Colazione di Preghiera al Parlamento UE

Colazione di Preghiera al Parlamento UE

Di frazioni diverse, ma con una base comune

Insieme per l’Europa ha partecipato alla 28° European Prayer Breakfast, evento annuale che si svolge a Bruxelles, una iniziativa sorta per mettere insieme i cristiani delle varie Chiese e denominazioni, impegnati nei molteplici ruoli (parlamentari, esperti, sostenitori) afferenti alle istituzioni dell’Unione Europea. Un’occasione per stringere amicizie nuove, consolidare quelle vecchie e conoscere il ricco mondo dei cristiani che agiscono per dare impulso alla vocazione alla pace e all’armonia fra i popoli dell’Europa. In sintonia con gli scopi di Insieme per l’Europa, il MEP Mavridis di Cipro, membro della International Assembly on Orthodoxy (I.A.O.), ha introdotto la sessione della colazione con le seguenti parole: “Anche se siamo di frazioni diverse, è Gesù la base comune che ci unisce”.

Belli e fecondi gli incontri che Jeff Fountain (Paesi Bassi), Alberto Lo Presti (Italia) e Maria Wienken (Germania), partecipanti per conto di Insieme per l’Europa, hanno avuto con alcuni amici speciali: Eduard Heger, ex primo ministro slovacco, che ci ha incoraggiati a continuare ad affiancare gli europarlamentari nel loro impegno per una politica cristiana; Miriam Lexmann, che ha rinnovato la sua disponibilità a collaborare in vista di un prossimo appuntamento, in maggio, all’Europarlamento, e altri ancora, desiderosi di conoscere l’esperienza di Insieme per l’Europa.  

Beyond the numbers

Anteriormente a tale evento si è svolto un interessante seminario organizzato dal Segretariato dell’Art.17, preposto al «Dialogo fra religioni e visioni non confessionali», dal titolo “Beyond the numbers”. L’obiettivo è stato mettere a fuoco il bilancio europeo in termini di incentivazione del dialogo e delle relazioni fra le concezioni religiose e filosofiche che alimentano lo spirito europeo. L’aula parlamentare nella quale si è svolto l’evento appariva come un variopinto mosaico di religioni, tradizioni filosofiche, ispirazioni spirituali, enti culturali. Eppure, non c’era aria di confusione. L’impegno per l’Europa è stato il denominatore comune, confermando che questa è l’epoca del fare rete, del muoversi assieme, cercando di incrementare i dialoghi e gli incontri fra coloro che hanno a cuore il destino del Vecchio Continente e, con esso, il destino dell’umanità.

Il contributo di Insieme per l’Europa

In tale prospettiva, il contributo di Insieme per l’Europa è stato riconosciuto come indispensabile da Antonella Sberna, eurodeputata italiana, vicepresidente dell’art. 17 dell’UE, la quale si ricordava con gioia dell’evento del 15 maggio scorso e si è resa disponibile a sostenere un prossimo evento nel maggio 2026. Cordiali anche i saluti con il Presidente della COMECE, Mons Crociata e il Segretario, Rev. Barroso come con i due rappresentanti della KEK. La MEP Monika Hohlmeier, tedesca, ha espresso interesse a conoscere di più la nostra rete e ci siamo dati appuntamento in Germania.

In conclusione abbiamo potuto partecipare ancora a due eventi svoltesi nel Parlamento Europeo: uno sul multilateralismo: “Il ruolo dell’Europa nella riforma dell’ONU” con relatori come Nicola Zingaretti e Lucia d’Annunziata e un altro sul tema “Il ruolo della fede nel costruire coesione sociale”, promosso da Prof. Mc. Donagh del Centro per Religioni, Valori umani e relazioni internazionali. In quest’ultimo anche la rete Insieme per l’Europa è stata presentata brevemente, suscitando apprezzamento ed interesse.

Maria Wienken, Alberto Lo Presti

Quando i nervi sono a fior di pelle

Quando i nervi sono a fior di pelle

Sono in Ucraina per la terza volta in un anno. Vedo un Paese allo stremo dopo quasi quattro anni di guerra. La resilienza della gente è incredibile, ma la tensione è palpabile ovunque. I nervi sono a fior di pelle e questo è fin troppo comprensibile.

L’inverno senza elettricità, acqua e riscaldamento, gli allarmi e i bombardamenti continui a ogni ora del giorno e della notte: tutto questo è ormai parte integrante della vita quotidiana. È una vita di insicurezza permanente, una vita in balia delle minacce.

