Quando i nervi sono a fior di pelle

da | Dic 11, 2025

Sono in Ucraina per la terza volta in un anno. Vedo un Paese allo stremo dopo quasi quattro anni di guerra. La resilienza della gente è incredibile, ma la tensione è palpabile ovunque. I nervi sono a fior di pelle e questo è fin troppo comprensibile...

Sono in Ucraina per la terza volta in un anno. Vedo un Paese allo stremo dopo quasi quattro anni di guerra. La resilienza della gente è incredibile, ma la tensione è palpabile ovunque. I nervi sono a fior di pelle e questo è fin troppo comprensibile.

L’inverno senza elettricità, acqua e riscaldamento, gli allarmi e i bombardamenti continui a ogni ora del giorno e della notte: tutto questo è ormai parte integrante della vita quotidiana. È una vita di insicurezza permanente, una vita in balia delle minacce.

Nonostante il caos, ci sono momenti di profonda solidarietà e raccoglimento che tengono unito il Paese. Ogni mattina alle nove, una canzone della resistenza nazionale risuona per le strade di tutta l’Ucraina. La vita pubblica si ferma per un minuto. La cassiera del supermercato smette di passare gli articoli, l’uomo al bar posa la tazzina di caffè sul tavolo e la bibliotecaria al banco dei libri si ferma. Questo minuto è dedicato al ricordo e al rispetto dei soldati caduti e di tutti coloro che resistono in prima linea nelle trincee. Si tratta di una cerimonia quotidiana commovente che pone l’attenzione sulle vittime della guerra.

Essere vicini alla morte cambia profondamente la prospettiva sulla vita e sulla fede. Un giovane che combatteva al fronte mi ha detto: “Di fronte alla morte non ci sono atei. Anche gli uomini che non sono credenti, in quel momento, implorano: ‘Dì una preghiera anche per me, perché io non so come si fa a pregare'”. Un altro soldato ha raccontato di un’imboscata in cui è caduta la sua truppa: “Eravamo sotto il fuoco pesante del nemico. Miracolosamente, il proiettile si è conficcato nel mio giubbotto antiproiettile. Tante persone in tutto il mondo stanno pregando per noi e so per certo che una di queste preghiere mi ha salvato la vita”.

Beatriz Lauenroth, addetta stampa di Insieme per l’Europa

3 Commenti

  1. Valquiria

    Fortissima questa esperienza che ci mostra la forza della spiritualita, della resistenza quotidiana davanti alla sofferenza e della speranza nonostante tutto.

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  2. luisa Vannutelli

    Dal minuto di silenzio quotidiano traspare la forza eil senso di appartenenza ad un comunità umana che dovremmo fare anche nostro: Grazie e faccio girare.

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  3. José Miguel (Txemi) Aramburu Eguizábal

    Grazie di avvicinarci l’esperienza che stanno vivendo tante persona in questo conflitto.

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