuole dire che ci sarà un’Europa di serie A e una di serie B allora non va bene. Invece se significa che alcuni Paesi possono associarsi, come previsto dal Trattato di Lisbona, come cooperazione rafforzata e scommettere su delle politiche comuni che non stravolgano gli standard europei questo è interessante. Abbiamo fatto l’euro così, con una cooperazione rafforzata che è partita da dieci, undici Paesi e poi altri si sono aggregati. Questo è un buon metodo perché in effetti nei meccanismi europei l’unanimità è difficile da trovare. Se ci fossero per esempio Paesi come Francia, Italia, Spagna, Germania, Belgio e altri che scommettono su una difesa comune ben venga: avremo un nucleo che parte e tira la volata e poi altri che si aggregano”.

Si è parlato molto della necessità di rivedere i Trattati. Anche Papa Francesco lo ha sottolineato nel suo discorso al Parlamento Europeo, nel maggio scorso, in occasione del conferimento del Premio Carlo Magno. In che direzione vanno modificati?

“Dovremmo arrivare a cambiarli, io sono per arrivare ad una Costituzione europea, ma devo dire con realismo e dispiacere che in questo momento riaprire la discussione sui Trattati può essere molto pericoloso, bisogna essere prudenti. Se riaprissimo ora la questione di Schengen cosa ne verrebbe fuori da questa Europa e con questi Governi così nazionalisti? Governi che hanno paura delle invasioni degli immigrati. Meglio ora concentrarci su alcune politiche che possono sviluppare più Europa perché è di questo che abbiamo bisogno al di là delle Istituzioni, delle regole e dei trattati”.

Claudia Di Lorenzi

Intervista a Luca Maria Negro

Luca Maria Negro, pastore battista, Presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), durante la Veglia ecumenica a Roma 2017

Un evento come quello di stasera, in cui diverse chiese cristiane si ritrovano unite a pregare mostra che l’unità nella diversità è possibile. Come si concilia l’affermazione e la tutela della propria identità e delle tradizioni con l’incontro e l’apertura verso l’altro?

“Come movimento ecumenico noi sperimentiamo questo da almeno 50 anni, perché il movimento ha come slogan uniti ma diversi, uniti rispettando i carismi che le diverse chiese anno. Si tratta anche dello slogan dell’Unione Europea, non sappiamo se consapevolmente preso dal movimento ecumenico, ma crediamo che sia oggi più che mai valido. Purtroppo sembra che l’Europa abbia perso l’anima. Non siamo arroganti e non vogliamo dire che siamo noi l’anima dell’Europa, ma come chiese vogliamo testimoniare con forza che l’ecumenismo, il dialogare insieme, il costruire delle società che dialogano, il promuovere l’ecumenismo laico della società sia fondamentale”.

Recuperare i valori cristiani che fondarono l’Europa significa offrire un patrimonio valido per tutti i popoli, non solo per i cristiani…

“Come protestanti non sottolineiamo in maniera particolare il recupero dei valori cristiani, perché sembrerebbe volerli imporre anche a chi non ha la nostra stessa fede. Però ci sono dei valori come quelli del dialogo e della solidarietà che sono anche cristiani e che possono essere condivisi da tutti gli uomini di buona volontà. È su questo che puntiamo, sulla riscoperta di quei valori su cui è nata l’Europa perché sì, non dimentichiamo che molti cristiani hanno contribuito alla crescita dell’Europa, ma c’erano anche molti laici a fondarla. In questi giorni abbiamo ricordato che il Movimento Federalista Europeo è nato in Italia nella casa di un valdese, Mario Alberto Rollier, ma con lui c’erano persone laiche come Altiero Spinelli, e tutti si sono ritrovati insieme lavorando per costruire un’Europa unita”.

Come si educa, concretamente, al dialogo?

“Come si impara a camminare? Camminando. Così vale per il dialogo. Bisogna iniziare, uscire da se stessi. Si faranno degli errori certamente, perché a volte è facile, pur non volendo, ferire l’altro e la sua sensibilità. Sotto questo profilo il movimento ecumenico ha certamente molte esperienza da condividere co coloro che si affacciano per la prima volta al dialogo”.