Nonostante il caos, ci sono momenti di profonda solidarietà e raccoglimento che tengono unito il Paese. Ogni mattina alle nove, una canzone della resistenza nazionale risuona per le strade di tutta l’Ucraina. La vita pubblica si ferma per un minuto. La cassiera del supermercato smette di passare gli articoli, l’uomo al bar posa la tazzina di caffè sul tavolo e la bibliotecaria al banco dei libri si ferma. Questo minuto è dedicato al ricordo e al rispetto dei soldati caduti e di tutti coloro che resistono in prima linea nelle trincee. Si tratta di una cerimonia quotidiana commovente che pone l’attenzione sulle vittime della guerra.

Essere vicini alla morte cambia profondamente la prospettiva sulla vita e sulla fede. Un giovane che combatteva al fronte mi ha detto: “Di fronte alla morte non ci sono atei. Anche gli uomini che non sono credenti, in quel momento, implorano: ‘Dì una preghiera anche per me, perché io non so come si fa a pregare'”. Un altro soldato ha raccontato di un’imboscata in cui è caduta la sua truppa: “Eravamo sotto il fuoco pesante del nemico. Miracolosamente, il proiettile si è conficcato nel mio giubbotto antiproiettile. Tante persone in tutto il mondo stanno pregando per noi e so per certo che una di queste preghiere mi ha salvato la vita”.

Beatriz Lauenroth, addetta stampa di Insieme per l’Europa

Called to Future

Called to Future

Il titolo – “Chiamati al futuro” – di questo appuntamento rispecchiava una chiamata di Dio nell’apertura alla voce dello Spirito dentro di noi, nell’ascolto delle sorelle e dei fratelli. Essa è risuonata forte per quanto sta avvenendo attorno a noi. In particolare, di fronte alla nostra Europa frammentata, confusa, divisa, di fronte alla sua crescente insignificanza nel quadro geopolitico mondiale, è emersa la chiamata urgente a mostrare un cammino di riconciliazione possibile per la forza della comunione.

È stato un incontro principalmente di lavoro, svolto sulla base di meditazioni-preghiere (scaricabili in fondo alla pagina), relazioni, scambi vivaci in piccoli gruppi – secondo lo stile dell’ascolto nello spirito – ed in plenari. Il tutto aveva lo scopo di rinsaldare la comunione fraterna e di comprendere la voce dello Spirito in vista di nuovi passi futuri. Non poteva mancare il Patto dell’amore scambievole (secondo Gv 13,34), rinnovato come ogni anno in modo solenne, e tanto più attuale in una fase di cambio generazionale in cui si trova la nostra rete ecumenica. In linea con questa svolta, P. Lothar Penners (Schönstatt) e Gerhard Pross (YMCA) hanno presentato un volume che raccoglie i testi fondamentali e varie testimonianze sulla storia di IpE: “Momenti salienti di unità – Esperienze di 25 anni di Insieme per l’Europa”, che uscirà a breve alla stampa.

Per dare visibilità a questo cammino ed evidenziare un segno di speranza ai cittadini d’Europa è stato preso in considerazione il progetto di un grande incontro europeo. In un ampio scambio sono emerse idee e proposte, che verranno ora vagliate e finalizzate nei prossimi mesi dal Comitato di Orientamento. Si ipotizza un evento centrale in collegamento con iniziative simili in varie città europee, indicativamente nella primavera del 2028. Ciò sarebbe significativo a 30 anni dal primo incontro di Giovanni Paolo II con i nuovi Movimenti e Comunità cattolici. Esso aveva segnato l’inizio di un cammino di comunione tra di essi, a cui poi hanno voluto aderire per primi anche Movimenti delle Chiese della Riforma seguiti poi da altre Chiese. 

La presenza di autorevoli rappresentanti di alcuni Movimenti – Nuria Alonso (CHARIS), Fadi Krikor (Treffen von Verantwortlichen), Reinhardt Schink (Evangelische Allianz Deutschland), Valeria Martano (Comunità Sant’Egidio), Margaret Karram ed Jesus Moran (Movimento dei Focolari) ed altri – ha rinsaldato la comunione e confermato la convergenza di intenti.

Da più parti è emersa l’attesa per un maggiore protagonismo dei giovani adulti. Un piccolo gruppo di essi, rappresentativo di Romania, Slovacchia ed Italia, si è trovato subito di seguito a Castel Gandolfo, per elaborare le prime idee di un secondo incontro nel 2026 all’Europarlamento di Bruxelles.