Claudia Di Lorenzi

Intervista a Donato Falmi

Donato Falmi, corresponsabile del Movimento dei Focolari di Roma, durante la Veglia ecumenica a Roma 2017

Guardando a questa Europa di oggi, divisa e smarrita, ci sembra che l’intuizione di Chiara Lubich, nel lontano 1999, di dare avvio alla costituzione di una rete ecumenica internazionale dei movimenti cristiani sia stata profetica…

“È profetica perché pare proprio che Chiara avesse previsto che l’unità dell’Europa non era cosa facile, e quindi che ci volesse una forza spirituale di fondo, magari nascosta, ma talmente forte da andare contro quelle correnti disgreganti e negative che oggi ci sono. Quando Chiara lanciò quest’idea in fondo l’Europa era ancora un ideale che tutto sommato “tirava”, oggi siamo in un momento in cui serve riscoprirla. E se non avessimo fatto questo cammino e se non avessimo sviluppato questa coscienza di questo oggi non si sarebbe capaci. È una concretizzazione, al di là di tutte le dichiarazioni di principio, per ridare all’Europa la sua dimensione cristiana, porre di nuovo il cristianesimo a fondamento dell’Europa (…). Questa esperienza che si sta facendo insieme a livello di chiese e movimenti appartenenti alle diverse anime cristiane dell’Europa – perché il cristianesimo è una realtà sola ma con tante espressioni – forse è la proposta più concreta per dire che l’Europa ha un fondamento cristiano. In questo senso è geniale”.

Papa Francesco ha sottolineato che per costruire una Europa più unita e solidale serve il dialogo. Il Movimento dei Focolari, fin dalla sua costituzione, ha trovato proprio nel dialogo una strada feconda per l’unità. Che significa dialogare e come si impara l’arte del dialogo?

“Qui c’è un’intuizione fondamentale, che è una riscoperta che Chiara fa della natura stessa di Dio, che è amore. Se vogliamo tradurre la parola amore con un termine che esprima la dinamica delle relazioni possiamo usare la parola dialogo. Cosa c’è di più dialogico dell’amore? E d’altra parte senza l’amore un vero dialogo non c’è, perché il dialogo comporta comunque l’accoglienza dell’altro, e quindi comporta una dimenticanza di sé che non significa negarsi ma vuol dire saper fare un passo indietro per accogliere l’altro. E questa è la legge fondamentale. Solo allora si può capire come il dialogo diventa in fondo l’unica via per raggiungere l’unità, perché rispetta le differenze e al tempo stesso coglie ciò che di bene c’è e ciò che unisce”.

Si assiste negli ultimi anni in Europa all’avanzata dei populismi e dei movimenti cosiddetti sovranisti. In questo forse l’Europa deve fare un esame di coscienza: quali mancanze riconoscere e come cambiare rotta?

“Quello che può spiegare questa situazione è che l’Europa ha puntato molto sul benessere materiale. L’Europa ha elaborato a beneficio di tutto il mondo valori come quelli riassunti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, firmata dai leader mondiali, ma poi la tentazione di appiattirsi su un benessere di natura materiale, dimenticando quello che c’è di più profondo nell’animo umano, è una dura realtà. Raggiungendo i più grandi traguardi di civiltà l’Europa ha raggiunto anche un benessere che le ha fatto dimenticare i presupposti più profondi di una convivenza civile. Oggi ne stiamo pagando le conseguenze ma forse con fatica stiamo riscoprendo quei valori che avevamo dimenticati, che non significa che il benessere materiale non sia un valore, lo è ma nel giusto posto, insieme agli valori che però vengono prima”. 

Claudia Di Lorenzi

Intervista a Padre Heinrich Walter

Padre Heinrich Walter, Movimento di Schönstatt, in occasione della Veglia ecumenica a Roma 2017

Quale contributo può offrire Papa Francesco all’evoluzione di questa Europa, verso la costruzione di un’Europa più solidale e ispirata ai valori cristiani?

“Penso che il Papa, in quanto argentino, guarda all’Europa da una prospettiva diversa dalla nostra, più oggettiva, e comprende che all’Europa manca vitalità, perché è spaventata, ha paura. Papa Francesco è un entusiasta e comprende bene che il mondo ha bisogno di rinnovamento”.

Che testimonianza possono dare all’Europa le Chiese cristiane unite nella loro diversità?

“In questa Europa in crisi manca la libertà per ciascun Paese di collaborare secondo le proprie possibilità. Alcuni Paesi però subiscono una pressione eccessiva a causa dell’emergenza rifugiati. Serve allora in Europa una alleanza fra i Paesi, perché ciascuno con libertà possa offrire il proprio contributo”.