A cura di Diego Goller

Speranza in tempi difficili – Cezara Perian, 6 novembre 2025>>

Sfide – Sr. M. Lioba Ruprecht, 7 novembre 2025>>

Preghiera-Meditazione di Margaret Karram, 8 novembre 2025 >>

Comunicato – Aggiornamento IpE, 8 novembre 2025 >>

Momenti salienti di unità

Momenti salienti di unità

Venticinque anni fa accadde qualcosa che molti ritenevano impossibile: cristiani di diverse Confessioni, Movimenti e Comunità, iniziarono ad ascoltare insieme la chiamata di Dio all’unità. Da questi primi incontri nacque la rete ecumenica Insieme per l’Europa, che oggi riunisce numerosi e variegati Movimenti e Comunità in tutto il Continente.

Il libro “Momenti salienti di unità” (Sternstunden der Einheit) di Gerhard Proß e Lothar Penners ripercorre questa storia di riconciliazione e crescita spirituale, offrendo numerose testimonianze personali sul cammino fatto insieme.

Non si tratta di una semplice cronaca, ma di un invito a riconoscere come la fede possa superare i confini e costruire ponti, non solo tra le Chiese, ma anche nella società.

Il volume raccoglie esperienze, riflessioni e discorsi che documentano 25 anni di vita condivisa e invita, in un tempo di divisioni, a coltivare una “cultura dell’insieme”, fondata sull’amore reciproco e sulla forza del Vangelo.

Il libro uscirà nel novembre 2025, per ora solo in lingua tedesca.

Per maggiori informazioni e dettagli (in tedesco) vedi la pagina sul sito Insieme per l’Europa in Germania: clicca qui>>

Vedi anche la presentazione del libro sulla pagina web del Movimento Schoenstatt: clicca qui>>

Piccoli gesti, grandi visioni

Piccoli gesti, grandi visioni

Da tempo avvertiamo che la nostra rete ecumenica ha bisogno di un sostegno finanziario più continuativo. Ci rendiamo conto che dobbiamo trovare nuove forme per garantire un futuro al nostro progetto.

“Dov’è lo Spirito Santo, lì l’Eterno Padre apre le mani”, diceva Helmut Niklas, uno dei cofondatori di Insieme per l’Europa. Negli anni scorsi abbiamo avuto modo di sperimentarlo tantissime volte.

Siamo convinti che, per costruire qualcosa di grande, servano anche i mattoni più piccoli. O, per dirla con Madre Teresa di Calcutta: Un piccolo atto, fatto con grande amore, può cambiare il mondo.

Con questo spirito, abbiamo partecipato con alcuni amici a una festa di paese a Unterhaching (Monaco), con un mercatino delle pulci. Il risultato economico: 115 euro.

Ma c’è di più… l’effetto collaterale: abbiamo parlato della nostra rete, di come vivere per un’Europa unita in cui regnino fraternità e pace, un’esigenza e una necessità più che mai attuale.

Anche se l’iniziativa è stata di piccole dimensioni, per noi è stato importante impegnarci e dare un segno di un cammino condiviso, in cui anche i gesti semplici fanno la differenza.

Maria Wienken

La città come luogo di Dio

La città come luogo di Dio

Il contesto

La chiesa di San Matteo a Monaco è circondata su tre lati dal Nussbaumpark e confina a est con la Sendlinger-Tor-Platz. Un luogo al centro della città eppure immerso nel verde: posto ideale per un incontro con il tema “Cercare il bene per la città”. Ma la prima impressione è ingannevole. Non è un luogo idilliaco. Un senzatetto ha passato la notte sui gradini della chiesa luterana e la gente chiede sempre soldi alle porte della chiesa.

Nella Chiesa di San Matteo si parlava di questa città. Il meglio per questa città. Con tutte le sue contraddizioni. In tutto il mondo, le città sono luoghi desiderati. Tra pochi anni, metà dell’umanità vivrà in città. E i cristiani? “Le città crescono, ma i cristiani spesso le abbandonano”, ha osservato con rammarico Rainer Harter, direttore della Casa di preghiera di Friburgo. Il fine settimana di MfE ha avuto un tono decisamente diverso con oltre 200 partecipanti, la maggior parte dei quali provenienti dalla Germania, ma anche dall’Austria.