Claudia Di Lorenzi

Roma 2017

Roma 2017

25 marzo 2017, 60° anniversario dei Trattati di Roma. La voce di Insieme per l’Europa si fa sentire

La serata prima è un’occasione per politici, responsabili di varie Chiese e laici, in rappresentanza della rete Insieme per l’Europa, di incontrarsi nella Basilica dei XII apostoli a Roma per una Veglia ecumenica ed internazionale. Le sfide: come dare forma ad un autentico umanesimo europeo-cristiano? Come far sì che la fede si apra maggiormente alla cultura?

Alla Veglia, presieduta dal Card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, hanno partecipato più di 750 persone di 23 Movimenti e Comunità. Tra i presenti, il vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Siluan, vescovo della Chiesa rumena-ortodossa in Italia, Heiner Bludau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia, Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Gerhard Pross (YMCA di Esslingen), moderatore di Insieme per l’Europa.

Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha voluto far giungere a tutti i convenuti “sentimenti di ideale partecipazione, nella convinzione che momenti di incontro come questo diano un importante segno di speranza, necessaria per costruire un’Europa unita e solidale.”

Alcuni input della serata: “Ci vuole più Europa!” “Dio nel corso della storia ha affidato una missione a questo Continente: l’insieme di cielo e terra, l’insieme di fede ed incidenza sul mondo!” “I valori cristiani sono valori europei e viceversa. La cultura del dialogo, della tolleranza, dell’apertura, della fraternità possono essere vissuti al di là della confessione e religione, di ogni credo. Questa veglia servirà a risvegliare questi grandi valori.”

In altre 56 città europee analoghe veglie di preghiera si sono svolte con solennità e partecipazione.

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A cura della Segreteria internazionale di Insieme per l’Europa

Questa è l’Europa che vogliamo costruire

Veglia Ecumenica e internazionale – La fede si apre alla cultura

La sera del 24.3.2017 la Basilica dei XII Apostoli a Roma è strapiena di persone. Alla Vigilia del 60° anniversario dei Trattati di Roma si sono trovate più di 750 persone in una preghiera presieduta dal card. Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei Cristiani. Cattolici, protestanti, ortodossi, anglicani, clerici e laici hanno risposto all’invito di Insieme per l’Europa, iniziativa di 300 Movimenti e Comunità cristiani. Ne era esempio il coro composto da 8 Movimenti presenti a Roma e il coro della comunità rumeno-ortodossa.

Il Presidente dell’Italia, Sergio Mattarella, ha voluto far giungere a tutti partecipanti “sentimenti di ideale partecipazione, nella convinzione che momenti di incontro come questo diano un importante segno di speranza, necessaria per costruire un’Europa unita e solidale.”

Mons. Nunzio Galantino, Segretario generale CEI, Andrea Riccardi (fondatore della Comunità di Sant’Egidio), Gerhard Pross (attuale moderatore di Insieme per l’Europa) hanno parlato in vari momenti e sotto vari aspetti della crisi dell’Europa, provocata tra l’altro dagli egoismi nazionali, di gruppo ed individuali. Hanno lanciato sotto varie forme l’invito a credere ancora nel progetto dei Padri Fondatori dell’Europa: operare a favore della pace, della giustizia e della solidarietà nel mondo (cf. Preambolo del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa, dichiarato dai Capi di Stato il 29.10.2004).

Su questo sfondo, l’inno Trisaghion “Dio è Santo Dio, Santo e forte”, cantato insieme da una folla profondamente toccata, è risuonato particolarmente forte e solenne.

Heinrich Walter, del Movimento di Schönstatt, ha sottolineato in un’intervista: “Ci sono due punti salienti nel cammino verso una nuova integrazione europea: bisogna coltivare le radici cristiane dell’Europa. Noi Movimenti ci impegniamo in questo. E bisogna rispettare la libertà dell’altro. Noi di Insieme per l’Europa proviamo a vivere così. E questa esperienza la vogliamo condividere con tutta l’Europa.”

Simeon Catsinas, parroco greco-ortodosso a Roma, dopo la Veglia ha voluto condividere la sua gioia: ”Sono felice di questa serata. Dobbiamo lavorare insieme come cristiani, dobbiamo dare testimonianza comune. È urgente che andiamo avanti insieme su questa strada.”

Alla domanda se il documento “Dal Conflitto alla comunione” sia un modello per l’Europa, il decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CEL), pastore Heiner Bludau, risponde: “Sicuramente il documento fa vedere un passo positivo. Ora deve incidere sempre più nella vita. Così potrà diventare un modello convincente per tutta l’Europa.”

Durante la Veglia le parole di alta politica e le parole della Sacra Scrittura suonavano quasi allo stesso livello. Jesùs Moràn, Co-presidente del Movimento dei Focolari, afferma: “L’Europa non si può pensare senza il cristianesimo. Il cristianesimo che ha formato l’Europa è il cristianesimo della Chiesa unita: quindi, la cattolicità ecumenica è la realtà più fondamentale dell’Europa. E l’Europa deve ritrovare sè stessa come civiltà del cristianesimo. I valori cristiani sono valori europei e viceversa. La cultura del dialogo, della tolleranza, dell’apertura, della fraternità possono essere vissuti al di là della confessione e religione, di ogni credo. Questa veglia servirà a risvegliare questi grandi valori.”

Oltre 4.000 persone hanno seguito l’evento in diretta, molte le condivisioni sui social media. Anche in altre 50 città europee si sono svolte simile initiative, con solennità e partecipazione.

La voce di Insieme per l’Europa si è fatta sentire!

Beatriz Lauenroth

Per vedere la galleria fotografica completa: //www.flickr.com/photos/fotomas2008/sets/72157681856163965

 

L’Europa senza fraternità è impensabile

Sala Capitolare di San Salvatore in Lauro a Roma, 17 febbraio 2017: Insieme per l’Europa presente al Convegno dell’Associazione “Città per la fraternità”.

In seguito al saluto della presidente Milvia Monachesi, varie sono state le analisi delle potenzialità e delle problematiche del continente europeo. Sono intervenuti Donato Falmi, già direttore dell’Editrice Città Nuova, Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e presidente della Lega per le Autonomie e l’on. Silvia Costa, europarlamentare e attualmente coordinatrice della Commissione Cultura per S&D che, concludendo, ha affermato che “un’Europa senza la fraternità è impensabile”.

Al tema in questione «Europa: Libertà, Uguaglianza e… la Fraternità?  Quale chance oggi», l’esperienza di Insieme per l’Europa, presentata da Diego Goller (Italia) e Ilona Toth (Ungheria) ha messo in luce l’azione di Comunità e Movimenti di varie Chiese cristiane che intendono essere un contributo all’unità europea, partendo dal loro ricco patrimonio spirituale e culturale.

“Si dice che l’Europa si unisce unendo le città. Sono lì nelle città i veri problemi da risolvere, le vere risposte da dare. Si dice anche spesso: “agire localmente, pensare globalmente”; forse si potrebbe piuttosto dire che oggi si deve “pensare localmente, agire globalmente”, perché le idee nascono dalla vita, dal territorio, dalle periferie e perché le cause dei problemi che ci preoccupano nelle nostre città hanno origine, spesso, a livello globale”, suggerisce Diego Goller. E, riferendosi a Chiara Lubich, continua: “Chiara infatti, parlando dell’Insieme per l’Europa, diceva sin dall’inizio che è “un INSIEME che tradotto per tutti significa fraternità; mentre Europa sta a significare il lato politico, perché noi serviamo un progetto politico nel senso ampio del termine.”

Nel suo percorso di 17 anni, Insieme per l’Europa ha maturato via via il proprio messaggio che nella dichiarazione finale di “Stoccarda 2007” viene espresso da una serie di “SÌ” perché le città siano luoghi di accoglienza, aperte alle diverse culture”, prosegue Ilona Toth, che cita anche Michael Hochschild, sociologo franco-tedesco, professore a Parigi, che all’ultima Manifestazione a Monaco nel 2016, alla domanda se la speranza ha un futuro, ha dichiarato: “La risposta sono i Movimenti stessi, forze creative di carattere sociale, se non addirittura religioso. La loro fede, il loro impegno e soprattutto la loro fiducia sono molto richiesti sulla via per uscire dalla crisi della società, perché essi creano la necessaria fiducia nel futuro. Ma per questo i nuovi Movimenti spirituali devono comprendersi in modo più forte che finora come forze culturali plasmanti e comportarsi di conseguenza. In certo modo, devono diventare di più Movimenti sociali”.