Affrontare la realtà

Il titolo dell’evento “Cercare il bene per la città” è una citazione biblica tratta dal profeta Geremia. “Le parole di Geremia ci esortano ad accettare la realtà così com’è, senza illuderci o rimpiangere i ‘bei vecchi tempi’, ma soprattutto senza rinunciare alla speranza nel futuro” – ha affermato Janina Hiebel, esperta di Antico Testamento, nel suo intervento di sabato mattina, dedicato all’approfondimento storico, spirituale e teologico del titolo. E continua: “Cercate il meglio e pregate per la città, per il paese e per il mondo in cui vivete, il che significa anche: non costruire immagini nemiche, ma superarle. Conservare l’identità senza isolarsi. Dio si lascerà trovare da voi, anche e soprattutto nei luoghi che ritenete irrimediabilmente lontani da Dio”.

Deborah Dittmer, responsabile della comunità Vineyard di Monaco, ha ribadito lo stesso concetto nel suo intervento: «Dobbiamo abbandonare la nostra mentalità vittimista. Non siamo vittime! Non siamo nemmeno dominatori! Siamo sale e luce per il mondo! Ciò non significa che dobbiamo trovare tutto buono. Ma scegliamo un atteggiamento di amore verso questo mondo, la società, le persone, accettando tutti i problemi e le sfide esistenti; nessun atteggiamento di paura, avversione o isolamento”.

La città – luogo di incontro fondato sull’amore 

Nella relazione principale della mattinata, Jesús Morán, Co-Presidente del Movimento dei Focolari, ha illustrato come pensatori laici e spirituali abbiano descritto la città nel corso dei secoli: come luogo in cui sono riconoscibili le opportunità e i limiti della ragione e della giustizia; luogo che deve essere fondato sull’amore. Solo allora, secondo Morán, collegato in videoconferenza, la città diventa «luogo di incontro tra l’uomo e Dio. Questo è ciò che la visione cristiana della città produce: il passaggio dalla razionalità alla relazionalità, dalla ragione del singolo alla ragione di una comunità». I cristiani, continua Morán, potrebbero «impegnarsi a costruire, in mezzo alle città visibili del nostro continente, quelle “città invisibili” che sono veri presagi profetici del Regno di Dio». Leggi il testo integrale>>

Già venerdì pomeriggio, durante un colloquio con rappresentanti ecclesiali ed un politico, si era discusso di cosa fosse «il meglio» per la città e di come riconoscerlo. “Cercate il bene della città” significa dare voce a chi altrimenti non ne avrebbe, aiutare i poveri e i deboli a farsi sentire, ha affermato Markus Grübel, membro del Bundestag dal 2002 al 2025 e incaricato del governo federale per la libertà religiosa nel mondo dal 2018 al 2021.

Cercare ciò che accomuna

Geremia esortò il popolo d’Israele a cercare il meglio per la città straniera, anzi nemica, di Babilonia, ha sottolineato Thomas Prieto Peral, vescovo regionale evangelico-luterano di Monaco. È forse il più antico appello a tenere presente il bene comune. Tutti dovrebbero stare bene. E quindi, secondo Prieto Peral, il nostro posto è al fianco delle persone che vengono attaccate, che hanno paura, indipendentemente da chi siano. Christoph Klingen, vicario generale dell’arcidiocesi di Monaco-Freising, ha aggiunto: “Cercare il meglio significa cercare ciò che ci unisce. Così la testimonianza dei cristiani per la città potrà risplendere più luminosa”.

All’interno della Matthäuskirche un grande mosaico attira l’attenzione. Raffigura la “Gerusalemme celeste”, ovvero la città di Dio. Per adorare e onorare questo Dio, il programma prevedeva molto tempo dedicato alla preghiera e alla lode, organizzati dal «Lobpreiswerkstatt» (laboratorio di lode) della comunità Immanuel di Ravensburg. Nella sua omelia durante la funzione conclusiva, Reinhardt Schink, presidente dell’Alleanza Evangelica in Germania, ha chiesto chi avesse il potere di realizzare il meglio per la città. L’elefante? Il leone? La sua risposta: No, è l’agnello. “Sulla croce il male ha perso tutto. La vita si dispiega lì dove c’è disponibilità a donarsi”.

Il Patto dell’amore reciproco, fondamento dell’Insieme, è stato rinnovato a Monaco: “Gesù, diciamo sì al tuo comandamento e rinnoviamo la nostra alleanza di amore reciproco. Vogliamo amarci gli uni gli altri, come hai promesso. Ti preghiamo, rafforza il nostro amore attraverso lo Spirito Santo e sii tra noi, come ci hai promesso. Opera in noi e attraverso di noi, affinché possiamo essere una benedizione per i nostri simili e servire il bene della società».

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