E ancora Alcide de Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Europa, che ha pronunciato già nel 1952 parole che ci invitano anche oggi al dialogo democratico: “Bisogna scegliere: o parlare, discutere, fare appello alla ragione, fare appello alla capacità umana, oppure ricorrere alla forza, al comando, imporre la volontà di una persona. (…) Nel passato sono stati tanti i conflitti e le guerre per questa impossibilità di trovare l’accordo, di discutere, per l’impossibilità di mettersi insieme in un’Assemblea e trattare di pace; non è meglio che facciamo uno sforzo per raggiungere la pace, per avere delle formule, per avere delle istituzioni che garantiscano questa pace?”

“Grazie dell’invito, grazie di questa chance per le nostre sinergie; lavoriamo insieme affinché le nostre case, comunità e città siano laboratori di comunione, di amicizia e di fraternità, capaci di integrare, aperti al mondo intero” afferma infine Diego Goller.

A conclusione del Convegno, la cerimonia della VIIIª edizione premio Chiara Lubich per la Fraternita’ assegnato quest’anno al Comune di Assisi, la città dove « 600 anni prima della declinazione dei tre principi della Modernità, coniati dalla Rivoluzione Francese (Libertà Uguaglianza e Fraternità), riecheggiò per prima la parola Fraternità ad opera di Francesco… » come si afferma nella motivazione della premiazione.

Vedi anche: www.cittaperlafraternita.org/europa-e-fraternita-binomio-impegnativo/

Contributi video del Convegno: //youtu.be/edJSuqMdDaI

Mattarella sull’Europa dei giovani

“(…) Desidero, adesso, rivolgermi soprattutto ai giovani.

So bene che la vostra dignità è legata anche al lavoro. E so bene che oggi, nel nostro Paese, se per gli adulti il lavoro è insufficiente, sovente precario, talvolta sottopagato, lo è ancor più per voi.

La vostra è la generazione più istruita rispetto a quelle che vi hanno preceduto. Avete conoscenze e potenzialità molto grandi. Deve esservi assicurata la possibilità di essere protagonisti della vita sociale.

Molti di voi studiano o lavorano in altri Paesi d’Europa. Questa, spesso, è una grande opportunità. Ma deve essere una scelta libera. Se si è costretti a lasciare l’Italia per mancanza di occasioni, si è di fronte a una patologia, cui bisogna porre rimedio.

I giovani che decidono di farlo meritano, sempre, rispetto e sostegno.

E quando non si può riportare nel nostro Paese, l’esperienza maturata all’estero viene impoverita l’intera società.

Nel febbraio scorso, in una Università di New York, ho incontrato studenti di ogni continente. Una ragazza ha aperto il suo intervento dicendo di sentirsi cittadina europea, oltre che italiana.

Tante esperienze di giovani che condividono, con altri giovani europei, valori, idee, cultura, rendono evidente come l’Europa non sia semplicemente il prodotto di alcuni Trattati. Un Continente che, dopo essere stato, per secoli, diviso da inimicizie e guerre, ha scelto un cammino di pace e di sviluppo comune.

Quei giovani capiscono che le scelte del nostro tempo si affrontano meglio insieme. Comprendono, ancor di più, il valore della pacifica integrazione europea di fronte alla tragedia dei bambini di Aleppo, alle migliaia di persone annegate nel Mediterraneo e alle tante guerre in atto nel mondo.

E non accettano che l’Europa, contraddicendosi, si mostri divisa e inerte, come avviene per l’immigrazione.

Dall’Unione ci attendiamo gesti di concreta solidarietà sul problema della ripartizione dei profughi e della gestione, dignitosa, dei rimpatri di coloro che non hanno diritto all’asilo. (…)”

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica italiana, dal discorso alla nazione, 31.12.2016

Eventi locali 2009

Insieme per l’Europa si moltiplica. Con le Manifestazioni a dimensione continentale di Stoccarda nel 2004 e 2007, si è avviato in tanti luoghi un cammino d’Insieme tra Comunità e Movimenti cristiani.

Nel 2009, per ‘seminare’ nel locale, si svolgono incontri nazionali in 12 Paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Irlanda del Nord, Italia, Russia, Svizzera, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, in genere con la presenza di qualche rappresentante di un altro Paese, per esprimere il respiro europeo.

Ognuna di queste Manifestazioni ha un’impronta diversa, a seconda dell’area culturale e delle Comunità e dei Movimenti che le organizzano insieme sul posto. Il comune obiettivo è quello di affrontare con responsabilità la sfida che si pone all’Europa oggi, iniziando dal proprio territorio.

Presenti in più Nazioni reti televisive, radio e stampa. Incisive le testimonianze che esprimano la vita dei cristiani in diverse situazioni: l’accoglienza e la difesa della vita, le complesse problematiche per la famiglia di oggi, il rapporto con la natura, la solidarietà con i poveri e con le persone bisognose di assistenza, l’impegno per la pace, per la sicurezza della città e nei vari campi della società.

Le testimonianze comunicano la certezza che nel Vangelo si trova la risposta ad ogni problematica.

Vedi il video “10 anni per l’Europa”

a cura della Segreteria internazionale di Insieme per l’Europa

Würzburg e Ischia, 7/12/2013

Dalla Germania (Wüzburg)

“Una giornata specialissima nel nostro ‘Insieme’ – così i responsabili di Movimenti e Comunità di varie Chiese della Germania riassumono l’incontro del 7 dicembre 2013 a Würzburg. Erano 120 impegnati in ‘Insieme per l’Europa’ che si erano dati appuntamento per riflettere sull’anno passato e sul prossimo passo da fare.
Gerhard Pross, coordinatore del “Convegno dei Responsabili”, scrive: “La giornata è iniziata con una riflessione su un pensiero di Chiara Lubich in cui ci chiama all’ ‘Insieme’.
E’ seguito un ricco scambio di esperienze di collaborazione tra Movimenti e Comunità in varie città della Germania, come per esempio le ‘Oasi di pace e di preghiera’, formatesi a Stoccarda.

Il Presidente della Conferenza episcopale tedesca, l’arcivescovo Robert Zollitsch, ha voluto far visita al conve-gno. Egli vede nell’‘Insieme’ una iniziativa che unisce le Chiese, una testimonianza importante e un segno di incoraggiamento. Ha parlato particolarmente in vista del 2017, anno in cui ricorre il 500° dell’inizio della Riforma luterana.
Ha auspicato che questa ricorrenza possa diventare occasione di incontro e di nuova comprensione. Nel dialogo sono venuti in evidenza vari aspetti.

In rilievo è venuto il patto dell’amore reciproco, con il quale è nata la rete di ‘Insieme per l’Europa’. Non è sufficiente conoscersi, è necessaria una vera e fraterna collaborazione che sia di esempio per i popoli europei.

“Per me è stato un momento storico, c’è qualcuno che allarga grandemente le sue braccia”, ha commentato un responsabile. E un altro ha augurato all’arcivescovo Zollitsch di continuare con coraggio su questa strada: “Il popolo è dalla sua parte!”.

Durante il convegno è stato riferito dell’incontro degli ‘Amici di Insieme per l’Europa’ del novembre scorso a Parigi. ‘Insieme’ non raccoglie soltanto Movimenti di varie Chiese, ma anche appartenenti a quasi tutti i popoli europei. Da ciò emerge una responsabilità per un contributo culturale, sociale e politico.

Scrive ancora Gerhard: “Con il comitato tedesco avevamo preparato la giornata del 7 dicembre con una preghiera di ascolto. Quando siamo riusciti a mettere da parte tutte le nostre considerazioni e abbiamo cercato di dare ascolto a Lui, allora ci siamo sentiti incoraggiati. Qualcuno ha detto: “Qui c’è il Risorto in mezzo a noi e ci dice: Non abbiate paura!”.
Siamo ripartiti pieni di gioia, di coraggio e di speranza.
Quest’incontro ha avuto una grazia particolare e ci ha lasciato in cuore la certezza che ‘Insieme’ prosegue e che abbiamo potuto intuire qualcosa della ‘partitura scritta in cielo’”.

Ischia (Italia) 7 settembre 2013

“Il 7 settembre 2013 – scrivono Rita e Giulio Seller – in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la pace, il Comitato ‘Ischia per l’Europa’ si è mobilitato per una grande manifestazione per la pace con un corteo tra canti e fiaccole. I negozi hanno abbassato luci e suoni in segno di adesione. La marcia è terminata in pineta con vari interventi, poesie e preghiere sulla pace di luterani e cattolici, intervallati da pezzi musicali di artisti isolani. Il vescovo cattolico si è fatto presente con un video-messaggio.

Tanti hanno lasciato contributi e riflessioni, esprimendo gratitudine per l’evento”.

Gabriella Fallacara e Severin Schmid